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A che servono i soldi pubblici che Bush dà alle banche negli USA? Ma a pagare i manager, che domande!

I top executive Usa vantano crediti per 40 miliardi!
I colossi finanziari americani salvati dal governo federale saranno chiamati a un esborso complessivo di 40 miliardi di dollari. Il motivo? Semplice, devono onorare i debiti accumulati con i loro alti dirigenti…

I colossi finanziari americani salvati dal governo federale saranno chiamati a un esborso complessivo di 40 miliardi di dollari. Il motivo? Semplice, devono onorare i debiti accumulati con i loro alti dirigenti in termini di retribuzioni lavorative, premi e pensioni. Il dato, reso noto dal Wall Street Journal, sarebbe emerso in occasione dei colloqui tra le società “salvate” e le autorità federali. Queste ultime, nota il WSJ, avrebbero imposto ai grandi gruppi finanziari di rendere noti i debiti nei confronti del management. La cifra, che non è stata resa nota ufficialmente, è frutto di un calcolo dello stesso quotidiano finanziario. Quasi tutte le grandi società che hanno ricevuto un qualche sostegno dal governo si trovano a fronteggiare un debito di notevoli proporzioni con i loro dirigenti. Goldman Sachs deve circa 11,8 miliardi, Morgan Stanley una cifra compresa tra i 10 e i 12 miliardi mentre la “parsimoniosa” JP Morgan sarebbe esposta per appena 8.500 milioni di dollari. Tra gli altri casi si segnalano quello di Citigroup (5 miliardi) e Bank of America (1,3). La situazione venutasi a creare oggi non dovrebbe però mantenersi tale in futuro. Accettando di iniettare 125 miliardi nei grandi gruppi, il Tesoro degli Stati Uniti avrebbe infatti imposto nuovi schemi retributivi alle big di Wall Street. La riforma dovrebbe quindi spazzare parte della struttura di bonus e privilegi di cui hanno beneficiato fino a oggi i top executives. Caratteristica micidiale del sistema era la possibilità da parte dei manager di posticipare la retribuzione convogliando i propri crediti con la società in un conto virtuale soggetto a un interesse. Si calcola che gli executives di Freddie Mac, ad esempio, abbiano guadagnato il 9,25% sui propri conti procrastinati nel solo 2007.

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