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Protesta con veli e kefiah nella reggia dei Savoia …

Succede alla Reggia di Venaria, storica residenza dei Savoia (qui, qui e qui gli articoli dei quotidiani sull’accaduto). Una lettera anonima pubblicata da La Stampa in cui una turista si lamentava del fatto che alla reception ci fossero "due donne islamiche, una addirittura con il velo", provoca la protesta di tutto il personale del castello sabaudo, che il giorno dopo si presenta a lavorare indossando veli e kefiah (ovviamente le donne con il velo e gli uomini con la kefiah, sarebbe troppo pretendere stravolgimenti queer in spontanee rivolte antirazziste, ma lancio l’idea per il futuro). Del resto questa non era la prima volta che la "donna islamica con il velo", ovvero Yamna Amellal (originaria del Marocco, da cinque in Italia, cinque lingue parlate fluentemente e cinque euro all’ora di stipendio) subiva il razzismo non proprio velato dei/delle visitatori/visitatrici del Reggia. Tra questi anche il classico "tornatene al tuo paese". E l’altra "islamica"? In realtà si chiama Marina German ed è di origine calabrese …
Tutta questa storia la conosco fin troppo bene.

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