Friday 25 May 2012, 07:05

Gli articoli con tag: " Turchia "

I minori augurano Buona Crisi e felice nuova Paura

di InterDo [ 19 Dicembre 2008 ]

Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene_Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene_

E’ accaduto qualcosa di nuovo che può  farci fermare un momento? Le notizie- si sa-quelle vere, vanno a  a finire nei cassonetti, come la carta dei regali scartati, dopo il 25 dicembre. Per carità,  due ragalini, robbette da niente…ma come si fa a non fare nulla? E’ quello che mi chiedo anche io. E  stiamo fermi, come tanti alberi di natale. Sul mulo e l’asinello, ci camminano altri, anzi alcuni vanno a piedi. Per chi avesse voglia di continuare a leggere e trovare qualcosa di nuovo, niente di eccitante premetto, consiglio  di leggere e guardare  Baruda . Ha delle foto splendide, perchè l’ autrice, giovane e reale, è una piccola donna di quelle dure,  tenera quando le pare e fotografa e scrive…

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Comunicato UIKI per Leyla Zana

Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia

All’attenzione dell’opinione pubblica italiana,

Comunicato stampa sul nuovo possibile arresto di Leyla Zana e sulla militarizzazione del Kurdistan … Leggi tutto

Benvenuti in Travian: da un’angolazione “diversa”

Coloni di Catan, Il gioco da tavolo da cui Travian è tratto

Scrivendo la cronaca del viterbese, che qui faccio seguire, mi sono imbattuta, su una nota testata on line locale, nella pubblicità di un Gioco in Prima Pagina- il Travian- “finestra” impossibile da chiudere e con frasi alternate a: Combatti! Conquista!

“Travian è un browsergame con un mondo pieno di migliaia di utenti che iniziano tutti come possidenti di piccoli villaggi. Nessun download richiesto, il gioco è disponibile da subito. Giocherai con migliaia di giocatori reali in antiche lande. Costruisci il tuo villaggio, inizia guerre o affari con i tuoi vicini”. … Leggi tutto

Fastidioso criptorazzismo, o forse solo i paraocchi di un paese "ciuccio e presuntuoso"

tomasmoulian Causa fastidio immenso quando escono statistiche internazionali -che spesso vedono l’Italia in ribasso- e i giornali titolano come un sol uomo: “vergogna, siamo peggio di”.

Oggi ne abbiamo addirittura due esempi: per l’Università titolano che “siamo peggio del Cile e del Messico” e per la capacità di fare impresa “vergogna, siamo peggio della Turchia”.

Ricorda quando il centrosinistra si accozza (si attacca come una cozza) a “l’autorevole Economist“. Quel dogmatico settimanale avrebbe sempre ragione a prescindere. Ma soprattutto quelle espressioni fastidiose ci parlano di un paese, l’Italia, i complessi di inferiorità del quale si mescolano a quelli di superiorità. Il tutto in una tempesta nel suo bicchier d’acqua, immobile e mezzo vuoto.

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Berlusconi può anche far ridere

Leggo attentamente ciò che si scrive con malcelato compiacimento sull’intento del governo di giungere rapidamente ad uno “stato d’eccezione“. La “democrazia totalitaria” che da tempo vedo profilarsi nitidamente all’orizzonte mi conduce con angoscia a Karl Schmitt, giurista, filosofo della politica e nazista convinto, e mi turba il sonno con i suoi terribili grovigli. Se non sei un “democratico” convinto – e io non lo sono, perché più passa il tempo, più la democrazia mi appare solo un funesto raggiro – come spieghi a te stesso il disagio per una crisi che ha i caratteri di un’emergenza democratica? … Leggi tutto

Ma cosa credono? Di essere tibetani?

In Turchia, ogni anno il Primo Maggio, avvengono scontri molto violenti tra lavoratori, sindacalisti ed altra gente che cerca di dimosstrare pacificamente e la polizia (ma anche l’esercito, se non basta la polizia, che intende impedirlo. DEMOCRATICAMENTE come è ovvio). … Leggi tutto

Ondata di spam sommerge il web – Indesiderati 9 messaggi su 10

Studio rivela che nei primi tre mesi dell’anno le e-mail spazzatura sono state il 92,3%
L’Italia è l’ottavo paese più colpito al mondo. Nell’Ue va peggio solo la Polonia

<B>Ondata di spam sommerge il web<br>Indesiderati 9 messaggi su 10</B>

ROMA – Avete appena controllato la posta elettronica e la metà dei nuovi messaggi era costituita da spam? Siete stati fortunati. Secondo uno studio condotto dalla Sophos, a livello globale nei primi tre mesi dell’anno le e-mail spazzatura sono state addirittura il 92,3% del totale. Una valanga di comunicazioni indesiderate che non risparmia certo i computer italiani.
Le vittime preferite dagli spammer sono i pc statunitensi, che producono il 15,4% dello spam mondiale, e quelli russi (7,4%). Sul terzo gradino del podio sale a sorpresa la Turchia: i computer turchi compromessi contribuiscono attualmente al fenomeno inviando il 5,9% di queste fastidiose e-mail. “Gli Stati Uniti continuano a inviare una quantità di e-mail spazzatura di gran lunga superiore a quella di ogni altro paese, ma il divario con le restanti nazioni si accorcia sempre più”, dice Walter Narisoni di Sophos Italia. “Da questo si evince che gli utenti statunitensi hanno acquisito maggiore consapevolezza del problema e della necessità di proteggere meglio i propri computer”.
Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese occupa l’ottavo posto nella graduatoria, con il 3,6% del totale di messaggi indesiderati. Peggio di noi, nell’Unione europea, sta solamente la Polonia (3,8%). Il “contributo” italiano allo spam, comunque, è rimasto sostanzialmente invariato: nell’ultimo trimestre del 2007 era stato del 3,5%.
Tra i fenomeni più preoccupanti c’è il numero sempre più alto di siti creati per aggirare i filtri antispam. Nei primi tre mesi del 2008, ne sono stati realizzati addirittura 23.000, e cioè uno ogni tre secondi. La tecnica è semplice: gli spammer inseriscono un link nei propri messaggi con l’intento di attirare ignari utenti su pagine web che nascondono programmi maligni pronti ad infettare i loro pc.

Ma come fare per difendere il proprio computer ed evitare che si trasformi in uno zombie in mano agli hacker? Le buone regole da rispettare sono sempre le stesse: aprire con attenzione la posta evitando di leggere e-mail strane, adottare protezioni adeguate e aggiornare periodicamente il proprio antivirus. “Lo spam è un fenomeno globale e riguarda tutti coloro che possiedono una connessione Internet”, continua Walter Narisoni. “Le cifre relative al primo trimestre del 2008 dimostrano che un esercito di criminali informatici spinti dalla sete di guadagno controlla attualmente più computer zombie in Asia ed Europa che in Nord America. L’impennata nel volume di spam inviato da questi due continenti non significa però che gli spammer operano da queste aree del globo, bensì che i computer residenti in queste regioni sono sprovvisti di adeguata protezione”.

I paesi che hanno prodotto più spam:

1) Stati Uniti 15,4%
2) Russia 7,4%
3) Turchia 5,9%
4) Cina (inclusa Hong Kong) 5,5%
5) Brasile 4,3%
6) Corea del Sud 4,0%
7) Polonia 3,8%
8) Italia 3,6%
9) Germania 3,4%
10) Gran Bretagna 3,4%
11) Spagna 3,3%
12) Francia 3,2%

La Repubblica

Il Pkk kurdo non è “terrorista” dice la Corte di giustizia europea, di Orsola Casagrande (il manifesto)

Il Pkk non va inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche stilata dall’Unione europea nel 2002. Il tribunale di prima istanza della corte di giustizia europea del Lussemburgo ha pronunciato ieri un verdetto per molti versi storico. … Leggi tutto

Chi sa perchè i tibetani sono belli e simpatici ed invece i curdi brutti sporchi e cattivi ?

Turchia: manifestazioni pro- curde
Scontri con polizia, 50 feriti e 130 fermi nel Paese
(ANSA) – DIYARBAKIR (TURCHIA), 23 MAR – Un manifestante pro-curdo e’ morto in scontri con la polizia durante dimostrazioni a Van, nella Turchia orientale. Zeki Erinc, 35 anni, era stato ricoverato dopo essere stato ferito da colpi di armi da fuoco, hanno riferito i medici. Circa 50 persone, tra cui alcuni poliziotti, sono rimasti feriti durante gli scontri di ieri, mentre sono circa 130 i fermati. Le violenze sono esplose durante i festeggiamenti per il Newroz, il capodanno curdo. … Leggi tutto

La Repubblica, ma dove avete studiato?

Pil Sempre più gravi gli effetti del crollo del sistema educativo in Italia e del far lavorare semianalfabeti in posizioni dove ci vorrebbe almeno… un diploma di quelli di una volta. Quello dell’immagine, in questo momento, è il titolo di apertura di Repubblica online.

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Adorate rincorse assediate donne dall’ 8 marzo

http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article1778

So per certo che l’8 marzo a Roma ci sarà un corteo da concludere a Piazza Navona, come espresso bene nel sito del Nazionale Cgil che “vedrà la partecipazione dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, di rappresentanti dei sindacati internazionali nonché dalle testimonianze di donne lavoratrici e pensionate”. Bene, dice nonchè. … Leggi tutto

Smontaggio e intrattenimento internazionale

Le elezioni in Spagna dovrebbero dare significative indicazioni agli italiani, ma l’indifferenza dell’elettorato e di coloro che lo comandano è dilagante, lo è sempre stata. Zapatero a capo del Psoe si trova a confrontarsi con Rajoy, il rappresentante del Partito Popolare e di fatto anche della Conferenza Episcopale Spagnola, una sorta di nostro Casini un po’ più seguito. … Leggi tutto

Feste in volo sul Kurdistan?

“La guerra mi ha portato i miei migliori amici, alcuni poi se li è
portati via”, così dice Hevi e ha 21 anni, è una donna curda del Pkk,
poesia e politica della resistenza.
Il Kurdistan è in Turchia, Armenia, Siria, Iran, Iraq, il suo petrolio è
di tutti, è l’agognato primato geopolitico per competere con gli Usa e
l’Unione Europea.La Turchia bombarda nuovamente con aerei e poi con
l’artiglieria le basi del Pkk in Nord Iraq, lo annuncia lo stesso
stato maggiore delle forze armate turche e dice  inoltre che le
operazioni militari proseguiranno nelle aree di confine tra Turchia e
Iraq, “non importa quali siano le condizioni”. Si colpiscono le basi
della guerriglia curda del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).Ci
sono montagne in Kurdistan, lì dove è già Iraq, lì dove è ancora
Turchia, in quel confine che fa dire a una guerrigliera davanti a un
falò: “Per me  il fuoco e la montagna significano la libertà, che è una
cosa irraggiungibile”.

Li chiamano ribelli curdi, quelli che da anni muoiono sotto i raid
turchi. I curdi si esprimono nelle lingue del paese in cui vivono, come
imposto dalle regole scolastiche del luogo, alcuni hanno scordato per
sempre l’espressione più autentica del loro popolo, molti hanno pagato
con la vita il pronunciare la loro autodeterminazione.

Nelle pagine dei giornali, in questo Natale 2007 apprendiamo che almeno
800 soldati turchi sono penetrati in Iraq, non sono certo pastori…

Intanto a Modena pochi giorni fa di questo dicembre, si è potuto vedere:
“Ayazma. Ghetto curdo nel cuore di Istanbul” in cui è descritta in 12
minuti una baraccopoli che sorge nel cuore della moderna Istanbul. Sono
seguiti   reportage dalla Turchia meridionale e orientale che
documentanol’impegno delle associazioni e  delle amministrazioni locali
italiane per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione
curda nel sudest della Turchia, per  lo sviluppo di Centri sanitari per
donne e bambini dove a differenza degli ospedali turchi, sia possibile
avere
cure sanitarie ed esprimersi in lingua curda.
Poi ci sono le Madri della Pace, un gruppo di donne nato nel 1999, che
iniziarono le marce  per giungere ad una vita libera e in comune, dopo
aver perso parenti e amici kurdi ma anche turchi e della Georgia.
Rivolsero il loro appello anche da Roma dove le conobbi con le Donne in
Nero, dicendo: “Uniamo le nostre  mani, preserviamo i nostri figli dalla
morte e altre madri dal pianto, fermiamo le guerre”. Non furono mai
spettatrici ma donne in lotta.“Noi non cerchiamo la vendetta, al
contrario noi abbiamo seppellito i nostri dolori nei nostri cuori e
stiamo lottando per la pace”.  Chissà se ancora pubblicano un periodico
bimestrale “BARIS”
(termine turco per pace). La loro organizzazione è indipendente.

Di Ocalan, nel frattempo, non abbiamo nessuna notizia, è il loro
amatissimo capo rinchiuso da anni in un carcere solo per lui, dove finì
grazie all’allora governo  e persona di  D’Alema, il governo e
la politica estera intelligente ed amica che abbiamo ancora.
Ma quello che mi preme, perchè di curde e curdi ne conosco nel viterbese
e nel Lazio, è sapere che Feste stanno facendo a questo popolo senza
pace da anni come la Palestina.
Era il 2006 quando Stefano Savona fu premiato con la sua “Primavera in
Kurdistan” come miglior documentario italiano dell’anno al
Festival di Bellaria,  al Cinéma du Réel di Parigi, al Trento Film
Festival, al Cervino Cinemountain International Film Festival 2007, al
Salina Doc Festival. E’ un film politico e poetico, che narra del
viaggio di alcuni combattenti del Pkk (il Partito dei Lavoratori del
Kurdistan) dal Nord dell’Iraq verso il confine con la Turchia.
Immagini straordinarie ed interviste condotte con amore di vita
partigiana, di ragazze e ragazzi che vivono sulle montagne che abbiamo
avuto l’opportunità di vedere perchè come ci racconta il regista Savona
:“Sono partito da solo con la mia videocamera facendomi prestare 3.000
euro. Non avevo nient’altro. Solo in seguito Arté mi ha dato un
finanziamento per il montaggio”, con una sola videocamera (la  Sony 150)
e un microfono.“Questo vuol dire – sostiene Savona – che film si possono
fare con qualsiasi strumento, se uno li vuole fare”.

Il documentario lo vidi quest’autunno a notte fonda, alle 23,50 di un 2
ottobre  su Rai Tre.
Vi consiglio di andare, quando volete a questo link

http://www.minimumfax.com/media.asp?mediaID=7

dove si vede la primavera in Kurdistan, non un Natale che non c’è, nel
Paese che non esiste come la Palestina, entrambi Francobolli neri della
Strategia Politica e Finanziaria Globale.

Che passino presto queste Feste, per loro e per noi, che torni la vita,
quella vera e non quella di un giorno convenzionale per il commercio
delle anime e dei corpi.
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Doriana Goracci
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I curdi hanno sempre torto

ToroSeduto Come gli indiani d’America, come gli ebrei dei ghetti e i palestinesi di Gaza, i curdi hanno sempre torto. Sono passati 87 anni dal trattato di Sèvres, che proclamò l’indipendenza del Kurdistan, e 84 da quello di Losanna che la cancellava senza neanche menzionarlo, e ancora una volta le loro ragioni stridono con la geopolitica e la realpolitik. Gasati da Saddam Hussein, repressi e discriminati in Turchia fino ad esser loro impedito di parlare la loro lingua come ai catalani sotto Franco, traditi da Bush padre, che li fece sollevare e poi li tradì abbandonandoli alla rappresaglia nel ’91, sono utili se fanno funzionare i pozzi di petrolio a Kirkuk, ma sono sempre e solo terroristi se ricordano di esistere. In quanto curdi.

Falso scandalo a Caracas copre vero scandalo a Singapore

A Singapore l’FMI perpetua il potere occidentale sull’economia mondiale, ma questa volta il Sud America e l’India voteranno contro, profilando un’opposizione all’ordine esistente. Intanto a Caracas Venezuela e Iran rafforzano il commercio Sud-Sud.

Desta ipocrita scandalo la visita di Mahmoud Ahmadinejad a Caracas di ritorno dall’Avana per il vertice NOAL. Desta scandalo che Caracas firmi 29 accordi commerciali con Teheran, ovviamente dimenticando che Germania ed Italia sono i primi due partner commerciali degli Ayatollah e che non ci pensano per niente a diminuire i loro scambi commerciali con l’Iran né ad accettare il minacciato embargo che pretende Giorgio Bush.

Allora cosa desta scandalo? Se non desta scandalo l’amicizia d’affari tra gli occidentali e i tagliatori di mani e di teste sauditi (e anche iraniani) è vergognosamente ipocrita che desti scandalo l’amicizia d’affari tra l’America Latina e i tagliatori di mani e di teste iraniani. E allora cosa desta così scandalo? Parafrasando Bill Clinton la risposta è facile: “è il commercio Sud-Sud, stupido!”

E’ la rottura -passo a passo, pezzetto a pezzetto- del sistema coloniale per il quale … Leggi tutto