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Golpe in Honduras: "Orgoglio Bergamasco!"

"Honduras: il golpista che viene da Bergamo".
Inquietante quanto "La spia che venne dal freddo" questo è il titolo del servizio televisivo, agghiacciante, andato in onda nell’edizione di Studio Aperto, il telegiornale di Italia1, del primo luglio a firma di Fabrizio Filippone e Angelo Macchiavello. Il titolo in questione, comunque intrigante, ha però il diritto d’autore a firma di Rocco Cotroneo, che così pubblica il suo pezzo sul Corsera dello stesso giorno.

Nel servizio, della durata di un minuto e mezzo circa, la notizia di esteri che è seconda per gravità tra le cronache del mondo solo alle sommosse in Iran, si tramuta di colpo in una "non notizia", ma piuttosto ad una simpatica rimpatriata, ad un augurio tra paesani, all’elogio di un bergamasco che diventa famoso nel mondo.

Seguendo le orme dell’intrigante filone giornalistico definito "parla dello Zio d’America", gli autori inciampano in un paio di starfalcioni che solitamente accadono a coloro che non ricontrollano il proprio operato. Dall’intervista con Massimo Fabretti, presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo si evince che Roberto Micheletti, classe 1943, emigrò in centro america nell’immediato dopoguerra, e ci conferma "beh, sicuramente saliamo (?) ai primi decenni del novecento..".
Secondo gli autori, poi, Micheletti non ha dimenticato le sue radici, infatti è un acceso tifoso atalantino, "e alla ambasciata ricordano quando, ancora giovane, con il fratello cercavi di sintonizzarsi sui canali satellitari per seguire le imprese della squadra del cuore". Da giovane? Le partite dell’Atalanta sul satellite? E quale satellite negli anni sessanta o settanta?

Ma la notizia sullo stato d’assedio militare in Honduras? La destituzione del presidente legittimo, democraticamente eletto Manuel Zelaya? Il colpo di Stato che pretende cancellare la richiesta di un referendum sulla Costituzione voluto da numerosi cittadini? Secondo gli autori del servizio è cosa passata, infatti citano "Roberto Micheletti Bain, il neo presidente dell’Honduras post-golpe…", incuranti delle posizioni assunte da tutte le istituzioni internazionali, a partire dall’ONU, l’Organizzazione degli Stati Americani e la maggioranza assoluta degli Stati del continente americano con gli Stati Uniti in testa.
Se essere giornalisti spesso viene associato alla scienza della "tuttologia" per la fama, cattiva secondo alcuni o meritoria secondo altri, di essere sempre informati su tutto, Filippone e Macchiavello ne escono a testa alta da questa controversia: potrebbero affermare infatti "…Non ne sapevamo niente".

Il servizio televisivo però ha un lieto fine come qualsiasi bella favola; questa è infatti la favola di un bergamasco emigrato, che si fa rispettare, che porta alta la bandiera dei bergamaschi nel mondo. Penultimo di nove figli, Roberto Micheletti, isolato politicamente dalla comunità internazionale che non ne riconosce il ruolo istituzionale auto proclamato, incassa però gli "auguri sinceri dei suoi concittadini", e repetita juvant, il rappresentate dei bergamaschi nel Mondo si associa agli autori a conclusione del servizio: "gli auguriamo tanta fortuna".

E tanta pare ne abbia bisogno.

Martin IglesiasSelvas.org
Milano, 2 luglio 2009

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