Friday 25 May 2012, 07:01

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Da Don Ciotti a Noam Chomsky a Beppe Grillo, insieme per i diritti umani e contro i paramilitari in Colombia

Foto Niccolò Celeste Dall’Italia al Canada. Dalla Svezia all’Argentina. Da Don Luigi Ciotti a Noam Chomsky, da Beppe Grillo a Frei Betto, dallo scopritore degli archivi del piano Condor in Paraguay, Martín Almada a Gianni Minà, da intellettuali israeliani come Meir Margalit o Jeff Halper a Hernando Calvo Ospina, giornalista di Le Monde diplomatique, forse massimo esperto al mondo di paramilitarismo, che da anni vive sotto minaccia di morte.

Intellettuali, artisti, semplicemente persone sensibili, si stanno mobilitando in queste ore con una grande preoccupazione: che la tragedia colombiana non sia ricordata soltanto quando si parla di Ingrid Betancourt e che chi semina per la pace non sia lasciato solo.

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Appello urgente in difesa delle associazioni per i diritti umani in Colombia

I sottoscritti sono estremamente preoccupati per l’immediato pericolo di vita nel quale versano centinaia di dirigenti di associazioni in difesa dei diritti umani colombiane che hanno organizzato la grande manifestazione contro il Terrorismo di Stato in Colombia dello scorso sei marzo, alla quale hanno preso parte attiva centinaia di associazioni della società civile colombiana e oltre 300.000 persone.

A seguito delle dichiarazioni del consigliere del presidente Álvaro Uribe, José Obdulio Gaviria, che ha bollato la manifestazione come “organizzata dalle FARC”, gli squadroni della morte del gruppo paramilitare che firma le proprie azioni come "Aguilas Negras" hanno assassinato in rapida sequenza quattro dirigenti sindacali e di ONG che avevano promosso la manifestazione, ne hanno sequestrati altri due, minacciato direttamente altri 40, mentre decine di altri versano in immediato pericolo di vita.

Ci uniamo pertanto al MOVICE (Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato) e a decine di altre sigle della società civile colombiana, nell’esigere le dimissioni di José Obdulio Gaviria, personaggio da più parti accusato di essere organico sia al paramilitarismo che al narcotraffico, ma che continua ad essere tra i più stretti collaboratori del presidente Álvaro Uribe.

Chiediamo inoltre ai governi dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo, nonché ai governi latinoamericani, di effettuare urgenti pressioni sul governo colombiano perché difenda l’integrità fisica di tutte le persone sotto minaccia, individui e fermi gli autori dei quattro omicidi e degli altri crimini che si attribuiscono a gruppi paramilitari che il governo colombiano sostiene essere da tempo smobilitati.

Per adesioni inviare una mail a: solidaridadmovice@gmail.com

Acá el testo en castellano del Llamado urgente en defensa de las asociaciones para los DDHH en Colombia.

En Français: Appel Urgent Défense Droits de l’Homme Colombie

Em Português: Chamado em Defesa dos Direitos Humanos na Colômbia

Promotori:

Annalisa Melandri, traduttrice
Gennaro Carotenuto, storico, Università di Macerata
Guido Piccoli, scrittore, giornalista
Stella Spinelli, giornalista Peace Reporter

Primi firmatari:

Luigi Ciotti, sacerdote, Italia
Noam Chomsky, linguista, MIT, Stati Uniti
Gianni Minà, giornalista, Italia
Beppe Grillo, comico, Italia
Frei Betto, scrittore, Brasile
Martín Almada, premio Nobel Alternativo per la Pace 2002, Paraguay
Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo, Italia
Jose Luíz Del Roio, senatore, Italia/Brasile
Francesco Martone, senatore, Italia
Ramon Mantovani, deputato, Italia
Meri Lao, musicista e scrittrice, Uruguay-Italia
Hernando Calvo Ospina, giornalista Le Monde Diplomatique, Colombia/Francia
Maurizio Matteuzzi, giornalista Il Manifesto, Italia
Raúl Zibechi, giornalista, Uruguay
Maurizio Chierici, giornalista L’Unità, Italia
Meir Margalit, storico, Israele
Emanuele Giordana, giornalista, Italia
Luciano Scateni, giornalista, scrittore, Napoli
Antonio Vermigli, Rete Redié Resc, Italia
Santiago Alba Rico, scrittore, Spagna
Rocco Altieri direttore Quaderni Satyagraha, Italia
Mario Amorós, storico e giornalista, Spagna
Atilio Borón, filosofo, Argentina
Stella Calloni, scrittrice e giornalista, Argentina
Mario Casasús, giornalista, Messico
James Cockroft, accademico e scrittore, Canada
Geraldina Colotti, giornalista il Manifesto
Marinella Correggia, scrittrice, Italia
Heinz Dieterich, sociologo, Germania/Messico
Carlos Fernández Liria, Universidad Complutense de Madrid
Jeff Halper, antropologo, Israele
Celia Hart Santamaria, giornalista, scrittrice, Cuba
Martin E. Iglesias giornalista, presidente Selvas.org
Gilberto López y Rivas, antropologo, Messico
Loredana Macchietti, editore, Italia
Antonio Mazzeo, giornalista e saggista
Antonio Moscato, Università di Lecce
Harald Neuber, giornalista, Germania
James Petras, sociologo, Stati Uniti
Higinio Polo, giornalista, professore, Barcellona, Spagna
Bernardo Reyes, scrittore, poeta, Temuco, Cile
Francesco Romanetti, giornalista Il Mattino, Italia
Paolo Rossignoli, editore Edizioni Achab, Italia
Ursula Salwa, casa editrice Intra Moenia, Polonia
Pascual Serrano, giornalista Spagna
Gino Solito, direttore amministrativo Intra Moenia, Italia
Carlos Tena, giornalista, Spagna
Juan Torres López, economista, Spagna
Ivonne Trías, scrittice e giornalista, Uruguay
Marco Tropea, editore, Italia
Pepe Viñoles, artista plastico e giornalista,Svezia/Uruguay
Attilio Wanderlingh, giornalista, editore, Napoli
Aldo Zanchetta presidente Fondazione Neno Zanchetta (Lucca)
Roberto Zanini, giornalista Il Manifesto
Anibal Quijano, professore, Perù – Usa
Maurizio Acerbo, deputato Italia
Enzo Apicella, vignettista, Italia
Daniel Viglietti, musicista, Uruguay
Angelo Stefanini, medico, professore, Osservatorio sulla salute globale, Italia
Tana de Zulueta, politica, Italia
Alex Zanotelli, Missionario comboniano
Antonio Melis, Professore di Letterature ispanoamericane, Università di Siena, Italia
Gianni Vattimo, filosofo, Università di Torino, Italia
Morgantini Luisa, Vice Presidente del Parlamento Europeo
Ramon Chao, escritor y periodista español. Sèvres, France
Giulio Girardi, professore, Roma, Italia

Associazioni:

Abuelas de Plaza de mayo
LIBERA – associazioni nomi e numeri contro le mafie
PAX CHRISTI – movimento cattolico internazionale per la pace
AFADEM/FEDEFAM Associazione dei Familiari dei Detenuti scomparsi e Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani Messico
Associazione A Sud
LIMEDDH Lega Messicana per la Difesa dei diritti Umani
Osservatorio per la Pace del Comune di Capannori (Lucca)
Rete di Solidarietà Colombia Vive!
Terre des Hommes Italia
Rete Redié Resc
WENUYKAN, Amicizia con il popolo Mapuche
Associazione nazionale Nuova Colombia
Amisnet, agenzia radiofonica
Associazione Latinoamericana di Cremona, ONLUS
Associazione Onlus "Uno sguardo verso Sud", Ferrara
Nuestro Canto, Santiago, Chile
Fòrum per la Memòria del País Valencià
Proyecto Colombia Siglo XXI – ONG
Comité Oscar Romero, Madrid, España
Comunidades cristianas populares, Estado español
Comunidad de vanguardia obrera, Madrid, España
Federación de comités de solidaridad con África negra, España
Diario Colombia
Associazione culturale Baobab, Opera (MI), Italia
Testimone di pace, Ovada (AL), Italia
Colectivo de Colombianos Refugiados en España- COLREFE
Associazione Culturale Chico Mendes, Roma, Italia
Asociación de Refugiados latinoamericanos y del Caribe ARLAC, Belgica
Agrupación de exPresas y exPresos Políticos, V Región Valparaiso, Chile
Comision Etica contra la Tortura, Chile
Coordinadora Nacional de exPresas y ExPresos Politicos, Chile.
Soldepaz.Pachakuti
Asamblea por la Paz. Siero. Asturias.
COSAL
Unión Universal Desarrollo Solidario
Coordinadora Popular Colombiana en París
Associazione “Marianella Garcia Villas” di Sommariva Bosco (CN)
Asociación Latinoamaricana de Derechos Humanos, Gotemburgo, Suecia
Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG)
Corriente Izquierda socialista Rosario
Amigos de la PAZ en COLOMBIA y en el MUNDO
SolidalTour
Sinistra Critica
Taller Andino de Comunicacion Popular – Agencia de los Pueblos En Pie
G.A.MA.DI. Organizzazione scientifica culturale
La VOCE mensile del G.A.MA.DI.
Comité de Solidaridad con América Latina de Xixon-Asturies
Centro Sociale Autogestito Ex Canapificio di Caserta
International Peace Observatory, Italia
L’Associazione Alessandria a Colori
Corporación Americanía, Colombia
Associazione di volontariato ABNA’AL ARD (figli della terra)
Associazione ALON FC (Associazione Locale Obiezione e Nonviolenza)
Circolo di Roma "Julio Antonio Mella" Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba

Aderiscono:

Juan Cristóbal, poeta, scrittore, premio nazionale di poesia, Perù
Sandy Di Donato, insegnante, Napoli
Simonetta Strampelli, traduttrice, Falconara
Gianni Fossati, Ass. Amicizia Italia Cuba, Italia
Enrique Lacoste Prince, caricaturista Kaos en la Red Cuba
Marcella Long, sociologa, Bermuda
Lara Foglia Manzillo, architetto, Napoli
Rosina Valcárcel giornalista scrittrice, Perù
Arick Asherman, Rabino, Israele
Gwen Backwell, insegnante, Israele
Elio Capellutti, attivista diritti umani, Israele
Zully Flomenbaum, life couch, Israele
Hibat Maroum, attivista diritti umani, Israele
Virginia Paradinas, fotografa, Israele
Salim Shawamra, attivista diritti umani, Israele
Valentina Figuera, traduttrice, Venezuela
Andrés Bianque, Chile
Valentina Figuera, traductora, Venezuela
Frederico Elias, MP: 34 634265362
Karla Perez, Los Latinos en Montreal Inc. Montreal, Canada
Fabio Marcelli, vice presidente Associazione Internazionale Giuristi Democratici
Roberto Bellardini, cooperante
Anna Camposampiero, SDL intercategoriale
Roberto Cortese, segretario nazionale SDL intercategoriale
Fernanda Perri, Transform Italia
Teresa Maisano, sociologa Italia
Elvio Basotti, impiegato, Bedizzole (BS)
Simone Bruno, attivista, Colombia
Marco Pettenella, Italia
Valerio Anastasio, Italia
Alessandro "Espo" Esposito, portavoce Giovani Comunisti di Bergamo
Maria Serena Lunghi, cooperante, Italia
Marco Papacci, secretario Circulo de Roma
Asociacion Nacional de Amistad Italia-Cuba
Fabio Bovi, informatico Vinovo (torino)
Chiara Repetto, Italia
Beppe Bravi, Italia
Paolo Roversi, Italia
Elvira Corona, Italia
Micòl Savia, avvocato, Italia
Julia Kendlbacher, consultora, Brasil
Gavino Puggioni, Italia
Sergio Moccia -cittadino- Giugliano in Campania, Napoli
Carla Brandoli, Modena, Italia
Andrea Donofrio, giornalista, Spagna
Carmine Simeone, Martina Franca (TA) – Italia
Franco Verderi, redattore, Italia
p. Rossano Breda, Missionario Comboniano
Gianluca Bifolchi, attivista diritti umani, Italia
Davide Capizzi, Roma
Gino Buscaglia, giornalista, Svizzera
Valeria Montano, PhD student, Italia
Antonio Graziano, cooperante e giornalista, Uruguay
Valerio Evangelisti, Scrittore, Bologna, Italia
Fabio Sallustro, traduttore ZNET, Italia
Paolo Brugnara, studente
Lillo Rizzo, Photoreporter Freelance, Francia
Gabriella Raffaele, docente bibliotecaria – Napoli
Tania Bartolacci, studentessa, Italia
Giulio Raffi, Italia
Claudia Cernigoi, giornalista, Trieste, Italia
Colombo Dario, Lecco, Italia
Laini Francesco, Lecco, Italia
Manfredi Lo Sauro, Italia
Circolo Culturale L. Fumagalli Como, Italia
Caterina Livide, studentessa, Università di Siena
Enrico Cardinali
Andrea Benetton, Lomazzo, Como
Nicoletta Mastroleo, Firenze
Massimo Civitelli, dipendente, Italia
Giuliana Cupi, redattrice di Fabio News, Torino
Corrado Vazzoler, ingegnere, Italia
Pierpaolo Franceschini, studente, Santiago de Compostela
Paolo Zanardi, impiegato
Patrizia Donadello, Comitato SankaraXX, Italia
Francesca Esposito, Italia
Nello Margiotta, docente, Italia
Elisa Gianardi, studentessa Università la Sapienza, Roma
Agostino Saglietti , impiegato, Torino (Italia)
Nadia Ballestrin, insegnante, Torino (Italia)
Bruno A. Bellerate, profesor universitario
Valentino Morandini
Paolo Maccioni, pubblicista, scrittore
Alberico Falanga operatore sociale Napoli
Daniele Maurizi, Fotoreporter Italia
Laura Avino
Leonardo Rosario Andino, professore, Italia
Massimo Bonora, Ferrara
Marina Montacutelli, ricercatrice
Paul Walder, periodista, Chile
Nicoletta Manuzzato, giornalista Latinoamerica-online.it
Federica Scalvini, Brescia, Italia
Claudio Maruzzo, Torino
Alfredo Baldoni
Alida Grisetti, studentessa, Italia
Ramon Da Re, estudiante, Italia
Raul Fitipaldi, periodista, Florianópolis, Brasil
Tali Feld Gleiser, traductora, Florianópolis, Brasil
Raffaella Grossi, Bolivia
Esther Maria Frances Pau Italia
Pedro Peñaloza Flores, obrero, ex preso político, Suiza
Diletta Varlese, giornalista, Andinamedia
Giulia del Ministro, Italia
Claudio Mocci, studente, Sassari, Italia
Martino Mai, studente, Italia
Nikos Klitsikas, storico, Grecia
Roberto Bugliani, saggista, Italia
Valerio Lupini, impiegato, Roma, Italia
Francesca Trebelli, Italia
Lucio Castracani, Italia
Vittorio Di Tomaso, studente universitario, Italia
Cristina Fontanarosa, studentessa di filosofia, Napoli, Italia
Eugenio Lorenzano, guida turistica e giornalista , Piano di Sorrento (NA)
Fabio Veneroni, presidente ALAC, Cremona, Italia
Duccio Basosi, storico, Firenze, Italia
Matteo Bortolon, Firenze, Italia
Stefania Presutto, San Severo, Foggia, Italia
Fabio Bertocchi, Brescia, Italia
Alba Marcucci, Italia
Anna Biagini, Macerata, Italia
Roberto Iannucci, Italia
Massimo Cavallini, giornalista, Italia
Roberto Ventrella, designer, Napoli, Italia
Carlos Barrientos Restrepo, empleado, Colombia
Vladimir Cuellar Medina
Claudio Mendoza, Director Nuestro Canto, Cile
Mauricio Ramirez
Ulises Nieves
Davide Giono, ingegnere, Italia
Leandro Rufini, Italia
Graziella Mattaliano, docente, Italia
Raffaele Mazzuzzi, Impiegato, Sardigna
Carlos Pérez
Amparo Salvador Villanova, presidenta Fòrum per la Memòria del País Valencià
Matteo Volgarino, Italia
Gustavo Guzmán Castillo – Partido Verde Madrid (España)
Giovanni Morlino, Assegnista INAF, Italia
Pancho Castro, Periodista, Colombia
Juan José Uncilla Achotegui, trabajador de la administración vasca
Miguel Puig, Obrero, Uruguay/Islas Canarias
Miguel Ángel Giménez Casado, Madrid, España
Itziar Aldamendi Gomendio, Madrid, España
Dolores Moreno, Madrid, España
Carlo Carlet, med.veterinario, Turriaco (Gorizia), Italia
Paola Foglia, ingegnere, Italia
Renzo Coletti, Pensionato, Genova
Juan Diego García, Sociólogo, España-Colombia
Pablo A. Batista Marrero (La Palma, Canarias)
Gianni Meazza, Assoc. Dimensioni Diverse, Milano, Italia
Rosanna Meazza, Assoc. Dimensioni Diverse, Milano, Italia
Alessandro Casolari, presidente "Uno sguardo verso Sud", Ferrara, Italia
Barbara Ormeño C. psicologa, movimento Humanista
Francesca Fioravanti
Alex Buaiscia
Adriana Reyes-Lúa
Jaime Valdés, Defensoría Internacional de los Derechos de los Pueblos, Ginebra, Suiza.
Patrizio Ponti, cooperante, Italia
Corrado Maestrelli, Torino
Apolinar Patiño Plata Pensionado  Colombia
Ana Cristina Vargas, antropologa, Università degli Studi di Torino – Italia, Fondazione A. Fabretti
Mauricio Obrutsky, Israel
Paola Altrui – Roma (Italia)
Francesca Pascalicchio
Blanca Moreno
Emilia Machado Santiago, Profesora, Granada ,España.
Helber Sarria, Madrid, España
Mauricio Rodriguez Ingegnere Colombiano Verona, Italia
Alessandra Sacco
Stefania Militello, precaria, Italia
Adriana Naranjo Hernandez (Arquitecta) Bruxelles ,Belgique.
Andrea Donofrio (c)
Hebe Cue, Internacionalista, México
Nayeli Ceceña, Internacionalista, México
Paola Donofrio, Medico, Italia
Bayardo Ariza Olarte. CCN° 17.178.440. Investigador Social – Activista feminista.
Cristina Ruiz de Arana Marone
Mariella Minnozzi, traduttrice
Daniel Costas Analista- Programador. Miembro de la Comunidad Evangélica Menonita de Burgos – España
Anna Maria La Nave, Parma, Italia
Livia Di Cola
Maria B Martinez Funcionaria Madrid, España
Olindo Ionta, ricercatore antropologo
Corrado Borghi dottorando di ricerca, Reggio Emilia, Italia
Francisca Sánchez, Delegada de JPIC de CCV
Carlo Parisi
Alvaro Rojas, director, El Chileno.cl, Chile 
Jacopo Masi, cittadino del mondo
Osvaldo Justo Martinez, architetto, Italia
Benati Roberta modellista Modena –italia
Alejandro Ramírez Jaimes, historiador colombiano
Claudia  Saavedra,  4919326 095969789
Paola Andrea Carrillo Bermúdez, Comunicadora social, Colombia
Maria Fernanda Q. Colombia
Angel Orge empresario España
Valeria Bridi
Dax Toscano Segovia. Comunicador Social y docente universitario. Quito-Ecuador
Marco Giuseppe Polidori, scrittore.
Sara Ciuffi
Alessandra Durante, Milano ass.Dimensioni Diverse
Sara Rossi, giornalista, Italia
Micaela Maccioni, lavoratrice dipendente, Italia
Furio Ottomani, fotógrafo, España/italia
Francesca Monaco
Tiziana Melissano, avvocato Lecce
Luigi Consonni Peschiera Borromeo, Milano
Héctor F. Aguilar, Editor revista Integración Latinoamericana, República Bolivariana de Venezuela
Francesca Gisbussi, Italia
Simona Prati, impiegata, Italia
Elisa Parigi, studentessa, Italia
Elisa Favazzo, studentessa, Calcinaia, Pisa
Lorenzo Alessandro Puliti
Serena Torricelli, Italia
Arnaldo Pérez Guerra, CI: 11847338-8, Historiador y Periodista (Chile) Liberacion.cl
Bennabes Béatrice
Federico Leva, studente, Milano
Simone Manzotti
Esteban Cancelado Gómez, defensor de derechos humanos exiliado en España
Annalisa Braga, impiegata, Como
Alessandro Greblo, cooperante, Milano
Ana María Radaelli.  Periodista y escritora, Argentina
Michel Caré, Francia, Cineasta
Luis Suárez Salazar, Facultad de Filosofía e Historia, Universidad de La Habana
Linda Dinaro
David Iori, traduttore, Italia
Valerie TECHER France Amérique Latine
Flavio Varriale
Mario H. Calixto Premio Roberth Kennedy de Derechos Humanos 1998.Defensor de DHs de Colombia
Cristina Hirai Vásquez, 0919743799, Ecuador
Enrique Muñoz Gamarra Sociólogo e investigador-Perú
Vera Ferraiuolo
Fabio Pappalardo, Milano
Daniele Donadio, studente, Ancona, Italia
Luca Tano, Bologna, Italia
Ornella Longhi, Bologna, Italia
Laura Lorenzi, politologa, Italia
Maria Silvina Grippaldi, Peacereporter, Italia
Marco Faglioni, Italia
Pedro Tostado Sánchez, DNI nº 00770712M, Sociólogo, Madrid, España
Maria Monteleone Dumas, Italia
Mauro Morbello, cooperante, Perù
Salvatore Fronio, documentarista freelance, Italia
Hendrik Vaneeckhaute, ensayista
Chiara Calzolaio, studentessa, Italia
Carlos Miranda, Ingeniero de Sistemas, Quito, Ecuador -  Miami, USA
Anna Maria Visconti, poeta
Graziella Belloni, directora de museo, Suecia
Claudio Avella, studente, Milano
Martina Zampieri, Pianiga (Ve), Italia
José Mª Caravantes García, Informático, Madrid, España
Daniel Sánchez Barbero
Gilberto Jordan, Brasil
Luz Marina Avendaño, Colombia
Ana María Loaiza Giraldo, Docente, Escuela de Trabajo Social, Colombia
Filippo Conti, Italia
David Troncarelli, studente e militante comunista, Italia
Luigi Mochi Sismondi
Giovanna Liberati
Alessandra Salvatori
Giovanni Russotto, Comitato per la Pace "Rachel Corrie", Valpolcevera (Ge-Bolzaneto), Italia
Maria Eugenia Cardinale
Tullio Massimo, Militare A.M., Italia
Gennaro Pepe
Catherine Marchais, fonctionnaire territorial, Nanterre, France
Monica del Pilar Uribe Marin, Periodista Freelance internacional, Colombia/Inglaterra
Lorena Cotza
Enrique Núñez Aranda, Coordinador Nacional ExPresos Políticos, Miembro de la Comision Etica de Colombia
Fernando Bermúdez López, Teólogo, Escritor, España/Guatemala
Giorgia di Fazzio
Marco Tondella, impiegato, Viverone, Italia
Javier Rodrizales, Escritor
Chiara Bandinelli, Fucecchio (FI), Italia
Maurizio Carena, Italia
Orlando Acosta, Historiador-Realizador de documentales, Caracas-Universidad Central de Venezuela, Venezuela
Marcos Rodríguez Herrera. Médico. Alicante. España
Mariana Contreras, periodista. Uruguay
Claudio Andres Albornoz
Mariló Tudela, ama de casa, Estado Español
Sonia Mireya Pico Diaz, Red La Otra movida, Colombia
Gabriella Saba, giornalista
Tommaso Cornali, Milano
Carlos Silva Villegas, C.I. 5.074.623-2, Albertslund, Dinamarca
Jesús Pescador Santamaría, jubilado, España
Barbara Barbisotti, dottoranda Università degli Studi di Bergamo, Italia
Marco Dispaldro, dottorando
Juan Galán, Unión Universal Desarrollo Solidario
Jorge Lauro, periodista, Uruguay
Angelo M. D’Addesio, web writer IlParoliere, Italia
Marcela Tovar, filosofa, Colombia
Styven Boyacá, estudiante de derecho
Raymond Meriguet, Quito, Ecuador
Davide Piccardo, Colombia
Lucila Reyes Sarmiento, Abogada, Profesora Universitaria, Colombia
Mariana García, historiadora, Rep. Bolivariana de Venezuela
Ernesto Contreras, sociólogo, Rep. Bolivariana de Venezuela
Alejandra Cuenca, periodista, Rep. Bolivariana de Venezuela
Letizia Del Bubba, Livorno, Italia
Reinaldo Villabona, Médico colombiano, New York, NY, USA
Alessandro Armato, Docente e giornalista, Italia
Alberto Chavarro Diaz
Sean O’Donoghue secretario Table de concertation de solidarité Québec-Cuba
Colette Lavergne porta voz  Table de concertation de solidarité Québec-Cuba
Simonetta Jaramillo, archivista musicale, Bogotá
Hildebrando Pérez Grande. PERU. Poeta. Premio Casa de las Américas 1978
Franco Bacchiddu
Carmen Morente Muños, Plataforma Simón Bolívar De Granada – España
Vicente Muñiz
Alberto Forte, studente, Milano, Italia
Liliane Cordova Kaczerginski , France/Argentina
Jesús Armando Jiménez Gutiérrez Asesoria Sociomedica Y Epidemiologia Laboral
Albani Paolo, operaio, Italia
Annarosa Pesole, dottoranda, italia
Martina Ambrosini, studentessa, Italia
Manuela Parillo, studentessa, Siena, Italia
Carolina Diaz docente
Marina Limone – Piano di Sorrento (Na)
Pietro Cingolani
Daniela Coppola – Italia
Laura Mastrangelo, matematica, Uruguay/EEUU
Eleonora Masini  sociologa Italia
Saverio Musicco, Studente, Trani, Italia
Ugo Puccio
Idoia Ortiz, UN-Habitat, Colombia
Miryam De Franceschi
Alberto Rivarola Villa del Rosario – en la Provincia de Córdoba – Argentina
John Nelson
Adela Britos Mendoza, Argentina
Chiara Sgaramella, studentessa e attivista per i diritti umani, Cerignola, Italia
Alessandra Bisozzi, studentessa, Università degli Studi Roma Tre, Roma
Checco Carletti, studente, Firenze, Italia
Juan Carlos García D., República Bolivariana de Venezuela
Manuel Zani, documentarista, Italia
Francesca Tagliaboschi, Italia
Maurilio Lovatti, Italia
Francesco Zurlo, Italia
Sergio Zurlo, Italia
Lucio Zurlo, Italia
Raffaella Cattaneo, Como, Italia
Francisco Javier Garcés Molina, médico, España
Michele Morgese, insegnante, Italia
Iris del Valle
Gennaro Varriale, Formia (LT), Italia
Claudio Gaetani
Fabio Mancini, studente, Italia
Pietro Bonardi, Idro (BS), Italia
Antonella Mantovani
Piero Deola
Emanuele Zanardini
Giuseppe Paladina, Italia
Tiziano Tissino, Porcìa PN, Italia
Chicco Beiso
Dora Esposito, insegnante, Napoli
Roberto Musilli
Alessia Iacopini, Montecatini Terme, Pistoia
Enrico Peyretti, saggista, Mir-Mn, Torino
Corentin Dufau, studente, Italia-Francia
Jacques Cester, Corse, France
Rosa Ferrante
Lilia Inès Sierra Antropóloga Univ. Nac de La Plata Argentina
Carmen Baez Argentina
Martin Rall, Argentina
Pablo Rall, Argentina
Diana Avila, sociologa, periodista, Dialogo Sudamericano, Perù
Juan Carlos de Altube, Rosario
Ingrid Storgen
Froilán Gonzáles, Storico e scrittore, Cuba
Adys Cupull, Storica e scrittrice, Cuba
Ornella Fraceschinelli, Rogno, Italia
Angelo Brunello, Rogno, Italia
Franco Fuselli, Genova, Italia
Marina Criscuoli Genova, Italia
Filomeno Viscido, Calabritto (AV), Italia
Jesus Marrero
Angela Girone, casalinga, Bari, Italia
Mauro Cassano, studente, Bari, Italia
Giuseppe Cassano, pensionato, Bari, Italia
Nicola Cassano, studente, Bari, Italia
Vincenza Girone, pensionata, Bari, Italia
Nicola Girone, pensionato, Bari, Italia
Giacomo Scala, impiegato, Siena, Italia
Andrea Isunza Vera, académica, México
Barbara Giovine, ama de casa, Fano (PU), Italia
Giancarlo de Silvestri, jubilado, Fano (PU), Italia
Tommaso Iskra de Silvestri, estudiante, Fano (PU), Italia
Tiziana Veronico, precaria, Italia
Hélène Anger, Bibliothécaire, France
Roberto Barbieri, maestro elementare, Asciano Pisano (PI), Italia
Patrick Clapier, ingénieur CNRS, France
Piero Armenti, giornalista, Caracas, Venezuela
Massimo De Santi, Prof. Universitario, Unione Scienziati per il Disarmo
Roberto Giardelli
Massimo Lauria, studente di dottorato, Italia
Valentino Dusina
Alessandro Uppi, consulente, Italia
Christian Pessina, Finale Ligure, Italia
Mario Enrique Cepeda, Querétaro, Qro., México
José Escoda, Comisión Relaciones Internacionales, Frente Socialista, Puerto Rico
Tommaso Bruni, Torre Boldone (BG), Italia
Livia Fenaroli
Paolo Antoniazzi
Michela Colasanti
Iva Monciatti, Siena
Boiero Enrico, fotografo, Torino, Italia
Katia Valentini, Padova, Italia
Alessandro Rovera, Cuneo, Italia
Paolo Gardella, Italia
Luca Barea
Laura Maragnani, giornalista
Michele Mazzone
Luisa Gladys, Basagoitia, Escritora
Bruno Picozzi, coordinatore internazionale BIPPI
Lorena Giusio, studentessa, Torino
Ivanilde Carvalho, SolidalTour
Roberto Benvenuti, Gruppo Emergency, Firenze
Silvia Casilio, dottore di ricerca in storia contemporanea, Università di Macerata, Italia
Paolo Bartolini, Professore associato in Ingegneria ambientale, Università di Genova, Italia
Umberto Oreste, Napoli
Marta Fiasco
Franco Turigliatto, senatore, Italia
Salvatore Cannavò  deputato, Italia
Flavia D’angeli, candidata premier elezioni 2008 Sinistra critica, Italia
Paolo Bitti, Italia
Sara Ballardini, Trento, Italia
Alessandra Ciurlo, Roma
Maria Rita D’Agosto
Koldo Campos Sagaseta
Carlos Tapia Molina medico-psicoterapeuta, Opera (MI)
Mattia Casotti, Reggio Emilia, studente
Miriam Pellegrini Ferri (Partigiana di Giustizia e Libertà)
Spartaco Ferri (Partigiano Divisione Garibaldi)
Luis Feld
Glauco Carvalho Marques 3 788 579 -0 engenheiro eletricista, Florianópolis, Santa Catarina
Claudia Siri
Michele Sini, Sassari
Rafael Díaz Historiador. Universidad Javeriana, Bogotá, Colombia
Raffaella Stello, Venezia, Italia
Alessandro Intravaia, insegnante, Firenze, Italia
Luis Alberto Vanegas  Ejecutivo Cut Nacional, Colombia
Paolo Scarioni Lavoratore autonomo Milano
Darsio Cruz
Normanna Albertini – insegnante – Felina (RE)
Francesca Bordini, insegnante di Lettere, Italia
Giuseppe Parietti
Alberto Chavarro periodista y escritor, Madrid-España
Davide Notti  Alessandria
Gianluca Ganda Psicologo Milano, Italia
Chiara Manfredini
Maria Rita D’Agosto, Mazzurega – Fumane (Verona) Italia
Jéssica Moraga Caro, enfermera, Chile/Suiza
Emma Pizzini roma italia
Lilian Pizzi, psicologa, Italia
Tonio dell’olio – prete e responsabile area internazionale di LIBERA
Miria Bisi Modena
Roberta Aloisio
Antonella D’Annunzio, docente, Italia
Irene Voltolini, Dublino, Irlanda
Alessio Boni
Claudia Helena Chaverra  Brand Docente Medellin
Antonio Castellarin, pensionato
Lillia Francesca, Como, Italia
Daniele Pampanelli, grafico e fotografo, Perugia, Italia
Luca Alessandrelli
Marco Buschi
Federico Serafini, studente, Italia
luigi moser
Boris Budal Gorizia Italia
Rossana Tassone, studentessa
Silvana Mellé-Aosta
Alberico Falanga operatore sociale
Ugo Dornik
Shala Mimosa, interprete, Albania – Italia
Ruggero Iori, studente, Roma, Italia
Luciana Cordoni
Natalia Carvajal, Torino
Cristina Mostosi, designer – Italia
giorgio alice
daniela alice
Laura Fano Morrissey, Italia
Carlos Eduardo Ramirez
Luisa Pastò, studentessa dell’Università degli Studi di Firenze
Stefano Cambi avvocato
Nicoletta Bernardini, Pistoia, Italia
Marco Tondella, impiegato, Viverone (Italia)
Rachele Laversa, insegnante, Italia
Giallombardo Fabio,insegnante, Italia
Rossana Chimenti, Psicoterapeuta, Firenze. Italia
Jorge Ramón Centurión, Treviso, Italia
Nicola Pellichero, missionario laico, Quito (Ecuador)
Carlos Alemán Ocampo, escritor, lingüista, Nicaragua
Santino Di Dio
Menin Rudi, Mira (VE)
Simonetto Guido
Flavia Fortunati, Perugia, Italia
Rayen Kvyeh, poeta mapuche
Luciano Carta, infermiere presso l’ospedale Simiani di Loiano (BO)
Debora Brandi, dottoranda in linguistica, traduttrice
Guido Cannarsa, Roma, Italia
Giovanni Giardini, studente, Popoli (PE)
Gioacchino De Carlo
Marco Maffeis, studente universitario, Nave (bs)
Riccardo Bonora, Lodi
Teresa Franco
Gianni Pezzotti,  Ph.D En. Università di Roma "Tor Vergata"
Sofía Silva, Bogotá
Viviana Saravia Bonifacio, Avvocato Peruviano, Reg. 39124, Perù
Fabio Bertocchi, Urago D’oglio, BS,
José Fernando Orozco Jaramillo
Rosanna Barile, Termoli, Italia
Elisabetta Zappitelli
Luis Feld, Argentina
Virna Masini, Riccione (RN), Italia
Ines Mulas, medico, Ozieri (ss)
Emanuela Biasiolo, Trento
Euclides Yfran
Jorge Guaneme, Colombia
Marisa D’Alfonso, San Salvo (Ch), Italia
Marco Visentin, Spinea (ve), Italia
Carmela Landi
Consuelo Lozano
Diego Brugnoni, Falconara Marittima (AN)
Monica Lolato, impiegata, Italia
Alessandro Lattanzio, Grafico, Sicilia
Maria Maira, Genova
Daniela Giannetti
Massimo Dalla Giovanna, impiegato, Italia
Silvia D’Alessandro, studentessa  di "Scienze per la Pace" Università di Pisa, Lucca, Italia
Doriana Goracci, Capranica (Vt), Italia
Maria Grazia Campari, avvocata, Milano
Sara Spegne, Italia
Marco Andreucci, Italia
Pietro Andreucci, Italia
Enrico Di Giacomo, Fotoreporter freelance
César Junca, Colombia
Jahel Martínez Murcia – Colombia
Guillermo Rafael Cohen, Docente Chicago, Illinois, USA.
Cristina Martelli, Perugia, Italia
Marco Massetti
Ligorio Rosalba Bologna, 
Daniela Zoppi, sociologa, Roma
Paolo Azzurro, Ing. Ambientale, Borsarifiuti.com, Italia
Francesco Sandroni, Fermo, Italia
Luca De Gennaro. Italia
Tiziana Rossetti Volontaria Internaz., Honduras
Giulio Riggio, Cinisello Balsamo, Italia
Marco Piantadosi, Asti, 25 anni, impiegato e studente
Ludovico Resta, impiegato, Milano, Italia
Stefano Cesca sound-videomaker, Milano, Italia
Marilena Tomaselli
Laura Bianconi, studentessa universitaria
Marco Rivarolo, Genova
Attilio Bongiorni, Piacenza
Hugo Gómez, abogado laboralista, España
Yolanda Castro, Secretaria del Centro Internacional de Estudios Sociopolíticos y de Opinión, España
Riccardo Selva, operaio, Torino
Francesca Mazziotti, insegnante, Italia
Angerlo Scotto, studente, Italia
Giovanni Fossati, informatico, Milano, Italia
Maurizio Carena
Anna Causarano, Rete di Solidarietà con Cuba e America Latina, Italia
Fabrizio Capasso, Milano, Italia
Brando Frascella, abogado, Italia
Manuela Trovato, studentessa, Italia
Giuseppe Aragno, storico, Napoli
Claudio Molinario, Gran Bretagna
Andrea Ciattaglia, Torino, Italia
Antonella Leoni, Italia
Simone Rivero, Torino
Silvano Rigotti, impiegato, Torino
Omer Marcenaro, Ingegnere Meccanico, Genova, Bolzaneto
Federica Reviglio, Torino, Italia
Barbara Sapienza, impiegata Roma, Italia
Silvia Gorretta, medico veterinario, Alessandria
Antonio Gorgellino
Romana Gardani, Parma
Daniela Pappalardo, Monterosso Almo (RG), Italia
Marco Schenone, ingegnere, Genova
Alberto Guaraldo, antropologo, Italia
Daniela Greco, studentessa – cooperante internazionale, Ziguinchor, Senegal
Riccardo Lazzerini, Ingegnere, Italia
Silvia Bergamasco, cooperante internazionale, Ziguinchor, Senegal
Carlo Matteini, Firenze
Gabriella Grasso, Milano
Andrea Castellari, studente, Italia
Stefano Decarli, studente, Firenze
Leonardo Donofrio, Presidente associazione IUniScuola
Santiago Barroso
Massimo De Giuli, Milano, Italia
Saretta Marotta, Roma
Luciano Giombini, geologo, Città di Castello (PG), Italia
Luigi Galiazzo, studente, Treviso
Giorgio Guzzetta, Trento, Italia
Luca Pellerano
Mirco Camilletti, operatore internazionale ASCS (Associazione Scalabriniana per la Coperazione e Sviluppo), Colombia
Angelo Coco, Ustica
Giuliana Sabia Di Falco, San Salvo (CH), Italia
Gaia Sangiovanni
Ana Teresa Martínez, Universidad Nacional de Santiago del Estero, Argentina
María Teresa Díez Martín, Historiadora, España
Alfonso Reccia Laureata in giurisprudenza
Felicia Todisco
Angelica Romano, ricercatrice per i Diritti Umani
Emanuele Olivero -Sommariva bosco
Carlos Flores Lizana Antropólogo y padre de familia  Sullana, Piura, Perú
Giulia Foresti, studentessa,Torino
Davide Casali, fotografo, Torino
Silvia Giletti Profesor de Lengua española Universidad de Turín (Italia)
Daniela Novelli, educatrice, Milano, Italy
Giovanni Fossati, informatico, Milano, Italy
Salvatore Gensabella  San Giovanni. La Punta (CT)
Nunzia Argentiero
Annamaria Taddei
Francesca Fiorini
Tatiana Boldini, Mendrisio, Svizzera
Raffaele Barbiero Forlì
Michele Bendoni, studente, Firenze
Alessandro Ranucci
Marco Morvile
Amelia Rinaldi
Teresa Daniela Zambrano
Giorgio Ferlisi
Paola Merlo (TO)
Anna Ballardini, Trento (Italia)
Paola Vallatta giornalista italiana a Parigi
Irene Calamante
Gaetano Gaglio Echeverria- impiegato-Agrigento/Cartagena de indias
Pinuccia Neve
Violetta Nobili
Luca Damonte
Paola Marzolesi, impiegata Perugia
Sara Mezzari, interprete, Lago di Garda, Italia
Stefano Oteri, Roma, Italia
Paolo Bertagnolli
Emilio Lambiase Italia Cuba Salerno
Elena Maculan, praticante avvocato, Vicenza, Italia
Franca Piccardi
Enrico Piccardi
Gaetano Scuzzarello
Gabriella Pascalicchio
Violeta Carnero Hoke periodista Lima Perú
Sabrina Zung
Fernando Cunietti
Claudio Anselmino
Alberto Fortunati, Porto Mantovano
Alberto Losso, impiegato, Belluno
Letizia Tessicini
Alessandro Romano, studente, Italia
Josep Villarroya i Navarro, Professor d’institut València, Països Catalans
Carlo Crivelli, impiegato, Svizzera
AnnaMaria Visconti, insegnante, Napoli
Jordi Villanueva, Catalunya
Massimiliano Zaro, Ced operator, Milano, Italia
Arlena Galanti
Sara Alzetta
Diego Repetto, Ricercatore, Valencia, España
Chiara Russo
Andrea Podestà, Rete Lilliput, Italia
Maria Maestrelli
Romeo Mestriner
Crabbi Paolo
Valentina Repetto
Amedeo Maio
Stefano Zecchetti, delegato RSU della ASL RM/B, Roma
Laura Foti, insegnante
Miria Bisi. Modena
Pierpaolo Trizza, studente, Italia
Mario Repetto, Genova
Umberto Biasetti, Frazione Pratrivero 13835, Trivero (BI)
Pasquale Fiorenza
Gianfranco Crua, SUR Società umane resistenti, ARCI
Cinzia Cislaghi, Milano
Alessandro Rizzo, Lista Uniti con Dario Fo per Milano Capogruppo Consiglio di Zona 4, Milano
Noemi Bisio, studentessa, Italia
Ilaria Marino, Roma, Italia
Enrico Quattrocchi
Sonia Cirio, Torino, Italia
Valeria Galanti, Studentessa, Italia
Gabriele Giannini, Studente, Italia
Daniela Dionisio
Stefano Devigili, impiegato, Bolzano, Italia
Francesca Zarri
Laura Guarnacci, studentessa, Roma

Per adesioni inviare una mail a: solidaridadmovice@gmail.com

Acá el testo en castellano del Llamado urgente en defensa de las asociaciones para los DDHH en Colombia.

En Français: Appel Urgent Défense Droits de l’Homme Colombie

Uribe chiama, i paramilitari rispondono!

Le dichiarazioni di José Obdulio Gaviria, consigliere di Álvaro Uribe rilasciate pochi giorni prima della marcia del 6 marzo scorso che si è svolta in Colombia e in diverse città del mondo in solidarietà con le vittime del paramilitarismo e dei crimini di Stato, hanno dato i loro frutti.

Questa è una manifestazione organizzata dalle FARC” e il suo messaggio, ampiamente diffuso dai mezzi di comunicazione, stampa e tv, rigorosamente vincolati al governo ha accompagnato come una spada di Damocle sulla testa gli organizzatori, i promotori, gli attivisti sociali o semplicemente chi ha sfilato per strada con i familiari delle vittime del terrorismo di Stato. Alle dichiarazioni di José Obdulio Gaviria, mai smentite dal governo, nonostante il MOVICE (Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato) lo abbia richiesto in più occasioni, è seguito un comunicato, come era prevedibile, delle AUC (Autodefensas Unidas de Colombia), o meglio Aguilas Negras en rearme (Aquile nere in riarmo, il nome nuovo delle AUC smobilitate) che confermavano quanto detto pubblicamente dal consigliere di Palacio de Nariño.

Uribe chiama e i paramilitari rispondono.

Purtroppo questo scellerato gioco del presidente colombiano è costato la vita già a quattro sindacalisti, il sequestro di due dirigenti di associazioni umanitarie che poi sono stati in un secondo momento rilasciati e circa una quarantina di dirigenti sociali, attivisti politici e membri del MOVICE sono stati minacciati di morte per aver coordinato l’organizzazione della marcia o soltanto per aver preso parte ad essa.

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Pasqua di sangue contro i diritti umani in Colombia

COLOMBIA-VIOLENCE-PROTESTE’ suonata l’ora della rappresaglia contro le organizzazioni in difesa dei diritti umani in Colombia. Il sei di marzo si era tenuta la più grande manifestazione della storia della Colombia contro il Terrorismo di Stato.

Ad oggi quattro dirigenti sindacali sono già stati assassinati, due dirigenti per i diritti umani sono stati sequestrati e almeno 40 degli organizzatori della manifestazione del 6 di marzo sono stati minacciati di morte. Centinaia di altri hanno preso misure di sicurezza, alcuni stanno lasciando il paese di fronte a una ondata di violenza paramilitare solamente all’inizio che per le organizzazioni colombiane in difesa dei diritti umani ha un preciso mandante: "la responsabilità degli omicidi è di José Obdulio Gaviria, consigliere diretto del presidente Álvaro Uribe".

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Oltre a Vauro querela anche me, Fiamma Frankenstein!

Sì, questa vignetta di Vauro su Fiamma Frankestein l’avevamo già pubblicata. Ma è necessario ripubblicarla e magari farla circolare in più siti possibile, perché le accuse di antisemitismo contro Vauro di Fiamma Nirenstein sono un caso da manuale di manipolazione grossolana del pensiero altrui per difendere un comportamento politico impresentabile cercando di passare da vittima.

Cosa rappresenta questa vignetta per ogni persona intellettualmente onesta?

Rappresenta graficamente la contraddizione del fatto che Fiamma Nirenstein, giornalista che ha fatto carriera specializzandosi sul conflitto mediorientale con posizioni vicine se non organiche a quelle della destra israeliana, si candidi in un partito, il PDL, che ospita nelle sue liste almeno due fascisti dichiarati, Giuseppe Ciarrapico e Alessandra Mussolini.

Ha diritto o no, Vauro, di far notare questa contraddizione?

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La Colombia che resiste

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Nel momento più difficile della “crisi andina”, dopo la violazione del territorio ecuadoriano da parte dell’esercito colombiano, è stato un trionfo la grande manifestazione della Colombia democratica contro il paramilitarismo e il terrorismo di Stato.

Il regime di Álvaro Uribe, complice, l’aveva definita “la marcia delle FARC”, ma in centinaia di migliaia sono scesi in piazza contro l’impunità e contro tutta la violenza, rappresentando una Colombia che vuole la pace, la giustizia, e rifiuta la logica della guerra al terrorismo.

Le vittime dei paramilitari e del terrorismo di Stato in Colombia sono invisibili. Di loro non si parla e non si deve parlare. Hanno paura di parlarne i colombiani e la grande stampa internazionale li ignora colpevolmente.

Leggi tutto in esclusiva per Latinoamerica.

Álvaro Uribe e George Bush vogliono Ingrid Betancourt morta

_44469444_ecu1Il fatto saliente della crisi andina non sono i carrarmati. Il fatto politico saliente è che la Colombia (con la qualificata eccezione degli Stati Uniti) è completamente isolata nel continente. Ed è completamente isolata perché l’ha fatta grossa. Dal Cile al Brasile tutti temono la volontà di escalation militare e il tentativo di incendio della regione voluto da Bogotà ed esprimono tale preoccupazione alla OEA. L’altro fatto politicamente saliente è che, come avevamo anticipato già una settimana fa, il presidente colombiano Álvaro Uribe e quello statunitense George Bush stanno mettendo in atto una strategia che impedisce deliberatamente la liberazione dei sequestrati delle FARC, a partire da Ingrid Betancourt, e anzi ne auspica la morte.

Adesso è tutto chiaro. Secondo quanto ha denunciato il presidente ecuadoriano Rafael Correa le trattative con le FARC per portare alla liberazione di Ingrid Betancourt erano ad un passo dal raggiungere l’obbiettivo. Ha rincarato la dose il portavoce del Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner: “Álvaro Uribe era a conoscenza del fatto che Raúl Reyes [che appena poche ore prima aveva parlato con il ministro stesso], era il mediatore (come già lo fu per anni nell’epoca di Pastrana)”, ed è per questo che si è preso il rischio di una crisi internazionale uccidendolo.

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Fidel Castro, scusate se riciclo anche io

b52_01 M’hanno telefonato perfino da una radio argentina per sapere che ne pensavo di Fidel. A parte l’Argentina, con tutti quelli che mi hanno chiamato dall’Italia mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. E’ che non ho altro da aggiungere sulla Storia, e non ho la palla di vetro sul futuro. Annoto che Omero Ciai consiglia i cubani: “come prima cosa rompete con Hugo Chávez” e penso che il troiaio che gira intorno ai fuorusciti di Miami non sia una cosa seria.

Con una punta di presunzione, quello che dovevo dire su Fidel l’ho scritto già nel suo coccodrillo, che anche questa volta non servirà e che ripropongo di seguito. Noto che nell’articolo parlavo di 300 prigionieri politici. Nel frattempo, nel “gulag tropicale”, questi, secondo Amnistia Internazionale, sono diminuiti a 54. Sono sempre 54 di troppo ma sono sempre meno del 10% dei prigionieri politici detenuti a Cuba. Il 90% dei prigionieri politici a Cuba (salvo una dozzina) non sono mai stati incriminati di alcun delitto, e non hanno mai visto un avvocato. Quei 600 disgraziati stanno a Guantanamo e sono prigionieri politici del governo degli Stati Uniti d’America.

Fidel Castro; appunti per un coccodrillo che per ora non servirà – articolo del 2 agosto 2006

Si poteva scommettere che oggi Pierluigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, avrebbe usato le parole “satrapo” e “satrapia” con l’aggiunta dell’aggettivo “tropicale” per definire Fidel Castro e la Rivoluzione cubana. Che noia! Che superficialità di analisi (sic!) per il principale quotidiano italiano! Ci si domanda perfino che titoli abbia Pierluigi Battista per scrivere di America Latina se non riesce ad esprimere altro che una sequela di termini come “satrapo”, “gulag tropicale”, “dittatore sanguinario”. Forse scriverli costituisce un titolo di merito in certi ambienti, ma tali termini non contribuiscano in nulla a spiegare 47 anni di Rivoluzione a Cuba. Stantie, schematiche, scontate, soprattutto colpevolmente autoreferenti, appaiono tutte le analisi sulla Rivoluzione cubana, soprattutto da quella sinistra che nel condannare sempre e comunque Cuba vede una comoda maniera di emendare il proprio peccato originale.

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Se Hugo Chávez persegue la pace in Colombia allora è un terrorista

pintada_bush_terrorista Venticinque autorevoli parlamentari statunitensi, in maggioranza del Partito repubblicano di quel paese, ma anche del Partito democratico, hanno chiesto l’inserimento del Venezuela nella lista degli stati terroristi. Ogni coincidenza con il contenzioso con la Exxon-Mobil, del quale abbiamo dato conto qui, non è casuale. Ma c’è anche altro.

Dall’11 settembre 2001 in avanti, una delle pratiche sinistre della “guerra al terrorismo” è stata quella della lista nera delle organizzazioni e paesi considerati terroristi dal governo Bush. La lista, lungi dal raggiungere successi contro alcuno dei soggetti inclusi, ma producendo guasti come la spaccatura in due e la ghettizzazione della Autorità nazionale palestinese, si è rivelata essere un del tutto arbitrario elenco dei nemici personali di George Bush, dell’ideologia neoconservatrice e delle lobby che la supportano. Lo testimonia l’inserimento nella lista nera dei terroristi dei movimenti indigeni latinoamericani che da solo squalifica l’intera pretesa di classificare il mondo tra buoni e cattivi.

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Horacio Verbitsky: Stato e Chiesa in Argentina

Il grande giornalista e saggista Horacio Verbitsky, sul quotidiano Página12 del 3 febbraio 2008, riepiloga la storia dei controversi rapporti fra Stato e Chiesa in Argentina, traendo spunto da due notizie: respinta dal Vaticano la nomina di un ambasciatore divorziato; il Congresso dispone lo scioglimento del Vescovato castrense.

Qui un estratto dell’articolo dal titolo «Assalto alla modernità».

L’ambasciata argentina presso il Vaticano resterà vacante per quattro anni e in una legge il Congresso disporrà lo scioglimento del vescovato militare. Allo stesso tempo, il governo nazionale cercherà di mantenere relazioni di mutuo rispetto con l’Episcopato argentino, che non ha preso parte alla decisione vaticana di ricusare il placet all’ambasciatore Alberto Juan Bautista Iribarne, amico personale di uno dei vescovi più influenti del paese e figlio di un pio ufficiale dell’esercito. Il piccolo stato di 821 abitanti, nato a seguito dei patti lateranensi che Pio XI e Benito Mussolini firmarono nel 1929, ha fatto sapere che non lo accetterà perché prima di coniugarsi con María Belén Trigo, nove anni fa, divorziò da Inés Urdapilleta, che ha spiegato invano quanto sia un buon padre suo marito. I vescovi locali non sono intervenuti neppure nella crisi che si è sviluppata dal febbraio del 2005 quando il vescovo castrense Antonio Baseotto ha suggerito di comporre le divergenze con la politica sulla Salute del ministro Ginés González García gettandolo in mare con una pietra al collo.

La bocciatura vaticana di Iribarne e le sue prevedibili conseguenze faciliteranno la posizione belligerante contro il governo del presidente della Chiesa argentina Jorge Bergoglio, e renderanno più duro l’impegno dei vescovi “dialoghisti”, come gli altri membri della Commissione Esecutiva, Agustín Radrizzani e Sergio Fenoy, ed il responsabile politico del Episcopato, Alcides Casaretto, che non vedono la convenienza né l’ineluttabilità di una frattura, specialmente alla luce dei reiterati segnali di buona volontà espressi dalla presidente Cristina Fernández Kirchner.

Quando il Senato assentì per la designazione di Iribarne, il nunzio apostolico Adriano Bernardini indagò presso diversi funzionari del Cerimoniale e della Segreteria del Culto sulla vita privata dell’ambasciatore. L’occasione gli si presentò grazie alla insolita omissione dello stato civile nel curriculum vitae del funzionario. Il nunzio si interessò prima della situazione matrimoniale di Iribarne quindi delle sue convinzioni: “È sposato? È cattolico?”, domandò.

Quando si stava profilando la possibilità del rifiuto, la presidente Cristina Fernández Kirchner prese in esame due alternative: lasciare l’ambasciata nelle mani del plenipotenziario Hugo Gobbi, un diplomatico designato dall’ex presidente Raúl Alfonsín, o scegliere un nuovo candidato e sottoporlo allo scrutinio di Benedetto XVI e ai suoi dicasteri romani. La prima strada era la più semplice: l’ambasciata in Vaticano ha funzioni solo protocollari, dato che il pilastro delle relazioni bilaterali è

il nunzio apostolico nel paese. Un ostacolo alla seconda possibilità era la riduzione dell’universo delle alternative: quattro milioni di cittadini convivono come Iribarne con una persona fuori dal matrimonio. Secondo il censimento del 2001, 14,5 milioni di abitanti con più di 14 anni vivono in coppia ma solo10,6 milioni sono sposati. Significa che il 27% della popolazione adulta argentina rientra nella categoria degli indesiderabili per la sede apostolica. Questo aiuta a capire la posta in gioco in questo episodio: la bocciatura di Iribarne è un’impugnazione confessionale agli stili di vita che con libertà i cittadini argentini scelgono. Nessun governo che si rispetti può accettare un simile anatema, tanto meno uno come quello di Cristina Fernández Kirchner le cui proposte di riforma alla legge del registro delle persone fisiche intendono democratizzare la vita quotidiana indipendentemente dal sesso o dallo stato civile. Un ipodotato con microfono ha accusato il governo con uno straordinario paragone: la nomina di un divorziato a Roma equivarrebbe a quella di un nazista in Israele!

Per evitare fraintendimenti il governo ha fatto sapere che non ci sarebbe stata una seconda nomina. Lo stesso messaggio fu trasmesso a Roma e a Buenos Aires dall’ambasciatore uscente, Carlos Custer, al sostituto della Segreteria di Stato vaticana per le relazioni generali, Fernando Filoni e dal segretario del Culto, Guillermo Oliveri, al nunzio Bernardini. Entrambi i prelati stabilirono nel contorto linguaggio delle insinuazioni che il nullaosta a Iribarne non era impossibile ed esplorarono

due ipotesi: che l’ambasciatore accettasse l’esclusione di sua moglie da qualunque attività cerimoniale, secondo il modello che il Vaticano impose alla moglie dell’ex presidente messicano Vicente Fox durante una visita al Papa, e che il governo negoziasse la situazione del Vescovato militare. Entrambe le proposte furono declinate, una da Iribarne, che non era disposto ad accettare una tale iniquità, e l’altra dal governo: una situazione non poteva condizionare l’altra e la designazione di Iribarne aveva il proposito di sciogliere quel nodo perché, a differenza di Custer che è un uomo di Chiesa, l’ex ministro risponde al governo di cui faceva parte.

Da Lafitte a Baseotto

Il vicariato militare fu creato nel 1957 per decreto dei dittatori Pedro Eugenio Aramburu e Isaac Francisco Rojas, convertito nel 1992 in vescovato militare per decreto di Carlos Menem. Questi decreti ufficializzarono i rispettivi accordi negoziati con la Santa Sede, durante i pontificati di Pio XII e di Giovanni Paolo II. Il Congresso non li ratificò mai, in virtù della sua piena facoltà (art. 64 della Costituzione del 1853, art. 68 di quella del 1949 e 75 della vigente) di “approvare o respingere” i “concordati col Soglio Pontificio” o con la Santa Sede secondo la variabile terminologia.

Per imposizione di Aramburu e Rojas il primo titolare del vicariato castrense fu l’arcivescovo di Córdoba Fermín Emilio Lafitte, organizzatore dei comandos civili che realizzarono il golpe militare che nel 1955 depose il presidente Juan Perón.

Pio XII trasmise a Lafitte una orazione perché fosse recitata dai militari argentini, i quali venivano definiti come soldati cristiani. “Sotto le bandiere di una nazione dalla fulgida storia e dalla integra tradizione cattolica vegliamo affinché non sia alterato l’imperio della legge e della giustizia e assicuriamo l’ordine e la pace che sono indispensabili perché la Patria viva tranquilla”, diceva. Il pontefice convalidava così il ruolo poliziesco che raggiunse la sua forma estrema con le fucilazioni del giugno del 19561. Nei due decenni seguenti questa deriva della loro missione devasterà le Forze Armate e, attraverso esse, la Nazione argentina. I successori di Lafitte fra il 1959 e il 1981, Antonio Caggiano e Adolfo Tortolo, furono presidenti della Conferenza Episcopale ed ebbero allo stesso tempo una importanza fondamentale nell’inculcare agli ufficiali delle Forze Armate la dottrina della sicurezza nazionale, nella sua versione francese della guerra controrivoluzionaria, che fu applicata con tragici risultati a partire dal 19762. Nel 2002, su richiesta del senatore Duhalde, il Vaticano designò come vescovo castrense Antonio Baseotto, che in visita presso la Corte Suprema di Giustizia chiese ai componenti di fermare i processi per le violazioni dei diritti umani. Nel febbraio del 2005, in seguito alla lettera di Baseotto a Ginés González García3, il Potere Esecutivo sollecitò il Vaticano perché designasse un altro vescovo castrense. Di fronte alla risposta negativa, Kirchner firmò il decreto di cessazione come Segretario di Stato, nel quale sostenne che quella metafora evocava i voli della morte. Baseotto rispose provocatoriamente che non gli constava che fossero esistiti i voli della morte durante “la famosa dittatura”, benché il suo segretario nel vescovato era il capitano di fregata Alberto Angel Zanchetta, che come cappellano della ESMA4, placava con le parabole bibliche sulla separazione fra il grano e la gramigna i rimorsi dei militari che rientravano dalle macabre operazioni5.

Il trattato in vigore stabilisce che l’incarico è definito dal Papa, con l’accordo del Presidente, ma non dice nulla sui meccanismi di rimozione. Mentre il governo nazionale intendeva che chi dà l’assenso può pure ritirarlo, il Vaticano sostenne che la rimozione di un vescovo non compete al potere temporale.

L’ostinazione del vaticano a mantenere Baseotto per due lunghi anni, finché non sopraggiungesse l’età fissata per la giubilazione ecclesiastica, riaprì il mal richiuso capitolo della condotta della gerarchia cattolica durante gli anni del terrorismo di Stato, con grande fastidio dell’Episcopato che avrebbe preferito venisse dimenticato. Il 18 novembre scorso L’Osservatore Romano pubblicò un reportage sul cardinale Bertone, che al rientro dall’Argentina disse che i media avrebbero dovuto occuparsi meno del ruolo della Chiesa nei governi militari e più dell’epopea missionaria. Per il segretario di Stato la denuncia delle violazioni dei diritti umani e delle regole democratiche è legittima, però è più importante e istruttivo dare spazio a un bosco che cresce che a un albero che cade benché faccia più rumore. Concluse che non solo “i cosiddetti governi militari” mancano di democrazia, perché anche altri eletti dal voto popolare “si trasformano in vere dittature”, “lesive dei diritti degli organismi intermedi, che sono l’humus della democrazia”.

Nel marzo dello scorso anno la senatrice frentevictoriana6 Adriana Bortolozzi, moglie dell’ex governatore di Formosa Floro Bogado, presentò un progetto di legge che impugna il trattato del 1957 e i suoi emendamenti del 1992 e dispone la cessazione nelle loro facoltà del vescovo castrense, i suoi cappellani, i sacerdoti militari delle tre Forze Armate e delle forze di sicurezza. I membri delle Forze Armate e di sicurezza godranno della libertà di professare la loro religione e non potranno essere obbligati a partecipare a cerimonie liturgiche in atti ufficiali, così come accade nel vicino Uruguay da un secolo. Nell’agosto del 2007, Bernardini chiese per iscritto al governo che il disegno di legge “non procedesse” e sostenne che l’annullamento unilaterale di un accordo bilaterale redatto dalle norme internazionali “non sarebbe nell’interesse di nessuna delle parti”. Al suo posto propose di trovare una soluzione amichevole, compatibile col diritto alla libertà di religione e nel “pieno rispetto della laicità dello Stato e della libertà di culto di quanti nelle Forze Armate non appartengono alla Chiesa cattolica”. Citò nella nota un discorso sulla stabilità dell’ordine giuridico pronunciato da Cristina Fernández Kirchner durante la campagna elettorale. Il governo tenne in conto questa offerta, però quando comunicò che era disposto a formare una commissione che studiasse i passi da seguire per la conclusione dell’accordo, il Vaticano fece sapere che era disposto ad ammettere una struttura minima e persino la designazione dei cappellani di altre confessioni, ma non la dissoluzione del vescovato militare. Questa somma di rifiuti chiude il cammino per la soluzione consensuale. Che i membri delle Forze Armate e di sicurezza pratichino il culto di loro preferenza nei templi vicini al loro domicilio, come gli impiegati, le parrucchiere e i cartoneros, è coerente con le proposte del governo di integrazione militare, demolendo ciò che rimane dei muri che isolano questo microcosmo dal resto della società

1Sulle esecuzioni sommarie del giungo 1956 vedi: Rodolfo Walsh “Operazione massacro” Sellerio editore.

2Anno del golpe militare capeggiato dal generale Videla che instaurò la dittatura durata fino al 1983.

3Il ministro della salute che il vescovo castrense auspicò venisse gettato in mare con una pietra al collo (vedi sopra)

4La famigerata Scuola di Meccanica della Marina, centro clandestino di detenzione e tortura durante la dittatura militare, oggi Museo della Memoria.

5I voli della morte: l’orrenda pratica con cui gli oppositori della dittatura venivano gettati vivi dagli aerei dell’aviazione militare nell’oceano o nel fiume Riachuelo, illustrati dallo stesso Verbitsky nel volume “Il volo. Le rivelazioni di un militare pentito sulla fine dei desaparecidos” Feltrinelli. Sul ruolo della Chiesa nel golpe militare in Argentina vedi: Horacio Verbitsky: “L’isola del silenzio” Fandango Libri, 2006.

6Frente para la Victoria: partito politico fondato da Néstor Kirchner nel 2003.

I muri nella testa

Ho apprezzato molto l’articolo su Gaza che Saretta Marotta ha donato a Giornalismo partecipativo e che potete leggere qui. Conoscendo quei luoghi posso più che immaginare quelle decine di migliaia di palestinesi sciamare nei mercatini di Rafah, contenti di esserci, quasi di sgranchirsi le gambe in quell’ora d’aria loro concessa dalla colpa collettiva di esistere. Posso immaginarne odori e sapori e immagino anche la polizia egiziana rimandarli indietro di controvoglia, quasi chiedendo per favore.

Immagino questo muro che si abbatte pacificamente e che si fa perfino ricostruire pacificamente e penso a quanto impudica è la disparità che l’Occidente mette nel celebrare l’abbattimento di un muro.

Anzi, del momentaneo abbattimento del muro di Gaza si è allarmato: entreranno armi, va ristabilito l’ordine.

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Rutelli condanna a morte i gay cubani, Cuba no!

La reazione di Mariela Castro, direttrice del Centro cubano di educazione sessuale, alle esternazioni del vicepremier che ha accumunato Teheran all’Avana sulla pena capitale contro gli omosessuali. “Se fosse per me – dice la Castro – la abolirei dal pianeta”. E comunque a Cuba essere omosessuali non è un reato. Tantomeno punito con la pena di morte

Emanuele Giordana da Lettera22

“Francesco Rutelli ha condannato a morte i gay cubani. Cuba no”. La risolve con una battuta in un largo sorriso Mariela Castro. Ma l’arrabbiatura è forte davvero. Qualche giorno fa il vicepresidente del consiglio si è lasciato andare a un’esternazione dove ha abbinato Cuba e Iran in merito alle condanne a morte contro i gay. “Ho letto di questo afflato missionario per liberare dal rischio della pena capitale i gay iraniani e cubani. Mi sono sorpresa perché un uomo che ha una tale responsabilità pubblica dovrebbe informarsi prima di parlare pubblicamente. Informarsi bene. Forse non sa, non solo che a Cuba l’omosessualità non viene punita dalla legge, ma che in parlamento giace una proposta di “unione legale” che darà agli omosessuali gli stessi identici diritti che hanno gli eterosessuali quando vi è un’unione consensuale fuori dal matrimonio. A sentire le vostre associazioni gay, mi pare di capire che in Italia c’è molto dibattito e proteste proprio su questo argomento. Insomma mi pare che da voi ci sia molta insoddisfazione tra gay, lesbiche e transessuali. Forse il signor Rutelli dovrebbe occuparsi degli italiani. Dei cubani già ci stiamo occupando noi”.
Mariela Castro è la direttrice del Cenesex, il Centro cubano di educazione sessuale che, da diversi anni (era diretto da sua madre) si batte per far avanzare la battaglia sui diritti. L’occasione per parlarne è un incontro, ospitato dalla provincia di Firenze e organizzato dal Programma per lo sviluppo dell’Onu (Undp) che ha per oggetto il “rispetto delle differenze”
Una battaglia che non incontra difficoltà?
Certo che ne incontra, come ovunque e soprattutto in società contrassegnate da “machismo” e da scarso rispetto delle diversità. Così a Cuba e così mi pare in Italia. Ma i successi ci sono. Ereditammo il codice spagnolo che puniva gli omosessuali che “davano scandalo” pubblico, ma che comunque non prevedeva per loro la pena capitale: ma con la Rivoluzione, il movimento femminile negli anni Ottanta cominciò una vera e propria lotta che ha cambiato la cultura cubana. Già dal ’79, ad esempio, i transessuali sono in carico al sistema sanitario nazionale C’è ancora molto da fare certo ma stiamo lavorando: adesso è in corso una campagna di educazione sessuale attraverso la stampa e facciamo pressione sui parlamentari con la nostra rivista e le nostre raccomandazioni (a marzo la Giunti pubblicherà una guida per adolescenti del Cenesex dove si parla apertamente di omosessualità ndr)
Ad esempio?
Miriamo a una cultura sempre più aperta verso omosessuali, bisessuali, transessuali. E’ già stato approvato che le operazioni chirurgiche richiesta da trans saranno a carico dello stato
Le reazioni?
Positive secondo i sondaggi anche tra leader religiosi, intellettuali, la gente in generale. Prima della rivoluzione, Cuba era una società razzista e maschilista ma le leggi sono andate nella direzione di una vera pari opportunità rispettosa della diversità
La nuova legge sui diritti delle coppie omosessuali?
Alcuni pensano che potrebbe passare per decreto ed essere poi approvata dal Consiglio di stato. Altri che se ne debba occupare il parlamento. Preferirei questa seconda opzione. E’ importante che cambiamenti importanti siano oggetto di dibattito e larga condivisione
Torno alla pena capitale. A Cuba è in vigore
L’ultimo caso è di diverso tempo fa e riguardava un attentato alla sicurezza dello stato. Ma se mi chiede la mia opinione personale, ritengo che dovrebbe sparire dalla legislazione dell’intero pianeta. Ma tante altre cose devono cambiare. Deve essere condannato anche il terrorismo di stato e i paesi che ne invadono altri.

Chi è Gennaro Carotenuto

Gennaro Carotenuto

Gennaro Carotenuto insegna Storia dell’Europa contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata. Laureato in Storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca in Storia contemporanea all’Università di Valencia, Spagna, è stato prof. invitato in università di Uruguay, Cile, Venezuela, Tunisia. Da luglio 2012 è in fellowship presso l’Institut des Hautes Etudes de l’Amérique latine dell’Università Parigi III (Sorbonne Nouvelle).

Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa di Torino, La Jornada di Città del Messico. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha.

Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano. Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM. Nel 2009 Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Peacereporter e Posada Carriles: da scagionato torna terrorista in libertà. Meno male!

Prendo atto con piacere che la redazione di Peacereporter a passo di carica ha ritenuto opportuno sanare la situazione scandalosa da me segnalata stamane. Lo ha fatto con un articolo della brava Stella Spinelli che ristabilisce la verità e la decenza informativa sul caso del terrorista Posada Carriles.

Mi ha incuriosito che Peacereporter ha scelto di farlo replicando al mio scritto di stamattina (prelevato e trasformato in una intervista) nel quale denunciavo intenzionalità e pretestuosità del mostruoso testo da loro pubblicato stamane. Se è stata una forma di … Leggi tutto

Luís Posada Carriles prosciolto da cosa? – la doppia morale di Peacereporter

Leggo una breve su Peaceroperter e sobbalzo. Il terrorista Luís Posada Carriles è stato prosciolto da ogni accusa. Ma è un altro caso di manipolazione informativa sfacciata, al quale si presta una volta di più Peacereporter. Leggiamola e commentiamola perché è una perla: … Leggi tutto