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Lettera al dott.Fantozzi

Ricevo sul mio blog Nuda Verità (http://marcfer7.blogspot.com) questa lettera di Francesco, un assistente di volo Alitalia.

Caro dott. Fantozzi,

da quasi un decennio sono un assistente di volo Alitalia ma prima di diventarlo, tra le altre cose, sono stato uno studente di economia. Anche a causa dei miei studi universitari, oltre che per conoscere e provare a prevedere il futuro mio e della mia compagnia ho sempre seguito con molta attenzione tutte le vicissitudini Alitalia. Ho seguito i suoi andamenti di mercato, le sue strategie, i suoi risultati economici con la speranza di poter formulare previsioni e di riuscire a capire se e quando sarebbe convenuto provare a cercare un altro lavoro (anche se a malincuore visto il mio grande amore per la mia attività).

Le dico subito che, nonostante gli svariati tentavi da parte di innumerevoli amministratori delegati di salvare Alitalia, ho sempre avuto ben chiaro che per la nostra compagnia di bandiera non ci sarebbe stato alcun futuro se non quello di essere ceduta ad un forte vettore straniero. Ed appena ho visto affossata questa possibilità dai nostri grandi italiani (Silvio, Bossi, Calderoli e company) ho subito intuito che in breve tempo, probabilmente in estate -considerato che le cose piu’ dolorose in Italia spesso capitano ad Agosto- sarebbe inesorabilmente partita un qualche tipo di procedura fallimentare rivista e modellata per la piu’ politicizzata e “pericolosa” -in termini di ordina pubblico anche in considerazione dell’enorme numero di famiglie coinvolte e dell’area in cui risiedono, la capitale- delle aziende italiane.

Come può ben immaginare, appena realizzato che Alitalia era giunta al capolinea ho provato un senso di timore e di grande scoramento: non avevo nemmeno assaporato la possibilità di diventare dipendente Air France -la prima compagnia al mondo del settore- che già mi vedevo a bussare alle porte di un tribunale per recuperare TFR e qualche altro spicciolo e poi di qualche improvvido datore di lavoro pronto ad assumermi solo per le mie capacità linguistiche (come il nostro primo ministro ci ha augurato). Lo smarrimento però non è durato a lungo perché di lì a poco è sopraggiunta la convinzione che, vista la gravità e complessità della situazione, il nostro governo ci avrebbe sicuramente assegnato per la inevitabile fase fallimentare un super amministratore straordinario che sarebbe riuscito a vendere Alitalia ed il suo florido mercato ad un valido pretendente.
Anche in quella circostanza ho prontamente formulato una mia ipotesi; ero pronto a scommettere che Silvio avrebbe strappato Bondi dalla Parmalat o avrebbe individuato qualcuno simile a lui capace di attaccare con successo i grandi interessi, che sempre avevano bloccato Alitalia, pur di restituire un efficiente operatore aereo agli utenti italiani ed un po’ di speranza ai tanti lavoratori coinvolti. Quasi alla fine me ne compiacevo che in Alitalia potesse finalmente arrivare un manager preparato che investito di poteri straordinari, invece di passare la patata bollente al prossimo proprietario, potesse prima raddrizzarla e poi consegnarla meno malata alle cure e soprattutto alle competenze di un solido operatore internazionale.
E invece proprio questa volta che mi sentivo assolutamente sicuro di aver visto giusto ho sbagliato. Mio caro Straordinario Amministratore Fantozzi non può immaginare lo stupore che ho provato trovando il suo volto abbronzato sulle tv che annunciavano la sua nomina. Era proprio da tanto che non la vedevo sulla scena politica e mai mi sarei aspettato che Silvio l’avrebbe riesumata per una questione così delicata. Beh… da allora, mio caro Straordinario Amministratore Fantozzi la mia attenzione non e’ piu’ stata rivolta a prevedere il futuro della mia azienda ormai morta ma a capire i motivi, gli interessi che stavano dando forma alla tragedia a cui stiamo assistendo. E un po’ alla volta mi sono dato una spiegazione un po’ a tutto, ma non proprio a tutto: ho bisogno del suo aiuto per chiudere il cerchio!
Beh, tra le cose che ho immediatamente capito c’è l’interesse di Berlusconi a far cadere l’opportunità Air France e a battere sull’italianità’ della compagnia: secondo stimati politologi sembra ci abbia guadagnato più di 3 punti percentuali in corsa elettorale; ho capito l’interesse di Colaninno e degli altri capitani coraggiosi ad entrare in un settore così difficile e concorrenziale visto il prezzo irrisorio pagato e le garanzie di poter operare in monopolio sulle rotte nazionali per un po’ di anni (qualcuno dice che gli sia stato consegnato non una sfida imprenditoriale ma un cedolino da riscuotere a breve scadenza); non mi sono dovuto sforzare  per comprendere il totale consenso dei vari ministri e deputati di destra che mai si sognerebbero di contraddire il padrone; mi sono dato una spiegazione alla mancata insurrezione della sinistra che mai e’ insorta finora e che mai lo farebbe per un gruppo di lavoratori (sono diventati troppo socialdemocratici per farlo) impegnati come sono a conservare lo status quo -i propri privilegi- e’ quindi sempre molto assecondanti; ho capito perchè l’opinione pubblica non abbia gridato allo scandalo visto il tragico livello di disinformazione e l’assoluta indifferenza che la caratterizza da almeno 20 anni a questa parte; ho inteso gli interessi di Intesa a scendere in campo e mettersi dalla parte di quelli che muovono i fili dato che doveva garantirsi una enorme esposizione finanziaria sia verso Alitalia che Air One; sono riuscito a capire l’interesse di Toto di non voler veder Alitalia diventare un colosso al fianco di un grande operatore straniero e di transitare in Cai per godere dei favori del governo e delle banche; mi sono spiegato le strane valutazioni di Banca Leonardo ed i tanti soggetti economici coinvolti dovute alle loro situazioni di grande conflitto di interesse o meglio di grande convergenza di interessi; sono riuscito a darmi anche una giustificazione alla sua bellissima abbronzatura, fondamentale secondo il suo commissionante ad infondere un senso di tranquillità e protezione ai suoi amministrati. Ma… ma… ma quello che non capisco, che proprio non riesco a capire è quale sia il suo interesse.
Lei che è stato più volte ministro, lei che è stato un emerito professore di tante università, lei che a differenza di altri banalissimi senatori e deputati non aveva bisogno di un piccolo momento di gloria potendo contare su una fedina politica di tutto rispetto… cosa… cosa… cosa Silvio le ha offerto per accettare di dirigere una tragedia del genere? Cosa le ha promesso Silvio per farla rinunciare a trovare tra i tanti compratori che si erano presentati al precedente governo un degno acquirente? Cosa l’ha convinto ad accettare un piano che a differenza di quello Air France invece di pagare allo stato le azioni in suo possesso lo costringe ad accollarsi miliardi e miliardi di debiti (i debiti dell’attuale Alitalia ed il prestito ponte senza voler contare le perdite per i mancati introiti per Az e per le varie strutture aeroportuali statali derivanti da questo lungo periodo fallimentare e senza voler attualizzare l’enorme esborso in ammortizzatori sociali previsti dal vostro piano per più di 4.000 lavoratori per i prossimi 7 anni)? Cosa l’ha portata ad accettare un piano che prevedesse un taglio di 11.500 posti di lavoro, di cui 4.000 precari che mai più verranno reintegrati e che nei vostri progetti non hanno trovato alcuna forma di copertura? Cosa l’ha spinta ad approntare un piano che porterà una situazione di totale monopolio su tante rotte tali da immaginare costi di migliaia di euro per i sempre più disgraziati malati di cancro del Sud che per raggiungere i centri oncologici del nord dovranno sborsare fior di quattrini ai poveri Colaninno e Company? Cosa… cosa… cosa…. ne avrei ancora tante di “cosa”ma mi fermo qui.
Prima di salutare Alitalia e lei, mio Straordinario Amministratore che tanto ha fatto perché io dopo appena due anni dalla mia assunzione a tempo indeterminato (gli altri sette sono stati da precario) finissi in Cassa Integrazione Straordinaria (essendo tra gli ultimi assunti rischio seriamente di non essere richiamato da Cai), vorrei questo piccolo contributo, una piccola risposta a questo mio ultimo interesse, mio ultimo legame verso la mia vecchia Alitalia.

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