Thursday 09 February 2012, 05:30

Gli articoli con tag: " Tzipi Livni "

Per questo io ci sarò a Gaza

talpa con trapanoQuanto sto per scrivere parte da una lettera privata che mi scrisse un amico, Zag, il 4 dicembre 2009, quando si prendeva la briga di dire le sue ragioni dell’assenza dalla Piazza Viola  a Roma il 5 dicembre Per questo io non ci sarò: “Ne approfitto Do, per salutarti e farti gli auguri di passare queste scorcio di festività con famiglia o amici in serenità ( la felicità non ci appartiene e non ci interessa) . Devo scappare  perchè invitato in Palestina a preparare il Natale ai piccoli palestinesi. Non so cosa farò, ne quanto tempo starò via.  Mi raccomando di tenere il presidio sulla rete. E continua a raccontare e a parlarci. Ti leggerò comunque al mio ritorno, non credo in quella terra disastrata se potrò.Zag” … Leggi tutto

Mattine e notti da Madonne

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Il mese di settembre è iniziato a Gerusalemme con le parole in musica e le gambe di una Madonna. Tel Aviv è stata la testimone della città delle Madonne. Si cantava anche in Italia  un’ ode alle Madonne, che si risvegliassero alfine con la primavera: Fiorin dipinto, s’amava tanto nel quattrocento, fiorin dipinto, s’amava tanto…

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Insalata al prezzemolo per Tzipi Livni?

Andreas Solaro / AFP / Getty

Della signora Tzipi Livni ne sentiremo parlare in futuro, non solo oggi e tento allora di inviarle una lettera con ricetta inclusa, in attesa delle sue, percorrendo alcune fasi della preparazione culinario- israeliana, al femminile s’intende ed internazionale.

Di Tzipi Livni se ne era già occupato il Time con un articolo e una copertina dedicata a lei. Lo firmò la sua amica Condoleezza Rice, alla fine scrivendo “Rice is U.S. Secretary of State”. La descriveva come una donna di idee aperte e libere, intelligente, combattiva e di pace: da rispettare profondamente. E così con il 2007 , la rivista Time inserì Tzipi Livni fra le 100 persone che “stanno trasformando il mondo”. E la signora è intelligente davvero e non presuntuosa al punto, malgrado la vittoria, di comandare da sola: “Due primi ministri per Israele” esattamente come Due Popoli Due Stati, leit motiv caro a molti. “Il popolo ha scelto Kadima e sarà Kadima a guidare nel futuro il popolo”. A Bibi Netanyahu ha rivolto un appello per costruire un governo di unità nazionale. Ha puntato sulla sicurezza e l’economia e sappiamo quanto “cari” sono questi temi a tutti i cittadini del mondo. In questo taglia e cuci febbrile di donna, non manca l’ago con i suoi 15 seggi conquistati: “Io sono la chiave e questa chiave detterà le regole per il futuro governo”. Le lacrime una volta prerogativa femminile, sono ciò che è rimasto del partito laburista, quelle di Ehud Barak, che non lascerà la politica anche se la politica lascerà lui, almeno piangere. Inutile il suo polso di ferro nel durante elezioni…: “il ministro della Difesa Ehud Barak ha deciso di imporre un assedio totale alla Cisgiordania e Gerusalemme e di chiudere completamente i valichi della Striscia di Gaza. In un comunicato stampa, Barak ha reso noto che l’esercito permetterà il passaggio solo per motivi “umanitari” e d‘urgenza, mentre l’esercito ha chiuso i passaggi commerciali della Striscia di Gaza”.

Di “passi in avanti” Kadima ( questo significa in ebraico) e la Livni ne hanno fatti dando Lezioni di Vita, come la signora Fiamma Nirenstein, che penso apprezzerà l’operato d’amore di questo partito:” quì va alle urne l’unico paese democreatico in una selva di dittature”.Scriveva anche Alberto Stabile il 18 .9.2008 : “Se Tzipi Livni, nonostante le profonde radici familiari nella destra nazionalista israeliana è giunta, alla fine di un lungo percorso, ad accettare la necessità del compromesso, la sua vittoria all´interno di Kadima vuol dire che il processo di pace con i palestinesi ha buone probabilità di proseguire”. Ma l’autunno e l’inverno 2008-2009 nella Striscia di Gaza non hanno dato queste prospettive e gli sconfinamenti nei territori occupati hanno prodotto solo cifre da giocare alla roulette della morte: più di 1.000 morti, più di 5.000 feriti e con l’uso delle bombe al fosforo, tanto per dirla al ribasso.

Dal mpmento che anche io apprezzo la cucina internazionale, offro un’insalata al prezzemolo alla signora Tzipi Livni, dal nome ahimè un po’ compromesso data l’origine libanese, “Taboule”, compresa la ricetta . Ingredienti: parecchio prezzemolo menta bulghur (grano essiccato e triturato) cipollotto pomodoro sale succo di limone olio

Rimane il prezzo, Il prezzo del prezzemolo s’intende, come ce lo racconta Vittorio Arrigoni perchè abbiamo un debole per le note di Certi italiani. Vik ci ha inviato anche un video Canzone del gruppo israeliano “the Hadag Nahash” che si è ballato prima e durante le elezioni, con tanti bei slogan che invitano al razzismo fascista e di certe canzoni musica direttori d’orchestra e attrici protagoniste, ce ne intendiamo anche noi quì in Italia dove prezzemolo olio grano pomodoro menta cipollotto sale limone ancora abbondano, non sappiamo solo per quanto.

Da ultimo, come ottima padrona di casa saprà la Livni, l’insalata bene si accoppia con il pesce (anche quello ce l’abbiamo ancora) e pertanto ci farebbe piacere sapere da donne e tra donne che fine ha fatto” l’attivista scozzese Theresa McDermott ritrovata sappiamo nella prigione di Ramleh quattro giorni dopo essere “scomparsa” dopo che l’esercito israeliano l’aveva prelevata con la forza da un’imbarcazione libanese su cui si trovava in missione umanitaria verso Gaza”: forse tentava di pescare come certi palestinesi nel mare di fronte alla Striscia. Il problema in ogni caso che potrebbe risolvere la preparazione di un buon pasto rimane in ogni caso quello avanzato da Luca Galassi: “Contadini, giornalisti e pacifisti internazionali bersagliati dal fuoco dei cecchini israeliani. La gente di Gaza non ha il diritto neanche di raccogliere il prezzemolo”.

Quanto all’ estetica della signora Livni (spesso in versione ufficiale blù e nero) penso si richiami sobriamente alle forze armate israeliane, la Tsahal, IDF, l’esercito di difesa di Israele che ha avuto già modo di dirigere e questo stile è stato garbatamente criticato da un signore su Fastidio, dove avanza dei dubbi sulle donne che “sarebbero “biologicamente” distanti dalla guerra e che invece comandano le operazioni militari come Tzipi Livni…Margaret Thatcher e Condoleeza Rice uomini più o meno ben conciati (o al massimo automi umanoidi), ho tralasciato la Palin” .

Certa che nessuno avrà tempo per queste Storie di Cucina, ma tentare è una strada, saluto e resto in attesa delle nuove ricette, le News come si dice in inglese…

Doriana Goracci

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Piombo fuso di Tzipi Livni

Non c’è da farsi illusioni. Il 77° Cavalleggeri non interverrà. Non ci sono winchester e giacche blu, non si ascoltano squilli di trombe finali e il bene non prenderà il posto del male che trionfa, tirandosi fuori da nuvole di polvere. Piombo fuso, firmato da Tzipi Livni, non è un film e non riserva colpi di scena: è un oltraggio al pudore, un’oscenità inaccettabile, un programma di annientamento dei diritti umani realizzato dal governo d’un popolo che per i diritti umani, primo e più di tutti, dovrebbe lottare.Piombo fuso è uno schiaffo della barbarie all’agonia della civiltà; è fosforo per tritacarne, esperimento su cavie umane, fabbrica di amputati e ciechi, fucina d’odio per un futuro da storpi, da terroristi e da terrorizzati.
Piombo fuso è la condanna capitale dei sentimenti d’umanità, la verità messa al rogo, un’allucinazione per cui l’agnello diventa lupo, la guerra un effetto collaterale e il racconto biblico si capovolge: non tavole della legge diede Iddio a Mosè, ma la tracotanza di senza dio che non riconoscono legge.
E, tuttavia, per quel tanto di buono che anche un male infinito alla fine produce, occorre crederci: quando, rinate alla luce, generazioni di storici ricostruiranno le tappe del nostro ritorno alla barbarie, i gazzettieri del potere non troveranno credito. Nessuno racconterà che i “terroristi” di Hamas si fecero scudo dei civili, sicché gli eroici combattenti della stella di Davide non ebbero altra scelta che sparare ai bambini, alle scuole e agli ospedali. Racconteranno ciò che oggi si tace: che mentre Chavez espelleva l’ambasciatore di Israele per la premeditata ferocia di Gaza, l’Europa sonnolenta non vedeva e non voleva vedere, come non vide e non sentì ai tempi del tragico imbianchino bavarese a Norimberga.

Per la conclusione dell’articolo cliccare su Fuoriergistro

Gilad Atzmon – L’Antico Testamento e il genocidio a Gaza

http://2006.vilniuscityjazz.lt/old/images/artists/04b2.jpg Gilad Atzmon,  nato nel 1963, è un musicista jazz, israeliano, formatosi alla Rubin Academy of Music di Gerusalemme.

La passione per la musica, il sassofono, il clarinetto… da ascoltare e scorrere sul suo sito Atzmon, convivono con quella della scrittura.

E’ noto per l’una e per l’altra, date le sue posizioni fermamente antisioniste.

Quello che segue è un articolo da lui scritto il 9 gennaio, tratto dal sito Palestine Think Tank Free Minds for a Free Palestine.

Libere Menti per una Libera Palestina.

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Sopra e sotto la notizia: “Restiamo umani”

“Restiamo umani”

Weeki Wachee Spring, Florida Photographic Print di Toni Frissell

Weeki Wachee Spring, Florida

Sopra, una giacca bianca color colomba e sotto, un completo nero color  falco, così  Tzipi Livni, ministro degli esteri israeliano, è volata a Parigi da Sarkozy, spiegando al mondo che la guerra va avanti. “La situazione umanitaria a Gaza è sotto controllo. L’esercito distingue la guerra al terrorismo, contro Hamas, dalla popolazione civile. Cesserà solo quando sarà il momento”. Ricevuta dal ministro degli Esteri Bernard Kouchner, ha pranzato al Quai d’Orsay, ha chiarito sorridendo, forse al momento del dolcetto e caffè che la proposta Ue di una tregua umanitaria era “irricevibile”. Al sesto giorno dell’offensiva israeliana sulla Striscia si contano 410 morti di cui 20 bambini, oltre 1800 feriti.

video: http://tv.repubblica.it/mondo/gaza-f16-all-attacco/27829?video

A San Vittorino Romano, un paese vicino Roma, non c’è solo il santuario di Nostra Signora di Fatima con pedana circolare di marmo nero ed elegante altare in marmo bianco ma anche un cavalcavia sotto al quale  nella notte del 31 dicembre, avvistata da alcuni automobilisti, è stata  trovata  una ragazza albanese di 22 anni, sdraiata con a fianco un cappotto e dentro sua figlia, nata poche ore prima: morta. Senza casa, da quando non viveva più al Campo casilino 900, sgomberato. Non ha saputo spiegare nulla: era in stato confusionale. L’autopsia chiarirà.

video: http://www.rainews24.rai.it/video.asp?videoID=6330

Da Baruda, la testimonianza di una ragazza del campo profughi di  Deheishe.

Il 31 dicembre Vittorio Arrigoni ha nuovamente scritto da Gaza, concludendo con il suo “restiamo umani”. E’ un modo di essere  anche nostro? Cominciamo a vedere cosa c’è sotto la notizia  e a mettere sopra tutto la Vita? Cosa c’è,  sotto controllo?

Doriana Goracci

” Jabilia, Bet Hanun, Rafah, Gaza City, le tappe della mia personale mappa per l’inferno. Checchè vadano ripetendo i comunicati diramati dai vertici militari israeliani, e ripetuti a pappagallo in Europa e Usa dai professionisti della disinformazione, sono stato testimone oculare in questi giorni di bombardamentidi moschee, scuole, università, ospedali, mercati, e decine e decine di edifici civili. Il direttore medico dell’ospedale di Al Shifa mi ha confermato di aver ricevuto telefonate da esponenenti dell’IDF, l’esercito israeliano, che gli intimavano di evacuare all’istante l’ospedale, pena una pioggia di missili. Non si sono lasciati intimorire. Il porto, dove dovrei dormire, ma a Gaza non si chiude un occhio da 4 giorni, è costantemente soggetto a bombardamenti notturni. Non si odono più sirene di ambulanze rincorrersi all’impazzata, semplicemente perchè al porto e attorno non c’è più anima viva, sono morti tutti, sembra di poggiare piede su di un cimitero dopo un terremoto. La situazione è davvero da catastrofe innaturale, un cataclisma di odio e cinismo piombato sulla popolazione di Gaza come piombo fuso, che fa a pezzi corpi umani, e contrariamente a quanto si prefigge, compatta i palestinesi tutti, gente che fino a qualche tempo fa non si salutava nemmeno perchè appartenenti a fazioni differenti, in un corpo unico. Quando le bombe cadono dal cielo da diecimila metri di quota state tranquilli, non fanno distinzioni fra bandiere di hamas o fatah esposte sui davanzali, non hanno ripensamenti esplosivi neanche se sei italiano. Non esistono operazioni militari chirurgiche, quando si mette a bombardare l’aviazione e la marina, le uniche operazioni chirugiche sono quelle dei medici che amputano arti maciullate alle vittime senza un attimo di ripensamento, anche se spesso braccia e gambe sarebbe salvabili. Non c’è tempo, bisogna correre, le cure impegnate per un arto seriamente ferito sono la condanna a morte per il ferito susseguente in attesa di una trasfusione. All’ ospedale di Al Shifa ci sono 600 ricoverati gravi e solo 29 macchine respiratorie. Mancano di tutto, soprattutto di personale preparato. Per questo ragione, esausti più che dalle notti insonni dall’immobilismo e dall’omertà dei governi occidentali , così facendo complici dei crimini d’Israele, abbiamo deciso di far partire ieri da Larnaca, Cipro, una delle nostre barche del Free Gaza Movement con a bordo 3 tonnellate di medicinali e personale medico. Li ho aspettati invano, avrebbero dovuto attraccare al porto alle 8 am di questa mattina. Sono invece stati intercettati a 90 miglia nautiche da Gaza da 11 navi da guerra israeliane, che in piene acque internazionali hanno provato ad affondarli. Li hanno speronati tre volte, producendo una avaria ai motori e una falla nello scavo. Per puro caso l’equipaggio e i passeggeri sono ancora tutti vivi, e sono riusciti ad attraccare in un porto libanese. Essendo sempre più frustrasti dall’assordante silenzio del mondo “civile”, i miei amici ci riproveranno presto, hanno scaricato infatti i medicinali dalla nostra nave danneggiata, la Dignity, e li hanno ricaricati su di un’altra pronta alla partenza alla volta di Gaza. Certi che la volontà criminale di Israele nel calpestare diritti umani e leggi internazionali, non sarà mai forte come la nostra determinazione nella difesa di questi stessi diritti e uomini. Molti giornalisti che mi intervistano mi chiedono conto della situazione umanitaria dei palestinesi di Gaza, come se il problema fossero la mancanza di cibo, di acqua, di elettricità, di gasolio, e non chi è la causa di questi problemi sigillando confini, bombardando impianti idrici e centrali elettriche. Lunghe file ai pochi panettieri con ancora le serrande semiaperte, 40 50 persone che si accapigliano per accappararsi l’ultima pagnotta. Uno di questi panettieri, Ahmed, è un mio amico, e mi ha confidato il suo terrore degli ultimi giorni. Più che per le bombe, teme per gli assalti al forni. Dinnanzi al suo, si sono già verificate risse. Se fino a poco tempo fa c’era lo polizia a mantenere l’ordine pubblico, specie dinnanzi alle panetterie, ora non si vede più un poliziotto in divisa in tutta Gaza. Si sono nascosti, alcuni. Gli altri stanno tutti sepolti sotto due metri di terra, amici miei compresi. A Jabilia ancora strage di bambini, due fratellini di 4 e 10 anni, colpiti e uccisi da una bomba israeliana mentre guidavano un carretto trainato da un asino, in strada as-Sekka, a Jabalia. Mohammad Rujailah nostro collaboratoE dell’ISM, ha scattato una foto che è più di un fermoimmagine, è una storia, è la rivelazione di ciò che tragico viviamo intensamente ogni minuto, contandoci ogni ora, perdendo amici, fratelli, familiari. Carriarmati, caccia, droni, elicotteri Apache, il più grande e potente esercito del mondo in feroce attacco contro una popolazione che si muove ancora sui somari come all’epoca di Gesù Cristo: angeli di Jabalia Secondo Al Mizan, centro per i diritti umani, al momento in cui scrivo sono 55 bambini coinvolti nei bombardamenti, 20 gli uccisi e 40 i gravemente feriti. Israele ha trasformato gli ospedali e gli obitori palestinesi in fabbriche di angeli, non rendendosi conto dell’odio che fomenta non solo in Palestina, ma in tutto il mondo. Le fabbriche degli angeli sono in produzione a ciclo continuo anche questa sera, lo avverto dai fragori delle esplosioni che sento fuori dalle mie finestre. Quei corpicini smembrati, amputati, quelle vite potate ancora prima di fiorire, saranno un incubo per tutto il resto della mia vita, e se ho ancora la forza di raccontare delle loro fine, è perchè voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, a chi non ha mia avuto un fiato di voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare. restiamo umani, Vik”

http://nuke.partitocomunista-lav-toscana.it/Portals/0/gaza%2022%201.JPG

Piombo fuso e colate di martiri: chi racconta Gaza?

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