Friday 25 May 2012, 06:57

Gli articoli con tag: " stato di diritto "

Colombia: a colpi di sentenze riconosciute le coppie di fatto omosessuali

manos_unidas_gr Una sentenza della corte costituzionale di Bogotà mette la Colombia alla testa del continente per i diritti civili delle coppie omosessuali.

Resta escluso il matrimonio e l’adozione, ma per il resto le coppie gay e lesbiche sono equiparate in tutto a quelle eterosessuali.

Nel resto del continente c’è una situazione a macchia di leopardo ma in evoluzione.

La sentenza dimostra una volta di più come il potere giudiziario in Colombia sia il più fermo difensore dei diritti civili e dello stato di diritto in un contesto dove sia il potere esecutivo che quello legislativo (oltre al potere di fatto della Chiesa cattolica) vi si oppongono pervicacemente.

E da ora i conservatori in Italia potranno dire: “non vogliamo finire come in Colombia dove i giudici…”.

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Corpi di Stato, update

E’ in discussione la legge sul testamento biologico (un breve accenno lo avevamo fatto qui). In sintesi: decide che l’alimentazione e l’idratazione sono sempre obbligatorie anche se in modalità chimica, vale a dire attraverso l’uso di prodotti farmaceutici. Fino ad ora alimentazione e idratazione artificiale sono considerati terapie a tutti gli effetti e in quanto tali possono essere rifiutati. L’accanimento terapeutico è infatti vietato dalla nostra costituzione.

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Nessuno tocchi la mia vita!

L’Italia, oggi, sta vivendo tragicamente gli anni più bui della sua storia politica e morale. Assistiamo, giorno dopo giorno, allo sgretolamento delle colonne portanti della nostra democrazia, alla riforma violenta e amorale dello Stato, per mano di omuncoli ignoranti e accecati dalla conquista di potere e di immunità; personaggi tetri, che legiferano in funzione della creazione di una realtà politica priva di qualunque garanzia democratica e costituzionale.
Non possiamo dimenticare, in quanto cittadini elettori, che nel passaggio dallo Stato liberale di diritto allo Stato sociale di diritto, il criterio della “separazione di poteri” ha continuato a svolgere, almeno fino ad oggi, un ruolo fondamentale nel sostentamento delle libertà democratiche evitando, in Italia come in altri paesi, la possibilità di una degenerazione tirannica dovuta alla concentrazione, nelle mani di una singola istituzione, di tutti o di gran parte dei poteri dello Stato. Lo scontro con il Quirinale portato avanti in questi giorni dal presidente del Consiglio Berlusconi evidenzia chiaramente la volontà di sconvolgere l’equilibrio stabilito da questo principio, mettendo a repentaglio l’intero impianto costituzionale del nostro Paese, che garantisce formalmente la tutela dei diritti e delle libertà individuali di ogni singolo cittadino. Il concetto dello Stato di diritto presuppone che l’agire dello Stato sia sempre vincolato e conforme alle leggi vigenti: dunque lo Stato sottopone sé stesso al rispetto delle norme di diritto, e questo avviene tramite una Costituzione scritta. Ma nel momento in cui si cerca di attuare un superamento della tripartizione dei poteri, in nome di una presunta funzione sociale dello Stato, ma di fatto solo in funzione di una personale e pericolosa volontà riformatrice dello stesso, lo Stato di diritto si sgretola trascinando con sé i presupposti per il mantenimento di una società democratica e libera.
In tal senso il caso Englaro, nella tragicità delle sue dinamiche, ha dimostrato quali siano i veri intenti del programma politico nostro attuale presidente del Consiglio: l‘assalto allo Stato e lo sconvolgimento dell’assetto costituzionale del Paese, esautorando il controllo di legittimità della Corte costituzionale e del Presidente della Repubblica; l’indebolimento della magistratura tramite il sovvertimento del potere giurisdizionale la cui funzione è quella di interpretare e attuare le norme stesse applicandole ai casi concreti; l’imposizione di una linea politica dalle evidenti volontà dittatoriali e sorretta di una palese ideologia neofascista.
Sul caso di Eluana, una volta pronunciatasi positivamente la Corte di Cassazione nei confronti di Beppino Englaro e del vuoto legislativo che caratterizza in questo momento il problema del testamento biologico, un governo, in piena assunzione dei principi democratici e liberali, non può e non deve tentare di annullare ex abrupto, tramite lo strumento del decreto-legge, la cui funzione dovrebbe essere di tutt’altra natura, una sentenza formale, che oltre a essere una conquista del singolo cittadino, gode anche del principio di insuscettibilità; non per niente la forza di pronuncia giurisdizionale consiste nell’idoneità della sentenza a divenire “cosa giudicata”, affermare, cioè, che la controversia ha ricevuto una regolamentazione definitiva e irrevocabile.
Berlusconi è fondamentalmente un uomo ignorante senza il minimo senso dello Stato e della legge. Sfruttare il caso Eluana per camuffare i propri sporchi intenti è indubbiamente un atteggiamento esecrabile, degno di un posto d’onore nella peggiore storia politica del nostro Paese. Il suo intento principale, quello di voler sovvertire l’ordinamento giuridico a colpi di maggioranza, non abolendo direttamente l’assetto democratico del paese, ma bensì mutandone il contenuto e gli equilibri, si fa scudo con il corpo inerme di Eluana e con la tragedia vissuta dalla sua famiglia, nell’assoluta mancanza di rispetto per il dolore di queste persone.
A favore di Beppino Englaro la Cassazione ha sentenziato avvalendosi, oltre che di buon senso a mio avviso, dell’impianto giuridico costruito sulla Costituzione del nostro paese: nel testo dell’art. 2, infatti, si dice che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo….”. Tali diritti sono considerati diritti naturali, non creati giuridicamente dallo Stato ma ad esso preesistenti (vorrei fare notare che tale interpretazione è agevolmente rinvenibile nella parola “riconoscere” che implica la preesistenza di un qualcosa). Ora chi può stabilire che tra i diritti inviolabili dell’uomo non sia considerato quello di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte, in caso di malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali e che impediscono una normale vita di relazione? Chi può stabilire che io, libero cittadino di un paese “democratico”, non possa disporre della mia vita perché essa, in definitiva, appartiene allo Stato? Beh! La risposta è semplice: nessuno, in una democrazia reale. Ecco perché i giudici si sono espressi favorevolmente sul caso Englaro; ecco perché la nostra Costituzione è l’unica arma pulita a difesa delle nostre libertà, che non può essere abbandonata alle riforme di questi omuncoli e ladri di galline, uomini subdoli, che occupano le poltrone politiche del nostro Paese; ecco perché forse dobbiamo ringraziare Eluana e Beppino per aver intrapreso, e mi auguro vinto, una battaglia contro l’arroganza, la volgarità, la violenza di una politica senza scrupoli e profondamente antidemocratica.

Andreas Serrano nel cuore

Cristo censurato

[…] molte e le megliori parti gli mancavano, perché non erano in lui né invenzione né decoro né disegno né scienza alcuna della pittura mentre tolto da gli occhi suoi il modello restavano vacui la mano e l’ingegno. Molti nondimeno, invaghiti della sua maniera, l’abbracciavano volentieri, poiché senz’altro studio e fatica si facilitavano la via al copiare il naturale, seguitando li corpi vulgari e senza bellezza. […] Allora cominciò l’imitazione delle cose vili, ricercandosi le sozzure e le deformità, come sogliono fare alcuni ansiosamente: se essi hanno a dipingere un’armatura, eleggono la più rugginosa, se un vaso, non lo fanno intiero, ma sboccato e rotto. Sono gli abiti loro calze, brache e berrettoni, e così nell’imitare li corpi si fermano con tutto lo studio sopra le rughe e i difetti della pelle e dintorni, formano le dita nodose, le membra alterate da morbi.

Con queste parole Giovanni Pietro Bellori apostrofava Caravaggio e caravaggisti, colpevoli di copiare “puramente li corpi come appariscono gli occhi senza elettione”. Il disprezzo per quell’arte così lontana dai canoni dell’Accademia di San Luca spinge Bellori a godere della sfortune del pittore lombardo, le cui opere più volte furono soggette a censura.

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Vivede è morta a Palermo

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E’ morta questa mattina nell’ospedale Civico di Palermo la giovane donna nigeriana sbarcata ieri a Lampedusa, aveva 19 anni secondo quanto riferito dal suo fidanzato arrivato a Lampedusa con lei.Aveva ustioni su tutto il corpo e presentava sintomi da assideramento.

Era stata sbarcata in stato di coma e dopo le prime cure alla guardia medica dell’isola era stata trasferita dall’elisoccorso al Civico di Palermo, dov’e’ deceduta.Il suo corpo già debilitato dalla lunga traversata non ha resistito alle ustioni che si era procurata durante la traversata a causa del carburante a contatto prolungato con la pelle. … Leggi tutto

Ida Dominijanni – L’onda di Obama travolgerà Berlusconi

Per quanto si affanni a seminare ottimismo e a ingiungere consumismo, a promettere sfracelli sulla giustizia e a costruirsi pioli per il Quirinale, a tenersi incollati Fini e Bossi e a emettere decreti legge, Silvio Berlusconi appare ormai un uomo di governo e un capo politico fuori dal tempo e dalla storia. E per quanto possa sembrare una fantasticheria dirlo a fronte della nuda realtà dei numeri del parlamento e dei sondaggi, il suo astro appare destinato a tramontare nella svolta politica, geopolitica e culturale provocata dall’elezione di Barack Obama.

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L’altra campana. Un bambino muore tragicamente, i genitori vengono arrestati, ma…

La notizia della morte del piccolo Rocco Pellegrini nel viterbese è di quelle tristissime, ma che poi vengono catalogate alla voce fatalità, disagio sociale, marginalità. Come quando i bimbi rom muoiono bruciati in una roulotte e pensiamo che ciò sia accettabile che ogni tanto succeda. Il piccolo Rocco avrebbe ingerito metadone, secondo alcune fonti per la stessa ammissione dei genitori, che sono stati arrestati.

Il Quotidiano Nazionale (Carlino, Giorno, Nazione) ci va giù duro: “overdose”, instillando come il fiele l’idea che a 15 mesi il bimbo potesse essere un consumatore abituale. Altri giornali sono più prudenti e parlano di ingerimento per errore, che sarebbe comunque un fatto grave, ma contestualizzabile diversamente.

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Mariastella Gelmini vuole abrogare l’Università pubblica, il movimento può abrogare la Legge 133, raccogliamo nelle Università le firme per un referendum

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Oggi il capo del governo, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa con Mariastella Gelmini, ha dichiarato che manderà la polizia a sgomberare scuole e facoltà universitarie occupate.

Intanto nelle Università la protesta si rafforza, ma non emerge una strategia che dovrebbe puntare al cuore del problema: l’abrogazione della Legge 133.

Anche se non fosse stato capo del governo, ma Ministro dell’Interno, Berlusconi non avrebbe comunque avuto facoltà di mandare la Polizia nelle Università e nelle scuole occupate. A chi spetta valutare se le occupazioni interrompono o meno pubblici servizi sono infatti i responsabili delle strutture, i presidi delle scuole e delle Facoltà, i Rettori, che sono le persone che hanno materialmente le chiavi.

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Bolivia: la strage di Pando come Portella della Ginestra. L’odio dei ricchi contro i poveri

portadalpg “Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perché i poliziotti sono figli dei poveri

Pierpaolo Pasolini

Li abbiamo visti tutti i soldatini boliviani inermi, facce da adolescenti indigeni massacrati di botte dai giovani bianchi o sbiancati, creoli o che si sentono creoli o che credono che con quei calci, quegli sputi, quell’odio diventeranno creoli. Li abbiamo visti i soldatini boliviani scappare via nelle strade di Santa Cruz o di Trinidad.

Quei ragazzi contadini dell’altipiano, soldatini di leva microscopici con quelle divise sempre troppo grandi. Avevano le lacrime in faccia impastate nel loro sangue e nel fango degli stivali di chi li ha umiliati. Nei loro occhi più che l’odio c’era il terrore. Il terrore di chi ancora una volta si vede sopraffatto. Il terrore di chi viene bastonato da 500 anni ogni volta che tenta di alzare la testa e teme che anche questa volta finirà nella stessa maniera.

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Detenuti Fantasma

di Valentina Laviola – da altrenotizie.org

Sono chiamati “detenuti fantasma” nel gergo corrente delle Ong che li cercano e della stampa: sono persone che semplicemente, un giorno, spariscono e le famiglie non ne hanno più notizia. Non vengono arrestati ufficialmente, ma con ogni probabilità sono catturati e detenuti segretamente da qualche parte. Una procedura del genere verrebbe comunemente definita sequestro di persona, se le persone coinvolte fossero cittadini qualunque e se le autorità in questione dovessero rispondere delle loro azioni come in ogni Stato di diritto. Sfumature che si assottigliano quando i detenuti sono ricercati per terrorismo internazionale e se le autorità rispondono al nome di CIA, FBI o esercito degli Stati Uniti, ovvero gli auto-elettisi difensori della democrazia nel mondo. Le organizzazioni che si occupano di difendere i diritti umani – a chiunque essi appartengano – hanno più volte denunciato episodi di quella che definiscono “detenzione extragiudiziaria”, ovvero detenere qualcuno senza che siano formulate accuse ufficiali a suo carico. Questa pratica (si legge nella definizione di una nota enciclopedia on-line) è largamente usata in tempo di guerra, ma rappresenta anche una delle caratteristiche dei regimi totalitari. … Leggi tutto

Ma il Partito Democratico esiste?

eluana Governa regioni, ha centinaia di deputati in parlamento, offre decine di migliaia di strapuntini di potere, di impieghi e impiegucci a uomini, ominicchi e a tanti quaquaraqua (ed equivalenti femminili) ma il Partito Democratico non esiste.

Nello specifico mi riferisco al caso drammatico di Eluana Englaro, sul mantenimento in stato vegetativo del povero corpo della quale la classe politica (per compiacere il Vaticano, ovvio) sta tenendo un comportamento analogo allo squadrismo.

Chi scrive non prende alla leggera il problema, e come per Piergiorgio Welby, non pensa che ci siano soluzioni facili né ovvie a questioni così drammatiche concernenti l’essenza della nostra modernità.

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Il punto “G”: tra Genova e Giappone

Il “Punto G” si deve al dottor Grafenberg, un ricercatore che individuò per la donna un’area sensibile all’interno della vagina femminile, che se debitamente manipolata diventa molto eccitabile, come  un’altro G di otto potenti del mondo, che si servono di abilissimi manipolatori per mostrare la loro sensibilità globale. Il loro punto G dicono non abbia  capacità operative, ma solo  il compito, discutendo,  di indicare dove intervenire al meglio nell’economia, nel sociale, nell’ambiente, nel contrasto dell’attività terroristica. … Leggi tutto

Piccole comparazioni domenicali sul giornalismo nostrano e la politica latinoamericana

Lo scorso anno in Venezuela Hugo Chávez ha chiesto con un referendum (tra l’altro) di potersi ricandidare alle prossime elezioni. Hanno scritto che perciò era un golpista. Lui ha perso il referendum (dello 0,7%) ed ha accettato il risultato. Hanno fatto una capriola e hanno riscritto che era un golpista. Lo hanno scritto sempre, tutte le volte che ha vinto le elezioni, anche con battaglioni di osservatori internazionali che certificavano non solo la regolarità ma che le elezioni venezuelane sono le più monitorate al mondo. Hugo Chávez era golpista per i media mainstream anche quando il golpe l’hanno organizzato contro di lui. Nessuno invece ha mai scritto che José María Aznar, George Bush e gli altri soggetti che organizzarono (documentatamente) quel golpe l’11 aprile 2002 sono golpisti. Se scrivo “Bush golpista” o “Aznar golpista” è una posizione ideologica o sono i fatti che impongono (a tutti, anche a Ciai, Battistini, Candito, Sansonetti, PG Battista e i loro galoppini, i Guanella, Cotroneo, Nocioni) di farsi carico di tale fardello? Perchè non se ne fanno carico? Ho capito, tengono famiglia, ma non mi adeguo.

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Tonino di Pietro, ma non lo sai che si fa ma non si dice?

dipietro Forse ha ragione Antonello Soro a dire che la parola “magnaccia” non appartiene al linguaggio del PD e forse ha ragione perfino l’attendente di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, a sostenere che quello di Antonio di Pietro sia un linguaggio “rozzo e volgare”. Ma alzi la mano chiunque abbia letto le intercettazioni in questione, pubblicate dal settimanale L’Espresso, e non abbia pensato che il capo del governo con quelle chiamate non stesse proprio piazzando le sue donnine allegre al miglior offerente.

La ricchezza della lingua italiana per l’opera di Berlusconi, così come emerge da quelle telefonate, dà ampia scelta: oltre che magnaccia, c’è lenone (bel termine classico oltretutto), mezzano, ruffiano, pappone, sfruttatore, protettore… Immaginiamo per un istante Bonaiuti e Soro, con la penna rossa in mano, correggere “magnaccia” con “lenone”: Berlusconi è un lenone. Che bel paese sarebbe.

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Il vero volto del Cavaliere

di Ezio Mauro

NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un’emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell’opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. … Leggi tutto