Friday 25 May 2012, 07:06

Gli articoli con tag: " ultras "

Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra

A Roma i “camerati” sfondano nelle elezioni nei licei e nelle università
Al Nord si alleano con gli ultras da stadio e i reduci dell’estremismo anni ’70

Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra

Tra nuovi slogan e vecchi ideali, identikit del “balilla” del 2008
di CONCITA DE GREGORIO

<B>Il cuore nero dei giovani d'Italia<br>Viaggio alla scoperta dell'ultradestra</B>

ROMA - I balilla che governano la “Cosa nera”, parlamento delle scuole romane, non si riconoscono dalla divisa: non ce l’hanno. Nemmeno quella diffusa sui giornali da foto d’archivio: ray-ban a goccia specchiati e bomber di pelle, capelli cortissimi. Non si usa più: sono i più grandi semmai a bardarsi ancora così, gli ultra ventenni e Cesare Previti quando si veste da giovane, la domenica mattina. I ragazzini di 15-17 anni eletti in liste di destra che gestiscono gli 80mila euro della Consulta provinciale studentesca insieme alla gloria di aver defenestrato la sinistra da sempre al potere sono indistinguibili da migliaia di loro simili.

… Leggi tutto

La trappola dei sionisti?

Arrivano email, o commenti sul sito, mi consigliano di rivalutare, di leggere qui, là, Comedonchisciotte, Comenonsocchì. Alcuni cortesi, altri rudi, o sfottenti, oppure gridati. Questi ultimi non li pubblico. Dello “sporco ebreo” non me l’hanno ancora dato, anche se ne sarei stato onorato. Quasi tutti sono di ultrasinistra, ma c’è anche qualche fascistello (o qualche compagnuccio fascista dentro) e qualche qualunquista che si arma di buon senso comune e cerca di spiegarmi. Il tono è sempre quello: l’antisemitismo sarebbe il paravento di Israele per coprire i suoi crimini. Poi mi spiegano (in varie tinte, da pacato a violento) che la lista sarebbe una bufala programmata, o fanno complicati distinguo tra ebrei e sionisti in una corsa al retropensiero nella quale la vittima diviene carnefice.

NON CI STO. Essere ebrei non è un crimine e firmare un appello non è un crimine. E’ una libertà garantita dalla nostra Costituzione, nonostante non se ne condivida il contenuto. Non ci sarebbe bisogno di dire queste cose se non ci fosse, anche a sinistra, un degrado culturale che impedisce di comprendere l’ABC della democrazia. E una cosa è esprimere dissenso verso il contenuto dell’appello e ben altra è dare connotazione razziale a chi lo firma e criminalizzarne i firmatari in quanto ebrei. Usare quella lista per identificare come ebrei i sottoscrittori sì è un crimine. Come è un crimine il negazionismo e molto d’altro che faceva da contorno alla lista nera e che questo sito ha elencato punto per punto.

E’ così difficile capire che l’antisemitismo non è un problema degli ebrei, né tantomeno degli israeliani? L’antisemitismo è un problema degli italiani.

… Leggi tutto

Ho un disturbo tripolare della personalità politica

altanombrello Un disturbo bipolare è una sindrome per la quale mentre sei triste diventi felice e viceversa e quelli che ti stanno intorno diventano matti perché non è carino mandarti a quel paese. In politica abbiamo vissuto un grave disturbo bipolare a partire dal ’94, rosso e nero, Occhetto o Berlusconi, Prodi o Berlusconi, Rutelli o… Berlusconi, guelfi e ghibellini fino a che non ci siamo ritrovati tutti guelfi.

Ora però si fa un passo avanti. Il disturbo del bipolarismo diventa tripolare e saremo felici di essere tristi con Silvio Berlusconi o con Walter Veltroni o con Fausto Bertinotti, baloccandoci fino al 13 aprile credendo di poter scegliere. Sarà la cura?

… Leggi tutto

Braccati! 411 messicani sono morti nel 2007 tentando l’attraversamento della frontiera con gli Stati Uniti

014n1pol-1 Ancora morti, sempre più morti alla frontiera tra Stati Uniti e Messico, il canale migratorio più importante del pianeta.

Secondo dati del Ministero degli Esteri messicano nel 2007 sono morti almeno 411 cittadini messicani nel tentativo di emigrare negli Stati Uniti. I numeri di questo secolo salgono così a 2.844 vittime dal 2000 ad oggi.

Sono quasi 5.000 i cittadini messicani morti dall’entrata in vigore del Trattato di libero commercio del nord America il primo gennaio 1994, che ha causato la più grande ondata migratoria nella storia delle relazioni tra Messico e Stati Uniti. Dei 411 deceduti del 2007, solo 260 sono stati identificati.

… Leggi tutto

La letteratura per liberarci del razzismo

Oggi ero in piazza dei Signori a Treviso dove alcuni poeti e scrittori del Veneto hanno usato la “Parola” per testimoniare il proprio impegno contro il razzismo. Non a caso è stata scelta Treviso da anni governata da un sindaco che fa del razzismo la sua politica, purtroppo, vincente. Il (pro)sindaco Gentilini ovviamente non era presente, aveva invitato gli intellettuali ad andare a Napoli nel suo consueto stile grezzo e volgare che contraddistingue la (povera) dialettica di questo personaggio arrogante spesso “sottovalutato” e colpevolmente trascurato dai “maitre a penser” della sinistra. … Leggi tutto

The show must go on!

I giornali hanno parlato con prudenza e un filo di sorpresa del caso di Trento, dove un anziano è morto durante la messa senza che il prete si peritasse di interrompere il normale svolgimento delle funzioni.

La notizia si presta a interpretazioni contraddittorie: gli ultras, se ne muore uno, fanno un casino e se muore un soldato in Afghanistan si ferma la nazione. Ma se muore Claudio Villa (o si spara Luigi Tenco) durante la serata finale del Festival di Sanremo lo spettacolo deve continuare.

La tradizione cattolica (e di quasi tutte le culture del mondo) compone immediatamente il corpo del defunto per molte buone ragioni, sanitarie e di rispetto e decoro della salma e la prepara all’eterno riposo.

… Leggi tutto

Genova per noi…

Quando con la telecamera tentavo di fissare qualcosa che contenesse la sintesi di questa manifestazione mi é SUBITO venuta alla mente ed agli occhi la sua composizione MULTIGENENERAZIONALE.
Con questa parola veramente brutta, anzi bruttissima, vorrei dire che erano rappresentate, tra l’altro in modo abbastanza paritario, almeno tre generazioni. Ed é stata questa la sua ricchezza, e va sottolineato, la sua forza, sì proprio la sua forza politica.

Provo a spiegarmi meglio.

Al di la’ dei numeri, di tutto rispetto certo, ma diciamolo sinceramente non eccezionali (intorno ai 50.000, forse qualcosa in più), il punto debole di una iniziativa di questo genere avrebbe potuto essere la sua marginalita’.
Questo avrebbe potuto essere, ma così non è stato, un episodio ascrivibile alla persistenza di fasce di radicalità giovanile, relativamente poco estese ed emblematiche di malessere e di disagio più che di esigenze generalizzabili.
Avrebbe potuto essere l`invasione, per appuntamento nazionale, di una città oramai ansiosa solamente di dimenticare, che già ha voltato in gran parte pagina e che quindi non vede l`ora di mettere il “punto final” ad una vicenda che l`ha condotta ad essere e sentirsi sconvolta, ad essere e sentirsi violentata.
Un “punto final”, di qualsivoglia tipo.
Così invece non é stato.
Genova democratica ed antifascista c`era e sono scesi in piazza insieme ad essa non solo i sempre incazzati (ma tutto sommato poco influenti) giovani dei centri sociali, ma anche, venuti un po` da tutta Italia, attempati ultrasessantenni così come ben rappresentata era la fascia dei quarantenni.
Non solo precariato giovanile radicale (sarebbe bene tener presente che non tutti i precari sono sul piede di guerra) ma anche fasce sociali piu` inserite.

E TUTTI INSIEME A GRIDARE FORTE E CHIARO CHE LA PAGINA DEL LUGLIO 2001 NON LA VOGLIONO CHIUDERE CON SECOLI DI GALERA AI NOGLOBAL E LA TOTALE IMPUNITA` PER POLIZIA CARABINIERI, POLIZIA PENITENZIARIA, GUARDIA DI FINANZA, RESPONSABILI DIRETTI E PROVATI DI ATROCITA` SQUADRISTICHE DISUMANE AI DANNI DI PACIFICI ED INERMI MANIFESTANTI, AGGREDITI E MASSACRATI, NON DOBBIAMO DIMENTICARLO MAI, ADDIRITTURA MENTRE DORMIVANO.

Ma neppure si deve dimenticare che al comportamento, a dir poco irresponsabile, di questi corpi dello stato, sono ascrivibili, sia pure, indirettamente le violenze ed i danneggiamenti perpetrati dai cosi` detti Black Block, mai efficacemente contrastati dalle svariate polizie, nel loro operare; e questo mancato contrasto fino ad ora non è stato né indagato né perseguito da una magistratura strabica e distratta quando non proprio connivente.

Vi sono forze e poteri dell’ apparato dello stato e della politica, forze e poteri non ascrivibili al solo centro-destra, che vogliono chiudere alla svelta questa pagina nera, per non dire nerissima, con secoli di galera per gli uni e la totale impunità per gli altri.

QUESTO NONOSTANTE L`EVIDENTE SPROPORZIONE DEI MISFATTI DOCUMENTATI.

Da una parte episodi di vandalismo incruento, QUANTUNQUE ODIOSO ED ESECRABILE, di cui sono imputati comuni cittadini, dall` altra aggressioni sanguinose e torture contrarie a qualsiasi senso di umanita` organizzate e portate a termine da interi reparti delle forze di polizia, ovvero da pezzi consistenti dello Stato.
A tutto questo una porzione cospiqua della classe dirigente vuole mettere, per dirla all` argentina, un “punto final”. Anche qui, come là, torture e galera per le vittime ….impunita` onori e carriere aperte ai carnefici.
La manifestazione di Sabato 17 Novembre 2007 ha dimostrato che un pezzo significativo e non marginale della societa` italiana non è disponibile.
Sono/siamo le stese/gli stessi scesi in piazza contro la Bossi-Fini, le stesse e gli stessi che hanno detto no alla partecipazione alla criminale avventura irachena.
Le stesse e gli stessi che, pacifisti USA in testa, NON SCORDIAMOCELO MAI, manifestano contro i crimini di Bush nelle piazze di tutto il mondo.

La manifestazione di Sabato 17 Novembre 2007 ha dimostrato che la commissione parlamentare di inchiesta va fatta per gettare luce su episodi oscuri e terribili che dimostrano un vero e proprio conflitto di civilta` che vede contrapposto il centro-destra alla Costituzione della Repubblica Italiana ed alla democrazia, coinvolto ed artefice di episodi tendenti a rendere vuota di significato la Costituzione e mortalmente mutilata la democrazia.
Queste non sono vuote e magniloquenti espressioni dirette a criminalizzare ed infangare l`avversario politico ma un giudizio meditato su quanto visto nei filmati ripresi in quei giorni terribili.
La manifestazione di Sabato 17 Novembre 2007 ha dimostrato che una fetta consistente di italiani quelle pagine non le vuole voltare e neppure archiviare così rapidamente senza che si sia fatta veramente chiarezza. Su tutto e su tutti.
Proprio per questo il 17 Novembre 2007 di Genova pone problemi non piccoli e ad oggi non risolti, sia agli organizzatori che a ciascuno ed a tutti quelli che vi hanno preso parte.
I numeri non sono solo quantita` ma anche qualita`.
In politica come in altri settori .
Se lo spirito che univa le molte anime della moltitudine in piazza a Genova, nel Luglio 2001 come nel Novembre 2007, é lo stesso di quelli che hanno manifestato contro l`aggressione all` Iraq cosi` come hanno ripudiato la Bossi-Fini, cioè un minimo comun denominatore di PACE, SOLIDARIETA’ SOCIALE, DEMOCRAZIA, occorre capire come allargare il numero di quelli che possono e devono essere coinvolti in questa lotta, nella lotta perche`si arrivi ad una commissione parlamentare di inchiesta sui fatti del luglio 2001 a Genova; su come sia stato possibile violare e sospendere la Costituzione.
La commissione non dovra` nè fare nè rifare processi a chicchessia, non dovrà nè sostituirsi nè porre limiti all`autonomia della magistratura, a cui deve restare comunque l’ultima parola, per quello che riguarda l’ambito dei processi penali. Ma solo in questo ambito. NIENTE DI PIU’ NIENTE DI MENO.
Sarebbe dannoso.
Le indagini dovranno accertare il come e perchè nella catena di comando (ovvero cosa il governo Berlusconi ha chiesto e gli stati maggiori di PolStato, CC, GDF, PolPen disposto ed eseguito) si è prodotto qualcosa che ha fatto sì che si arrivasse a tanto tremende violazioni della legalità e dell` ordinamento democratico.
Ciò potrà anche fornire un nuovo quadro di riferimento per eventuali nuove iniziative della magistratura inquirente cui comunque spetterà valutare in piena autonomia il profilo penale di ogni vicenda.
A quanti vogliono e sperano di archiviare la morte di Carlo Giuliani e le altre atrocità accadute a Genova nel luglio 2001 con il messaggio terroristico ed iniquo di condanne a secoli di galera per i soli manifestanti, é stato risposto con democratica fermezza:
NO NON FINISCE COSÌ , NO NON FINISCE QUI.

Il nuovo partito armato

atalmil Oggi è bene che il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe si dimetta o venga rimosso dal Ministro dell’Interno Giuliano Amato. In uno stato democratico non è possibile ammannire l’opinione pubblica -come ha fatto Giacobbe- con una versione palesemente reticente dei fatti che hanno portato alla morte di Gabriele Sandri. Solo così si potrà sperare in indagini e poi in un processo sereno per quello che appare nella migliore delle ipotesi un oscuro incidente dovuto ad un uso illegittimo e ingiustificato della forza.

Ma è chiaro che il caso Sandri è un pretesto. Ieri in tutta Italia si è palesata l’esistenza di una forza paramilitare … Leggi tutto

Feccia lombarda

E’ saltato per motivi di razzismo il concerto per il centenario della squadra di calcio dell’Atalanta di Bergamo, previsto per il prossimo 5 maggio. Il concerto era già completamente organizzato, con un numero impressionante di cantanti di buon livello: Lucio Dalla, Gianna Nannini, Luca Carboni, Ron, I Pooh, Gli Stadio, Mango, Zero Assoluto, Gianluca Grignani, Nada, Fabrizio Moro, Velvet, Paolo Meneguzzi, Francesco Facchinetti, Amalia Grè, Momo.

Uno di loro però, Gigi d’Alessio, aveva un difetto: è un "terrone" e a festeggiare l’Atalanta non ce lo vogliamo. Gli ultras della squadra lombarda infatti, incredibile ma vero, hanno opposto il veto sulla presenza del cantante campano. Dal veto si è passati alle minacce: se verrà d’Alessio, il concerto sarà rovinato dalla nostra contestazione. A quel punto l’organizzatore del concerto stesso, tale Lorenzo Suraci, padrone della radio bergamasca RTL, rilasciava alla Gazzetta dello Sport una dichiarazione che a chi scrive fa accaponare la pelle: «chiamerò D’Alessio e … Leggi tutto

Lucio Caracciolo, Limes sull’America Latina è inconsistente

E’ necessaria una riflessione sul numero di Limes (2/2007) in edicola, intitolato “Chávez-Castro, l’antiamerica”. Chi scrive ne ha discusso per oltre un’ora nel programma di Radio RAI Radio3Mondo con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, con uno degli autori, Maurizio Stefanini de Il Foglio e con il conduttore, Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera. La registrazione può essere ascoltata qui.

Nel dibattito radiofonico si è parlato moltissimo di Venezuela e del presidente Hugo Chávez. Molto meno del numero di Limes che eravamo chiamati a presentare. Dal punto di vista dell’ascoltatore, e della riuscita della trasmissione, fa lo stesso. Ma avendo chi scrive scrupolosamente letto un volumotto di oltre 300 pagine, Limes appunto, per dovere professionale sento il bisogno di alcune puntualizzazioni.

La novità più importante è che la “Rivista italiana di geopolitica”, parla ben poco di geopolitica e molto di altre cose. Parla pochissimo di economia. Per esempio ignora un evento capitale come la chiusura dei rapporti con il FMI da parte di mezzo continente latinoamericano. Non c’è un solo pezzo che contestualizzi l’attuale fase storica dopo il crollo dell’ortodossia neoliberale. Dovendosi occupare di Venezuela non c’è un solo articolo sull’ingresso del paese nel Mercosur né sul Mercosur in generale. Non c’è un solo articolo che … Leggi tutto

GR2 Rai, aborto obbligatorio e altre nefandezze

Sabato 17 febbraio, GR2 di Radio Rai delle 6.30 di mattina. Prima notizia: Vicenza aspetta nella paura la manifestazione di oggi, sono in arrivo i Black Block e gli Ultras del Livorno. Seconda notizia: tredicenne di … Leggi tutto

Caro Aurelio de Laurentiis,

Caro Aurelio de Laurentiis,
ti sento protestare vibrantemente contro la chiusura degli stati non in regola col decreto Pisanu, addirittura parlare di fascismo, e non capisco.

Il fascismo aveva il culto dei rituali pubblici, dell’organizzazione delle masse, in squadre, manipoli, bande nere. Ammetterai che la "pretesa" di permettere alle famiglie (nella foto il nostro Robin Hood, Emanuele Calaiò con il figlio Jacopo) di ritornare allo stadio in sicurezza vada in tutt’altra direzione.

Hai avuto in gestione dal Comune di Napoli il San Paolo, come è giusto che sia, ma quella gestione comportava farsi carico … Leggi tutto

Allo stadio come in chiesa

Ci sono pochi problemi FACILI da risolvere come la violenza negli stadi. Il governo di centrosinistra se volesse potrebbe perfino trovare una occasione di consenso spicciolo. Nel giro di cinque giorni un uomo è stato ammazzato a calci ed un poliziotto (nella foto la vedova) è stato ucciso da una bomba come a Baghdad. Creano più allarme sociale gli ultras o Al Qaeda?

Come nessuno può andare a cinema o in pizzeria organizzato in bande ad ammazzare i vicini, così deve essere impossibile … Leggi tutto

Oaxaca, le ore più difficili per la APPO

Anticipo in italiano il reportage da Oaxaca che uscirà su Brecha di Montevideo, e che, nella versione italiana è uscito oggi per Lettera22

Le cose sono cambiate a Oaxaca. Di fronte alla dura repressione del governo statale e del governo federale, il movimento di Oaxaca si è ritrovato in un angolo. Ci sono centinaia di incarcerati, alcune migliaia di persone sono nascoste dalle comunità indigene, al limite della clandestinità. Molti sono stati vinti dalla paura. Eppure domenica circa 15.000 persone sono tornate in piazza per esigere la liberazione dei prigionieri politici e le dimissioni del governatore.

OAXACA – Tornare a Oaxaca, dopo due settimane, è traumatico. Il 25 novembre, il giorno degli scontri più duri con la Polizia Federale Preventiva messicana (PFP), ha fatto da spartiacque per il movimento sociale e popolare di questo stato del sud del Messico. Se la storia terminasse oggi, sarebbe la storia di una sconfitta. Oggi l’ordine ?ed una calma apparente- regna su Oaxaca. Già dal cammino che … Leggi tutto

Alla festa senza pagare il biglietto

Ho apprezzato l’alluvione zoologica di insulti piovutimi addosso per avere osato desacralizzare, non la vittoria della selezione italiana nei mondiali di calcio, ma alcune forme triviali di festeggiamento. Tra queste l’esposizione di croci celtiche da parte del nostro valoroso portiere, o le svastiche nel ghetto di Roma o le parole razziste gravissime dell’ex-ministro Calderoli.

Non replicherò (ovviamente) alla fantasiosa serie di invettive, ma vorrei fare una riflessione. Da una parte è chiaro che c’è (non lo scopro certo io) un limite di Internet che porta un soggetto estraneo a mettere per iscritto giudizi che senz’altro non replicherebbe faccia a faccia, in … Leggi tutto