- Gennaro Carotenuto - https://www.gennarocarotenuto.it -

Il papa e gli ebrei americani

Durante la sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI dedichera’ un’attenzione particolare alle comunita’ ebraiche. Durante la tappa a Washington, infatti, il Pontefice incontrera’ al John Paul II Cultural Center i leader di diverse religioni, compresi i musulmani, gli ebrei, i buddisti e gli induisti e poi, separatamente, soltanto gli ebrei

Nella foto, la singagoga di NY, particolare della facciata

Gianna Pontecorboli [1]

Sabato 12 Aprile 2008
‘’Quando ho raccontato la storia della balia cattolica che ha salvato la mia vita in Polonia, durante il nostro incontro a Roma, il Papa mi ha preso la mano e mi ha detto ‘’ Hai toccato il mio cuore, grazie’’. Mi ha dato La sensazione di un uomo caldo e sensibile, non della persona rigida descritta qualche volta dalla stampa’’, racconta Abraham Foxman, direttore della Anti-defamation League americana . Durante la sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI dedichera’ un’attenzione particolare alle comunita’ ebraiche.

Durante la tappa a Washington, infatti, il Pontefice incontrera’ al John Paul II Cultural Center i leader di diverse religioni, compresi i musulmani, gli ebrei, i buddisti e gli induisti e poi, separatamente, soltanto gli ebrei. A New York, invece, il papa manterra’ la promessa fatta due anni fa a Roma al rabbino Arthur Schneier, un leader particolarmente impegnato nel dialogo inter-religioso e visitera’ la Park Avenue Synagogue, la terza visita nella storia di un Papa a una sinagoga e la prima negli Stati Uniti.
‘’Vedro’ il Papa almeno una volta, mercoledi a Washington, e forse venerdi a New York’’ conferma Foxman. L’incontro tra il Pontefice e i rappresentanti del frammentato e vivace universo ebraico americano, tuttavia, non sara’ del tutto priva di tensioni. Poco prima dell’inizio del viaggio americano, infatti, il Vaticano ha cercato di gettare acqua sul fuoco della polemica suscitata dalla decisione di permettere la reintroduzione, durante il rito in latino del venerdi santo , della preghiera che chiede la conversione degli ebrei, una preghiera che troppo spesso nella storia ha suscitato violenze e tensioni e che conteneva in passato la definizione di ‘’perfidi giudei’’. Abolita negli anni ’60 e ora ripristinata, la preghiera ancora si augura, sia pure con parole diverse, l’accettazione di Gesu’ Cristo da parte degli ebrei. Il nuovo testo ha diviso e confuso il mondo ebraico e e’ stata criticato con decisione dal rabbino capo di Roma e da alcuni rabbini tedeschi, con piu’ sfumature da altri. Nel nuovo testo non c’e’ nessuna intenzione, ha spiegato la Santa Sede in un comunicato emesso la settimana scorsa,’’di mostrare un cambiamento di attitudine nei confronti degli ebrei’’. Il Vaticano si augura, ha aggiunto il documento, che:‘’la nuova comprensione e il rispetto ‘’ tra le due religioni continuino ad aumentare ‘’ e ‘’ripudia con fermezza ogni forma di antisemitismo’’.
Per Foxman e per una larga parte dell’ebraismo americano, il comunicato ha chiarito qualcosa, ma non tutto.
‘’La buona notizia e’ che il Vaticano risponde, la cattiva notizia e’ che non risponde completamente,’’dice,’’sono andati due passi avanti e tre passi indietro, hanno corretto il liguaggio offensivo, ma ancora il testo lascia l’impressione che la Chiesa si auguri la conversione degli ebrei. E questo e’ contrario allo spirito dell’enciclica Nostra Aetate e allo spirito della visita in sinagoga. Quando Giovanni Paolo II ando’ alla sinagoga di Roma, disse che l’ebraismo ha una sua validita’ e non e’ stato sostituito dal cattolicesimo. Quando un Papa va in sinagoga accetta che gli ebrei preghino nella loro religione per la loro salvezza. Non si risolve la questione senza dire espressamente nella preghiera che non si vuole la conversione’’. Per allentare una tensione che sta turbando l’intero mondo ebraico, d’altra parte, il leader dell’importante organizzazione ebraica ha una ricetta basata soprattutto sulla diplomazia. ‘’Crediamo che sia necessario continuare il dialogo per vedere se e’ possibile ritornare non solo allo spirito di Nostra Aetate, ma anche al suo linguaggio, che respingeva in ogni modo il proselitismo degli ebrei.’’,dice,’’ Dobbiamo continuare a sensibilizzare il Vaticano per convincerlo che occorrono ancora delle correzioni. Cercheremo di farlo nei prossimi giorni. Speriamo che sia possibile parlarne durante l’incontro a Washington piu’ che durante la visita alla sinagoga, che ha un valore soprattutto simbolico’’.
Gia’ nel passato, d’altra parte, Papa Ratzinger ha dimostrato di essere disposto ad ascoltare. ‘’Ho incontrato il Pontefice due volte l’anno scorso e l’ho trovato molto deciso a combattere l’antisemitismo,’’ racconta Foxman’’, e non ho avuto affatto l’impressione che sia rigido, anzi il contrario. E’ una persona che sta a sentire. Nel suo primo viaggio a Auschwitz per esempio, aveva parlato dell’antisemitismo in un modo che aveva turbato gli ebrei. Ma pochi giorni dopo, tornato a Roma, si e’ corretto, e ha detto le cose giusto. Anche adesso sono ottimista, spero che stara’ a sentire anche questa volta’’.