
Per Renato Brunetta quella della ragazza precaria che ha chiesto di fargli una domanda (alla quale lui ha replicato andando via e insultando) è stata un’ “azione squadristica”.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, domenica 13 dicembre 2009, 20:44
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Silvio Berlusconi aveva appena finito di sciorinare la solita sequenza di balle e battute volgari parlando di un paese irreale e dicendo cose indegne per un dirigente politico di un paese democratico quando Anteo Zamboni lo ha colpito in Piazza Duomo a Milano.
Lo scellerato Zamboni, facendo il gioco del capo del governo nel procurargli una per fortuna leggera ferita, ha messo a nudo due passaggi fondamentali della crisi italiana.
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L’inumazione dei resti del milite ignoto presso l’altare della patria misero un punto e a capo, comunque la si giudichi, all’epopea risorgimentale.
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Raffaele Della Rosa su http://www.gennarocarotenuto.it
di Rudi Menin, giovedì 3 settembre 2009, 11:06
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Dialoghi
Una mia carissima conoscente è stata protagonista di un piccolo ma significativo episodio. Se non altro testimone dell’ assurdo momento in cui stiamo vivendo. In un parco della Riviera del Brenta le panchine erano tutte occupate; una di queste era impegnata da un soggetto che stava completamente disteso, come fosse il suo talamo, anziché seduto.
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Rudi Menin su http://www.gennarocarotenuto.it
Sono all’estero da quasi tutta l’estate e l’idea di tornare a giorni mi preoccupa. L’idea, guardando i media italiani da lontano e osservando anche come gli altri ci leggono (anche quelle che noi liquidiamo come repubbliche delle banane ridono di noi e di Silvio nostro), è quella di una marea di fango che dal supermercato televisivo dello squallore monta e tutto travolge.
Il berlusconismo sputtanato in ogni dove, lo squadrismo assassino leghista, le tergiversazioni mediatiche per mascherare questo e quello ma anche, o forse soprattutto, l’inanizione fino all’inanità dell’opposizione riducono la democrazia a un gioco sporco di gossip, dossier e quindi di fango che tira fuori il peggio del peggio di un paese oramai ignobile dove si tollera l’intollerabile (“il noto omosessuale”…).
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Che le ronde portassero dritto dritto allo squadrismo era evidente ad ogni persona intellettualmente onesta, ma l’episodio di Massa, città medaglia d’oro alla Resistenza, ne è la conferma prima ancora che la legge entri in vigore.
Sono troppi i cerebrolesi con la testa rasata che fremono all’idea di poter menare le mani protetti dalla legge voluta dalla feccia padana e magari essere perfino rimborsati. Per loro neGro, giallo o rosso fa lo stesso, l’importante è poter tirar fuori dalla soffitta la camicia nera del nonno.
Quindi che qualche teppista neofascista potesse pensare di fondare le SSS (Soccorso Sociale Sicurezza, dicono, Schutz Staffel, intuisce ogni persona dotata di coscienza e memoria), e magari dire pure che non aveva pensato all’assonanza, sta nella stupidità naturale delle cose.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 22 luglio 2009, 08:29
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Italia, Politica italiana, Primo piano
C’è qualcosa da stato terminale nella ritualità autoreferenziale con la quale i dirigenti del Partito Democratico si stanno arroccando.
Ignazio Marino aveva chiesto non sei mesi ma una settimana in più di tesseramento per rimpinguare un po’ i numeri del partito e dei suoi (pensarci prima no, dottore?) e gli hanno detto di no: non sia mai, si ritarderebbe il congresso!
Non sia mai, in realtà, che la sua candidatura (interessante ma non propriamente rivoluzionaria) prosperi e rompa col manuale Cencelli tra DS e Margherita e la corrività col governo del puttaniere.
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di Enza Panebianco, martedì 16 giugno 2009, 07:38
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Disinformazione, Politica italiana

Su Liberazione è stata pubblicata una lettera di Maldestra e Madri per Roma Città Aperta. Si riferisce ad una questione che riguarda la stampa cosiddetta di sinistra e la pubblicazione di pagine nelle quali si sdoganano culture fasciste. Una discussione del genere tempo fa vi fu anche per un articolo pubblicato su Il Manifesto nel quale la cronaca descrittiva del fenomeno neofascista veniva stilata con pericolosi scivoloni acritici. Poi ci fu la giornalista Alessandra Di Pietro che sul settimanale Gioia proponeva una intervista alle donne di Casapound come si trattasse di una chiacchierata tra vecchie amiche i cui mariti usano chiamarsi tra loro "camerati". Belle signore, per carità, neppure un filo di cellulite. La Di Pietro ha scordato di chiedere qual è il segreto della loro bellezza. Deve essere dura liposungere anni e anni di culto della perfetta giovane fascista del terzo millennio. (Se interessa, nei "nostri" spazi c’è ampia licenza di naturale e rilassato sbracamento corporeo. Sai mai voleste farvi un morso di meravigliosa cioccolata fondente…)
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di Vincenza Perilli, lunedì 25 maggio 2009, 21:22
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Dialoghi
Qualcuno/a, l’altra notte, ha imbrattato con una svastica il cippo in ricordo della staffetta partigiana Adalgisa Gallerani, nome di battaglia Tosca. Il cippo era stato posto, nel parco a lei dedicato alla periferia di Bologna, solo tre anni. Alla cerimonia aveva partecipato anche la sua amica e compagna di lotta Tolmina Guazzaloca, nome di battaglia Giuliana.
La svastica sarà cancellata, come sono state cancellate tante altre volte, da monumenti, da muri, da saracinesche di negozi di migranti. Certo resta la cicatrice "simbolica", come i segni delle svastiche incise a punta di coltello in questi anni sui corpi delle tante vittime dello squadrismo di destra. Ma credo che sia palese che queste cicatrici sono altrettanti monumenti alla resistenza.
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Articoli correlati in Marginalia:
Per Gabriella degli Esposti, partigiana
R/esistenze femministe
Eredità partigiane
Staffetta antifascista
La battaglia della Bolognina sessantatré anni dopo
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di Enza Panebianco, sabato 21 febbraio 2009, 17:57
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Dialoghi
Roma, 9 maggio 1927
"Ancora una volta la volontà del Duce, personalmente e recisamente manifestata, ha trovato tenaci e fedeli esecutori. Dal giorno in cui Benito Mussolini, rabbrividendo nelle più profonde fibre del suo tenerissimo cuore di padre, disse: "Voglio che l’immondo bruto venga arrestato", tutti ebbero la convinzione assoluta, incrollabile, che il mostro non sarebbe sfuggito dalle maglie della rete, e tutti attesero fiduciosi, senza impazienza, senza commenti, che il comandamento del Duce venisse eseguito."
Da L’Impero
Questo è solo un pezzo tratto da una rassegna più ampia raccolta nell’angolo nero di blogosfere. Tutti articoli di quel periodo che parlano di una vicenda che forse ricorderete per averla vista narrata dal film di Damiano Damiani con uno straordinario Nino Manfredi come protagonista: Girolimoni, il mostro di Roma.
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di Vincenza Perilli, lunedì 15 dicembre 2008, 21:53
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Dialoghi
Un pomeriggio plumbeo, freddo e umido, con a tratti una pioggerella sottile, in un quartiere periferico quasi deserto e verso sera addirittura spettrale. Qualcun* osserva da dietro le finestre, altr* guardano incuriositi, interloquiscono interessati, altri* sono un po’ infastiditi. Da queste parti i cortei non sono all’ordine del giorno. … Leggi tutto
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
Ieri la partita di calcio tra l’Atalanta di Bergamo e il Napoli è stata caratterizzata da 90 minuti di cori razzisti in un clima revanscista e carico d’odio che in un paese civile avrebbero portato alla sospensione della partita stessa. Scritte razziste e altri episodi di intolleranza hanno caratterizzato l’arrivo e l’intero soggiorno della squadra del Napoli a Bergamo. Non essendoci, per decisione del ministro degli Interni Roberto Maroni, alcun tifoso del Napoli presente, quel rancore e quel sordido clima di intimidazione era proprio indirizzato contro quel ragazzo mite e sempre sorridente che si chiama Ezequiel Lavezzi. L’indiscriminato odio antimeridionale ha già portato a incostituzionali “leggi speciali” che induriscono le pene a seconda di dove si commette un reato.
Intanto su un altro canale un Ministro della Repubblica, Renato Brunetta, che le cronache ci rivelano essere entrato in Università attraverso la madre di tutte le ope legis (una scandalosa sanatoria) nel 1980 e aver acquistato una villa di pregio (a lui Ravello non fa schifo, deduco) al prezzo di un garage in periferia, sostiene che, in quanto persona di sinistra, sussisterebbe per chi scrive una presunzione di colpevolezza: sono un fannullone.
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di Redazione, martedì 11 novembre 2008, 15:20
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Italia, Media

"Succede che arrivi stanco da un viaggio in giro per il mondo ed il mattino cerchi l’automobile. E scopri una bella croce celtica con in alto a sinistra la lettera ‘T’ e in basso a destra la lettera ‘S’. Si gela il sangue: hanno anche lasciato la firma, sono quelli del gruppo fascista Trieste-Salario… Io non sfido nessuno, ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro".
Così il giornalista Santo Della Volpe, vice presidente di Libera Informazione racconta il grave episodio di cui è stato protagonista la notte scorsa. A Santo va la massima solidarietà da parte della nostra redazione.
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Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it

Ricevo e pubblico con estrema preoccupazione. Ci stiamo già abituando allo squadrismo neofascista come fenomeno endemico nella nostra società?
Scontri, i filmati a "Chi l’ha visto?" Rai assalita, minacce ai redattori
Dopo la messa in onda delle aggressioni del Blocco studentesco in piazza Navona
Telefonate a Rai3: "Vi abbiamo identificato a voi ed ai vostri familiari"
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Martino Mai su http://www.gennarocarotenuto.it
Oggi il nostro governo ha diffuso una velina con la quale ha informato che un gruppo di picchiatori neofascisti armati con spranghe tricolori, cinghie e catene, portati mercoledì in piazza secondo un preciso disegno, sarebbero stati in realtà gli aggrediti della situazione.
Episodi simili di disinformazione dell’opinione pubblica sono oramai quotidiani e conformano una precisa emergenza democratica.
Chiunque non si allinea alla versione ufficiale di comodo è sistematicamente insultato, deriso e accusato di essere un facinoroso e un bugiardo.
E’ oramai un preciso dovere repubblicano di chiunque si riconosca nella Costituzione di individuare i manipolatori e i diffamatori e di svelarne il gioco.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it