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Per il Partito Comunista Colombiano il paese deve superare la psicosi della guerra

Riconoscere l´insorgenza come forza belligerante é una proposta ragionevole. Non accettarlo é una attitudine irrazionale. La classificazione di “terroristi” nei confronti delle organizzazioni guerrigliere colombiane é stata imposta dal governo deli USA. Il Plano Colombia, sbandierato inizialmente fin dal 2001 come anti-narcotraffico, é stato usato come progetto anti-guerrigliero per conto della politica esterna di G. Bush. L´Unione Europea, in seguito, ha adottato lo stesso punto di vista.

La politica di “sicurezza democratica” si fonda sulla teoria che nella Colombia non esiste un conflitto armato politico e sociale, ma al contrario una “minaccia terrorista”.

Per il 2008 il governo di Uribe sta stanziando risorse finanziarie triplicate rispetto all´anno scorso per sostenere una offensiva contro-insurgente. Non esiste una politica di pace, solo di guerra. Sta essendo discussa una nuova legge che pretende instaurare come politica istituzionale la strategia contro-insurgente e la repressione sociale.

La liberazione di Clara e Consuelo mostra un fatto nuovo, che non si riduce alla speranza di liberazione di persone in potere dell´insurgenza. Per vari governi dell´America Latina, in Colombia c´é un regime sordo, cieco e insensibile rispetto al dolore umano e all´imperativo di una uscita NON militare al conflitto in corso. Questo regime si nega a riconoscere tale conflitto ed i suoi avversari politici insurgenti.

Allo stesso tempo, tenta di dare status politico ai capi degli squadroni della morte vincolati al narco-paramilitarismo. Oltre a ció, l´estrapolazione della politica di “sicurezza democratica” ai paesi limitrofi e la corsa agli armamenti stimolata dagli aiuti militari unilaterali degli USA estende la preoccupazione dalla situazione colombiana al resto del continente.
Appoggiare una transizione che ponga fine all´attuale regime colombiano si converte in una prioritá per l´America del Sud e per le aree vicine. Si tratta di aprire una finestra alla soluzione politica NON militare di un problema reale e innegabile, del quale il dramma umanitario é l´aspetto piú acuto.

L´ex-presidente Pastrana, che ha affermato che la richiesta di Chávez é “un ricatto”, aveva dialogato con le Farc e con l´ELN in presenza delle stesse condizioni di conflitto odierne. Il retrocesso che viviamo in merito alla ricerca di una soluzione pacifica é evidente.

La Francia ed il Messico hanno riconosciuto l´FMLN di El Salvador nel 1982. A partire da allora, una soluzione dialogata, negoziata tra le parti e appoggiata internazionalmente é diventata possibile.

Jaime Caycedo, segretario del Partito Comunista Colombiano

Osservazione: la parola “NON” appare in maiuscolo nel testo originale.
Pubblicato in portoghese il 16/01/2008 in:
http://www.vermelho.org.br/base.asp?texto=31089
Traduzione in italiano: Alessandro Vigilante

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