Ovunque vada quelle merde fasciste degli ultras lo insultano: “Non esistono negri italiani”, “Balotelli negro di merda”. Profittando del clima quei vigliacchi degli avversari lo provocano continuamente, lo riempiono di “calcetti”, cercano la sua reazione.
Lui reagisce, “sono più italiano io di tutti loro”, e gioca sempre meglio e non si sottomette alla gogna da Ku Klux Klan nella quale vogliono fargli vivere i suoi 19 anni.
Fino ad oggi a Verona dove alligna il pubblico più razzista d’Italia (Hellas o Chievo non fa differenza) e nonostante teppisti come i bergamaschi o gli juventini non siano da meno. Dopo avere segnato il gol della vittoria ha avuto il civilissimo coraggio di dire: "Ogni volta che vengo qui a giocare il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo".
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di Lorenzo Mortara, mercoledì 17 giugno 2009, 21:33
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Dialoghi
Alle ultime provocazioni di Mario Vargas Llosa, la più grande delle Lewinsky che l’imperialismo tenga sotto di sé, e quando dico “sotto” chi ha orecchie per intendere intenda, ha già risposto Gennaro Carotenuto. Ma se Giornalismo Partecipativoe le penne migliori di questo paese, di fronte al gioco sporco degli infami non sanno far altro che difendersi, il marxismo, con la spavalderia che lo contraddistingue, partecipa solo a patto di poter andare all’attacco e di non scendere sullo stesso piano infantile della stampa padronale. Innanzitutto chiariamo una volta per tutte chi sia Mario Vargas Llosa: partito da una cellula comunista di Lima, passa presto dal marxismo al radicalismo della democrazia cattolica peruviana, per approdare, a rimbambimento concluso, all’estrema destra. … Leggi tutto
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di Mario Badino, domenica 31 maggio 2009, 19:36
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Dialoghi
La prima immagine di questo articolo è una foto che ho scattato a Venezia qualche mese fa, in pieno fenomeno dell’«acqua alta», e così la seconda, che però si spinge a indicare una relazione possibile tra il nostro modello di sviluppo, incentrato sulla crescita senza fine del Pil (prodotto interno lordo e misura di ogni umana felicità), e il riscaldamento globale, che prima o poi sommergerà migliaia e migliaia di chilometri di coste della Penisola, compresi centri abitati e luoghi d’arte, Venezia su tutti.
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Rispetto al Decreto Legge che fa arrestare sul posto chi in Campania e solo in Campania abbandona dei rifiuti ingombranti in strada, continuo a pensare che se chi scippa un leggerissimo portafogli sta in galera in media tre ore, chi come arma del delitto usa una cucina economica o un frigorifero classe F (che inquina come una locomotiva a carbone) per usare i giusti pesi e le giuste misure non si può aspettare meno di tre anni di galera e perfino il vecchio Beccaria sarebbe d’accordo.
Detto (surrealmente) ciò, immagino il Ministro degli Interni Roberto Maroni al bar a Cantù Cermenate o a Cazzago Brabbia circondato dalla sua gente che gli fa i complimenti e lo riempie di pacche sulle spalle facendogli andare di traverso le arachidi: “bravo! Picchia giù duro! Con questa gente ci vuole il pugno di ferro! Faglielo vedere chi siamo a questi napoletani!”. Perché va bene i negri ma il nemico prevalente per un tipo in camicia verde sono sempre i terroni.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 13 ottobre 2008, 00:20
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Italia
Mi ero imposto di fare come se non esistesse. Eppure appesta continuamente Internet con il suo antisemitismo al quale abbocca volentieri tutto un sottobosco rossobruno e poi una serie di altri imberbi deficienti presunti di sinistra per i quali basta dire “abbasso Israele” o “Stati Uniti cattivi” per strappare l’applauso.
Mi ero imposto di fare come se non esistesse ma questa è troppo grossa… Per il noto antisemita Maurizio Blondet, ammiratissimo da spezzoni di ultrasinistra senza cultura né storia, il dirigente neonazista austriaco Jorg Haider sarebbe stato ucciso da un non meglio precisato “ebraismo internazionale”.
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La legge elettorale per le europee, che il PdL sta varando con il silenzio-assenso del PD, fa schifo. Ma non è, come invece sbraita la cosiddetta sinistra radicale, un golpe. Per più motivi; innanzitutto perché se tutto è un golpe nulla è un golpe. Poi perché lo sbarramento al 5% non è un golpe, l’eliminazione del voto di preferenza non è un golpe e la riduzione delle dimensioni dei collegi (saranno una decina) non è un golpe. Anche se fanno schifo. Il modello della nuova legge è quello cileno, ma non nel senso pinochetista, nel senso bacheletiano, con un paletto così alto che ci vorrebbe Javier Sotomayor per saltarlo.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 4 settembre 2008, 07:31
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Italia, Società
Il Tele Giornale Regionale della RAI della Campania presenta una serie di immagini e interviste dalle quali si evincerebbe che i tifosi del Napoli diretti a Roma non sarebbero stati protagonisti di scontri di alcun tipo. E che le immagini mostrate ossessivamente da domenica, e presentate col titolo “l’orda”, farebbero vedere solo un gruppo inadeguatamente numeroso di persone; vanno di fretta perché hanno fatto tardi alla partita, ma non stanno invadendo alcunché ne minacciando alcuno.
A Napoli, inoltre, almeno 4.000 dei 5.000 avevano sia il biglietto dello stadio che quello del treno, ma per questo bollino rosso ferroviario (5.000 persone riempiono almeno 4 treni) non era stato predisposto nulla da FS che però aveva venduto lo stesso i suoi bravi biglietti. In soldoni, è la tesi ventilata del TG della Campania, se uno autorizza a muovere tutte insieme 5.000 persone e non predispone nulla, poi queste 5.000 persone imbottigliate in una stazione saranno protagoniste/vittime automaticamente del caos. Loro e chi altro si trovava lì con altrettanto diritto a viaggiare.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 31 agosto 2008, 12:10
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Italia
Come tutti gli anni bisogna vergognarsi di questo odio inspiegabile tra quelle bande di cretini chiamati ultras e che, per motivi inspiegabili e necessariamente triviali, causa una faida tra romanisti e napoletani.
Forza Napoli ma anche, di cuore, viva la Roma. Anzi Roma campione d’Italia (o la Fiorentina che nel mio cuore è seconda solo al Napoli!).
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di Doriana Goracci, martedì 12 agosto 2008, 23:34
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Dialoghi
Notte bianca, anzi d’arancia meccanica a Viterbo
Che la cinghia sia di moda negli ambienti di destra, non lo dice uno stilista o chi scrive ma lo afferma il Corriere della Sera. Nel Telegiornale del Lazio su Rai Tre, il capo della polizia, ha esordito con un più cauto “ennesimo fenomeno di bullismo”, per poi giungere alla fine a conclusioni ancora più gravi del giornale suddetto e che possono essere già lette. … Leggi tutto
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di Enrico Neri, mercoledì 9 luglio 2008, 07:49
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Disinformazione, Guerre infinite
Ringrazio Enrico Neri per questo contributo che testimonia da Bogotà come le cose su Ingrid Betancourt non stiano come le vuole la propaganda ultrauribista alla Mimmo Candito, ma neanche come le pretende l’ultrasinistra che ha immediatamente attaccato Ingrid Betancourt. gc
Enrico Neri, Bogotà 8.VII.08
Il mondo intero si era commosso di fronte alla tragica situazione dei sequestrati delle FARC nella selva colombiana. Il mondo intero ha applaudito entusiasta la liberazione di Ingrid Betancourt e di 14 dei suoi compagni ad opera dell’esercito colombiano lo scorso 2 luglio, non solo per la sostanza dell’evento, ma per la maniera in cui si è prodotto: non una goccia di sangue, non un colpo di arma da fuoco, non un morto, non un ferito, solo un occhio pesto a un guerrigliero, ma tutto sommato… magari finissero con un saldo così le più tranquille manifestazioni politiche del più tranquillo dei paesi in pace.
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di Giuseppe Aragno, sabato 31 maggio 2008, 00:10
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Dialoghi, Scuola, università, ricerca
Abbiamo un governo stabile, che gode di un largo consenso nel Paese e riscuote apprezzamenti significativi tra le file d’una opposizione che ha fatto della collaborazione e del dialogo il tema caratterizzante della sua presenza in Parlamento. Una presenza ornamentale.
La grande stampa, impegnata a navigare a vista, sottocosta, in attesa di veline, disegna quotidianamente un paradiso terrestre guastato per diabolica protervia dai napoletani e dalla loro spazzatura e tutto, persino le manganellate, tutto si va facendo soffice e ovattato. Buona parte del mondo è sparito per incanto dall’informazione televisiva: il vergognoso processo al cattolico Tereq Aziz, condotto in Iraq in assoluto dispregio dei diritti umani, ha ceduto il campo alla domanda di grazia per la Franzoni, l’Afghanistan è un sogno cinematografico fatto di aquiloni e persino l’impazzimento minaccioso del clima si piega alla malizia adescatrice dei “fine settimana all’insegna del bel tempo“. … Leggi tutto
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In molti hanno scritto dell’Almirante antisemita e dell’Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, “nulla fermerà il dialogo con il PDL”) per mandarlo giù.
Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria.
Giorgio Almirante, il grande statista al quale Gianfranco Fini rende omaggio e Gianni Alemanno vuol dedicare una strada romana, per la legge italiana è dunque un terrorista complice dell’assassinio di tre carabinieri. Ecco tutta la storia.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 24 maggio 2008, 00:01
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Italia, Società
Creerà allarme sociale solo un po’ Stefano Lucidi e starà in galera il minimo indispensabile. Poi riprenderà la sua vita di sempre.
Lui che, in giro con la Mercedes di papà, è andato in giro per Roma a cercare una coppia da assassinare passando col rosso a tutta velocità, avrà senz’altro un buon avvocato che lo tirerà fuori e presto gli ridaranno anche la patente. Perché mai non ridargliela?
Li ha assassinati così, Alessio e Flaminia, 23 e 22 anni, falciandoli passando col rosso e poi è scappato via, come fa un vero uomo, un ultras della Lazio con tanto di Daspo, patente già ritirata e precedenti penali per lesioni personali.
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chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni
Giorgio Gaber
Ho votato alle 7.57 di stamane nel Liceo Classico due portoni più in là del mio. Non apprezzo gli endorsement aperti, per il semplice motivo che riducono tutto a “tizio vota per”. Marco Travaglio vota per Antonio Di Pietro, Bernardo Bertolucci (da comunista) vota Walter Veltroni, Claudio Abbado vota per Fausto Bertinotti, Ken Loach voterebbe per Franco Turigliatto. Detto questo non abbiamo detto nulla.
Il punto più importante e più dimenticato è quello che concerne i tre milioni di nostri concittadini interdetti dal voto, amministrativo e anche politico, e perciò interdetti dall’unica integrazione possibile, quella della piena cittadinanza. Anche oggi stiamo andando a votare in privazione del suffragio universale, ovvero dell’essenza stessa della democrazia.
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Sì, questa vignetta di Vauro su Fiamma Frankestein l’avevamo già pubblicata. Ma è necessario ripubblicarla e magari farla circolare in più siti possibile, perché le accuse di antisemitismo contro Vauro di Fiamma Nirenstein sono un caso da manuale di manipolazione grossolana del pensiero altrui per difendere un comportamento politico impresentabile cercando di passare da vittima.
Cosa rappresenta questa vignetta per ogni persona intellettualmente onesta?
Rappresenta graficamente la contraddizione del fatto che Fiamma Nirenstein, giornalista che ha fatto carriera specializzandosi sul conflitto mediorientale con posizioni vicine se non organiche a quelle della destra israeliana, si candidi in un partito, il PDL, che ospita nelle sue liste almeno due fascisti dichiarati, Giuseppe Ciarrapico e Alessandra Mussolini.
Ha diritto o no, Vauro, di far notare questa contraddizione?
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