Thursday 09 February 2012, 11:00

Gli articoli con tag: " voto elettronico "

“La Repubblica” e il voto degli indiani

Quando becco con le mani nella marmellata un disinformatore di professione, un Omero Ciai, un Rocco Cotroneo, e le varie sfumature tra il prezzolato di stanza a Miami e il precario incatenato al desk che scrive bestialità per cialtroneria, ignoranza, fretta, mi domando sempre cosa accade quando leggo articoli su quel 99% di temi sui quali non ho una competenza specifica e costantemente aggiornata. Probabilmente subisco, subiamo, la disinformazione del mainstream più o meno come uno spettatore del TG4.

Non so se posso definire amico Nello del Gatto, Indonapoletano, corrispondente dell’ANSA dall’India, ma sicuramente ho da tempo una grande simpatia e stima per lui. Simpatia e stima trasformatasi in boato di entusiasmo quando ho letto il post che segue che mi ha ricordato questa storia venezuelana (gc).

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Fannulloni nella Boscaglia

Nel carcere di Sulmona, noto per i suicidi avvenuti al suo interno, “soggiorna” da più di otto mesi Michele Fabiani di 21 anni, reo di filosofeggiare e scrivere di anarchia, meno noto assai di Ottaviano Del Turco, dentro allo stesso carcere per associazione a delinquere, corruzione e concussione per gestione privata nella sanità. Ma per quest’ultimo finanche Veltroni ha chiesto dopo pochi giorni “piena luce nel più breve tempo possibile», perchè spesso “i teoremi accusatori sono teoremi che poi alla fine non vengono confermati”. … Leggi tutto

Sulla Venezuela democratica

Qualcuno ha letto gli articoli sottoposti al referendum?

Personalmente avrei preferito ascoltare, leggere o vedere commenti, dibattiti e riflessioni sulla proposta costituzionale.

Ma per lo meno qui, in Argentina e per quello che ho potuto leggere in giro su internet l’attenzione dei media solo si posava sulla così detta ‘elezione indefinita’. Sulla quale si potrebbe comunque discutere. Cito l’articolo in questione: “El período presidencial es de siete años. El Presidente o Presidenta de la República puede ser reelegido o reelegida”. Dove parla di elezione indefinita? O per caso si da per scontato che l’opposizione in Venezuela non potrà mai recuperare lo spazio politico a tal punto da poter vincere un’elezione presidenziale?

Ovviamente, come cittadina preferirei si stabilisse un limite a livello costituzionale. Ma questo è per sottolineare come il discorso mediatico è tutto fuor che informativo.

C’erano molte altre cose su cui discutere, forse altrettanto importanti.

Con estrema facilità si poteva incontrare su internet tutto il materiale sia riguardo la proposta sia riguardo lo svolgimento dell’elezione -per lo meno in questo senso, si potrebbe riconoscerne la transparenza. Mi domando perchè la maggior parte dei giornalisti, cui finalità dovrebbe essere informare, non abbiamo compiuto il loro dovere. In questo concordo con te: la critica al chavismo è ideologica, senza dubbio.

Tornando alla proposta di riforma, ciò che sicuramente ha giocato a sfavore del ‘si’ è stata la quantità di articoli da riformare e l’ “accoppiamento” nelle due sottoproposte.

Il passo era certamente più lungo della gamba.

Forse, una delle due avrebbe passato l’esame dei venezuelani se fossero state conformate in altro modo.

Per esempio, la parte dei diritti culturali, articoli 98 (libertà culturali che implicano la libertà della proprietà intellettuale) e 100 (riconoscimento della molteplicità culturale che conforma l’identità venezuelana; fomento della cultura; riconoscimento dei lavoratori in ambito culturale) : personalmente avrei votato si per il 100, che mi sembra sia in linea alla cosìdetta Agenda 21 della Cultura, ma non per il 98. Ma qui si aprirebbe un dibattito che va più in là del semplice problema di ‘sintassi’, e che approda alla questione certamente ideologica.

O l’articolo sulle ore lavorative (90) e sugli straordinari: a parte l’ideologia, non ti sembra sono questioni che potrebbero essere regolamentate in altra sede da quella costituzionale?

Queste pochi cenni erano per sottolineare che non era solo una proposta che appuntava a che Chavez rimanesse al potere, così come banalmente si è definita.

In molti articoli era una proposta decisamente progressista e forse con principi democratici dei quali, per lo meno in Italia, non possiamo vantarci nè dell’esistenza e nè che vengano rispettati.

Per quanto riguarda la tranquillità con cui si è svolta la votazione, non concordo affatto. Quanto hanno tardato per il primo comunicato officiale? Non si suppone che una delle caratteristiche del voto elettronico è la velocità con la quale si ottengono i risultati? Qui erano le 2 di notte quando hanno trasmesso il primo comunicato stampa officiale (l’1 in Venezuela).

Gli elettori che votavano con il sistema normale, erano una piccola percentuale. Se consideriamo che la chiusura dei seggi era fissata per le 4.00pm, ora venezuelana, non ti sembra ci sia stato un eccessivo ritardo?

E comunque ,per lo meno nelle immagini che mostrava CNNespanol, il CNE (Consejo Nacional Electoral) era assediato dall’esercito, che a sua volta bloccava i leaders dell’opposizione.

Ma come proprio lo scorso sabato Chavez ha detto, CNN è di parte e non è solo il fatto di trasmettere una notizia, ma anche con che mirada si fa. Quindi non posso mettere la mano sul fuoco di quel che ho visto.

Sul fatto che Chavez abbia riconosciuto la sconfitta è abbastanza ambiguo: le doti oratorie del presidente venezuelano sono innegabili, ma di quanto chiare siano le sue posizioni è altra questione.

Bisogna riconoscere che nonostante il clima elettorale, Hugo si era ampliamente dedicato nella missione da mediatore tra il governo Colombiano e la FARC. Erano innegabili gli ottimi risultati: vorrei sapere se il presidente Uribe può addursi altrettanto. Eppure, una volta ancora, si è strumentalizzato un fatto e dal fatto si è strumentalizzata la notizia: Chavez e il papelon con Colombia.

Chissà perchè la madre di Ingrid Betancourt non pensa la stessa cosa. Chissà perchè la stessa ha chiesto ad Uribe di tornare sui suoi passi. Chissà perchè la FARC ha dichiarito che sarà necessario che cambi il governo in Colombia..

Forse per noi è più difficile domandarci che cosa c’è dietro il cambio repentino di Uribe nei confronti dei successi della mediazione di Chavez…

Referendum venezuelano: sondaggi elettorali contrastanti

fonte: www.verosudamerica.com

A pochi giorni dal referendum costituzionale in Venezuela, fissato il 2 dicembre, si sbizzarriscono le previsioni e i sondaggi elettorali. Quasi tutti danno il “Sì” largamente vincente, ma non mancano le contraddizioni. Stranamente ad avere risalto nella stampa internazionale è un sondaggio che dà sconfitto il presidente Chávez.

Domenica i cittadini venezuelani saranno chiamati per l’ennesima volta alle urne (11esima tornata elettorale dal 1999). Questa volta dovranno pronunciarsi circa la riforma costituzionale voluta dal presidente Chávez e dal suo governo per gettare le basi di uno stato ed una economia socialista. Saranno elezioni limpide dal punto di vista del processo elettorale, l’ormai ferrato sistema di voto elettronico venezuelano infatti non lascia spazio a possibilità di brogli o manipolazioni delle urne (un sistema che farebbe comodo a molte democrazie sparse per il mondo, soprattutto ad esempio in Messico, ma anche in Italia non dispiacerebbe…). A 6 giorni dalla tornata elettorale sono però i sondaggi elettorali a tenere realmente banco.

Quasi tutte le previsioni danno il “Sì” alla riforma costituzionale largamente avanti nelle intenzioni di voto. Secondo la agenzia “North American Opinión Research”, che ha realizzato un sondaggio su una base di 3’000 cittadini venezuelani, il voti per il “sì” si attesterebbero al 57%, contro un 33% che invece respingerebbero il referendum. Questo sondaggio mostra un incremento delle intenzioni di voto per il “sì” di 5 punti percentuali rispetto alla stessa inchiesta svolta da questa agenzia nei mesi scorsi.

Ancora maggiore il vantaggio per il presidente Chávez è invece dato da altre agenzie di sondaggi. L’Istituto Venezuelano di Analisi di Dati, dopo aver raccolto i dati durante il periodo che va dal 15 al 28 ottobre, attesta i voti a favore del referendum al 62,3%. La stessa agenzia vede il “No” al 17,4% e il popolo degli indecisi al 20,3%.

Anche il sondaggio effettuato da “Consultores 30-11” da una chiara vittoria del “Sì” che è dato con un 63,4% delle preferenze ed un “No” al 30,1%. I risultati di questa inchiesta sono ancora più recenti dato che lo studio si è concluso il 21 novembre. La stessa indagine ha fatto emergere un dato interessante, il 78% degli intervistati infatti si dichiara con un alto livello di informazione circa i contenuti della riforma costituzionale.

Decisamente differenti sono invece alcuni sondaggi che invece hanno trovato grosso risalto a livello internazionale. L’agenzia Reuters ha ieri diffuso con una agenzia i risultati dell’agenzia Hinterlaces secondo cui le preferenze dei venezuelani sono ad oggi attualmente quasi equamente divise tra un “sì” al 45% ed un “no” al 46% con solo il 9% di indecisi. Questo studio è stato effettuato dal 20 al 24 novembre su 1’300 cittadini aventi diritto al voto.

Una è stata però l’agenzia che invece ha dato ampio vantaggio al “no”,si tratta di Datanálisis, stranamente quella più considerata dai media internazionali ed in particolare dalla BBC. Questa inchiesta dà i contrari alla riforma al 44,6%, mentre i cittadini che avallerebbero la riforma sarebbero il 30,8%. L’inchiesta sarebbe stata effettuata su un campione di 1.854 di possibili elettori tra il 14 ed il 20 novembre.

Fa pensare però il fatto che la stessa agenzia lo scorso anno, prima delle elezioni presidenziali, dava un Chávez in crisi rispetto ai rivali per una progressiva perdita di consensi. Peccato che poi invece il presidente venezuelano è stato rieletto con un 61,35% di voti a favori, molti di più del 45% attestatogli da Datanálisis. Ma allora c’è da chiedersi come mai proprio questa agenzia è quella che è stata più ripresa a livello internazionale?

Per fortuna un totale di 1.200 osservatori nazionali controlleranno l’andamento del referendum per la riforma costituzionale che si svolgerà domenica in Venezuela, lo ha reso noto il rettore principale del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Vicente Díaz che ha poi annunciato anche la presenza di molti osservatori internazionali a questo processo elettorale.

Il sistema venezuelano è considerato tra i più affidabili al mondo e nelle precedenti elezioni non sono mai stati sollevati dubbi di irregolarità da parte degli osservatori esterni.

A quanto pare però la voglia di interferire e di tentare di influire sull’opinione pubblica nazionale ed internazionale è però sempre viva come lo dimostra la guerra dei sondaggi (chissà a volte manipolati a piacimento) entrata ormai nel vivo.

Da Caracas a seggi aperti, voto elettronico in Venezuela e negli Stati Uniti

Da osservatore internazionale, e a seggi aperti, non posso emettere dichiarazioni su temi politici ma è corretto, necessario ed urgente fare una puntualizzazione tecnica per impedire che informazioni in malafede possano condizionare l’opinione pubblica sul processo elettorale venezuelano.

In Venezuela il processo elettorale è completamente elettronico. Da studioso dei sistemi elettorali e da critico del voto elettronico devo ammettere che nelle ultime 48 ore ho avuto occasione per ricredermi completamente. Le macchine sviluppate dalla Commissione Nazionale Elettorale venezuelana (CNE) sono all’avanguardia nel mondo. Anzi, due giorni fa il Washington Post, riconosceva che c’è un abisso tra la sicurezza del processo elettorale venezuelano e l’aleatorietà arbitraria di quello statunitense. Veniamo ai fatti principali … Leggi tutto