Wednesday 08 February 2012, 21:20

Gli articoli con tag: " Televisa "

Bicentenario messicano: va in scena il passato

MUSEO MEXICO en tus Sentidos Inaugurata nello Zócalo di Città del Messico dal presidente Felipe Calderón la grande mostra fotografica “México en tus sentidos” che dà il via alle grandi iniziative previste per il bicentenario del paese e realizzata da Willi Souza in una struttura metallica costruita dall’architetto Sordo Madaleno. “Poesia visuale con tecnologia” viene definita. È la prima occasione per capire come il paese ufficiale (e Televisa che sponsorizza) vuole presentare sé stesso a cento milioni di messicani ed al mondo intero. È meravigliosa, ma per celebrare il bicentenario offre un Messico ad una dimensione: il passato, il folklore, la tradizione, perfino la colonia. Si cancella il XX secolo in un paese che guarda al futuro con angoscia.

CITTÀ DEL MESSICO Lo spazio espositivo è di prim’ordine. Occupa uno spazio di circa un quarto dell’enorme piazza dello Zócalo, il cuore del paese, e appare come una sorta di gigantesca piramide arancio e nera in due navate preispaniche nella forma ma modernissime nella concezione. Dopo una congrua coda, quando la mostra si chiuderà l’avranno vista in milioni, si accede nella sequenza di sale che compongono la grande esposizione.

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Messico: la recita che i media nascondono sul virus

mascarita In Messico quella che noi chiamiamo “mascherina” si chiama anche “tappabocca”. E i messicani, che in 5.000 anni di rigogliosa storia ne hanno viste di carestie, guerre ed epidemie indotte, fin da quella dei conquistadores, non hanno perso né la capacità di riflettere né la lingua tagliente e non si fanno tappare la bocca neanche dalla presunta nuova pandemia. A Città del Messico, poco dopo la scossa di terremoto dell’altro giorno girava (ovviamente di bocca in bocca) una battuta fulminante: “Cos’ha detto il Messico all’influenza? Uuuhhh, guarda come tremo”.

Oramai sembra evidente che i numeri delle prime ore, complice l’effetto valanga del sistema mediatico mainstream locale (Azteca e Televisa, un duopolio privato che il nostro a confronto è zucchero) e internazionale, erano stati gonfiati e i morti, che per un breve momento erano saliti per bocca dello stesso presidente Felipe Calderón a 159, sono stranamente precipitati ad appena una ventina.

Una ventina concentrati un una megalopoli di venti milioni di abitanti, dove una dozzina di decessi vengono dai quartieri più poveri e in un contesto dove qualunque influenza che si rispetti fa un numero di vittime ben maggiore. Dopo l’antrace e l’aviaria anche la suina, ribattezzata influenza A o H1N1 per neutralizzarne il nome (si dice su ordine della multinazionale della carne suina Smithfield Food Inc.), sta retrocedendo dalla categoria di “pandemia” a quella di psicosi indotta dai media e dal governo.

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Elezioni amministrative in Venezuela, un paese e il suo futuro

chavezDomani si vota per le amministrative in Venezuela*. Dai massimi storici del 2004 il Partito Socialista Unitario (PSUV) del presidente Hugo Chávez, che secondo alcuni sbrigativi commentatori sarebbe un dittatore, prova a tenere le posizioni.

Conta su dati positivi ineludibili di dieci anni di governo bolivariano, in pace e in democrazia, che analizzeremo qui sotto, come è sempre stato in Venezuela anche quando lo scorso anno per la prima volta Chávez fu sconfitto e gli ipercritici che vaticinavano un golpe fecero finta di sorprendersi dell’ennesima prova di democrazia. Ovviamente anche questa volta per ogni governatorato e ogni sindaco perso, migliorare è impossibile, gli canteranno il “de profundis”.

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Messico, nuovo anno tra censura e autoritarismo

Tra palesi restrizioni della libertà d’informazione, lesioni ripetute dei diritti umani e leggi poliziesche, la deriva autoritaria del Messico di Calderón si fa sempre più preoccupante

CalderonUn nuovo gravissimo caso di censura arriva nei primi giorni del 2008 dal “nuovo” Messico delle frodi elettorali e delle polizie federali preventive di Felipe Calderón, confermando tutte le preoccupazioni sullo stato della libertà d’informazione del paese centroamericano.
La vittima è questa volta Carmen Aristegui, voce popolare della radio messicana e conduttrice del programma “Hoy por Hoy”, su W Radio, una delle emittenti di Televisa Radio, branca radiofonica del gruppo Televisa. … Leggi tutto

Pubblicità e razzismo in America latina. Spunti per una possibile ricerca

Anticipo in forma ridotta un mio saggio di prossima pubblicazione

Nino_disparando Visto dalla remota Europa lo stereotipo di bellezza femminile nel continente meticcio per eccellenza, l’America latina, è quello degli occhi neri, dei capelli crespi e della pelle abbronzata. È l’America morena letteraria di Teresa Batista o di Donna Flor del bahiano Jorge Amado. Visto dallo show business e soprattutto dal sistema pubblicitario latinoamericano, invece, lo stereotipo di bellezza è quello occidentale, anoressico, biondo e dagli occhi azzurri. Tale divaricazione non è ininfluente e la pubblicità appare mettere in scena e contribuire a legittimare l’apartheid e la sottomissione culturale al bianco delle maggioranze meticce, indigene e nere.

Se leggi, costituzioni, società e perfino la vita quotidiana rendono la discriminazione in America latina né onnipresente né inevitabile, il mondo della pubblicità nella regione, in maniera più marcata rispetto ai sistemi televisivi in generale, rappresenta invece un baluardo della separatezza. È un mondo di creoli che rappresentano se stessi anche quando devono vendere prodotti ai non creoli, autocompiacendosi fino a considerare e presentare la bianchezza della pelle come garanzia del successo di un prodotto. È difficile capire dove finisca l’ottusità discriminatoria e dove comincino le finalità politico-ideologiche di controllo sociale. Appare però evidente che le logiche che si celano dietro la presunta neutralità delle logiche commerciali vadano ben al di là degli interessi commerciali stessi.

Ben diversa è infatti la situazione negli Stati Uniti. Il mercato dei consumatori ispanici muove

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Lula-Chavez, chiavi di lettura di un presunto scontro televisivo

I giornali di oggi raccontano con dovizia di particolari di uno scontro diplomatico tra Brasile e Venezuela, Lula e Chávez. Il parlamento brasiliano, che non è controllato dal PT come in Europa in molti credono, ha condannato Chávez per il caso RCTV. Questo ha risposto in maniera bruta. Itamarati, la Farnesina brasiliana, non poteva non replicare. Ma se i media, intenzionalmente, cercano di mostrare divisioni tra Lula e Chávez ben oltre la realtà, omettono del tutto di contestualizzare il caso. Magari non sono neanche troppo in malafede, semplicemente chi scrive da Roma, Washington o Madrid, non sa di cosa parla.

IL CONTESTO Durante tutto il primo mandato di governo del Presidente brasiliano Lula, la stampa brasiliana e mondiale lo ha continuamente tenuto sulla … Leggi tutto

Brecha – El día en que el choque de civilizaciones se derritió bajo las cámaras de tevé

La liberación televisada en directo de 15 marinos ingleses ?obsequiada al pueblo británico? por parte del presidente iraní Mahmud Ahmadineyad y la visita a Siria de la presidenta de la Cámara de diputados estadounidense, Nancy Pelosi, modificaron la agenda mediática y mostraron la … Leggi tutto

Pena di morte per i giornalisti nel Messico di Felipe Calderón

Amado Ramírez è il 67° giornalista assassinato in Messico in vent’anni, il 33° dal 2000, quando il "governo del cambio" del PAN ha sostituito il PRI per non cambiare nulla. E da quando è presidente Felipe Calderón il record è ancora più sinistro: sette assassinati in otto mesi, due desaparecidos, almeno otto minacciati di morte.

Amado Ramírez era il corrispondente di Televisa (una sorta di Rete4 messicana) da Acapulco. No, non pensate allo sfavillare di Hotel di lusso. Lo stato di Guerrero, dove si trova Acapulco, è uno stridore di denti di povertà e regolamenti di conti tra i narcotrafficanti. E’ guerra … Leggi tutto

Altri due segnali sinistri in Messico

Il nuovo presidente della Repubblica messicano Felipe Calderón, con un tratto di penna, e tra i primissimi atti del suo governo, ha raddoppiato il numero degli effettivi della PFP (Polizia Federale Preventiva). Questo corpo di polizia militare, impegnato attualmente nella repressione a Oaxaca con 4.000 uomini, è passato da 10 a 20.000 uomini. Evidentemente la PFP è … Leggi tutto