Thursday 09 February 2012, 09:49

Gli articoli con tag: " Vladimir Putin "

Gli accordi militari (petroliferi) tra Venezuela e Russia: la verità e la propaganda

“I cosacchi abbevereranno i loro cavalli nelle acque dell’Orinoco” strilla la propaganda antilatinoamericana. Ma la visita del primo ministro russo Vladimir Putin a Caracas e gli accordi tra Venezuela e Russia, osteggiati e addirittura irrisi con poco rispetto dell’etichetta diplomatica dalla Casa Bianca, sono una dimostrazione della progressiva irrilevanza del “consenso di Washington” sia in campo militare, ma soprattutto, ed è quello che duole, in materia economica ed energetica.

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Panorama: Il Nobel per la Pace 2010 a Silvio Berlusconi?

Silvio BerlusconiNon è neanche un pesce d’aprile (gc).

Recentemente lo si è visto con l’elmetto da pompiere tra gli sfollati dell’Abruzzo o con il berretto da capotreno all’inaugurazione dell’Alta Velocità Milano Roma. E prima ancora, Silvio Berlusconi era apparso con la bandana, il cappello da cowboy, il colbacco russo.

E in futuro? Essendo tipo da grandi sorprese, bisogna solo stare ad aspettare.
Eppure c’è qualcuno che, per il 2010, la sorpresa vorrebbe farla a lui. Immaginandolo, metaforicamente, con in testa l’alloro del Nobel. Per la Pace.

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Mai più senza: impara il judo con Vladimir Putin!

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Autoritario, maschilista, corrotto e razzista. Questo il giudizio degli spagnoli su Silvio Berlusconi

image011 Non è che gli spagnoli ci azzecchino sempre, vittime di disinformazione di massa più o meno come gli italiani. Stanno tra l’incudine e il martello della stampa di destra, come i monarchici dell’ABC e i solo teoricamente progressisti, ma realmente manipolatori, del Grupo Prisa, quello di El País.

Non ci azzeccano eppure registriamo i risultati di un recente sondaggio su Silvio Berlusconi realizzato dal Real Instituto El Cano. Silvio Berlusconi (tabella a destra) è il dirigente politico europeo peggio giudicato alla pari o quasi con Vladimir Putin e meglio solo del cinese Hu Jintao e del caso umano di George Bush.

Il comandante in capo, nonostante abbia potuto godere di infinitamente buona stampa, è vittima dell’invidia e dell’antiamericanismo ingiustificato e malevolo dell’opinione pubblica non solo spagnola, po’rello.

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Questa volta il nemico è l’insegnante meridionale (e la scuola al Sud è un miracolo)

scuolapubblica Forse non è il caso di scomodare Adolph Hitler ed il nazionalismo estremo del XX secolo che, nell’individuare in una minoranza interna (in quel caso con l’antisemitismo) il nemico, il problema della modernità, il piombo nelle ali di una società in crisi, giunse a teorizzare e realizzare il genocidio.

Forse non è il caso di rammentare il fascismo, come fa perfino Famiglia Cristiana, per commentare le uscite della carneade Mariastella Gelmini contro gli insegnanti meridionali che una volta di più nascondono quanto di grave si sta per abbattere sul paese, quel federalismo contro il quale è necessario opporsi.

Una volta di più, l’infantile idiosincrasia non solo italiana dell’individuare un diverso, inferiore, al quale dar la colpa di colpe proprie, emerge come l’essenza di quel concentrato di grettezza, opportunismo, luoghi comuni, egoismo, vigliaccheria, rapacità, arretratezza mascherata da modernità, che è alla base dell’ideologia che per comodità chiamiamo berlusconismo.

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Silvio Berlusconi ai giornalisti: io sparo

iosparoNe “Il padrino”, Marlon Brando non ha bisogno di ordinare un omicidio.

Gli basta far capire che qualcuno gli è scomodo perché qualcun altro tragga le conseguenze ed esegua.

Silvio Berlusconi scherza, è un uomo brillante e sa stare al mondo.

Ma nella schiena di Natalia Melikova, la giornalista contro la quale Silvio nostro ha puntato il suo AK virtuale, è passato un brivido gelido e poi è scoppiata in lacrime.

Un signore elegante non spaventa così una signora, Silvio.

Soprattutto se lei è del paese di Anna Politkovskaya e di 15 giornalisti ammazzati nell’era di Vladimir Putin e tu sei quello dell’editto bulgaro.

Gas, petrolio, figa e Ronaldinho

i bagni alitalia saranno d'oroLa politica estera del presidente Berlusconi ricomincia dal Bagaglino. La strategia è: rincoglionire i leader mondiali come ha fatto con il popolo italiano. Strumenti: le tette delle ballerine e la Champions League.

Prima vittima Vladimir Putin, unico presidente mondiale più trimalcione di lui. Putin è atterrato con il suo aereo dai rubinetti d’oro a Olbia. Berlusconi lo attendeva sulla pista, ché tanto i capelli sono dipinti e non si scombinano. Poi, nei saloni di villa Certosa, lo spettacolo: ballerine, comici e Mastella preso a torte in faccia. Assente Aida Yespica, che è gnocca sì ma troppo comunista. Assente anche Mara Carfagna che ha lasciato il posto di velina per fare la ministra e dunque non balla più. … Leggi tutto

Bush y la independencia de Kosovo: atentado contra Europa

"Soy favorable a la independencia de Kosovo" declaró George Bush el domingo en su corta pero satisfactoria estadía en la capital albanesa Tirana. Sería un error subvalorar esta declaración, ya que podría ser el momento más relevante de la gira en Europa del presidente estadounidense, entre el fracaso del G8, un ridículo acuerdo sobre el medio ambiente … Leggi tutto

Bush e l’indipendenza del Kosovo: attentato contro l’Europa

“Sono a favore dell’ indipendenza del Kosovo” ha detto George Bush oggi a Tirana. Rischia di essere la dichiarazione più gravida di conseguenze dell’intero viaggio del presidente statunitense in Europa, tra un G8 fallimentare, un ridicolo accordo sull’ ambiente nel remoto 2050 e la costruzione dello scudo spaziale contro la Russia.

I grandi media mainstream si affannano da tempo a raccontare che l’unilateralismo che ha caratterizzato il primo mandato di George Bush, che ha avuto come simbolo la nefasta guerra preventiva contro l’Iraq, sia stato oramai … Leggi tutto

Viaggio nella Cecenia di Vladimir Putin

GIOVEDÌ 31 MAGGIO 2007 – ORE 17.00 PRESSO LA BIBLIOTECA STATALE DI MACERATA (G.C.)

Viaggio nella Cecenia di Vladimir Putin
GENNARO CAROTENUTO PRESENTERÀ IL LIBRO:

Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno di Francesca Sforza, Salerno Editrice ? 2007

In memoria di Anna Politkovskaja

Piero de Luca: Finalmente. Ce l’abbiamo fatta. Immagino sia questo che passi per la mente in queste ore ai mandanti dell’omicidio di Anna Politkovskaja (che si aggirino dalle parti del Cremlino?). Ci avevano già provato. Ora ce l’hanno fatta. Hanno messo a tacere la voce più scomoda di quel che resta dell’informazione in Russia, l’implacabile accusatrice dei crimini commessi dal Governo di Putin in Cecenia, quell’inguaribile, folle sognatrice che ancora, curiosamente, osava pensare che i diritti, su questa terra, potessero essere uguali per tutti. Addio Anna, ti sia lieve la terra.


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Memorias desde Génova, cinco años después

Encontré este borrador de mis notas de la cobertura que hice para Brecha desde Génova. Ya pasaron cinco años, yo estuve como relator en el Genoa Social Forum hablando de privatizaciones, y iba y venía desde adentro de la zona roja. No estuve en la Díaz de casualidad, pero llegué ahí muy temprano en la mañana y acá relato todo lo que vi. Al día siguiente me fui a Chile con una agenda de charlas para hablar de como ibamos a cambiar el mundo. Pienso que es un documento aún interesante. … Leggi tutto

Brecha – Energía – Paz relámpago en la primera guerra de 2006

Rusia y Ucrania llegaron a un acuerdo en la guerra del gas que arriesgó con apagar las cocinas de media Europa. A pesar del apoyo de todo el Occidente, Kiev tuvo que aceptar pagar el precio de mercado y no el precio político heredado de la Urss. Es otra señal de la inestabilidad energética del planeta y de nuevas alianzas en las cuales Occidente pierde centralidad. Gennaro Carotenuto Desde Roma … Leggi tutto

La crociata di Glucksmann

Il “nouveau philosophe” André Glucksmann, oggi su posizioni comparabili a quelle di Marcello Pera, scrive sul Corriere della Sera di oggi un editoriale nel quale, con toni millenaristici, attacca duramente il cancelliere tedesco Gerhard Schröder e sostiene che in Germania domenica si combatte una sorta di scontro di civiltà dal quale l’Occidente uscirebbe vincitore solo in caso di trionfo di Angela Merkel.

In particolare Glucksmann parla di asse anticapitalista Parigi-Berlino-Mosca che va assolutamente spezzato per impedire a questo di saldarsi con Pechino. In pratica per il filosofo francese anche le elezioni tedesche di domenica, con una serena sfida bipolare all’interno di una democrazia rappresentativa matura e stabile, sarebbero un decisivo passaggio della nuova battaglia di Lepanto che Glucksmann e i suoi combattono. … Leggi tutto

Brecha – A un año del 11 de marzo – Cardoso: "la ONU es lo único que nos queda"

Tampoco en la reunión de Madrid, donde se reunieron alrededor del príncipe Felipe de Borbón unos cuantos dinosaurios de la política mundial, fue posible evitar las críticas a la política antiterrorista de Estados Unidos. Rodríguez Zapatero lanza la alianza de civilizaciones, en clara contraposición al choque neoconservador.
Gennaro Carotenuto
Desde Roma   


La ocasión era muy formal y por lo tanto inocua en el primer aniversario de los hechos del 11 de marzo de 2004. Una gran conferencia internacional sobre ?Democracia, terrorismo y seguridad?, organizada por el llamado Club de Madrid, patrocinada por el príncipe heredero de España, financiada por el gobierno español y presidida por el ex mandatario brasileño Fernando Henrique Cardoso, uno de los más ilustres jubilados que han concurrido a la reunión. Cardoso, sin excluir las ?respuestas militares?, ha afirmado que éstas no son suficientes y ha alertado sobre la necesidad del multilateralismo en la resolución de conflictos, atacando, sin nombrarla, la visión de Estados Unidos. Para Cardoso, los métodos unilaterales pueden hacer ganar una batalla, pero harán perder la guerra contra el terrorismo.


Entre los latinoamericanos, además de Cardoso, estaban otros 15 ex mandatarios, entre ellos Julio María Sanguinetti, Raúl Alfonsín, Andrés Pastrana, Eduardo Frei y Ernesto Zedillo, pero un solo jefe de gobierno, el dominicano Leonel Fernández, que se ha ausentado de su país el día siguiente del incendio de Higüey, 150 quilómetros al este de Santo Domingo, donde murieron 134 presos en una tragedia carcelaria, que la Comisión Interamericana de Derechos Humanos calificó de ?extrema gravedad? y por la cual su salida del país ha sido criticada ásperamente. Entre los huéspedes del resto del mundo concurrieron Lionel Jospin, ex primer ministro francés -otro jubilado excelente del mundo socialdemócrata- y Mary Robinson, ex presidenta irlandesa. Quizás el jubilado más importante en el contexto, José María Aznar, estaba ausente. El protagonista de las mentiras del 11 de marzo, cuando intentó culpar a ETA de las masacres de Madrid, prefirió viajar a México, donde no encontró mejor manera de demostrar que sigue siendo un soldado de George W Bush en servicio activo, en una conferencia en la Universidad de Monterrey donde se mostró extremadamente preocupado por Hugo Chávez, al que definió como el peor peligro para la democracia en el continente.


Entre los todavía activos había un monarca autocrático como Mohamed VI de Marruecos, otro de una democracia representativa como Juan Carlos de Borbón, el dictador de Pakistán, Pervez Musharraf, Hamid Karzai, de Afganistán, y el secretario general de las Naciones Unidas, Kofi Annan. La mayoría de los gobiernos mundiales, entre importantes medidas de seguridad, enviaron delegaciones de mediano perfil.


Annan utilizó una vez más la tribuna de Madrid para relanzar el papel de las Naciones Unidas. Una contribución que debe contraponerse a la visión del mundo de la administración estadounidense. Annan insistió en que no existe lucha contra el terrorismo que prescinda del respeto de los derechos humanos. Estados Unidos no fue nombrado directamente pero siempre estuvo presente: ?Ningún argumento puede justificar el asesinato de civiles inocentes -afirmó Annan-, y para prevenir las causas del terrorismo es necesaria una estrategia global que ponga en primer lugar los derechos?. Se creará una nueva agencia en la ONU, que accionará sobre una estrategia detallada en cinco puntos: evitar que grupos insatisfechos elijan la vía del terrorismo; quitar medios de acción a los grupos terroristas; evitar el apoyo al terrorismo por parte de estados; desarrollar la capacidad de los estados de prevenir el terrorismo, y defensa de los derechos humanos en la lucha contra el terrorismo. Annan, como varios otros participantes, criticó implícitamente la estrategia antiterrorista de la administración republicana estadounidense, con particular referencia a la violación de derechos humanos en pos de la lucha antiterrorista, con referencias explícitas al caso de Guantánamo.


José Luis Rodríguez Zapatero, anfitrión de la reunión, mencionó la necesitad de superar la idea de ?choque de civilizaciones?, originada por un exitoso ensayo de Samuel Huntington, y llegar a una conciliadora ?alianza de civilizaciones? que el jefe del gobierno español ya propuso el pasado setiembre cuando intervino en Nueva York en la Asamblea de las Naciones Unidas. Para Zapatero, el concepto de alianza está un paso más allá del concepto de ?diálogo entre civilizaciones? ya que para el líder socialista hay que ?anteponer una civilización universal? que supere las diferencias nacionales, culturales y religiosas.


Sin embargo, la noticia del asesinato por parte del ejército ruso del último presidente checheno elegido democráticamente y bajo la supervisión de observadores internacionales, Aslan Maskhadov, llegó justo para frustrar los buenos propósitos de los reunidos y a lanzar una sombra siniestra, para las esperanzas de la alianza de las civilizaciones. La ostentación de parte del gobierno de Vladimir Putin de las imágenes del cuerpo desnudo y acribillado del líder checheno ha suscitado emoción y reflexiones en Madrid y hasta ha recordado la exposición del cuerpo de Ernesto Guevara en 1967.