Wednesday 08 February 2012, 19:30

Gli articoli con tag: " Tibet "

20-26 marzo: Giochi mondiali militari in Valle d’Aosta

Aosta. Viale innevato.
Quello che segue è un comunicato stampa di Arci Valle d’Aosta sui primi Giochi mondiali militari di sport invernali che si terranno in Valle d’Aosta a partire da questo sabato (20 marzo).
Per quanto mi riguarda, trovo disgustoso il tentativo di "imbellettare" gli eserciti mettendone in mostra gli atleti, poiché non mi risulta che oggi le forze armate – italiane o estere – si distinguano per il proprio rifiuto della guerra se non come estrema risorsa difensiva (così vorrebbe l’articolo 11 della nostra Costituzione). Non mi risulta che le famose «missioni di pace» (che probabilmente hanno valso il nobel per la medesima al Presidente Obama) siano volte a stabilizzare altro se non gli interessi internazionali delle nazioni economicamente e militarmente più potenti e, in ogni caso, ho sotto gli occhi quasi ogni giorno le vittime innocenti di conflitti che sono quantomeno fallimentari rispetto agli obiettivi dichiarati.

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Manuel Castells: "Il futuro è Internet e Tv"

«Internet e la tv sono due costellazioni della comunicazione che sono destinate a convivere l’una accanto all’altra, anche se in uno scenario che sarà progressivamente diverso da quello a cui siamo abituati oggi. Per certi versi Internet assorbirà al suo interno la tv. Ma il mondo di Internet, che è il mondo della ‘autocomunicazione di massa’ non sostituirà quello della tv, che è il mondo della comunicazione unidirezionale, da uno, il broadcaster, verso tutti. E poi la galassia della tv è specializzata e concentrata su due sole tipologie di contenuto: l’entertainment e l’infotainment, mentre Internet è molto più ampia». E’ così che Manuel Castells, tra i maggiori studiosi a livello mondiale della società dell’informazione, che da vent’anni si interessa di Internet e del suo impatto sulla società contemporanea, vede l’azione reciproca dei due media più potenti.

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Fabrizio Corona da Giovane Fiamma Italiana a Martire in Croce e gli Oratori in ascolto a Salemi


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Non ho le Visioni di   Vittorio Sgarbi, che lega artisti vivi e morti  alla sensibilità religiosa e alla fede, ma così è, oggi 5 ottobre 2009:  “a Salemi nell’ambito del “Festival Internazionale del Cinema Religioso” arriva, tra gli ospiti, Fabrizio Corona, il celebre “paparazzo” protagonista di cronache mondane e giudiziarie. La sua presenza è l’alternativa individuata da Vittorio Sgarbi dopo che “L’Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, in un articolo sul Festival, commentando l’annunciata presenza, tra gli ospiti, di Lele Mora, ha così  scritto: “Sgarbi ne parla come se fosse una specie di profeta o di santone, invece che un’ ex potente manager di vip tv e starlette di incerto valore, con sulle spalle più  di un guaio giudiziario”. Il critico d’arte e sindaco di Salemi ha così  ribattuto: “Sono sinceramente pentito, dopo le critiche de “L’Avvenire”, per la presenza di Lele Mora. Pertanto, convinto della bontà delle osservazioni del quotidiano dei vescovi, rinuncio alla presenza di Mora e, al suo posto, invito Fabrizio Corona come martire della giustizia”. Fabrizio Corona interverrà  come ospite al festival prima e dopo la proiezione, alle 22 al Cine Teatro Nuovo di via Chinnici, del film “Videocracy” di Erik Gandini”.

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Balla senza palle Graziano Cecchini

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La Marcia su Roma di Giacomo Balla

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Non da sole, per le Giornate a venire…

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Non da sole: oh, come ci sta a cuore! Cosa starà a cuore, al Pd: la solitudine di noi donne? Ma certo! Camminando ieri 22 novembre 2008, per le strade del centro di Roma alla Manifestazione delle donne contro la violenza, mi sono fermata a guardare, colpita, una serie di  manifesti attaccati lungo il percorso, correttamente, negli spazi consentiti:”NON DA SOLA” e a fianco : Più prevenzione. Più solidarietà. Più libertà. Il 24 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne con Vittoria Franco e Walter Veltroni Lunedì 24 novembre ore 16,30 – 19,30 Roma, Teatro Centrale – via Celsa, 6 (Piazza del Gesù).

Partiamo dal luogo dell’incontro, Piazza del Gesù. Prende il nome dall’omonima chiesa dell’Ordine dei Gesuiti e la notorietà dal Palazzo Cenci-Bolognetti  che, dal 1942  al 1994,  fu la sede nazionale del partito della Democrazia Cristiana: davvero una piazza straordinaria. C’era pure dappresso in quella piazza, un cestino della carta straccia, nella controllatissima Roma, dove le Br lasciarono un volantino durante il sequestro Moro e dove poche centinaia di metri più in là, fu ritrovato anche il corpo, a via Caetani, vicinissima non solo a quella del Gesù ma anche a via delle Botteghe Oscure, dove c’era il Pci… Esamino meglio gli attori protagonisti della storica Giornata Mondiale: la senatrice Franco è una garanzia come vuole il programma. A luglio del 2007, presso la festa dell’Unità, sosteneva in un’intervista rilasciata a Edoardo Semmola per Resistenza Laica: “Sto nel Partito Democratico per renderlo più laico. Spogliamoci della non negoziabilità dei valori e delle convinzioni”. E la memoria corre, non alla Rosy Bindi, con la quale dialogò in quella Festa ma alla sua “compagna”  di partito, la signora Binetti, che con molta coerenza non si è mai spogliata: lei si, previene qualunque “fantasia” di interruzione della gravidanza e della vita.
Mentre aspettavo di riprendere lo spezzone del corteo delle donne di Action, (presenti alla pari con donne  migranti come l’ultimo giorno di propaganda elettorale dello scorso aprile-le sole a contestare a Roma  l’Ultracorpo Ferrara) ho ripensato a questo altermondialismo, pan-africanismo, internazionalismo della nostra opposizione che cura, fa “ponti” nella realtà quotidiana in Italia.  E allora mi sono detta come saranno  messe oggi, queste donne migranti e viaggiatrici, rispetto alla “solitudine”? Mi è apparsa la Turco: quella signora che era in Piazza Navona, lo scorso 24 novembre 2007, che fornì ben altri numeri da grattare e vincere, stizzita e fotografatissima star della giornata, allora ministro della Salute, con le altre deluse senza palco: Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna di Forza Italia , Giovanna Melandri allora  ministro dei Giovani e lo Sport, passato a certa Meloni e Barbara Pollastrini, che per Pari Opportunità, dovette cedere il testimone a una del rigo-piano di sopra.

Torniamo alla Livia che creò tanti luoghi di prima accoglienza, gratuiti e ospitali,  per la prima volta nella storia della Repubblica, insieme a nonno Napolitano con una legge che prende il loro nome nel 6 marzo del 1998, la n.40, detti Centro di permanenza temporanea   (all’articolo 12 della legge), per tutti gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.
Che ne è stato di quell’intento tutto femminile  di regolamentare l’immigrazione, favorendo da un lato l’immigrazione regolare e scoraggiando l’immigrazione clandestina? L’immigrata regolare può affrontare il percorso di acquisizione della cittadinanza, configurato dalla legge, facilmente? Tale percorso è caratterizzato da una serie di tappe verso l’acquisto dei diritti propri del cittadino pleno iure, inclusivo del diritto al ricongiungimento familiare, del diritto al trattamento sanitario e alla salute e del diritto all’ istruzione? Quante e quali clandestine, diventano  destinatarie di un provvedimento di espulsione dallo Stato?

Le donne che arrivano sulle nostre coste, con imbarcazioni certo non da diporto, sono dimuinite o aumentate?
Ma queste sono polemiche da basso cortile, a noi rinfranca sapere che c’è, sempre e comunque, magari in Ombra piuttosto che in Onda, questa attività febbrile: un bel servizietto domani al Tg del Lazio, per ricordare che le donne del mondo non camminano da sole, se accompagnate da tutte queste donne, portatrici di istanze e progetti, pari opportunità e formazioni e con la perenne protezione dei  loro compagni di partito, laddove le amministrazioni democratiche e condivise, concedono loro, di governare e proporre.
Sarebbe interessante per noi donne, apprendere l’arte e la pratica dismessa  del fai da te, nel trovare casa, sanità, istruzione, lavoro: forse”basterebbe” ascoltare le storie di quelle sconosciute indispensabili migranti che spesso vivono nelle nostre case, siedono sui mezzi pubblici se trovano un posto, vanno al mercato,  al discount, fanno fare la  pipì al cane, puliscono deretani e bagni pubblici , a volte subendo i bisogni ingovernabili maschili?

Faremmo bene a far  accomodare a certe poltrone, solo per le Giornate con Dedica, quelle e quelli che  ricorderanno le morte, le vittime e diranno: mai più sole!Ferme restando, per carità, le Misericordine che si affannano a curare la Vita e il Movimento che la finanzia …
Si accederà dunque al Teatro, centrale per eccellenza e a questa ennesima “rappresentazione”, gratuitamente, senza Colloquio Motivazionale di Orientamento. Affrettatevi donne migranti e sorellanze tutte, il Teatro sarà gremito di badanti, tate e serve di ogni colore e di ogni parte del mondo: non più sole, non da sole, quì in Italia ma  accompagnate dal Pd. Per chi dovesse rimanere fuori, può chiedere “protezione e sicurezza”- “prevenzione e solidarietà” alla Rinnovata Casa delle Libertà.
Doriana Goracci

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Dei diritti umani: ovvero la fattoria degli intellettuali

Il nuovo google-gruppo che raccoglie gli affezionati di Giornalismo partecipativo mi invita a  pubblicare articoli e commentare quelli altrui. Sono ben felice di fare la mia parte, e iniziare così la nuova stagione di questo sito. Mi perdoni il lettore se pubblico un articolo di Settembre dedicato alle Olimpiadi passate, ma non sempre sono al passo con gli eventi. Inoltre credo che la diffusione di siti come questo e il potenziale aumento di informazione che internet offre, vada controbilanciato con una severa autodisciplina che imponga allo scrivente di pubblicare solo ciò che ritenga veramente significativo. Altrimenti la pan-informazione andrà di pari passo con il suo annullamento. Non è ovviamente facile stabilire da sé se un articolo meriti.davvero. Errori sono sempre possibili. Mi pare però che, con questo sistema, si possano ottenere risultati apprezzabili, anche se a volte, come in questo caso, il prezzo da pagare è pubblicare un po’ in ritardo testi che, con meno opera di limatura, avrebbero potuto uscire prima. Male, ma prima! … Leggi tutto

Riflessione sulle Olimpiadi

Le Olimpiadi sono una spettacolo meraviglioso. L’essenza dello sport. Uomini che si sfidano per vincere, per superarsi. Hai 10 secondi, 30, due minuti per sperare che gli sforzi di una vita siano ripagati. … Leggi tutto

Intervista alla tibetologa Elena De Rossi Filibeck. Analisi politica. II PARTE

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Per capire che cosa sta succedendo in Tibet, abbiamo intervistato la Professoressa Elena De Rossi Filibeck docente di Tibetologia all’Università di Roma “La Sapienza”. Abbiamo cercato prima di individuare i nodi sociali e politici che hanno scatenato le ultime proteste e poi di risalire storicamente ai fatti di questi giorni.

I media ci hanno presentato la rivolta, i monaci, le strade di Lhasa in fuoco. Ma l’impressione che ci arriva dalla televisione è che da un momento all’altro la situazione si sia infiammata. Possibile che non ci sia un contesto dietro, una storia dalla quale emergono gli scontri?
La protesta tibetana non nasce oggi. Le Olimpiadi stanno agendo da cassa di risonanza, ma le tensioni e gli scontri arrivano da più lontano. Un esempio può aiutare a capire. Nel 1987, la Cina autorizzò l’ingresso ai turisti in Tibet poichè vedeva nel turismo una importatnte fonte di reddito. Le rivolte che scoppiarono a Lhasa in quell’anno ebbero come testimoni proprio i turisti occidentali che si trovavano nel paese. Le proteste iniziate nel 1987 durarono fino al 1989 e si conclusero con l’imposizione della legge marziale. … Leggi tutto

Intervista alla tibetologa Elena De Rossi Filibeck. Analisi storica

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Non si può prescindere dal conoscere la storia di un Paese per capire il suo presente. Cina e Tibet hanno sempre avuto contatti, la Professoressa ci ha aiutati a capire come si sono evoluti e quali agenti hanno determinato cambiamenti.

I rapporti fra Cina e Tibet sono sempre stati così tesi negli ultimi decenni?
I rapporti non sono sempre stati così tesi. Potremmo dire che ci sono fasi più distese e fasi dove le frizioni sono più forti. Facciamo alcuni esempi, abbastanza recenti. Un momento di grande tensione è stato vissuto intorno alla metà degli anni sessanta quando vennero distrutti più di 6000 monasteri, in seguito alla Rivoluzione Culturale. … Leggi tutto

Ma cosa credono? Di essere tibetani?

In Turchia, ogni anno il Primo Maggio, avvengono scontri molto violenti tra lavoratori, sindacalisti ed altra gente che cerca di dimosstrare pacificamente e la polizia (ma anche l’esercito, se non basta la polizia, che intende impedirlo. DEMOCRATICAMENTE come è ovvio). … Leggi tutto

Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo

CopertinaTibetridottinaA cura di Emanuele Giordana, esce il 7 maggio allegato al quotidiano il Riformista, Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo. Ecco un frammento dell’introduzione.

Nell’autunno del 1977 avevamo preso, com’era abitudine in anni in cui si disdegnavano gli aeroporti ed era molto più semplice viaggiare via terra, il Direct Orient Parigi-Istanbul che faceva tappa alla stazione Centrale di Milano. La meta – lontana – era il paesino himalayano di McLeod Ganj, una cittadella dell’Himachal Pradesh indiano dove, ed era tutto quel che sapevano, risiedeva il Dalai Lama. Che cosa ci avesse esattamente spinto ad andare là anziché, come altre a volte, a Kathmandu o a Bombay, non sapremmo dire. Durante il viaggio incontrammo molte persone che andavano in quel remoto villaggetto indiano tra cui un giovane amico milanese, incontrato a Lahore, che già vestiva i panni amaranto dei monaci tibetani e che fece un pezzo di strada con noi.

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La lunga notte dello stupro

Nel fervore primaverile del 2008, le elezioni che hanno decretato la vittoria della destra sembrano spegnere ogni giudizio politico, come le previsioni metereologiche che danno la stagione del “risveglio sociale”, accompagnata da temperature fresche e piogge. Secondo Giancarla Codrignani, non avendo votato e avendo reso pubblica questa intenzione, non si ha più diritto ad esprimere un giudizio politico, così scriveva il 7 aprile del 2008. … Leggi tutto

Emanuele Giordana – Se vince Mao sul tetto del mondo

Pushpa Kamal Dahal, il "compagno Prachanda" (nella foto) è l’asso pigliatutto in testa nelle proiezioni dei risultati di voto delle elezioni politiche del Nepal

di Emanuele Giordana

Martedi’ 15 Aprile 2008
Chi ha paura del lupo cattivo? E’ una domanda inevitabile se si scorrono i risultati parziali, ma assai indicativi, delle elezioni nepalesi. Altro che larghe intese! Di largo, vasto, ingombrante, scoccante, sul Tetto del Mondo c’è solo un risultato che premia il partito maoista di Prachanda che, fino all’altro ieri, imbracciava il fucile e non disdegnava di tagliare la gola ai sindaci filogovernativi. Non di meno, nel giro di un paio d’anni, i maoisti, dopo oltre dieci di lotta armata, hanno fatto un’inversione a U: si sono accordati coi partiti istituzionali, hanno fatto nascere un’organizzazione politica dal movimento popolare armato e convenuto con le Nazioni Unite le tappe dello smantellamento del loro Esercito popolare di liberazione. Del resto l’esercito reale non fece altrettante efferatezze? E’ la guerra civile, bellezza. Ma ora il capitolo è chiuso.
Sarà proprio così?

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La Sandalite mentale dei media e il colonialismo mentale dell’opinione pubblica (di sinistra)

khasgara1 Avete letto tutti di Roberto Sandalo. Lugubre personaggio come sicario rosso di Prima Linea, lugubre personaggio come pentito ad orologeria, lugubre personaggio come Guardia padana (le tragedie si ripetono in farsa) e lugubre personaggio come terrorista cristiano anti-islamico. Probabilmente per Umberto Bossi e Roberto Calderoli Sandalo è un eroe (spero che nessuno lo difenda da sinistra, ma oramai siamo preparati al peggio), come lo stalliere mafioso Mangano lo è per Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Avete visto tutti le ondate di solidarietà filotibetane, spesso giustificate, e le puntualizzazioni, spesso giuste, sulle bugie che dicono i cinesi. Avete visto tutti che ieri nel remoto Xinjiang, 72 ore di treno da Pechino (almeno quando ci sono stato io), sono stati arrestati 45 disgraziati con accuse di terrorismo che in Cina valgono una pallottola nella nuca senza guardare per il sottile.

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Partito radicale: i diritti umani alla RAI sono "cosa nostra"

Sta facendo molto rumore, dentro e intorno al servizio pubblico, un vero e proprio diktat di Marco Pannella (nella foto in divisa da ustascia croato). Nella RAI dell’endemica lottizzazione, il Partito Radicale invece di combatterla ne pretende a gran voce una in più: i diritti umani. Questi sono un nostro specifico, tuona l’ustascia in questione, e solo noi abbiamo i titoli per occuparcene.

Lo storico capo radicale (che l’Opinione vuole senatore a vita) non si limita, in una sorta di editto bulgaro alla rovescia e in minore, ad indicare una carenza del servizio pubblico e a chiedere il rafforzamento di un singolo tema nei palinsesti radiotelevisivi. Fa molto di più Marco Pannella, pretende un programma televisivo, arriva a deciderne già il conduttore in un suo uomo, Walter Vecellio, e stabilisce perfino i temi dei quali il programma si può occupare: “il Tibet, il Darfur, la Cecenia, lo Zimbabwe”.

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