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Berlusconi sull’Honduras: le elezioni hanno restaurato la democrazia

Da uno che di certo di democrazia se ne intende; faccio il copia/incolla da un articolo si Peace Reporter di oggi, 2 dicembre 2009:

Nell’ambito della Iv Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, apertasi oggi a Milano, il primo ministro Silvio Berlusconi, intervenendo per fare gli onori di casa, ha preso posizione anche sulle elezioni svoltesi domenica in Honduras. Il paese centroamericano dal 28 giugno è vittima di un colpo di stato militare. Il presidente legittimo Manuel Zelaya è rinchiuso nell’ambasciata brasiliana da settembre dopo due mesi d’esilio forzato, e nonostante i golpisti si fossero impegnati in un accordo giostrato dalla Casa Bianca a restituire il potere a Zelaya per far gestire  a lui la tornata elettorale, non hanno rispettato la parola data. Così si è trattato di elezioni falsate da candidati ritiratisi per protesta e un forte astensionismo che, secondo il Fronte contro il golpe ha raggiunto il 60 percento. (Le cifre ufficiali invece parlano di un 30 percenti di astenuti)

Sulla falsa riga del ministro degli Esteri Frattini, che aveva parlato poco prima, Berlusconi ha dichiarato che il continente latinoamericano è ormai un esempio di democrazia e che anche la questione Honduras, grazie ad elezioni democratiche, si è felicemente risolta.

Posizione in totale concordia con gli Stati Uniti e i suoi paesi satellite Colombia, Costa Rica, Perù e Israele, e che stride con il resto dei paesi latinoamericani che sono fermi nel rigettare il voto e nell’insistere sulla necessità di restituire il potere all’unico presidente legittimo d’Honduras, Manuel Zelaya.

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