venerdì 10 settembre 2010, 03:31

Gli articoli con tag: " Taiwan "

La regola di Machiavelli e il Cavalier Silvio Berlusconi

“….Guardò la congregazione e cominciò a snocciolare i nomi dei nuovi membri. Questi si alzarono un dopo l’altro: il giovane direttore generale di una società di esportazione taiwanese, un banchiere australiano cinquantaduenne, un fisico nucleare californiano di sessantasette anni, vincitore del Nobel; un magnate italiano dei media, settantenne e notoriamente conservatore e cosi via ……….”

Questo un estratto dal libro “LA REGOLA DI MACHIAVELLI” di Alan FOLSOM alla pagina 436.

Ora mi chiedo, possibile che l’Italia nei libri, soprattutto in quelli in cui c’è qualche complotto, compaia sempre questo figuro strano che assomiglia al nostro Cavaliere?

O forse nell’immaginario internazionale degli scrittori il Nostro è protagonista e interprete? Dio salvi l’Alitalia.

Pino

Aldo Moro, l’Europa che svanisce e la Kosova immaginaria

kosovo10G Nel suo studio a Palazzo Chigi, l’allora Presidente del Consiglio Aldo Moro, chiese al suo segretario particolare: “Quanti abitanti ha Malta?”

Era l’epoca nella quale gli incrociatori sovietici ormeggiavano nel porto della Cottonera e i marinai russi sorseggiavano birra Cisk e si ustionavano al sole tra le fortificazioni dei cavalieri.

Dom Mintoff, che tutti chiamavano Il-Perit e oggi ha 92 anni, giocava d’azzardo sul tavolo della guerra fredda, flirtando con l’Unione Sovietica, come poi avrebbe fatto con Gheddafi, per ottenere migliori condizioni dagli occidentali. Il segretario di Moro non sapeva quanti abitanti avesse l’arcipelago. Ma la risposta che buttò lì non era lontana dalla realtà: “più o meno come Bari, Presidente”.

Moro rifletté un attimo e poi disse: “allora possiamo pagare”.

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Taiwan: vittoria schiacciante delle forze politiche filo-cinesi

Inutile ricordare l´assordante rilievo che sempre viene dato ricorrentemente in occidente ai risultati delle elezioni o alle prese di posizione politiche di vari lider dell´isola di Taiwan, soprattutto a partire dall´anno 2000, in cui era salito al potere un agguerrito gruppo politico ultra-indipendentista dalla madre patria continentale.

Stiamo a vedere che risalto daranno i media internazionali a questo nuovo risultato elettorale, che ribalta lo scenario politico dell´isola in cui vivono 23 milioni di abitanti.

Il Partito Democratico Progressista (DDP) dell´attuale presidente Chen Shui-bian, una specie di “Bossi” locale, al potere dal 2000, che pregava la bellicosa indipendenza dell´isola dalla Repubblica Popolare, ha subito oggi (sabato, 12/01/2008) una cocente sconfitta nelle elezioni parlamentari; sconfitta che ne preannuncia un´altra ormai scontata nelle presidenziali del 22 di marzo prossimo. Chen Shui-bian ha ammesso la “peggior sconfitta” subita nella storia del suo partito ed ha assunto “tutta la responsabilitá”, dimettendosi “immediatamente” dalla presidenza del suo partito, con una dichiarazione franca, tipica dei politici asiatici: “Sento una grande vergogna per questo risultato elettorale”.

Il partito Kuomintang (KMT) del lider Ma Ying-jeou, attualmente all´opposizione, ha conquistato 81 dei 113 seggi del parlamento di Taiwan, lasciando agli anti-cinesi solo 27 seggi. I rimanenti sono stati conquistati da piccoli partiti alleati del Kuomintang.

Approfittando dello scontento popolare per il preoccupante aumento della disoccupazione e per i numerosi scandali di corruzione che hanno coinvolto il presidente in carica, fattori che hanno contribuito al risultato positivo, Ma Ying-jeou – che propone una riapprossimazione con Pechino – ha commemorato la vittoria ed ha assunto il compromesso di migliorare le relazioni con la Cina, autorizzare le visite di turisti del continente nell´isola e ripristinare i servizi delle poste, quelli commerciali e di trasporti diretti, interrotti da 60 anni.

Al commentare la vittoria, il presidente del KMT, Wu Poh-hsiung, ha promesso che il suo partito ”non abuserá del potere concesso dalla maggioranza” e che il KMT ”lo utilizzerá per stabilizzare la societá e unire il popolo”.

Pubblicato in portoghese in: http://www.vermelho.org.br/base.asp?texto=30925
Fonte: AFP.
Tradotto e adattato in italiano da Alessandro Vigilante

Il Coccodrillo e il braccio del veterinario (non per deboli di stomaco)

Zoo di Taiwan. Il coccodrillo ha appena strappato con un morso il braccio del veterinario. La notizia felice è che il veterinario 38enne ha recuperato il suo braccio dopo un delicatissimo intervento di microchirurgia realizzato nell’isola. Fonte: Estrella digital.

Il computer del futuro

Sto scrivendo queste righe con writely, un programma di videoscrittura online che appartiene alla famiglia degli applicativi di Google. E’ un programma di scrittura testi gratuito, che senza avere la sofisticazione di Word di Microsoft, o anche solo di Openoffice -la principale alternativa gratuita- permette di scrivere testi buoni per il 90% delle esigenze. La caratteristica principale di Writely è che esiste solo online e che permette di lasciare online i propri testi come se fossero archiviati in una cartella del proprio computer.

L’idea di Google -e non solo- è nota ai più esperti, ma merita di essere divulgata per gli altri perché potrà nei prossimi anni rivelarsi dirompente: spostare piano piano tutto online, ovvero non solo … Leggi tutto

Se questo è giornalismo

La Repubblica di lunedì 13 marzo ha dedicato una pagina intera ad una notizia che semplicemente non esiste. Nella sostanza -l’articolo non è disponibile in internet – la fantasiosa penna del solito Omero Ciai sostiene che siccome oramai è in corso un esodo biblico di giocatori di baseball cubani verso gli Stati Uniti, allora il perfido Fidel Castro vorrebbe estirpare il baseball da Cuba per sostituirlo con il Cricket.

Omero Ciai va avanti per una paginetta intera con il suo compitino, senza citare alcun dato, numero, riferimento, fonte. In realtà non c’era neanche la notizia. C’era solo uno spazio bianco da riempire con pensierini anticubani in libertà. Ma quando si parla di America Latina le vere notizie come per esempio l’assemblea costituente in Bolivia, vengono occultate da la Repubblica. Invece si fa folklore e propaganda su quelle false.

Al prim’anno di qualunque scuola di giornalismo il pezzo di Ciai sarebbe stato cestinato senza pietà. Ma siccome il giornalismo dovrebbe essere fatto di notizie, di dati, delle leggendarie cinque W del giornalismo statunitense, vediamo di mettere un po’ di puntini sulle “i”. … Leggi tutto