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Talmente vero da essere quasi del tutto falso

Definendo le leggi razziali “una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti piu’ bui nelle vicende de nostro popolo” Gianfranco Fini non smentisce la propria continuità con il politicantismo italiano.

Infatti pochi attimi prima il “loro” aveva criticato anche santa madre chiesa con queste parole “L’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia delle leggi razziali. C’è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della chiesa cattolica“.

Queste chiamate di correo dovrebbero non certo far sparire le colpe e le responsabilità del fascismo (Fini non è sciocco) ma diluirle al massimo; ci manca solo la chiamata di correo a tanti ebrei che il fascismo lo appoggiarono ed il cerchio sarebbe già bello e chiuso.

Diluire e normalizzare, nel senso di rendere normale, ovvero confacente alle regole, in questo caso della storia.
Anch’io mi metto tra quanti son d’accordo che al fascismo occorra pensare come ad un fenomeno ben radicato nella realtà sociale, politica e culturale dell’ Italia, pur con le indubbie enormi caratteristiche di innovazione che ne determinarono e caratterizzarono l’affermazione.
Non certo come ad una momentanea e terribile pennichella della Ragione.

Ma avere la spudoratezza di affermare che mancò il dissenso quando il dissenso significava botte ed olio di ricino nei casi meno gravi, perdita del lavoro e morte civile quando non addirittura confino, tribunale speciale, galera…beh questo è davvero il colmo.

E’ far scivolare con destrezza l’idea (così come scivola la mano del borseggiatore nella tasca della vittima) che il fascismo sia stato un regime conservatore, autoritario, tosto, magari ma non quello che fu: un regime di totalitarismo organico al quale sfuggire, rimanendo in Italia, era impossibile.

Altra cosa la fronda, le barzellette, (pericolose anche quelle a seconda del momento e del luogo)….
Spiacersi per il mancato dissenso, per la mancata pubblica messa in discussione delle decisioni del capo, in un paese ossessionato e plagiato da scritte di questo tenore QUA SI LAVORA, NON SI PARLA DI POLITICA; CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE; per arrivare al grottesco IL DUCE HA SEMPRE RAGIONE….e dove PNF ed OVRA, avevano potere di vita e di morte su chiunque, questo è davvero pornografia allo stato puro, sublime.

Ma addirittura il dissenso, e nel 38 poi, dopo i “successi” d’Africa e di Spagna…con Lui all’apice della scena internazionale….e magari perchè no ? non qualche corteo…e già che ci siamo perchè non accusare addirittura i giudii di non esseresi fatti sentire ? Eh on.le Fini, che le sembra di questa trovata ?

A queste chiamate di correo Fini avrebbe potuto dare come sbocco finale il giudizio “Era una società malata. Talmente malata da avere partorito prima il fascismo ed il nazismo e poi le leggi razziali, la seconda guerra mondiale, i campi di sterminio, la macabra carnevalata della RSI. Gli italiani incominciarono a guarire insorgendo contro i nazifascisti, resistendo. Trasformandosi, da apatici spettatori ammaliati, in partigiani (quelli che lo divennero).”

Parole simili in bocca a Fini, ci avrebbero meravigliato ed insospettito al tempo stesso, ma certo non avremmo saputo come contestarle. Avrebbero tolto al fascismo la foglia di fico di una pretesa “normalità”.

Invece no. Al contrario. Il fascismo fu per Fini un evento normale ( e quindi anche l’antifascismo….del tipo ci sono laziali e romanisti, talvolta se menano ma poi amici come prima), se mai esecrabili furono gli eccessi, da condannare senzaltro, ma che vedono sul banco degli eventuali accusati, non un regime politico specifico, i suoi capi i suoi sostenitori attivi. i suoi burocrati, ma tutto un popolo.

Certo Fini gode, nel fare queste incursioni nel campo dei giudizi storici, dell’immunità dal contraddittorio.
Altrimenti, dal Tribunale Speciale, alla sospensione dei normali diritti costituzionali, dalla guerra d’Africa (con relativi massacri civilizzatori a base di gas asfissianti) all’intervento contro il legittimo governo di Spagna -a fianco dei nazisti-, dalle leggi raziali fino alla partecipazione alla seconda guerra mondiale, l’ elenco delle decisioni vergognose è lungo ed equamente distribuito nell’arco del ventennio….e lasciando per un attimo perdere il modo in cui il Primo Cavaliere aveva conquistato il potere.
(Una noticina collaterale, santa madre chiesa che dissenso avrebbe mai potuto manifestare contro Colui che aveva schiacciato in Spagna l’idra rossa, massone e bolscevica ??)
Talmente lungo ed equamente distribuito l’elenco di cui sopra da far sorgere spontanea la domanda “Ma lei, caro presidente, oggi si interroga o no sul perchè in anni non lontani e non giovanili, ebbe a definire BM un grande statista ? Non fu questa sua una pagina vergognosa ed un momento buio, questo, della sua vicenda politica e personale ?”

Il Della Casa, in una sua opera poco nota, asserisce che la pudicizia è la virtù che sommamente si addice alla donna, ma nella cortigiana sarebbe una stonatura…perchè appunto in contraddizione con l’officio di costei.

Deve essere così anche per un certo senso, non solo dell’etica, ma anche e specificamente del pudore quando si considerino gli uomini e le donne pubbliche, ovvero i politicanti ed i loro faccendieri, senza offendere nessuno.

Ma chi uomo e/o donna pubblica mai è stato non può non ricordarsi che, se vi son di quelli per cui Parigi val bene una messa vi sono anche altri per cui una messa, affare di coscienza, vale assai più di Parigi.

Ecco perchè ho scritto su queste verità bugiarde.

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