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Ciclismo e posto fisso

L’interpretazione dell’uscita del commercialista di evasori, come dice D’Alema (ogni mille una l’azzecca anche lui), sul posto fisso, è difficilmente interpretabile, e infatti tutti sono spiazzati. Ma diventa chiara con gli occhiali del ciclismo, un nuovo strumento interpretativo.

Uno (Tremonti) fa uno scatto per tentare la fuga, la maglia rosa (Berlusconi) lo raggiunge in scioltezza, il gruppo (la lega , an, pdl) si ricongiunge.
L’obiettivo è la maglia rosa, il ruolo di piccolo padre, demagogico e populista. E spiegare a tutti che la precarietà nasce dai governi di centrosinistra (vedi Treu). Come reagisce il partito democratico?
Il partito democratico parla di calzini e si da un appuntamento in un velodromo, e fanno una corsa a tre, tutti dello stesso partito, così sono sicuri che non vince nessun altro, come succede nelle gare vere. Intanto tanta gente che segue il Giro d’Italia torna a casa delusa, ogni volta di più, quando passa la macchina dell’organizzazione, che chiude la teoria delle ammiraglie, dopo l’ultimo corridore, con il cartello “Sinistra? Non Pervenuta.” Forse bisogna smettere di seguire il ciclismo, come racconta Saramago in “Saggio sulla lucidità”o applicare rigorosamente l’antidoping. Il rischio (e la speranza) è che ciclisti professionisti ne resterebbero pochi e lo sport finalmente sarebbe pulito, non mefitico come adesso.

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