Wednesday 08 February 2012, 21:25

Gli articoli con tag: " violenza "

L’italiano in carcere a Città del Messico

di Fabrizio Lorusso

Al cosiddetto centro di reinserimento sociale (centro de readaptaciòn social, in spagnolo) di Santa Martha Acatitla mandano le donne, ce ne sono alcune migliaia ormai. Una buona parte di loro ci devono restare per molti anni, sentenziate, definitivamente vestite di blu e rassegnate. Altre invece si mettono le magliette, i pantaloni e i cardigan beige il che vuol dire che restano in attesa, s’adattano, vivono nel limbo della legge teoricamente “uguale per tutti” anche se qui nell’America triste e latina lo è solo sulla carta, quella del codice penale, del civile o della tanto celebrata Costituzione del 1917. Un paese come il Messico che ha un tasso d’impunità dei delitti del 97% e un livello di corruzione giudiziaria e politica internazionalmente riconosciuto non può certo vantare un sistema equo ed efficace di sicurezza e giustizia. … Leggi tutto

Grazie dei Fiori e delle Notizie

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E ritornammo a vedere le Stelle

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Africa Europa spero ti schiererai

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Diversamente Gay? Donna? Straniero? T’ammazzo a suon di botte


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Si può vivere Diversa(M)ente?

In una sola giornata italiana, quella dell’11 settembre 2009, “comodamente da casa” si può apprendere che è successo  a Firenze “Un ragazzo di 26 anni, nella notte tra il 9 e 10 settembre, poche ore dopo il presidio-fiaccolata unitario sui ponti fiorentini contro l’omo-transfobia, è  stato pestato a sangue da due italiani in piazza Salvemini, mentre rientrava a casa dopo una serata trascorsa in un locale gay fiorentino”

Poi è la volta nei dintorni di Pavia: ” Ennesimo episodio omofobo ai danni di una coppia gay nell’ Oltrepò Pavese: un gruppo di ragazzi ha lanciato delle uova contro la loro casa. Cosi’ Fermo Lardini, 58 anni, collaboratore scolastico, e Luca Ceppi, di 48, in pensione per motivi di salute, hanno presentato una denuncia ai carabinieri. ‘Se le angherie proseguiranno – raccontano sulla ‘Provincia Pavese’ – dovremo cambiare residenza’. Sdrammatizza il sindaco: ‘La situazione non e’ grave. Mornico Losana non è un paese omofobo.”

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«E allora ci penserà il prossimo sindaco fascista, che così vi prenderà più sul serio»

da No(b)logo
Il giovedì scorso (25/6) a Napoli si è svolta la manifestazione / fiaccolata di protesta contro le ripetute violenze omofobe che continuano a ripetersi nella zona di Port’Alba, piazza Bellini, a due passi da Santa Chiara per intenderci. (vai alla cronaca)

Da napoletano non ho mai creduto alla storia di Napoli città tollerante ed accogliente.

Mi ricordo i foschi ultimi anni 70, seguiti alla stagione di ripresa del periodo Valenzi, con le ripetute violenze fasciste, e ricordo gli angosciosi anni di fuoco della violenza camorristica,  un crescendo durato per tutti gli anni 80.

L’illusione di una Napoli piccolo borghese, falsamente bonaria e "filosofa", di saper galleggiare su un’altra Napoli viscerale, violenta, camorrista, sottoproletaria, …  "senza bagnarsi" … è un mito antico, falso, coltivato nell’ipocrisia dei salotti.

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Verona, città dell’amore

Ho scritto questo testo nel gennaio scorso, ma la situazione oggi non è molto mutata. Mi pare importante non far calare l’attenzione sul problema della violenza, comune a molte realtà cittadine, non solo nel Nordest. Un problema su cui le istituzioni, locali e nazionali, sembrano non avere né le capacità né la volontà di dare una risposta.

Botte da orbi, di nuovo, in pieno centro storico di Verona, a 300 metri da dove è stato colpito a morte Nicola Tommasoli.
In piazza Viviani, vicino a piazza Erbe, tre giovani vengono aggrediti selvaggiamente (una ragazza viene colpita ripetutamente in faccia con un portacenere di vetro) da una quindicina di giovani il 3 gennaio; ed il 5 è la volta di una ragazzina, salvata in extremis da un gruppo di persone accorse in suo aiuto.

Ma che aria tira oggi, in questa città che punta la sua immagine pubblicitaria in gran parte sul mito romantico dello struggente amore di Giulietta e Romeo?

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Razzismo, sessismo, una malattia difficile da debellare

Annibale Carracci: Susanna e i vecchioniIl vento razzista di regime spazza senza pietà questo sazio Nordest.
Così, un folle arrogante padrone di ristorante della provincia di Verona, Giacomo Attolini, prima mette le mani addosso alla giovane cameriera rumena Andrea Sutic, poi, quando questa lo denuncia, la minaccia, cerca di comprare il suo silenzio, e infine le dà un appuntamento; a questo, egli si presenta armato di revolver e uccide la donna e ferisce il marito sotto gli occhi del loro piccolo di 5 anni.

Nei giornali italiani, a partire dal locale quotidiano "L’Arena", le responsabilità si capovolgono: l’assassinio efferato e premeditato diventa il gesto esasperato di un uomo ricattato.

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La Grande Storia razzista che non si ferma mai

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La Memoria difetta in Italia, in maniera sempre più strabiliante. Ne è passata appena una delle Giornate che raccontava di lager e fabbriche di morte dove ai cancelli era scritto che “Il lavoro nobilita l’uomo” e di Liberati. Vedemmo La Grande Storia che raccontava il Pane Amaro inghiottito dagli italiani “Il più grande linciaggio nella storia degli Stati Uniti avviene a New Orleans nel 1891. Le vittime sono 11 immigrati italiani. Fra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale, altri 28 immigrati italiani sono vittime di linciaggi”: era di  lunedì 29 gennaio 2007 alle 23,50, non è bastato. Per gli smemorati ci è stata offerta un’altra serata, stavolta alle 21,30 su Rai Tre,  andata in onda domenica 1 febbraio 2009, condotta  dal giornalista Riccardo Iacona nella sua prima inchiesta “Presa in diretta”, con la prima puntata sui Migranti (consiglio di vedere l’ “anticipazione” estiva del programma  in questo video).

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Il “successo” di una Manifestazione, di Donne

Al giornale Rai 3 di stamattina 22 novembre 2008, ore 6,45, si è detto che le femministe e lesbiche cercheranno oggi di ripetere il successo dell’altr’anno. Grazie della menzione?
Chiariamoci, a noi donne non ci paga nessuno, non siamo in tournee, non siamo attrici di nessuna telenovela o animali da circo da contenere in una gabbia:  saranno più quelle che rimarranno a casa per molte giustificate ragioni che quelle che potranno essere  in piazza. Noi ci saremo  e  con molte difficoltà economiche e personali, per dar voce proprio a quelle che non ce l’hanno, tantomeno visibilità, dati i Muri che vengono febbrilmente eretti e le Porte che si chiudono, sbattute in faccia. Non siamo per niente felici di riesibirci, gridando o in silenzio denunciando i numeri delle violenze che le donne subiscono quotidianamente in questa e in altre parti del mondo e non siamo per niente felici di denunciare, con innumerevoli difficoltà di spazio ed espressione nel farlo,  quale politica mortale di controllo, a titolo di Vita e di Bene,reprime e  imperversa sulle nostre esistenze.
Non siamo per niente grate dell’attenzione dei Media che continuano a contarci e immortalare la nostra diversità di esistenza: siamo e saremo dentro e fuori questo sistema che fa della nostra vita uno sbandieramento di “consumo”, grazie alla  “carità ” sempre più precaria del nostro lavoro e impegno. Siamo e saremo in piazza, tra tutte e tutti, a denunciare la violenza maschile, delle Istituzioni, delle Amministrazioni, del Vaticano, delle Chiese tutte che da sempre impongono l’Adorazione Perenne della santità e del martirio. Non siamo bambole insanguinate, non siamo manichini da esporre o bersagli di continue aggressioni fasciste, nè i figli che abbiamo sono bambolotti di pezza,  tantomeno le  nostre compagne  di cammino, come i nostri compagni di vita sono numeri di morti da giocare al Lotto o buttare in un cassonetto dopo aver grattato le Cifre e aver vinto un buon “pezzo” sui Media. Manchiamo volutamente di quella “intelligenza politica e folle coraggio” che  delega al potente di turno, il nostro presente e futuro, sfruttando il passato, scritto nella Costituzione Italiana e nella Carta dei Diritti Umani. Non ci preserva nessuna Cappellina o Cupola misericordiosa, continueremo a lottare e denunciare e resistere, decidendo noi quando stare in silenzio o gridare e come condurre la lotta per la libertà di pensiero e una vita dignitosa, per tutte e tutti, senza chiedere la Grazia e tantomeno dire grazie a chi sfrutta e usa, quotidianamente, la protesta. Non paghiamo e non pagheremo noi la crisi e la guerra: i conti li sappiamo fare e li facciamo ogni giorno, con un’esistenza sempre più precaria e un presente indegno, che preconizza futuri da incubo e allegri banchetti e balletti al Tavolo delle Contrattazioni: non siamo merce,  tantomeno di scambio e bottino,  per nessuna e nessuno.

Doriana Goracci

La Piazza delle Legittime Offese e Identità

“Il fascismo non sia un tabù”.

Questi rigurgiti sempre più incalzanti di nazifascismo e razzismo, quante altre Piazze dovranno sostenerli? Vogliamo ancora chiamarli bulli, scaramucce, baby gang, liti tra balordi, sbandati, regolamenti di conti…tanto per fare Piazza Pulita di un minimo di brandello di Resistenza? Casa Pound, di piazza romana, diffonde il nuovo Manifesto come il pane ai non abbienti, in cui si dice alla fine: ” Ve l’abbiamo detto abbiamo il cuore nero e sputiamo in faccia al mondo intero (tranne ai politici che ci proteggono, agli imprenditori che ci finanziano, alle forze dell’ordine che ci proteggono, ai preti che ci benedicono)”. Punto. Salvo che in ogni dove, rispuntano, uomini e donne “qualunque”, a sbandierare libertà, nè rosse nè nere, apolitiche, come i pestaggi e le incursioni, a suon di bastoni tricolori. Quale psicologo, firma autorevole, ministro… dovrà domani sulle testate-schermo dei Media, “spiegarci” pacatamente ma con fermezza autorevole, dialogando, dirci magari Mai più, indire un’altra Giornata della Memoria per noi che dimentichiamo, farci ripassare la Costituzione ? Il Ministro delle Riforme Bossi, questa volta senza l’ indice medio a salutare, afferma: “Napolitano dice che gli immigrati sono una risorsa importante? E’ una sua idea, io non la penso così, per me sono una risorsa negativa per il paese. La gente ha capito che non si può perdere l’identità”. Se Berlusconi insieme ad altri 19 del Mondo, afferma che in Italia ci vogliono 80 miliardi per uscire dalla crisi: a noi quanti giorni, mesi, anni, ci vorranno per uscire da questo infame brodo di “cultura mafiosa” ? Dal primo novembre al 14, ci sono stati 18 morti sul lavoro. E altri morti che li hanno preceduti in questi anni, per altre futili “ragioni”, come Dax, Renato Biagetti, Nicola Tommasoli, tre ghanesi, un liberiano e un cittadino del Togo nella terra dei Casalesi e non conosco i loro nomi: servirebbe a qualcosa? Nei salotti televisivi, abbiamo visto seduti vicini, Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista e Fiore, leader di Forza Nuova, il rosso e il nero delle Istituzioni per il Teatrino della Piazza Televisiva, con tanto di  video con Iannone, di Casa Pound, che rivendica l’azione futurista alla Rai: peccato che non abbia cantato “Cinghia Mattanza!”.

Aspettando in pace nella santa piazza, la Grazia domenicale del Papa  in Movimento per la Vita, si sappia che  in un’altra piazza, a Bruxelles, oggi si è fatta lettura collettiva  di “Gomorra”, di un certo Roberto Saviano. Ma noi abbiamo altre letture della Venerabile Storia  Italiana. Attendiamo  altre puntate risolutrici  in cui i Difensori  avranno buon gioco nel dire: eravate consenzienti, non c’è stata alcuna violenza.

Doriana Goracci