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Quotidiani storici, Grillo e il V2-day, Sofri e giornalismo in italia

Marco Travaglio sul suo Blog pubblica un interessante articolo che mostra ciò che realmente, almeno in parte, sta accadendo al giornale del già PCI poi PDS, fondato da Gramsci, “baluardo” dell’editoria partitica di sinistra (?!).

L’Unità potrebbe presto subire lo stesso trattamento che i tempi recenti hanno subito altri giornali e periodici italiani, pochi ricordano che “Panorama” era considerato un settimanale di sinistra, mentre oggi sappiamo tutti bene cosa rappresenta e che ispirazione politica ha; recente è la notizia della metamorfosi del famoso periodico “Airone”, rivista ambientalista ispirata, anche graficamente, al ben più famoso “National Geographic”, che ormai vanta una edizione italiana; Airone, dicevamo, che muta, portando in copertina tette e culi, nel solco della migliore tradizione giornalistica italiana…

Il gruppo Espresso-Repubblica si è fortunosamente salvato dalla scure Berlusconiana, nel periodo di ascesa politica del cavaliere, che lo obbligava a rinunziarvi, per poi cadere sotto la pressione vaticana e quella “democratica” del neo-PD.

Ed oggi anche il maggior quotidiano della sinistra, risorto miracolosamente pochi anni fa, rischia uno stravolgimento editoriale degno dei migliori funamboli, in fondo riporto per intero l’articolo di Marco Travaglio che spiega nel dettaglio le operazioni in corso.

In questo quadro di disfatta giornalistica si inseriscono due personaggi noti alle cronache: Grillo e Sofri, il primo organizza un secondo Vaffanculo-day, dedicato stavolta ai giornali, corrotti da potere e da proprietari, a sentir Grillo, sempre più politicizzati. La politicizzazione non credo sia una novità, i giornali nascevano storicamente da movimenti politici, e continueranno a farlo, il problema più che altro è di corruzione economica; i quotidiani han bisogno di soldi per esser stampati, soldi pubblici, sponsor, investimenti, e, per quanto riguarda l’Italia, in minima parte, soldi che vengono dai lettori. Sofri, intervistato su rai3 da Fazio, parlando dei sui ex-compagni di avventura, e notando come molti di loro siano oggi direttori, o vice, di testate giornalistiche nazionali e non, minimizzava tale lavoro, dicendo che in realtà diventa direttore di un giornale chi è poco ambizioso, perchè tale lavoro è poca cosa.

Sofri non ha dopotutto tutti i torti, sono davvero i direttori ad influenzare la politica editoriale di un giornale? Quanta influenza ha su di loro la proprietà? E quanta gli sponsor?

Dentro un giornale ormai diventa più ambizioso il lavoro di addetto al marketing, addetto alle vendite o alla raccolta pubblicitaria, tutte mansioni per cui non c’è nemmeno bisogno di sostenere un noioso esame per entrare in un albo.

Quanti e quali sono gli editori seri rimasti in Italia? Com’è la situazione nel resto d’Europa e del mondo? C’è una soluzione?

Leggi il pezzo di Marco Travaglio: “Premiata clinica “L’Unità”

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