Menu 2

Sono una docente del Sud e me ne vanto!

Sono una docente di materie letterarie e storia, di esperienza quarantennale. Il lungo, piacevolissimo e produttivo rapporto con gli allievi mi ha fatto rimanere giovane nel mio essere, perché ancor oggi accetto le novità con stupore, mentre continuo ad avere il fervido desiderio di ricerca e di aggiornamento.

Tutto questo entra nella norma per una professionista entusiasta del proprio lavoro.

Di questi miei lunghi anni di insegnamento riporto un ricordo magnifico, nonostante i numerosi problemi e le difficoltà che ho dovuto affrontare.

I professori sono notoriamente pagati poco, gran parte non lavora ASSOLUTAMENTE per SOLE 18 ORE ma aggiunge un ponderoso monte ore all’aggiornamento, alla ricerca, alla partecipazione ai convegni, all’accompagnamento dei ragazzi alle visite di istruzione.

In quest’ultimo caso, noi docenti “impegnati” ci assumiamo serie responsabilità mentre le ore “di servizio” diventano 24 su 24!

Ma tutto questo è ovviamente preceduto da un lungo e proficuo lavoro di ricerca per far sì che i ragazzi giungano motivati nel luogo prescelto, senza che il viaggio divenga una gita goliardica.

Di contro, bontà del Ministero, riceviamo il rimborso spese del viaggio e dell’albergo.

clip_image002Fin qui tutto nella norma (o quasi): si è tenuti a svolgere al meglio il proprio mestiere. Ma il fatto che sia nata a Napoli e che abbia insegnato non solo nella mia città ma anche nel profondo Sud, potrebbe sembrare davvero “strano” alla ministra della (purtroppo non più Pubblica) Istruzione, Gelmini.

Forse il ministro non ricorda che il Sud è un mondo di altissima cultura e che l’Università di Napoli è stata fondata da Federico II, l’imperatore definito “stupor mundi”, il lontanissimo 5 giugno 1224, quando molte città non avevano alcuna connotazione ed altre erano magari luogo di pastorizia…

Con questo non voglio mettermi nel torto e dire che i docenti del Sud siano migliori, voglio ribadire come ho sempre fatto, che professori inesperti, ignoranti, con un pessimo rapporto con gli allievi, ci sono purtroppo, ma in TUTTA L’ITALIA!!

Quando sono stata commissario esterno o interno agli esami di maturità ho avuto modo di lavorare con colleghi del Nord, pessimi, che magari avevano accettato la nomina al Sud solo per giudicare il lavoro svolto dai docenti della scuola e diventare “giustizieri” degli studenti.

Ancora. Le discussioni poco piacevoli svolte con i colleghi del Nord ai corsi di aggiornamento o ai convegni, mi hanno sempre lasciato l’amaro in bocca.

Parlo dunque con cognizione di causa: la mia lunghissima esperienza lavorativa me lo consente.

Un esempio? I miei ragazzi del V anno dell’Istituto Tecnico Commerciale dove svolgevo la mia attività, una mattina arrivarono a scuola esterrefatti e scandalizzati: avevano seguito un’ inchiesta trasmessa in televisione, su scala nazionale, la sera prima. Si chiedeva, tra l’altro chi fosse Badoglio e solo un 10 per cento di allievi del Nord e del Sud aveva risposto esattamente. Gli altri avevano dato risposte da “accapponare la pelle” (insisto: l’inchiesta era su scala nazionale).

Noi docenti del Sud abbiamo fatto sacrifici terribili, senza strutture, con pochissimi finanziamenti (i nostri stipendi venivano decurtati delle somme con cui noi stessi acquistavamo quanto ci serviva…), cosa che non è assolutamente venuto a mente alla cara Ministra Gelmini. I nostri risultati positivi sono il frutto di una grande forza e di amore per la cultura.

Dunque: sono una docente del Sud e me ne vanto!

, , , , , , , , , , , ,