Sia secondo studi della Columbia University, che secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, gli Stati Uniti sono passati in appena dieci anni dal 24° al 49° posto al mondo per aspettativa di vita, circa 4.5 anni meno dei longevi giapponesi e 2.2 anni meno degli italiani, ventesimi.
Nel 1960 i cittadini statunitensi erano al quinto posto, solo dietro i paesi scandinavi, l’Olanda, l’Australia. Ci hanno messo 40 anni per perdere 19 posizioni e appena 10 per crollare di altre 25. Tra le cause di questo vero collasso nell’aspettativa di vita degli statunitensi vi sono l’obesità, il fumo, l’alcool, la cattiva alimentazione, le malattie mal curate, la violenza e altri problemi tipici di paesi ritenuti con indici di sviluppo umano ben peggiori.
E oramai non è più un tabù, perfino nei grandi giornali come il “New York Times” o il “Wall Street Journal”, parlare apertamente di “declino” nel paese di Barack Obama che comincia il nono anno di guerra in Afghanistan, fino a spingersi in alcuni casi a descrivere niente meno che “il collasso dell’impero statunitense”.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it