Wednesday 08 February 2012, 04:06

Gli articoli con tag: " UDC "

Ma a Di Pietro (e a Vendola) chi glielo fa fare di reggere il moccolo alle nozze UDC-PD?

Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD completamente muto, è un bene che ci sia qualcuno in parlamento che  quelle cose di sinistra le dica. In secondo luogo qualcuno deve spiegare a cosa serva a Di Pietro (e a Vendola, e alla sinistra se ancora esiste) reggere il moccolo al matrimonio UDC-PD.

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La prossima lega a cinque stelle, le divisioni di Vendola e il bipolarismo che cade a pezzi

Tutti i commentatori si soffermano soprattutto sul trionfo della Lega Nord, ma la prima cosa che appare evidente è che media e politici mistifichino su alcuni fatti ineludibili: il bipolarismo esce massacrato e la lista cinque stelle di Beppe Grillo diventa un soggetto con il quale il centro-sinistra dovrà fare i conti.

La sinistra radicale riesce ad esprimere in Vendola un leader nazionale proprio quando diventa residuale elettoralmente continuando per la terza volta consecutiva a stare ben sotto il quorum per le politiche.

Lo conferma anche il dato marchigiano dove l’ottimo Massimo Rossi sembra prendere almeno il 20% in più della vecchia (mezza) coalizione arcobaleno che lo appoggiava. Massimo D’Alema con Vendola ha sbagliato per la cinquecentesima volta (e per la cinquecentounesima non farà autocritica) e non è sostenibile una Conventio ad excludendum contro Vendola (o contro di Pietro) ma è onesto dire che ben difficilmente un Vendola (quasi) senza partito potrà essere il salvatore della patria nel 2013.

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TeleBondi, TeleCapezzone, TeleCicchitto, la par condicio di TeleSilvio

L’osservatorio di Pavia ha monitorato il tempo di parola dei politici dei principali partiti nei tg più importanti nelle prime due settimane di marzo. Ne viene fuori la tabella che segue.

  TG1 TG2 TG3 TG4 TG5 Studio aperto
Governo 36,8% 29,0% 20,2% 23,0% 30,2% 77,9%
PdL 11,7% 17,0% 21,8% 55,1% 25,9% 16,9%
Lega Nord 2,5% 0,8% 1,3% 5,6% 1,4% 0,0%
PD 20,3% 22,5% 28,1% 4,4% 23,1% 2,6%
IdV 4,2% 5,8% 5,8% 1,8% 3,6% 2,6%
UDC 7,3% 5,5% 4,5% 2,8% 5,9% 0,0%

Questi sono i dati su quanto gli italiani stanno vedendo nei principali TG sulla campagna elettorale. Chi può parlare ancora di par condicio?

Peter Gomez e Marco Travaglio: dal ‘94 ad oggi l’infinita serie di insulti del premier e dei suoi

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Lo spiaggiamento del Partito democratico (e della sinistra)

AndThenThereWereNone1945 Ieri, con la cosiddetta Convenzione, è cominciato il definitivo spiaggiamento dell’ex-aspirante nuova balena bianca che voleva essere il Partito Democratico. Parallelamente, con l’elezione di Angelo Bonelli come Presidente (autonomista come Craxi) dei Verdi, si va spiaggiando anche il balenottero di Sinistra e Libertà, che proprio non riesce a superare il suicida frazionismo pro-poltroncina del personale politico. Alla sinistra di questi lo spazio identitario del PRC sembra intanto poter congelare i propri voti meglio di quelli missini al tempo di Almirante. Se contiamo anche gli irriducibili dipietristi e la palude casinista dell’UDC, quei sei italiani su dieci che non hanno votato per Berlusconi sono per l’ennesima volta all’anno zero.

Concentriamoci sullo spiaggiamento del Partito Democratico. Concentriamoci sulla meccanica e non sulla politica ché questa resta ben poca. Ieri al PD non è bastato mostrarsi unito per non farsi rubare la scena da un Berlusconi che sembra sempre più Alvaro Vitali. Gli bastano tette e linguaggio triviale per dominare la scena. Ieri gli è stata sufficiente una parolaccia (“sputtanare” resta una parolaccia che continua legittimamente ad infastidire qualcuno) per mandare in visibilio i giornalisti che su tutte le reti godevano a ripeterla come i bambini. Così avvilivano con Berlusconi il linguaggio settoriale della politica e la stessa lingua italiana abbassandola a un malinteso linguaggio popolaresco. E dire che Dario Franceschini aveva studiato a lungo quello sciasciano “ominicchio” per far propri con ben altra eleganza i titoli dei giornali.

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L’anatra zoppa berlusconiana e il Partito della Costituzione

giorgio_napolitano La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.

Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.

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Fabrizio Corona da Giovane Fiamma Italiana a Martire in Croce e gli Oratori in ascolto a Salemi


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Non ho le Visioni di   Vittorio Sgarbi, che lega artisti vivi e morti  alla sensibilità religiosa e alla fede, ma così è, oggi 5 ottobre 2009:  “a Salemi nell’ambito del “Festival Internazionale del Cinema Religioso” arriva, tra gli ospiti, Fabrizio Corona, il celebre “paparazzo” protagonista di cronache mondane e giudiziarie. La sua presenza è l’alternativa individuata da Vittorio Sgarbi dopo che “L’Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, in un articolo sul Festival, commentando l’annunciata presenza, tra gli ospiti, di Lele Mora, ha così  scritto: “Sgarbi ne parla come se fosse una specie di profeta o di santone, invece che un’ ex potente manager di vip tv e starlette di incerto valore, con sulle spalle più  di un guaio giudiziario”. Il critico d’arte e sindaco di Salemi ha così  ribattuto: “Sono sinceramente pentito, dopo le critiche de “L’Avvenire”, per la presenza di Lele Mora. Pertanto, convinto della bontà delle osservazioni del quotidiano dei vescovi, rinuncio alla presenza di Mora e, al suo posto, invito Fabrizio Corona come martire della giustizia”. Fabrizio Corona interverrà  come ospite al festival prima e dopo la proiezione, alle 22 al Cine Teatro Nuovo di via Chinnici, del film “Videocracy” di Erik Gandini”.

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Lo scudo fiscale e la scuola del tradimento

Lo scudo fiscale è stato approvato. Una manciata di voti è stata sufficiente per far passare una delle leggi più criminose di questo governo. Ma ciò che più sbalordisce è il fatto che se l’opposizione fosse stata al completo, questa legge non passava. 270 a favore, 250 contrari. Un’occasione persa. 22 deputati del PD e 6 dell’UDC assenti, hanno fatto sì che la destra, nonostante fosse sfavorita dalle molte assenze, licenziasse una legge-truffa. Queste assenze sono centrali, decisive, per leggere il livello di militanza politica contro questo governo complice degli evasori. La prova di questa impostura ideologica ce la fornisce il comportamento assunto dal PD (il maggior partito di “opposizione”) al momento di votare la pregiudiziale di incostituzionalità (29 settembre 2009) promossa dall’IDV. Alla camera erano presenti in tutto 485 deputati, per avere la maggioranza erano sufficienti 242 voti. Votanti 482, astenuti 3, a favore dello scudo 267, contro 215. E’ sbalorditiva l’assenza di ben 51 parlamentari del PD e 8 dell’UDC che ha determinato il fallimento della pregiudiziale di incostituzionalità. Adesso sono recidivi. Non hanno scusanti. A ciò si aggiunge pure la beffa mediatica. Urlano davanti ai microfoni dei giornalisti contro questo governo, dissimulando la loro irresponsabilità verso la società civile. Un livello di opposizione inesistente nei fatti, ma mediaticamente infarcito di parole urlate. Lacrime di coccodrillo davanti alle telecamere, assenteismo alla camera. Come leggere questo fenomeno? Se messo a fianco ad altri fenomeni analoghi, scopriamo un ruolo tutt’altro che oppositivo dell’opposizione.

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Istruzione, Gelmini e socialismo…

Verso la fine del diciannovesimo secolo Jose Martì, il rivoluzionario che sarebbe divenuto l’eroe nazionale di Cuba, scrisse che “essere istruiti è l’unico modo per essere liberi” e che “tutti gli uomini devono coltivare la propria intelligenza per rispettare così se stessi e il mondo”, perché “il popolo più felice è quello che ha istruito meglio i suoi bambini”.

Parole importanti, che vale la pena di ricordare.

Parole su cui riflettere, alla luce di alcuni dati degli ultimi anni.

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La classe operaia c’è ancora. Tanto è vero che le danno mazzate da ogni parte

TG nazionale su RAI3 delle 14, in coda a tutto, ma meglio questo che niente, un filmato proveniente dalla Korea del Sud dove si vedono scontri tra poliziotti ed operai.

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La pillola del diavolo

Diciamolo subito. Lo scandalo non è l’indemoniata pillola abortiva RU486, contro cui l’alto clero cattolico sta mobilitando tutte le sue forze. Pillola che causerebbe nientemeno che “una crepa nella civiltà” come si è premurato di diagnosticare il cardinale Angelo Bagnasco. "Delitto da scomunica" invece per Monsignor Sgreccia (Movimento per la Vita).

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Tritacarne

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Ieri 14 luglio me ne sono stata zitta, era sciopero nel web, qua qua. Oggi non volevo scrivere niente, troppo di tutto. Ma poi mi torna in mente che Lola corre e il tritacarne macina news rosse di vergogna.

Grotteschi gli appelli e le lettere a migliaia  che  sono state inviate  al signor Napolitano:  lui ha firmato per la sicurezza, con perplessità.

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Piccola cronistoria di un circolo viterbese di Rifondazione comunista "Più che morì…un si pole"

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Il Circolo del Prc, Che Guevara, era  piccolo  malgrado il nome ed era a   Capranica, paese non grande anche lui,   con poco più di 6.000 abitanti, in  provincia di Viterbo, 50 km circa da Roma, dove c’è la Federazione del Partito della Rifondazione Comunista, ancora.

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Varcai le soglie di quel locale su strada, all’angolo di Piazza 7 luglio, nel cuore del centro storico: era l’autunno del 2003. Dalla storia di Marzia riporto: “Era luglio del 2003 quando mi trovai di fronte alla bottega di Marzia. Dovevo ancora arredare la casetta che avevo acquistato a Capranica ma per una vecchia passione, metto prima i quadri al muro e poi passo alle sedie. Avevo notato una piccola bandiera della pace in vetrina, lei faceva cornici, 2 porte a fianco ad un circolo di Rifondazione. Andai con le mie vecchie foto greche e lei, capace di non perdere il passaggio di nessuno sull’unica strada di Capranica, fu pronta ad accogliermi. Era la prima persona con la quale scambiai una parola e le chiesi, oltre alle cornici, se quella a fianco era una sede del Prc: mi invitò a tornare dopo due giorni per una riunione”.

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La democrazia funziona. Davvero?

Ho fatto dei rapidi calcoli.
Quasi 26 milioni di elettori hanno avuto modo di vedere il proprio voto conquistarsi spazio in Europa attraverso i propri rappresentanti.
Poco più di 4 milioni di elettori italiani invece si sono ritrovati orfani di una tale speranza, almeno dal punto di vista formale: i voti espressi sono stati "persi" perchè incanalati in partiti che non hanno raggiunto il quorum.

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Post Elezioni

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Pochi giorni fa ho avuto modo  di rivedere certe sequenze di Ieri oggi e domani, film del 1963 diretto da Vittorio De Sica vincitore dell’  Oscar al migliore film straniero nel 1965: 3 episodi di coppie “diverse”  interpretate da Sofia Loren e Marcello Mastroianni, girati a Napoli, Milano e Roma.

Mi hanno caricato di una tristezza infinita, uno scenario di un Italia che si arrangia, ruffiana, prolifica di figli usati come misura anticarcere, di clienti buoni, di signore e loro amanti, di intellettuali che non possono fare a meno di godere di tanto scenario.

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