Friday 25 May 2012, 06:56

Gli articoli con tag: " squadrismo "

Squadrismo, regime e movimento

almirante este_29183101_43050 Siamo alle spranghe tricolori. “Voi a colpi di decreti legge, noi a colpi di spranga”, potrebbe essere lo slogan dei neofascisti ruota di scorta del governo.

Tutti i distinguo, i non siamo negli anni ‘20, i la nostra è una democrazia matura, i siamo un paese dell’Unione Europea, tutte le riflessioni che ci siamo sbrodolati addosso per 14 anni sull’irripetibilità del ventennio, sulla diversità di condizioni, si sciolgono di fronte ad un camion di neofascisti che scendono con le spranghe tricolori e menano a manca e… a manca mentre la polizia guarda altrove.

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Curzio Maltese: la polizia ha lasciato i neonazisti liberi di picchiare gli studenti

squadrismo

Trascrivo frammenti della testimonianza di Curzio Maltese sugli incidenti di stamane provocati a Roma. L’intera testimonianza può essere ascoltata a questo link.

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Aventino a chi?

Giugno 1924: secessione dell’Aventino; i parlamentari di opposizione, per protesta in seguito alla sparizione del deputato socialista Giacomo Matteotti, abbandonano il parlamento. … Leggi tutto

Orde di italiani infestano l’Italia, mandiamoli via!

cinese Emmanuel-Parma L’Italia è un paese pericoloso. Ci vuole sicurezza. La sicurezza è la prima cosa (quella era la salute, diceva il povero Massimo Troisi). La sicurezza è un tema né di destra né di sinistra diceva Walter Veltroni in campagna elettorale. Neanche di colore della pelle, aggiungerei.

Qui se c’è un grave problema di sicurezza è per gli immigrati nelle mani di 58 milioni di energumeni di italiani brava gente! Questi italiani sono decisamente troppi. Non vi danno fastidio in strada tutti questi italiani? Che essendo di più, anzi che essendo troppi, si attrezzano: uomini con spranga contro ragazzino agonizzante in terra. Criminali con fucile contro lavoratori disarmati. Poliziotti con manganello contro ragazzino. Branco contro lavoratore cinese solo alla fermata.

E’ vero, in Italia c’è un grave problema di sicurezza e verrebbe da bofonchiare da sinistra che il problema è sociale e culturale e non di ordine pubblico, ma sbrigati a dirlo perché ci sono i consigli per gli acquisti. E comunque gli elettori non capirebbero. Ah già; che capiscono più quelli?

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Bolivia: la strage di Pando come Portella della Ginestra. L’odio dei ricchi contro i poveri

portadalpg “Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perché i poliziotti sono figli dei poveri

Pierpaolo Pasolini

Li abbiamo visti tutti i soldatini boliviani inermi, facce da adolescenti indigeni massacrati di botte dai giovani bianchi o sbiancati, creoli o che si sentono creoli o che credono che con quei calci, quegli sputi, quell’odio diventeranno creoli. Li abbiamo visti i soldatini boliviani scappare via nelle strade di Santa Cruz o di Trinidad.

Quei ragazzi contadini dell’altipiano, soldatini di leva microscopici con quelle divise sempre troppo grandi. Avevano le lacrime in faccia impastate nel loro sangue e nel fango degli stivali di chi li ha umiliati. Nei loro occhi più che l’odio c’era il terrore. Il terrore di chi ancora una volta si vede sopraffatto. Il terrore di chi viene bastonato da 500 anni ogni volta che tenta di alzare la testa e teme che anche questa volta finirà nella stessa maniera.

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Quei titoli in malafede sulla presunta vittoria a metà di Evo Morales

ALLE 11.20 GENNARO CAROTENUTO COMMENTA I RISULTATI DEL REVOCATORIO BOLIVIANO SU RADIO3 MONDO, RAI.

Avrete visto in giro, da Repubblica al Corriere i titoli sulla presunta “vittoria a metà” di Evo Morales in Bolivia. Per capirci è come se, dopo le politiche italiane di aprile, un giornale coreano o uzbeko avesse titolato “Berlusconi: vittoria a metà” perchè in Umbria o in Toscana ha vinto il centrosinistra.

Come scrivo nel pezzo in esclusiva per Latinoamerica, che sarà online a secondi, quello di Evo Morales è un trionfo politico e un plebiscito personale. Nessuno aveva previsto che l’indio riuscisse a guadagnare un ulteriore 10% di consenso portandosi dal 54 al 64% dei voti. E’ quello stesso indio che, negli slogan della destra, considerata pietosamente “l’opposizione democratica” dal governo degli Stati Uniti che la finanzia e dalla grande stampa internazionale, deve essere “ammazzato” (“tumbar el indio” quello vuol dire).

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Ma il Partito Democratico esiste?

eluana Governa regioni, ha centinaia di deputati in parlamento, offre decine di migliaia di strapuntini di potere, di impieghi e impiegucci a uomini, ominicchi e a tanti quaquaraqua (ed equivalenti femminili) ma il Partito Democratico non esiste.

Nello specifico mi riferisco al caso drammatico di Eluana Englaro, sul mantenimento in stato vegetativo del povero corpo della quale la classe politica (per compiacere il Vaticano, ovvio) sta tenendo un comportamento analogo allo squadrismo.

Chi scrive non prende alla leggera il problema, e come per Piergiorgio Welby, non pensa che ci siano soluzioni facili né ovvie a questioni così drammatiche concernenti l’essenza della nostra modernità.

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Contro ogni fascismo

Questo è il contributo di Marginalia per Nicola, ucciso a botte da un gruppo di naziskin a Verona la settimana scorsa. Il sindaco leghista, Flavio Tosi, ha fatto rimuovere tutti i fiori e i bigliettini che semplici cittadin*, amici/amiche, manifestant* del corte di sabato, antifascist* avevano deposto sul luogo dove Nicola è stato ucciso.

Questo post e i tanti altri scritti sulla vicenda nessun Tosi al mondo potrà rimuovere…

CONTRO OGNI FASCISMO

Verona, 17 maggio 2008*

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Rinvio a :

Squadrismo a Verona
Un omicidio terribilmente politico
Enciclopedia della neolingua: Ideologie
Verona 17 maggio
Memoria per dimenticare
Forza Nuova e gli assassini di Verona
Report e foto

* Grazie a Martina Guerrini per avermi inviato questa foto della manifestazione antifascista di sabato, alla quale mi è stato impossibile essere fisicamente. E grazie per averla scattata nel quartiere Veronetta, quartiere “migrante” della città. Il quartiere che il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, vorrebbe “ripulire”.
Le sue strade sabato sono state attraversate da due cortei, quello antifascista indetto dall’Assemblea cittadina e quello promosso dal Coordinamento migranti di Verona.
Mi dicono che, dalle finestre, la gente applaudiva.

La lunga notte dello stupro

Nel fervore primaverile del 2008, le elezioni che hanno decretato la vittoria della destra sembrano spegnere ogni giudizio politico, come le previsioni metereologiche che danno la stagione del “risveglio sociale”, accompagnata da temperature fresche e piogge. Secondo Giancarla Codrignani, non avendo votato e avendo reso pubblica questa intenzione, non si ha più diritto ad esprimere un giudizio politico, così scriveva il 7 aprile del 2008. … Leggi tutto

Colonialismo, il mito del buon italiano

Offro alla lettura un altro articolo importante del prof. Del Boca (novembre 2002), del quale consiglio tutta la bibliografia sulla presenza italiana in Africa. Le immagini sono tratte dall’ottimo sito dell’Isrec di Piacenza

Colonialismo, il mito del buon italiano

Deportazioni di massa, bombardamenti con bombe di ipirite, campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, stragi di civili, confisca di beni e terreni. Le pagine nere dei crimini commessi dalle truppe italiane in Eritrea, Somalia e Libia. Una politica coloniale all’insegna del mito sugli «italiani, brava gente». L’Italia repubblicana non ha ancora fatto i conti con l’«avventura coloniale» del fascismo, favorendo una storiografia moderata o revanscista
di Angelo del Boca

I paesi europei che hanno partecipato alla spartizione dell’Africa, si sono macchiati, tutti, indistintamente, dei peggiori crimini. E’ un dato suffragato da episodi sui quali esiste, nella memoria e negli archivi, una documentazione imponente. Cominciarono i boeri, due secoli fa, massacrando le popolazioni indigene del Sudafrica, in modo particolare gli Ottentotti, gli Zulù e gli Ama Xosa. Gli inglesi non furono da meno, nel Sudan, quando si trattò di annientare la resistenza mahdista. Negli stessi anni i francesi demolivano, l’uno dopo l’altro, i regni Bambara, Mossi, Fulbe, Mande, Yoruba, dalla Mauritania al Ciad, dal Senegal al Gabon. Poi intervennero i tedeschi, i quali fecero scempio degli Herero e dei Nama, nell’attuale Namibia, mentre i belgi colonizzavano il Congo con metodi spietati. Le stragi di popolazioni africane continuarono anche dopo la seconda guerra mondiale, quando il periodo coloniale sembrava ormai concluso. Come dimenticare … Leggi tutto

Nazisti all’Olimpico. Come volevasi dimostrare è Forza Nuova

ANSA 02/02/2006 13:43

STRISCIONI: PISANU, SI TRATTA DI GRUPPO LEGATO A "FORZA NUOVA"
ROMA – ”Allo stato attuale delle indagini si puo’ ragionevolmente sostenere che i responsabili dei fatti di Roma appartengano a gruppi politici e non ad ultra’ della Roma”. … Leggi tutto

Stadio Olimpico oggi

Stadio Olimpico oggi. Qualcuno dice che è meglio far finta di niente. A qualcun’altro invece dà noia. A me pure.

Il problema è bello grosso. Lo stato nazione identitario, quello che fu il germe del fascismo si diluisce e vivaddio non ritorna. Solo gli statunitensi e pochi altri vivono con la bandiera a pelle e possono rivendicare una politica espansionista, cosa indissociabile dal nazionalismo. Perfino gli eserciti devono fare i politicamente corretti e quando vanno a far la guerra la chiamano missione umanitaria.

Ma nelle curve di destra c’è qualcosa di molto più grave. Le curve sono un territorio spesso senza legge dove la destra (ultra e meno ultra), ha capito che è possibile fare … Leggi tutto

Dalla Rete – squadrismo padano

Susanne, cittadina tedesca, scrive dalla periferia di Milano.


L’8 agosto 2002 passo davanti ad uno degli evidenziatori pubblici che il nostro Comune ha messo a disposizione di partiti, associazioni ecc., ma anche di privati per pubblicarvi le loro comunicazioni ed i loro annunci.
Per essere amesse, dette comunicazioni devono però, recare il timbro del Comune per autorizzazione, in quanto il contenuto deve adempiere a determinati criteri (e credo che ci sia anche qualcosa da pagare, ma questo aspetto qui non interessa). Sull’evidenziatore trovo attaccato un foglio – senza timbro d’autorizzazione da parte del Comune – che informa gli italiani che qui, in Italia, ci sarebbero 350 mila musulmani arabi, pronti a violentare le moglie e le figlie degli italiani cristiani e che era ora che gli italiani li butassero fuori. Il comunicato chiude con la “confessione” di un presunto padre di una ragazza dodicenne che dice di se di non dormire più la notta, pensando a cosa possa capitare a sua figlia finché i potenziali violentatori non fossero espulsi dall’Italia.


Leggendo questo, mi sono vista davanti ad un reato grave di istigazione alla violenza ed all’odio razziale ed ho pensato bene di staccarlo e portarlo subito alla sede della polizia – non distante – per sporgere denuncia. Nel momento che sto per mettere mano a quel foglio, arrivano due ergumeni e mi chiedono in tono minaccioso cosa stessi pensando di fare. Spiegai a loro che il comunicato affisso sull’evidenziatore era illegale sotto numerosi aspetti e che lo stavo portando alla polizia per sporgere denuncia.


A questo punto, gridando “tu non sei italiana, fuori da qui, puttana degli arabi”, uno di loro mi prende per le braccia che mi lega dietro la schiena e l’altro leva la mano, poi fa un pugno ed avanza verso di me. Faccio presente che io, oltre ad avere una certa età, sono piuttosto magra e, come aspetto esterno, rassomiglio piuttosto ad una tranquilla insegnante  acqua-e-sapone in pensione che non ad una maitresse d’etablissement, quindi, sotto quest’aspetto, non vi poteva essere alcun equivoco. Beh, se non fosse stata per la brava gente circostante – il titolare di un negozio in piazza ed il titolare della vicina edicola che avevano visto la scena e che sono accorsi per fermare i due, non so come ‘sta storia sarebbe finita.


I due ergumeni erano due leghisti che avevo incrociatai  già in precedenza, in occasione dei tavoli che la Lega aveva organizzati per raccogliere firme per l’espulsione degli “stranieri”.  Già allora mi avevano minacciata con i pugni, quando, al loro invito di firmare per l’espulsione degli stranieri dall’Italia, avevo risposto, cortesemente, che non intendevo segare il ramo sul quale ero seduta anch’io. Sentendo la mia pronuncia, avevano capito che ero straniera, di un paese europeo, ovviamente. Perciò mi avevano risposto: “non intendiamo lei, lei può stare qui” (che generosità da parte dei signori d’Italia ! pensai), “noi intendiamo gli arabi”. Ricevuta questa delucidazione, avevo raccomandato a loro di approfittare della loro presenza nel governo per fare promulgare una buona legge che disciplini l’asilo politico offrendo una tutela effettiva agli esiliati politici, dopodiché si poteva nuovamente parlare dell’argomento degli illegali che loro stava a cuore. Già in quell’ occasione – accaduta in aprile 2002 – uno di loro (che poi ho riconosciuto come uno dei due aggressori dell’8 agosto) mi si era parato davanti con il pugno levato, gridando “sporca comunista”, ma fu fermato dai suoi compagni che giustamente, temevano la testimonianza della folla che ci stava intorno, al mercatino di sabato.


Come è finita la storia dell’aggressione davanti all’evidenziatore comunale? beh, due giorni dopo, trovai la mia macchina, parcheggiata in strada davanti al condominio in cui abito, aperta e dentro qualcuno – o più di uno – aveva defecato sui sedili posteriori. Non era certo un cane randaggio.
Dove avrei potuto trovare, il 10 agosto, un’impresa di autolavaggi aperta e disponibile a lavarmi a fondo la mia macchina ? chiesi consigli tra gli amici ed il 12 agosto, vidi arrivare una piccola squadra di tre ragazzi arabi, armati di secchi, attrezzi e tutto il resto, ed in un ora di duro lavoro mi rimisero apposto la macchina.


Morale: il consiglio di denunciare i razzisti è ottimo, ma non possiamo fare gli eroi, dobbiamo organizzarci; solo se siamo un gruppo di più persone, che si tengano d’occhio l’uno l’altro, possiamo sperare di affrontare quei teppisti dell’anima nera.


Susanne