Friday 25 May 2012, 07:07

Gli articoli con tag: " Unione Europea "

Africa Europa spero ti schiererai

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Alemanno ha torto. Esponiamo la bandiera della pace, non il tricolore

(DAL SITO WWW.ASSOCIAZIONERADICI.IT)

Alemanno ha torto. Esponiamo le bandiere della pace

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Víctor Polay Campos: una vita spesa nella guerra all’ingiustizia

di Marinella Correggia, Annalisa Melandri

“Il Manifesto”, 10 settembre 2009

«Ora soluzione politica»

Intervista dal carcere del Callao, dove è sepolto vivo da quasi 20 anni, a Víctor Polay, leader dell’Mrta, il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. «La nostra lotta era giusta e non è stata vana. Ma il tempo delle armi è finito: in Perú e in una America latina che va vista con speranza e ottimismo»

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Roma Praga Roma in low-cost

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La mattina del 28 agosto ero a Praga alle 11,  a Piazza della Città Vecchia, come centinaia di altri turisti ad aspettare che l’Orologio astronomico medievale scoccasse l’ ora e mettesse in moto i 12 apostoli, tanti come  i 12 mesi dell’anno. Tutto ha funzionato per la meraviglia dei grandi e dei piccoli, come accade dal 1410, quando venne costruito, con un evento estemporaneo in questa stagione 2009: Greenpeace dall’alto della Torre ha contemporaneamente srotolato, grazie ad una serie di attivisti, un enorme striscione sul clima. Dovevamo sembrare tutti piccoli da lassù e in effetti lo siamo, anche visti da vicino, dal basso, noi del low-coast. Sappiamo  poco o nulla e ci interessa ancora meno di quanto accade nel mondo…è accaduto, come è accaduto che il  1 giugno 2009 “tre organizzazioni ecologiste Greenpeace, Friends of the Earth e Sortir du nucléaire, che finora facevano parte del Forum europeo sull’energia nucleare Enef ( finanziato con fondi pubblici, creato nel 2007 dalla Commissione europea per incoraggiare, secondo l’Esecutivo Ue, un dibattito aperto e “senza tabù” sul futuro dell’energia nucleare nell’Ue)  hanno abbandonato per protesta l’organismo durante la sua riunione in corso a Praga, sotto la presidenza congiunta dei governi ceco e slovacco e con il sostegno della Commissione europea… Le tre Ong concludono che senza la partecipazione della società civile, dopo la loro uscita, il Forum ha perso la sua legittimità e dovrebbe perciò essere sciolto”.

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Caro Giuseppe Giulietti, sul Venezuela sbagli

hugo-chavez-02 Caro Giuseppe Giulietti,

leggo un tuo duro attacco contro il governo venezuelano dalle pagine di “Articolo 21”, associazione nelle finalità della quale mi riconosco pienamente. La stima che ho per te mi fa scorgere il fumo del “sentito dire” e il condizionamento del continuo inquinamento delle fonti operato dal mainstream.

giulietti-giuseppe Il Venezuela è un laboratorio mediatico senza pari al mondo. Come tutti i governi integrazionisti latinoamericani ha dovuto fronteggiare, inizialmente senza strumenti legislativi, un irriducibile “latifondo informativo commerciale”, contrario spesso in maniera eversiva ai governi di centro-sinistra. Tale latifondo considera (strumentalmente) ogni possibile democratizzazione del sistema mediatico come un attacco all’unica libertà d’espressione che ha a cuore, la propria.

In questo contesto la demonizzazione sempre più marcata dei processi politici latinoamericani, e in particolare quello venezuelano vede inoltre sempre più spesso accostare il presidente Hugo Chávez a Silvio Berlusconi, dipinti come due autocrati accomunati dalla smania di controllare i media. Tale accostamento è diffamatorio per il governante bolivariano. Semmai è vero il contrario: Chávez è massacrato da anni da un sistema mediatico di stile berlusconiano per squallore morale, potere economico e pervicacia della disinformazione.

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Dopo «Piombo fuso» Gaza muore di sete e di malattie

Disegno di Carlos Latuff
Pubblico volentieri questo appello delle Ong italiane all’Unione europea in aiuto a Gaza, vittima oggi – dopo i bombardamenti del dicembre e gennaio scorsi che hanno ucciso indiscriminatamente più di 1400 esseri umani – dell’embargo israeliano che impedisce la ricostruzione (20mila le abitazioni distrutte e mai ricostruite per mancanza di materiali) e persino l’accesso nella Striscia della quantità di aiuti umanitari necessaria a garantire la vita di un milione e mezzo di persone.
Come si vive a Gaza è documentato
da alcune immagini della Croce rossa (lo dico anche per quelle persone che di solito storcono il naso e parlano di «propaganda anti-israeliana», se non addirittura di antisemitismo, quando si cerca di denunciare il massacro). Le trovate nel blog LogicoKaos, pubblicate da Audrey. In Gran Bretagna sono state messe online sul sito della BBC; non mi risulta che in Italia la Rai abbia fatto altrettanto.

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La dittatura in Honduras minaccia i venezuelani ed espelle tutta l’Ambasciata

Il governo golpista honduregno presieduto da Roberto Micheletti lancia un ulteriore segnale sinistro: dà 72 ore a tutta il personale diplomatico venezuelano per abbandonare il paese.

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Manuel Zelaya parla all’ONU a New York e giovedì vuol tornare in Honduras

090630040905_sp_zelaya_ap_283 Il presidente Manuel Zelaya sta parlando in questi minuti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. L’attivismo della diplomazia poche volte ha potuto concentrare tanto consenso rispetto a una battaglia civile quale quella del rifiuto del golpe in Honduras.

Mel Zelaya all’ONU ha denunciato “l’oscurantismo delle forze reazionarie decise a fermare i movimenti popolare che nel Continente hanno eletto governi progressisti come risposta alle disastrose conseguenze delle loro politiche neoliberali”.

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L’Unione Europea condanna il golpe e chiede l’immediata liberazione di Manuela Zelaya

Secondo l’agenzia EFE, il vertice dei ministri degli Esteri riunito a Corfù in Grecia, ha condannato all’unanimità il colpo di stato in Honduras, il ritorno all’ordine costituzionale e l’immediata liberazione del presidente Zelaya.

Fonti golpiste sostengono che il presidente sarebbe stato detenuto sulla base di un regolare mandato di cattura emesso per aver indetto un “referendum illegale” [per eleggere un’assemblea costituente] che avrebbe portato a una costituzione già scritta da tempo di stampo “chavista”.

Sequestrato il Presidente Zelaya, la UE, la OEA, l’ALBA, l’ONU contro il golpe in Honduras

zelayaNelle prime ore della mattina di domenica un commando di militari incappucciati ha sequestrato il presidente della Repubblica dell’Honduras Manuel Zelaya nella sua residenza di Tegucigalpa. Confermato che Mel Zelaya è stato tradotto in Costarica e che tale paese avrebbe concesso asilo politico al presidente.

Nel paese è comunque in corso il referendum per decidere se in novembre si eleggerà l’Assemblea costituente rifiutato dall’oligarchia.

LA PRIMA Testimonianza dall’Honduras: non credete ai media officiali, la gente vota e resiste!

URGENTE e INAUDITO: Sequestrati gli ambasciatori di Nicaragua, Cuba, Venezuela e il Ministro Patricia Rodas

BARACK OBAMA: "L’unico presidente dell’Honduras che riconosciamo è Manuel Zelaya"

L’UNIONE EUROPEA CONDANNA ALL’UNANIMITA’ IL GOLPE

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Honduras, Uruguay, Argentina, domenica di democrazia in America latina

Pepe Mujica Oggi è una fredda domenica d’inizio inverno in sudamerica, ma è soprattutto una giornata di democrazia nel Río de la Plata e in Honduras dove si terrà il referendum per decidere se in novembre verrà eletta un’Assemblea Costituente che dovrà scrivere una Carta che metta fine a una lunga storia di disuguaglianza e ingiustizia sociale e fermare lo sfruttamento senza limiti del paese da parte delle multinazionali imposto dal Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti.

Tenere il referendum è la miglior risposta al tentativo di golpe messo in atto dall’esercito e dai poteri forti del paese centroamericano condannato dall’ONU, dall’Organizzazione degli Stati Americani (quindi Stati Uniti compresi), dall’Alba, ma non (stranezze della politica) dall’Internazionale Socialista o dall’Unione Europea. Quello honduregno sarebbe (ma la tensione è ancora alta) il secondo colpo di stato che fallisce nel XXI secolo in America latina per la reazione di massa della popolazione in difesa del governo democraticamente eletto dopo quello venezuelano dell’11 aprile 2002 ed è tanto più significativo che una reazione popolare così importante si registri nella regione più fragile, il centroamerica, della Patria grande che più lentamente del resto del Continente sta iniziando a cambiare.

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Gheddafi e le donne italiane

loc58 Il Presidente libico Muammar Gheddafi, il “campione della libertà” secondo Silvio Berlusconi, nel suo imminente viaggio di stato in Italia, nel quale riceverà anche una laurea a Sassari, ha chiesto e ottenuto che Mara Carfagna gli combinasse un incontro con 700 donne italiane. Mica è un Berlusconi qualsiasi che si porta sui voli di stato in Sardegna appena 30 o 40 veline. Ce ne scrive (e gli scrive) Enza Panebianco (gc).

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Massimo Giannini: Le bugie dell’Imperatore

Le bugie dell'Imperatore

Nella Repubblica fondata sulla menzogna, può accadere che il presidente del Consiglio menta non solo sulla sua pelle (le sue frequentazioni private e l’utilizzo a fini personali dei voli di Stato) ma anche sulla pelle degli altri. Ieri sera, nel solito, comodo salotto di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha detto due colossali bugie.
La prima bugia, la più scandalosa perché dolorosa, riguarda i disoccupati e i precari. "Abbiamo, ed è già operativo, accorciato le pratiche per la cassa integrazione – ha dichiarato il premier – e tutti coloro che perdono il lavoro hanno il sostegno dello Stato. Copriamo fino all’80% dell’ultimo stipendio, ma la gente che segue anche dei corsi può arrivare quasi al 100% dell’ultimo stipendio… I "co.co.pro." possono avere una percentuale rispetto a quello che hanno introitato rispetto all’anno precedente… Ed è tutto già operativo". Delle due l’una. O non sa di cosa parla. O specula politicamente sulla vita della povera gente.

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OSTALGIA, nostalgia del socialismo reale

Contro il "virus del revisionismo" vi trasmetto questo articolo dell’amico Alberto Capra scritto per  "ORIZZONTI NUOVI"

Il fenomeno dell’ostalgia, lo sguardo nostalgico verso la vita durante il socialismo reale, esprime una memoria collettiva in contrasto con la memoria culturale ufficiale degli Stati dell’ex blocco sovietico oggi nell’Unione Europea.

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Giovani giornalisti blogger ed Europa

La Commissione Europea promuove lo “Young Journalists Award”, un concorso rivolto a giovani tra 17 e 35 anni.

Consiste nell’inviare un articolo sull’Unione Europea che sia stato già pubblicato su un blog, un giornale o trasmesso via radio.

Per maggiori informazioni sul concorso, si può visitare www.eujournalist-award.eu/your-award-2009.html

L’articolo dovrà essere inviato in Italiano entro il 31 Maggio e i vincitori saranno premiati con un viaggio a Berlino.