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Papa Ratzinger? Un relativista incallito!

Proprio stasera i vescovi italiani sono intervenuti, in maniera diretta ed esplicita, nella campagna elettorale. Sono intervenuti in difesa della vita contro i candidati che difendono la libertà di scelta delle donne, di ciascuna donna, se partorire o abortire.La chiesa cattolica sotto i riflettori per i crimini di pedofilia commessi dai suoi membri in tutto il mondo, poco credibile difensora della vita……

Eppure va detto che il  papa ha ragione quando nella propria lettera alla chiesa cattolica irlandese afferma perentoriamente: “In realtà, come molti nel vostro Paese hanno rilevato, il problema dell’abuso dei minori non è specifico né dell’Irlanda né della Chiesa.”
E’ davvero becero ed ingenuo al tempo stesso mettere sotto accusa l’obbligo del celibato ecclesiastico, quasi a prefigurare una fisiologica predisposizione della chiesa cattolica al crimine della pedofilia.
L’obbligo del celibato, che in pratica prefigura situazioni di vera e propria misoginia, potrebbe se mai, in adolescenti con una “identità sessuale” ancora in divenire, portare a riflettere su una spinta decisa verso l’omosessualità.
Ma sappiamo che nessun legame necessario esiste tra orientamenti e vissuti omosessuali e pedofilia.

Moltissimi pedofili, di quelli colti con le mani nel sacco, sono insospettabili padri di famiglia e vanno in cerca di bambine, quindi eterosessuali….
Se si segue questa linea di accusa si fa un favore enorme a quanti, dentro e fuori le mura vaticane, puntano a cavarsela a buon mercato, un po’ di confessioni e di penitenze, e via come prima.
Del resto non fa parte del cinismo continuista di santa matrigna chiesa il vecchio adagio “morto un papa se ne fa un altro” ?

Nel sito ARRUTOTALIBERA (http://www.pinonicotri.it/?p=1895#more-1895) si può leggere la traduzione integrale dal latino di una lettera che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha inviato ai  vescovi cattolici di tutto il mondo.
La Congregazione (ovvero dipartimento, ministero) in questione  è l’erede diretta della Congregazione del Sant’ Uffizio, figlio dilettissimo della Santa Inquisizione. La lettera datata 18 maggio 2001 era firmata dal Cardinale Prefetto, Joseph Ratzinger e dal segretario, l’allora solamente monsignore, Tarcisio  Bertone.
Oggetto della lettera è un elenco di delitti il giudizio sui quali è riservato alla Congregazione stessa.
Tra questi delitti viene posto “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età.”
Nelle ultime righe della lettera si raccomanda “Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.
Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.

Insomma acqua (santa, per carità) in bocca con lo stato perchè i panni sporchi si lavano in chiesa….

Questa è la vera colpa di cui  la chiesa cattolica apostolica e romana deve essere chiamata a rispondere.

Mentre l’atto, gli atti, le attività vessatorie e persecutorie di tipo pedofilo sono comunque portate avanti dai singoli, la loro copertura ed occultamento, che fino ad ora si è sempre tradotta nella impunità dei colpevoli e nel dare loro l’opportunità di proseguire nelle loro condotte criminali, sono un’attività portata avanti e preordinata a livello degli organi centrali della Chiesa stessa.
Per salvare, non solo il buon nome, ma anche il conto in banca della sede apostolica e delle conferenze episcopali nazionali, si è impartito un ordine nella lettera sopra richiamata che vincolava chiunque ad obbedire alle gerarchie ed a disobbedire alle autorità civili dei singoli stati rendendo difficile, quando non totalmente impossibile, la persecuzione ed il castigo dei criminali, la protezione delle potenziali vittime, il risarcimento delle vittime già colpite.
Altro che responsabilità della chiesa irlandese. In Irlanda ci si è limitati a seguire pedissequamente quanto richiesto ed ordinato da Roma.
Andiamo un attimo oltre Atlantico.
Basterebbe andare a sfogliare gli archivi del messicano LA JORNADA per avere la prova della slealtà criminal mafiosa delle gerarchie e della conferenza episcopale messicana nella difesa del segreto sui crimini di pedofilia clericale, slealtà mafiosa codificata nella predetta lettera del futuro attuale pontefice.
E si badi bene da parte di una organizzazione che quando si contrappone allo stato lo fa in nome del primato della coscienza, della supremazia della legge di dio su quella degli uomini.
Di sicuro non sarò io a tessere le lodi di nessun  integralismo e tantomeno di alcun fondamentalismo.
Ma può un papa che straparla ad ogni occasione contro ogni relativismo, relativizzare  il celeberrimo passo del Vangelo secondo Matteo, 18,6 in cui mica si parla di psicoterapie attuate con fraterna discrezione ma di ben altro ??
Ma deve essere un ateo incallito come me a ricordare allo smemorato di Regensburg (Ratisbona) che 
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali!
È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.  ????

Se a qualcuno risultassero simili drastici ma coerenti (e non relativistici) comportamenti da parte di chierici pedofili pentiti, mi avvisino. Farò ammenda.