Gli articoli con tag: " terrorismo di stato "
Guerra al terrorismo o nuovo maccartismo?
Il 18 aprile scorso Hernando Calvo Ospina si trovava sul volo Air France n. 438 partito da Parigi e con destinazione Città del Messico, quando a cinque ore dall’arrivo il comandante dell’aereo informava i passeggeri che su disposizioni degli apparati di sicurezza del governo degli Stati Uniti non erano stati autorizzati a sorvolare lo spazio aereo di quel paese in quanto a bordo si trovava una persona non gradita per “motivi di sicurezza nazionale”. Praticamente un terrorista, secondo l’uso in voga del termine.
Dopo uno scalo tecnico in Martinica per il rifornimento di carburante, e soltanto dopo essere ripartiti da Fort de France, il sig. Calvo Ospina è stato informato dai membri dell’equipaggio che il “terrorista” sulla cui identità tutti i passeggeri del volo, egli compreso, si stavano interrogando, era proprio lui.
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
Víctor Polay Campos: una vita spesa nella guerra all’ingiustizia

di Marinella Correggia, Annalisa Melandri
“Il Manifesto”, 10 settembre 2009
«Ora soluzione politica»
Intervista dal carcere del Callao, dove è sepolto vivo da quasi 20 anni, a Víctor Polay, leader dell’Mrta, il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. «La nostra lotta era giusta e non è stata vana. Ma il tempo delle armi è finito: in Perú e in una America latina che va vista con speranza e ottimismo»
su http://www.gennarocarotenuto.it
Lettera (e risposta) a Giulietto Chiesa
Caro Giulietto,
leggo con sorpresa una lettera di tale Francesco Tronci sia sul tuo sito che su Megachip, con annessa risposta non firmata e quindi che presumo tua. Senza aver letto nulla di mio, lo dichiari, prendi per buona la versione data da questa persona e mi lanci una serie di accuse gravi che essendo evidentemente generiche non mi colpiscono ma mi obbligano a una richiesta di rettifica.
Devo infatti dedurre che se ti inviassi una lettera nella quale scrivessi “Chiesa è delirante”, “Chiesa è in malafede”, “Chiesa è fuori di testa”,“Chiesa è complice”, Chiesa è ridicolo” e tu non la pubblicassi sul TUO sito personale, io avrei buon diritto a concludere “Giulietto Chiesa, agente del Mossad, censura”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Donne, uomini e soldati
Il coraggio e la fermezza di una ragazza palestinese che ferma la guerra e le armi, non ha bisogno di tante parole.
Basta questo breve video per capire da che parte sta la resistenza e l’affermazione della Vita. … Leggi tutto
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Sugli schedatori di professione, il sesso di Carotenuto (sic) e l’antisemitismo
Sento la necessità di elevare al rango di post quanto ho inserito come commento qui.
Il qui presente Gennaro Carotenuto vuole affermare che è stufo marcio di essere messo alla gogna da giorni. Di essere insultato in forma anonima e pubblica, del vedersi dato dell’ "infiltrato", del "manipolatore", di essere "pagato dagli ebbbrei", di "essere complice dei massacratori" e potrei continuare a lungo.
Sfido chiunque a trovare in questo sito una sola parola che non condanni il terrorismo di Stato israeliano.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
FLAICA-CUB – A quando la notte dei cristalli?
Tale Giancarlo Desiderati, segretario provinciale della FLAICA-CUB di Roma, che si definisce sindacato di base dei lavoratori dell’agroindustria e commercio, avrebbe dichiarato a “Repubblica” di avere già stilato “una lista di oltre tre pagine di negozi ebrei” dei quali invita al boicottaggio.
Il sito della Flaica smentisce l’esistenza di una lista di negozi ebraici romani e ci auguriamo che come molte altre volte sia il quotidiano romano a sbagliare. Ma il caso appare di una gravità tale da essere ineludibile dirimerlo chiaramente.
Sul sito della FLAICA il testo esatto del comunicato non si trova, se ne trova solo una smentita parziale che nella sostanza conferma tutta la gravità dei fatti. Molte fonti in rete, tra le quali un comunicato congiunto di ripulsa della CGIL-CISL-UIL, hanno esplicitamente esaminato un volantino intitolato inequivocabilmente “saldi sporchi di sangue” che quindi colpevolizza senza alcun dubbio né tergiversazione possibile i commercianti italiani per quanto avviene a Gaza, distribuito dall’organizzazione (rossobruna) in questione, fanno sì che sia molto improbabile che “Repubblica” menta sul dettaglio della lista di proscrizione e sulla gravità del fatto che un sindacato considerato di sinistra con tanto di bandierone della pace sul sito, scriva cose come:
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Guido Piccoli a Ingrid Betancourt: anche le vittime del terrorismo di Stato meritano rispetto
Questo è il testo dell’intervento di Guido Piccoli a Bologna nell’incontro con Ingrid Betancourt di stasera.
Vi ringrazio per questo invito E’ un’emozione avere al fianco Ingrid Betancourt. Ho cominciato a conoscere, amare e scrivere di Colombia alla fine degli anni Ottanta ai tempi di Pablo Escobar.
Tutti allora, dai giornali agli amici, mi chiedevano di Escobar, di scrivere su di lui… se l’avessi incontrato. Un mito negativo. Il male.
Dopo quasi 20 anni, con Ingrid, dal male siamo passati al bene. E’ l’unico miglioramento che vedo però.
Credo che faremmo un gran torto ai colombiani, e anche a Ingrid, se l’obiettivo fosse stretto solo su di lei e la Colombia rimanesse, dietro di lei, un paese incomprensibile.
Guido Piccoli su http://www.gennarocarotenuto.it
Quelle “vite degli altri” in Colombia accusano la nostra stampa
Archiviato in: America latina, Diritti umani, Disinformazione, Guerre infinite, Media, Politica internazionale, Primo piano
La storia dei “falsi positivi” in Colombia, della quale diamo conto oggi per Latinoamerica (e non è la prima volta), è una di quelle che dovrebbe provocare una sollevazione morale nella stampa e nell’opinione pubblica. Anche italiana, visto che ha saputo commuoversi per la storia a lieto fine di Ingrid Betancourt.
Il presidente colombiano Álvaro Uribe, il politico latinoamericano più amato dalla stampa internazionale, ha causato la morte di almeno 1.157 persone innocenti, completamente estranee alla guerriglia, perché la logica della “guerra al terrorismo” post 11 settembre pagava un tanto per ogni cadavere.
Così centinaia di cittadini inermi sono stati sequestrati dall’esercito, assassinati, quindi rivestiti con una tuta mimetica con il simbolo della guerriglia delle FARC per permettere agli assassini di passare all’incasso. Omicidi pagati dallo Stato colombiano e, al di sopra di questo, dal governo degli Stati Uniti.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Terrorismo di Stato in Colombia: scoppia lo scandalo dei falsi positivi
L’abitudine dell’esercito colombiano di prendere inermi contadini (almeno 1.157 in cinque anni, 2.000 secondo le ONG), ammazzarli e da morti farli passare per guerriglieri delle FARC per rispettare gli obbiettivi di produttività (sic) voluti dagli Stati Uniti ed incassare così i soldi del Plan Colombia, arriva finalmente in prima pagina e chiama in causa Álvaro Uribe.
Miller Andrés Blandón era un ex-tossicodipendente che si guadagnava da vivere in un parco pubblico facendo la statua umana. Un giorno a lui e altre persone che vivevano nel parco, fu offerto un lavoro come raccoglitore di caffè. Accettò, insieme ad altri due.
Il giorno dopo i giornali locali annunciarono un nuovo trionfo per l’esercito di Álvaro Uribe nella lotta al terrorismo: la morte in combattimento di tre guerriglieri, Miller Andrés Blandón e i due clochard senza nome.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Francesco Cossiga terrorista di Stato. Reo confesso dell’omicidio di Giorgiana Masi
Sono gravissime le ultime dichiarazioni di Francesco Cossiga. Ma credo che sia ancor più grave banalizzare o fare della semplice ironia su di esse o sulla sanità mentale di chi le ha rilasciate.
Grave e pericoloso. Giorgiana Masi è morta proprio applicando la “dottrina Cossiga”, un giorno di maggio del 1977. Aveva 19 anni. La stessa età dei ragazzi che in questi giorni stanno riempiendo le strade e le piazze di tutta Italia.
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
A un quarto di secolo dalla fine della dittatura militare in Argentina, è stata fatta giustizia?
La responsabilità penale italiana del genocidio
Le ultime sentenze: le condanne per il “massacro di Fatima” e quella dell’ex-generale Menendez
«L’11 ottobre 1976, quando avevo 17 anni, ci hanno bloccato per la strada, ci hanno infilato una busta in testa e ci hanno sequestrato – racconta Fatima Cabrera con la voce tremante – hanno messo Patricio nel portabagagli della macchina, a me hanno piazzato sul sedile di dietro fra due dei sequestratori. Ci hanno portato al commissariato di zona, ci hanno picchiato a sangue e poi sempre con gli occhi bendati ci hanno condotto alla Centrale della polizia di Buenos Aires (oggi Sovrintendenza degli interni). Lì sono stata torturata tutta la notte e mentre soffrivo… potevo ascoltare le grida di tante altre persone che stavano subendo i miei stessi supplizi». Così ricorda ancora oggi una delle poche persone sopravvissute alle torture inflitte nei circa 520 campi di detenzione clandestina sparsi in tutta l’Argentina a partire dai primi anni ’70 e fino alla fine della dittatura militare. … Leggi tutto
Barbara Meo Evoli su http://www.gennarocarotenuto.it
Ospiti FAO: gli amici degli amici
Archiviato in: Clima, energia, scienza, Consumi, Diritti umani, Globalizzazione, Politica internazionale, Problemi globali
Mi piace poco Robert Mugabe (violatore dei diritti umani e dittatore) e ancora meno Mahmud Ahmadinejad (violatore dei diritti umani, razzista, sessista, antisemita, ma non dittatore). Qualcuno mi spiega che differenza sostanziale c’è rispetto a (ne scelgo uno dal mazzo) Hosni Moubarak?
Quasi trent’anni di stato d’emergenza, carceri piene, torture, desaparecidos, terrorismo di stato e un popolo affamato sono il bilancio del Faraone dittatore. Eppure i primi sono paria e il secondo è ospite d’onore a Roma.
Stranamente chi più si agita è Londra. Stranamente la mafia britannica (loro lo chiamano british government) ha ottimi rapporti con il dittatore egiziano (è da quando fecero cadere Nasser che gli interessi inglesi sono sacri in Egitto) ma ne ha di pessimi con gli espropriatori di proprietà di sudditi della regina (di latifondi l’africano, di imprese petrolifere il persiano o chi prima di lui).
E fanno un gran parlare di diritti umani…
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Alver Metalli nasconde la verità di Hollman Morris sulla Colombia
Si può far credere di far luce su notizie negate e invece prestarsi a fare informazione di regime? Si può dare spazio ad un giornalista scomodo come il colombiano Hollman Morris (nella foto) continuamente minacciato di morte e che vive sotto scorta e omettere strumentalmente di fargli dire da chi è minacciato? Si può qualunquisticamente dire che sono tutti colpevoli e quindi che nessuno è colpevole?
Sì, si può fare come fa Alver Metalli sull’America latina causando danni gravi, di credibilità e d’immagine al servizio pubblico di Radio RAI e alla trasmissione Pianeta Dimenticato. Alverito Metalli è già noto ai lettori di Giornalismo partecipativo per un gravissimo servizio nel quale dava spazio a tesi corrive con la dittatura militare argentina dei 30.000 desaparecidos, tendenti a bloccare in ogni modo i processi per crimini contro l’umanità. La denuncia partita da questo sito ebbe immediate conseguenze, trovando sensibili sia il direttore che il vicedirettore della testata, Antonio Caprarica e Gianfranco d’Anna.
Metalli ci riprova oggi in maniera perfino più subdola, con la Colombia,
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Altri quattro militanti del MOVICE assassinati in Colombia dai paramilitari
Un gruppo paramilitare ha assassinato quattro indigeni colombiani del popolo Awa nell’estremo sud della Colombia, alla frontiera con l’Ecuador. Lo denuncia il "Comité Permanente por la Defensa de los Derechos Humanos (CPDH)" che afferma che il massacro è stato compiuto sabato scorso a Vegas Changü, nelle montagne di Ricaurte, nel dipartamento di Nariño, in una delle zone di maggiori combattimenti tra la guerriglia delle FARC e l’esercito.
Gli indígeni Alonso Rosero Moreano (29 anni), Johny Sotelo Rosero (22 anni), Paulino Fajardo Marín (19 anni) Manuel Antonio Rosero, 29 anni, docente nell’Instituto Educativo di Magüí Payán, sono stati prelevati da uomini incappucciati ed armati pesantemente, sono giunti nel villaggio con una lista di nomi, li hanno presi e assassinati sul posto a colpi di fucile.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

