Wednesday 08 February 2012, 04:12

Gli articoli con tag: " TG3 "

TeleBondi, TeleCapezzone, TeleCicchitto, la par condicio di TeleSilvio

L’osservatorio di Pavia ha monitorato il tempo di parola dei politici dei principali partiti nei tg più importanti nelle prime due settimane di marzo. Ne viene fuori la tabella che segue.

  TG1 TG2 TG3 TG4 TG5 Studio aperto
Governo 36,8% 29,0% 20,2% 23,0% 30,2% 77,9%
PdL 11,7% 17,0% 21,8% 55,1% 25,9% 16,9%
Lega Nord 2,5% 0,8% 1,3% 5,6% 1,4% 0,0%
PD 20,3% 22,5% 28,1% 4,4% 23,1% 2,6%
IdV 4,2% 5,8% 5,8% 1,8% 3,6% 2,6%
UDC 7,3% 5,5% 4,5% 2,8% 5,9% 0,0%

Questi sono i dati su quanto gli italiani stanno vedendo nei principali TG sulla campagna elettorale. Chi può parlare ancora di par condicio?

Barbara Palombelli alla direzione del TG3? Aiuto, aiuto, aiuto!

Vauro 2009-02-12 - 11 Gola profonda Marco Castoro, caporedattore di “Italia Oggi”, che dispone di una o più fonti interne alle alte sfere della RAI, dalle quali a orologeria pubblica appetibili ed eterodirette rivelazioni, stamane ci fa sobbalzare.

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"La Camera dei Deputati censura i documenti e gli atti ufficiali della Commissione parlamentare Alpi-Hrovatin"

Con rabbia e indignazione chiediamo che la Camera dei Deputati ripristini immediatamente l’accesso ai documenti e agli atti ufficiali della Commissione Alpi-Hrovatin non più raggiungibili da oggi. Proprio da oggi, 20 Marzo 2009, 15esimo anniversario del duplice omicidio dei due giornalisti del Tg3 avvenuto a Mogadiscio il 20 Marzo 1994.

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La violenza contro le donne e il giornalismo creativo

Tg3 regionale Toscana. Ore 14.00 del 27 aprile 2009. L’annunciatrice presenta il servizio a proposito di una donna che ha patito per dieci ore l’inferno per mano di un uomo. Tutto si svolge a Orbetello. Di entrambi si dice che avevano avuto una relazione e di lei che è una non meglio precisata "ballerina albanese" sequestrata dall’ex amante all’uscita del night dove lei lavorava. Il servizio è di Giancarlo Capecchi.

Riportiamo il testo che il giornalista ha recitato come se si trattasse di una favola senza lieto fine. Nel frattempo scorrevano le immagini dei luoghi e dei carabinieri in azione.

Giancarlo Capecchi così narra la vicenda:

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Massimo Riserbo per Dagospia

Qualcuno tra quanti hanno letto le bozze del mio libro sul Giornalismo partecipativo mi ha chiesto perché cito Dagospia. Ecco perché cito Dagospia (gc):

Quelli che… “De Bortoli al Corriere e Riotta al sole” non è una notizia – dal Corriere a Repubblica, dal TG3 e all’Unità, scandalo per Masi vs Vauro – ma la “disattenzione” dei grandi media su certi temi cos’è? pluralismo più maturo?

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INTERVALLO RAI: pecorelle informazione e bare

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L’ intervallo Rai tra una trasmissione e l’altra non c’è più: “L’Intervallo RAI era un intermezzo televisivo riempitivo   … presentava un gregge di pecore al pascolo nella campagna romana con un sottofondo di musica per xilofono”. Rimangono le pecore e i pastori  senza informazione e neanche una vignetta degna di questa nome ma l’erba e le Balle non ce le fanno mancare  a noi  utenti umani,  comprese le bestie.

C’è da supporre per chi segue l’Italia da fuori ed è sprovvisto di parabola  che le trasmissioni sono così piene di approfondimenti, notizie, attualità non cialtrona, reportage, buona cinematografia, musica … che l’intervallo non ha più ragione di esistere, neanche commercialmente come in passato quando i comuni italiani presero ad  inviare foto e  cartoline, per sponsorizzarsi.

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Questo pastone li (o ci?) seppellirà

Raramente sono a casa a pranzo. Raramente guardo i TG. Oggi ho guardato in sequenza il TG3 dell’Abruzzo e il TG3 nazionale delle 14.30. Sarebbero i meno peggio in teoria. Volevo essere informato sul terremoto (e pure su qualche altra cosetta nel mondo). Ho visto in sequenza su uno o entrambi i TG: servizi su visita di Silvio Berlusconi, annuncio imminente visita di Giuseppe Ratzinger, visita di Ignazio La Russa, visita di Antonio di Pietro, visita di Dario Franceschini, visita di Angelino Alfano, visita di Renato Schifani non all’Aquila ma semplicemente in un ospedale romano (tanto basta per andare in TV) e sicuramente ne ho sfangato qualcuno mentre scolavo la pasta.

Il giornalismo trasformato in propaganda, i giornalisti trasformati in grupies dei politici, il nostro canone nella rumenta. Così non si va avanti.

Un presidente capotreno

capotrenoDal TG3 della Lombardia: “Il presidente ha viaggiato in alta velocità ma durante il viaggio si è informato dei problemi dei pendolari”.

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Buono e cattivo giornalismo sul Messico

originalOggi alle 11.40, Radio3Mondo, Radio3Rai l’antropologa Chiara Calzolaio, probabilmente la studiosa italiana che più si è dedicata a Ciudad Juárez, parlerà di Messico, femminicidi, narcotraffico e violenza. E’ segno che qualcosa si muove nell’informazione italiana. A questo LINK (minuto 13) la testimonianza di Chiara Calzolaio ad Anna Maria Giordano sulla vita a Juárez e la sua analisi sulla situazione messicana.

Un segno come quello di sabato alle 19 quando il TG3 ha finalmente parlato di “guerra civile in Messico”. Che mi risulti è la prima volta che un media mainstream italiano utilizzi questo termine, “guerra civile”, che Giornalismo partecipativo spende da anni di fronte alla tragedia messicana che solo nel 2008 ha causato 5.600 morti, un terzo dei quali a Ciudad Juárez.

Purtroppo però c’è anche il pessimo giornalismo. Come quello de “l’Espresso” che nel n. 7 a p 42 pubblica un servizio di primo piano dal titolo: “Miss alla cocaina”. Sottotitolo: “Belle, vistose, fatali. Si trovano sempre più donne ai vertici dei cartelli della droga in centro e sudamerica. Vogliono la ricchezza facile…”. Sul dilagare del narcotraffico in paesi amici dell’Occidente, il Messico e la Colombia, sulle infiltrazione nella politica, sugli enormi guadagni che garantiscono anche nel Nord del mondo c’è la censura assoluta (salvo dar tutta la colpa alle FARC o a Hugo Chávez). E allora se ne può parlare collateralmente solo ammiccando a un po’ di pruriggine e voyerismo.

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Alessandro Robecchi e il potere dei media

Alessandro Robecchi e Alex Glarey all'espace populaire di Aosta«Quando è scoppiato il “caso Eluana” il 92% degli italiani era col padre, Beppino Englaro. Solo l’8%, una minoranza di fondamentalisti cattolici, era per il mantenimento in vita del corpo di Eluana. Dopo 6 mesi di bombardamento televisivo le percentuali erano cambiate: il 54% era ancora con Beppino, ma il 38% aveva cambiato posizione».

È con esempi di questo tipo che Alessandro Robecchi, giornalista e autore di programmi come Crozza Italia (La 7) e Verba Volant (Rai 3), anima, con Michele Serra, di Cuore, il mitico «settimanale di resistenza umana», cerca di far capire la potenza del mezzo televisivo in un Paese, l’Italia, nel quale i media sono al centro di ogni discorso, ma moltissimi ne ignorano i meccanismi fondamentali.

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Lettere che contano – raccontano – disturbano, a fine 2008



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Così è da Gaza, anche se non vi pare

http://img170.imageshack.us/img170/4594/gaza20under20siege20benxi8.jpg “Buon natale e felice anno nuovo a Gaza da Israele

27/12/2008 israeli terrorism

Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti, ma anche il tg3: ANDATE A FARE IN CULO”.

Inizia così il testo di Vittorio Arrigoni … Leggi tutto

Pagine bianche, gialle, nere

Ripubblico su invito di Reyna l’articolo del regista di “Chi l’ha visto” sull’azione squadristica del 3 novembre sulla quale è calato un ignobile silenzio. Clv_home

INTRODUZIONE
Non posso tenere a freno il bisogno, l’urgenza, il dovere morale, di diffondere alcune informazioni di cui sono in possesso.
Tacerle sarebbe colpevole. Far passare nel dimenticatoio alcuni dei fatti che sto per raccontare potrebbe indurre alcune delle persone e/o delle organizzazioni coinvolte a ritenere giustificati i loro comportamenti recenti e, magari, anche futuri e più pericolosi.
Lavoro a "Chi l’ha visto?". Ho subito con i miei colleghi delle pesanti minacce che da una settimana mi fanno dormire un pò meno tranquillo. Se fossi stato presente a Via Teulada, dopo la trasmissione del 3 novembre, durante il raid squadrista, sarei ancora meno tranquillo. Non mi rende più tranquillo il fatto che le forze dell’ordine e la magistratura abbiano promesso di indagare, che abbiano "controllato" una dozzina di persone.

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Santo della Volpe: Squadrismo e Giornalismo

Santo Della Volpe

"Succede che arrivi stanco da un viaggio in giro per il mondo ed il mattino cerchi l’automobile. E scopri una bella croce celtica con in alto a sinistra la lettera ‘T’ e in basso a destra la lettera ‘S’. Si gela  il sangue: hanno anche lasciato la firma, sono quelli del gruppo fascista Trieste-Salario… Io non sfido nessuno, ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro".

Così il giornalista Santo Della Volpe, vice presidente di Libera Informazione racconta il grave episodio di cui è stato protagonista la notte scorsa. A Santo va la massima solidarietà da parte della nostra redazione.

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Ancora squadrismo neofascista, stavolta l’assalto è alla RAI e a “Chi l’ha visto?”

Scontri, i filmati a "Chi l'ha visto?" Rai assalita, minacce ai redattori

Ricevo e pubblico con estrema preoccupazione. Ci stiamo già abituando allo squadrismo neofascista come fenomeno endemico nella nostra società?

Scontri, i filmati a "Chi l’ha visto?" Rai assalita, minacce ai redattori

Dopo la messa in onda delle aggressioni del Blocco studentesco in piazza Navona

Telefonate a Rai3: "Vi abbiamo identificato a voi ed ai vostri familiari"

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