Friday 25 May 2012, 07:05

Gli articoli con tag: " TV "

Giornate Speciali Senza Fiato e Vento

alla lunga rotta

Alzatevi e andate alla finestra e gridate sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più! E tutti gridarono in una notte tempestosa…Tranquilli è un vecchio film: Quinto Potere.

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Ora Basta!!

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E ritornammo a vedere le Stelle

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Stupido di un Turi Vaccaro sei rifinito in carcere…

Turi Vaccaro

La notizia del 12 novembre in ambiente cosiddetto pacifista e nonviolento  è che Turi Vaccaro, il “pellegrino di pace ” che noi tutti conosciamo…” Ma chi lo conosce? E non mi meraviglia. Oggi ero in un negozio  del mio paese e si parlava di una Serata romana che ci sarà domani in ricordo di Gabriella Ferri, la maggior parte delle giovani che ci lavoravano, non sapevano  chi fosse. Sforziamoci un attimo e immaginiamo  chi dovrebbe conoscere Turi Vaccaro e perchè e da quali canali. Detto questo, passo a spiegarlo se avete voglia di sapere,  perchè il caso è  esilarante nella sua drammaticità.  Ma che cosa è successo? In un video di you tube si apprende   che ” noto pacifista Turi Vaccaro e la signora Agnese di Vicenza entrano nel cantiere del Dal Molin per piantare simbolicamente dei semi. Vengono fermati e trattenuti prima al Dal Molin e poi alla Ederle. Agnese verrà rilasciata nella notte, mentre Turi viene trattenuto in stato di arresto”.

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La Santa Mafia di cui nemmeno i tedeschi vogliono sentir parlare

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Tra lei e la mafia -si fa per dire- è stato amore a prima vista. Petra Reski già prima di essere una giornalista era andata a Corleone, una giovane studentessa tedesca con in testa la saga del Padrino. Ma già allora la Sicilia la spiazzò e le si manifestò priva di quel connotato romantico con cui l’aveva coltivata nel suo immaginario; le si rivelò sbiadita e desolata nel suo composto squallore di terra saccheggiata dentro e fuori,  coperta da quella coltre di silenziosa tensione che sovrasta le cose e le persone nei luoghi senza libertà. Da allora è passato molto tempo e Petra, storica inviata per l’Italia del settimanale tedesco Die Zeit, ha imparato a conoscere e riconoscere la mafia siciliana, la ‘ndrangheta, la camorra.

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Case Chiese Croci Crociate Comandamenti Cultura

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Mafie, Stato, Televisione: la strategia della paura (CogitoErgoDigito 6)

monoscopio La televisione, troppo occupata ad imporre un modello di vita con le bollicine, non si accorge più della vita vera delle persone vere, inaridita dalle paure. Al telegiornale l’inviata, con tono impercettibilmente sdegnato e retorica pret a porter, dice che a Nola, neppure adesso che li hanno arrestati, la gente ammette di sapere qualcosa dei boss latitanti fino all’altroieri, i fratelli Russo.

Poi la telecamera si avventa sui volti sbiancati dei malcapitati passanti nolani che, colti di sorpresa, abbozzano un “non so” e un “queste cose non ci interessano” al microfono della cronista; il sottotesto del servizio giornalistico lascia a intendere con un’aurea di sufficienza che ci risiamo: eccola, la solita omertà dei meridionali.

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Lode delle imposte e delle tasse

Tutti dicono che bisogna abbassare le imposte, oggi la minoranza delle grandi imprese paga imposte, l’evasione fiscale, per i non dipendenti, è alta; buon ultimo Marino, del PD, ha parlato di regalare ai dipendenti e pensionati le imposte della tredicesima, proposta che spesso lanciano tutti, a destra e sinistra.

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Sull’obbligo della scuola pubblica

La tesi è: nell’età dell’obbligo scolastico tutti siano obbligati  a frequentare la scuola pubblica, a totale spesa dello stato. Elenco i motivi a favore:

-Se esiste solo la scuola pubblica obbligatoria per tutti, da 1 a 16 anni,  tutti saranno interessati a farla funzionare bene, se esiste anche quella privata in alternativa, chi può abbandona la pubblica, che avrà meno finanziamenti, perché i rappresentanti parlamentari dei gruppi più abbienti dirotteranno le risorse, sempre più scarse, verso la scuola privata, che spesso funzionerà a poco prezzo anche per chi non potrebbe permettersela,  abbandonando ancora di più la scuola pubblica. La scuola privata esisterebbe,  in più, per chi vuole, la sera, a totale sua spesa (lo dice la Costituzione, cfr. Art. 33. n.d.e.).

-abbiamo il bisogno di far diventare i bambini stranieri cittadini italiani. Dagli anni ’60 tutti i bambini italiani sono “diventati “ italiani grazie alla scuola e alla televisione, da un po’ di anni la seconda sta uccidendo la scuola. Come fare a “integrare” i milioni di stranieri, a farli diventare cittadini italiani, se non con la scuola?

-dopo la scuola dell’obbligo (16 anni) le scuole private e le università private esisterebbero, ma solo quelle il cui livello fosse più alto di quello della scuola pubblica o dell’università pubblica (chiuderebbero solo i diplomifici, i tre anni in uno, i Cepu, ecc.).

La giustizia pubblica, l’ordine pubblico, la sanità pubblica, la scuola pubblica funzionano meglio se esiste anche il privato?

Il futuro che ci aspetta è tutto qui, in questo film intitolato La zona .

Da vent’anni ci ammorbano le notizie con quell’arma di distrazione che è la secessione padana, intanto, in silenzio, avviene una schifosa secessione, che è quella dei ricchi dai poveri.

L’unica secessione che piace a me sta a Vienna .

La sciatteria della signora Gabriella Carlucci e i pasti della Cultura Bondiana‏a


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La sostenibile leggerezza di una Guardona

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La fortuna di vivere in videocrazia

Un attore torna sempre, per così dire, sulla scena del delitto: sarà forse il primo spettatore del film di cui è il protagonista. Così mi sarei aspettato di vedere stracolme le sale dei cinema italiani per Videocracy, magari con lunghe file ai botteghini. Infatti le star del film, il cui trailer è stato censurato sui canali RAI, erano appunto gli italiani.

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Errori ed Orrori di guerra. Le donne afghane dicono Fuori!

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La nostra storia

Smise di piovere e due mesi dopo Fefelli fu eletto sindaco col cinquantatré per cento promettendo il book, anzi una raffica di boom-boom edilizi e commerciali. Un nuovo radioso, moderno paese sarebbe sorto sulle pendici della montagna, guarda caso sui terreni suoi, oppure intestati al figlio Marcello che si diceva studiasse a Osford invece sfolgorava di zucconaggine al liceo privato Parini, ricchi e cretini.
Qualcuno ci cascò subito. Fatevi tutti la villetta e la macchina, basta con queste case tristi e le biciclette scassate, diceva Fefè offrendo murattipuzzole e prestiti, siamo già una metropoli.

Naturalmente la novità più controversa e visibile era il cementificio grigio e turrito appena fuori dal paese, vicino al fiume. Apparteneva a una società di cui Fefelli era ovviamente socio.

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Fabrizio Corona da Giovane Fiamma Italiana a Martire in Croce e gli Oratori in ascolto a Salemi


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Non ho le Visioni di   Vittorio Sgarbi, che lega artisti vivi e morti  alla sensibilità religiosa e alla fede, ma così è, oggi 5 ottobre 2009:  “a Salemi nell’ambito del “Festival Internazionale del Cinema Religioso” arriva, tra gli ospiti, Fabrizio Corona, il celebre “paparazzo” protagonista di cronache mondane e giudiziarie. La sua presenza è l’alternativa individuata da Vittorio Sgarbi dopo che “L’Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, in un articolo sul Festival, commentando l’annunciata presenza, tra gli ospiti, di Lele Mora, ha così  scritto: “Sgarbi ne parla come se fosse una specie di profeta o di santone, invece che un’ ex potente manager di vip tv e starlette di incerto valore, con sulle spalle più  di un guaio giudiziario”. Il critico d’arte e sindaco di Salemi ha così  ribattuto: “Sono sinceramente pentito, dopo le critiche de “L’Avvenire”, per la presenza di Lele Mora. Pertanto, convinto della bontà delle osservazioni del quotidiano dei vescovi, rinuncio alla presenza di Mora e, al suo posto, invito Fabrizio Corona come martire della giustizia”. Fabrizio Corona interverrà  come ospite al festival prima e dopo la proiezione, alle 22 al Cine Teatro Nuovo di via Chinnici, del film “Videocracy” di Erik Gandini”.

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