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Morire a vent’anni nella democratica Italia.

Capita, in una Repubblica democratica fondata sul lavoro e l’uguaglianza, di essere fermati da una pattuglia di carabinieri con pochi grammi di hashish nella tasca, e di essere ritrovati morti ammazzati, dopo due giorni, sul letto di un ospedale penitenziario.

Capita che un Ministro della Repubblica di cui sopra possa ammettere di non conoscere come si sono svolti i fatti ma assicurare che, comunque sia, le forze dell’ordine si sono comportate in modo ineccepibile.

Capita anche di essere arrestati perché si coltivano alcune piante di marijuana, e di morire in carcere, nell’omertà generale, dopo due giorni di detenzione.

Capita, in una qualsiasi mattina d’autunno, di essere fermati di ritorno da un concerto e di morire sotto le botte di quattro agenti di Polizia.

Capita, in una giornata di “caldo torrido da Africa nera”, di uscire di casa per esprimere il dissenso nei confronti di chi sta distruggendo il tuo diritto ad avere un futuro, e di ritrovarsi sdraiati sull’asfalto con un proiettile in testa.

Capita che una persona qualunque, in un giorno qualunque, possa uscire di casa e morire nella sala d’aspetto di una stazione, su un treno, in una piazza che rivendica la democrazia, di fronte a una banca che ha appena chiuso i battenti.

Capita che un Ministro della Repubblica possa mentire davanti al Parlamento riunito, poche ore dopo la morte di una ragazza, colpita alle spalle da pistole di Stato. E capita anche che questo Ministro possa diventare Presidente della Repubblica prima e Senatore a vita poi.

Capita che Portella della Ginestra, i morti di Reggio Emilia, Giorgiana Masi, Francesco Lorusso, Piazza della Loggia, la strage di Bologna, l’Italicus, Piazza Fontana, Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino, Stefano Cucchi e tanti altri…

Capita.

Capitano cose che non devono capitare.

Perché una democrazia, una Repubblica fondata sul lavoro e sull’uguaglianza, ha il diritto di conoscere la verità e di avere giustizia.

12 Dicembre 2009, quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana.

Ricordiamocelo.

Ricordiamoci di tutto ciò che è capitato.

Troviamoci. Insieme, al fianco di tutte le vittime di Stato.

Mattia Nesti.

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