Qualcuno ha letto gli articoli sottoposti al referendum?
Personalmente avrei preferito ascoltare, leggere o vedere commenti, dibattiti e riflessioni sulla proposta costituzionale.
Ma per lo meno qui, in Argentina e per quello che ho potuto leggere in giro su internet l’attenzione dei media solo si posava sulla così detta ‘elezione indefinita’. Sulla quale si potrebbe comunque discutere. Cito l’articolo in questione: “El período presidencial es de siete años. El Presidente o Presidenta de la República puede ser reelegido o reelegida”. Dove parla di elezione indefinita? O per caso si da per scontato che l’opposizione in Venezuela non potrà mai recuperare lo spazio politico a tal punto da poter vincere un’elezione presidenziale?
Ovviamente, come cittadina preferirei si stabilisse un limite a livello costituzionale. Ma questo è per sottolineare come il discorso mediatico è tutto fuor che informativo.
C’erano molte altre cose su cui discutere, forse altrettanto importanti.
Con estrema facilità si poteva incontrare su internet tutto il materiale sia riguardo la proposta sia riguardo lo svolgimento dell’elezione -per lo meno in questo senso, si potrebbe riconoscerne la transparenza. Mi domando perchè la maggior parte dei giornalisti, cui finalità dovrebbe essere informare, non abbiamo compiuto il loro dovere. In questo concordo con te: la critica al chavismo è ideologica, senza dubbio.
Tornando alla proposta di riforma, ciò che sicuramente ha giocato a sfavore del ‘si’ è stata la quantità di articoli da riformare e l’ “accoppiamento” nelle due sottoproposte.
Il passo era certamente più lungo della gamba.
Forse, una delle due avrebbe passato l’esame dei venezuelani se fossero state conformate in altro modo.
Per esempio, la parte dei diritti culturali, articoli 98 (libertà culturali che implicano la libertà della proprietà intellettuale) e 100 (riconoscimento della molteplicità culturale che conforma l’identità venezuelana; fomento della cultura; riconoscimento dei lavoratori in ambito culturale) : personalmente avrei votato si per il 100, che mi sembra sia in linea alla cosìdetta Agenda 21 della Cultura, ma non per il 98. Ma qui si aprirebbe un dibattito che va più in là del semplice problema di ‘sintassi’, e che approda alla questione certamente ideologica.
O l’articolo sulle ore lavorative (90) e sugli straordinari: a parte l’ideologia, non ti sembra sono questioni che potrebbero essere regolamentate in altra sede da quella costituzionale?
Queste pochi cenni erano per sottolineare che non era solo una proposta che appuntava a che Chavez rimanesse al potere, così come banalmente si è definita.
In molti articoli era una proposta decisamente progressista e forse con principi democratici dei quali, per lo meno in Italia, non possiamo vantarci nè dell’esistenza e nè che vengano rispettati.
Per quanto riguarda la tranquillità con cui si è svolta la votazione, non concordo affatto. Quanto hanno tardato per il primo comunicato officiale? Non si suppone che una delle caratteristiche del voto elettronico è la velocità con la quale si ottengono i risultati? Qui erano le 2 di notte quando hanno trasmesso il primo comunicato stampa officiale (l’1 in Venezuela).
Gli elettori che votavano con il sistema normale, erano una piccola percentuale. Se consideriamo che la chiusura dei seggi era fissata per le 4.00pm, ora venezuelana, non ti sembra ci sia stato un eccessivo ritardo?
E comunque ,per lo meno nelle immagini che mostrava CNNespanol, il CNE (Consejo Nacional Electoral) era assediato dall’esercito, che a sua volta bloccava i leaders dell’opposizione.
Ma come proprio lo scorso sabato Chavez ha detto, CNN è di parte e non è solo il fatto di trasmettere una notizia, ma anche con che mirada si fa. Quindi non posso mettere la mano sul fuoco di quel che ho visto.
Sul fatto che Chavez abbia riconosciuto la sconfitta è abbastanza ambiguo: le doti oratorie del presidente venezuelano sono innegabili, ma di quanto chiare siano le sue posizioni è altra questione.
Bisogna riconoscere che nonostante il clima elettorale, Hugo si era ampliamente dedicato nella missione da mediatore tra il governo Colombiano e la FARC. Erano innegabili gli ottimi risultati: vorrei sapere se il presidente Uribe può addursi altrettanto. Eppure, una volta ancora, si è strumentalizzato un fatto e dal fatto si è strumentalizzata la notizia: Chavez e il papelon con Colombia.
Chissà perchè la madre di Ingrid Betancourt non pensa la stessa cosa. Chissà perchè la stessa ha chiesto ad Uribe di tornare sui suoi passi. Chissà perchè la FARC ha dichiarito che sarà necessario che cambi il governo in Colombia..
Forse per noi è più difficile domandarci che cosa c’è dietro il cambio repentino di Uribe nei confronti dei successi della mediazione di Chavez…
Federica B su http://www.gennarocarotenuto.it