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Oggi è giorno di manifestazione

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Oggi è giorno di manifestazione. Sveglia presto. Si valuta il tempo. Un po’ di sole non guasta. Meglio che quelle maratone sotto la pioggia. Più che un corteo sembrerebbe una fuga verso l’asciutto.

Nei cortei sotto la pioggia guardo con ammirazione quelli che continuano a tenere lo striscione alto, altissimo, perché il messaggio arrivi ai pochi passanti e agli altri. Tutti i compagni attorno. Perché sentirsi meno soli è la questione principale.

Un saluto, un paio di “come stai”, due parole di analisi della situazione, una battuta sull’ultima affermazione di quel tal politico e poi gli abbracci. Se non ci fosse di mezzo un motivo così preciso per questi incontri quasi sembrerebbe di stare all’aeroporto coi parenti in attesa di altri parenti che arrivano da lontano.

Faccio le stesse cose di sempre. Un paio di telefonate, colazione, carico le batterie per la macchina fotografica, me ne fotto allegramente della censura di facebook sulle foto dei bimbi palestinesi morti, che gira e rigira si parla solo di facebook come se fosse stato il nuovo messia e tutti ora delusi che si comporta ne più e ne meno che come tutti i grandi business network della rete. Uno sguardo alle notizie. Toh guarda, c’e’ quel fascista di Fini che non vuole far pagare i permessi di soggiorno agli immigrati. Com’e’ umano lui. Un po’ schizofrenico alle volte, a sentirlo mentre recitava l’alleluia nell’alto dei cieli per spiegarci come avviene che se uno brucia una bandiera è come se volesse bruciare uno stato. Invece bruciare i bambini di Gaza è come farsi un hamburger la mattina. Ben rosolato, mi raccomando, I’m Lovin’ It. Sullo sfondo la proposta dell’istituzione dell’ordine del tricolore. Ma si, quella cosa che dice che i repubblichini di salò sono uguali spiccicati agli uomini della resistenza antifascista. Così i mutandoni neri sopravvissuti potranno percepire la pensione. E saranno i soli a sentire Brunetta e compagni dato che soldi per il resto del mondo non ce n’e’ ma per i fascisti si trovano sempre. Sono quasi certa che prima o poi ci sarà qualcuno che con un emendamento alla legge farà passare i partigiani per terroristi. Quando si tratta di risparmiare sulle pensioni i governi diventano tanto creativi.

More... Alla manifestazione di oggi ci sarà a contorno tanta ironia. Perché, voi certo non potete saperlo, ma nei cortei si ride. Anche quando si esprime la rabbia e l’impotenza di chi non riesce a fermare un massacro. Troverò quelli che ragioneranno di spazio consigli per gli acquisti tra una bomba e l’altra. Quelli che ribattezzeranno lo stato di Israele con un marchio di vendita per servizi funebri. E’ uno humour un po’ nero ma va bene. Di cosa volete che si rida in un corteo dove si racconta lo sterminio di centinaia di palestinesi.

Poi ci saranno i ragazzi e le ragazze incazzate. Con i loro cappucci in testa che fa tanto fascino del mistero e che comunque c’entra assai con il freddo del nord, perché noi african* sai che saune ci toccherebbero sotto il sole cocente. Ma quanto sono bell* i ragazzi e le ragazze, coi loro pugni alzati, con l’energia dei vent’anni e il loro sguardo diffidente nei confronti di qualunque essere umano abbia superato la soglia dei trenta.

Ci saranno gli adulti, quelli che un tempo hanno fatto le loro “lotte” e che continuano, nonostante tutto, a scendere in piazza perché sono inguaribili idealisti, amanti delle utopie. Scopri la loro coerenza dagli sguardi limpidi e dai maglioni infeltriti. Ci saranno anche gli operai della cultura, insegnanti, operatori, volontari. Ne scopri la radicalità se vai oltre la camicia o la gonna perfettamente stirati.

Ci saranno anche i politici di professione. Quelli che devono esserci per rappresentare le “istanze” della gente. Per non lasciare un “vuoto rappresentativo”. Per cavalcare e possibilmente dominare l’onda – anomala – dei movimenti. Sono gli esemplari meno poetici perché la precarietà della loro posizione gliela leggi negli occhi. In fondo sono lì per garantirsi una vecchiaia decente e due lire di pensione nel nostro paese non si negano a nessuno, neppure ai fasci di salò. In fondo provano a fare un lavoro degno, se non fosse che a rappresentarci nelle istituzioni ci vanno sempre i fighetti del muretto. Quelli con il pullover allacciato in vita, che provano a farsi uno spinello per sentirsi parte della massa e dopo un tiro ti dicono che gli è salito in testa e si sentono nel pieno di un film di alieni.

Lo so, lo so, ogni tanto mi lascio andare in questi ragionamenti classisti, ma ancora sono attaccata al mito del povero e buono e sono tentata dal detestare una certa parte borghese. Fino a che non scopro che la mia collocazione è un po’ vaga. Quei poveri ma buoni, già dai tempi della buonanima di Pasolini, erano orientati a votare a destra e i fighetti alla veltroni o bertinotti sono quelli che non hanno mai smesso di fotterci tutti quanti. Senza contare poi il fatto che sono pure femminista che nei fatti vuol dire che sono abituata a cercare il pelo nell’uovo, a separare il tuorlo dall’albume e a misurare persino il livello di spessore del guscio. Per me si tratta di “valore aggiunto”, per altri invece è una gran rottura di uova, per l’appunto.

La manifestazione diverrà un problema matematico: se in un metro quadrato stanno due persone che fanno volantinaggio, e tra uno striscione e l’altro c’e’ in media una distanza di tre metri, tenendo conto che tutto il corteo è durato due ore, quante persone hanno partecipato alla manifestazione? Trenta per la questura, trecento per gli organizzatori e tre per giuliano ferrara che pensa agli altri come occupanti di una superficie al pari di quella che lui stesso invade.

Durante il corteo ci saranno numerose persone che distribuiranno volantini. Io stessa ne elargirò una quota. Capita spesso che ce li rigiriamo tra di noi perchè è vero che si vedono sempre le stesse facce ma i volantinatori e le volantinatrici non sono brav* a schedare i/le partecipanti. Per fortuna, altrimenti starebbero in caserma. E’ consigliabile portare uno zaino capiente. Quel materiale non può stare in una tasca e non è buona abitudine gettarlo via senza avere almeno fatto finta di leggiucchiarlo un po’.

La manifestazione provocherà una scia di polemiche perché ci sarà il solito consigliere di forza italia o di alleanza nazionale che prenderà a prestito la voce dell’unico negoziante pro Israele dei dintorni per denunciare il carattere fortemente antisemita dell’iniziativa. Ci saranno uomini e cose pronti a dire che hanno visto uomini e cose che non potete immaginare. Una scritta sul muro e un petardo basteranno a urlare alla violenza dei non violenti, al terrorismo dei pacifisti. E se non basteranno allora ci saranno un po’ di fascisti infiltrati che ne approfitteranno  per esibire cartelli contro gli ebrei e le ebree e per sfasciare la macchina dello stronzo che gli ha fottuto la ragazza.

Ci saranno
rappresentazioni di fionde sparate contro missili e poi ci saranno sbirri in borghese che li riconosci da lontano, con il codino, gli abiti sgualciti, quella sciatteria ricercata, gli orecchini, persino gli occhi rossi effetto post canne. Ci saranno le macchine fotografiche della questura appostate ovunque, sui palazzi, dietro le imposte, tra una telecamera e l’altra, per continuare a riempire quei dossier nei quali risultano le “nostre” attività sovversive. Come fu per De Andrè, cantante anarchico per il piacere delle nostre teste, terrorista per la digos.

Oggi è giorno di manifestazione
, c’e’ il sole, preparo la mia kefiah, rinsaldo la mia fiducia nel concetto di “partecipazione”, metto a posto la macchina fotografica, penso alle tante migliaia di persone che in tutto il mondo protesteranno contro l’aggressione israeliana a Gaza, immagino sia ben poca cosa rispetto al dolore per tante vite perdute. Mi accingo ad andare. Come sempre, negli ultimi quarant’anni.

Enza Panebianco

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