di Gennaro Carotenuto, venerdì 31 luglio 2009, 08:44
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Pianeta Terra
C’è perfino ancora chi è così stolto da considerarli compagni, combattenti per la libertà, socialisti, rivoluzionari, indipendentisti (maddeché?) e via vaneggiando ricordando ancora i tempi eroici dell’imboscata con la quale giustiziarono il delfino di Franco, Carrero Blanco. Quelli dell’ETA, non da oggi, da almeno vent’anni, non sono neanche dei terroristi, sono solo dei luridi mafiosi.
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di Carla Grillo, mercoledì 22 luglio 2009, 07:45
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Italia
MILANO — «Mi chiamo Maria Elena Crespi, Malena per i miei quattro amici, ho 23 anni, vivo alle porte di Milano, non studio e non lavoro. Provo vergogna per questo? Io no». Malena è un nome e cognome, un viso acqua e sapone, e una storia di disillusioni e non impegno convinto che gli spagnoli catalogano sotto l’insegna Generación «ni-ni»: ni estudia ni trabaja: generazione «né» studio «né» lavoro. Adolescenti e giovani. Spagnoli e italiani, inglesi e americani. Tanti. Sempre di più. Anche se non la maggioranza. In Italia il fenomeno non ha un’etichetta, non ancora, ma sociologi e psicologi lo conoscono bene.
E i dati inediti del Rapporto Giovani 2008, elaborati dal Dipartimento di Studi sociali, economici, attuariali e demografici della Sapienza di Roma per conto del ministro della Gioventù Gorgia Meloni, sembrano certificarlo. Ancor più quando vengono incrociati con le anticipazioni dell’indagine Istat sulla Forza lavoro 2008. Nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni ci sono 270 mila ragazzi che non studiano e non lavorano (il 9%): la maggior parte perché un lavoro non lo trova; 50 mila perché della loro inattività ne fanno una scelta; 11 mila, poi, proprio perché di lavorare o studiare non ne vogliono sapere («non mi interessa», «non ne ho bisogno»).
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A chi ha vissuto la guerra sporca in Centroamerica negli anni ‘80 si è gelato il sangue quando è stata resa nota la notizia che il “ministro consigliere” (una specie di Gianni Letta) del presidente di fatto honduregno risponde al nome di Billy Joya Améndola, un altro paisà (Amendola è il cognome della madre) del quale essere orgogliosi.
Ripercorrere il curriculum di Joya Améndola è indispensabile per capire la cultura politica della giunta golpista presieduta dal simpatico paisà Roberto Micheletti.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 26 giugno 2009, 12:44
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America latina, Pianeta Terra
Per carità, punti di vista… magari per qualcuno in Honduras è davvero l’esercito che sta salvando la patria dal comunismo (dove ho già sentito questa storia?) ma è indispensabile studiare come il quotidiano madrileno “El País”, l’unica fonte sulla quale in genere si forma l’opinione di molti “opinion makers” italiani sull’America latina, spiega quanto sta accadendo in queste ore a Tegucigalpa.
Come analizziamo nel dettaglio “El País” esce rapidamente dalla legittimità della diversità dei punti di vista, per entrare nel territorio del falso e del tendenzioso che ci mette di fronte a una vera imperdibile lezione di disinformazione offerta dal quotidiano spagnolo:
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di Redazione, sabato 13 giugno 2009, 12:49
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Italia, Pianeta Terra
Se si escludono i liberisti sopravvissuti al tramonto del liberismo, si registra un consenso piuttosto diffuso sulla necessità del ritorno all’utilizzo di politiche fiscali espansive per cercare di far fronte alla crisi, dopo un trentennio nel quale è stata dominante la convinzione della superiore efficacia della politica monetaria. Naturalmente, se di nuovo consenso si può parlare, occorre chiarire che non vi è affatto convergenza di opinioni né sulla qualità della spesa pubblica, né sulla durata necessaria del ritorno all’intervento pubblico in economia, e tantomeno sulla possibile espansione della sfera pubblica alla produzione diretta di beni e servizi e al controllo degli assetti proprietari di banche e imprese. Al momento, le traduzione più significative della convinzione della superiore efficacia della spesa pubblica in disavanzo rispetto alla manovra dei tassi di interesse le si ritrovano nel programma di politica economica dell’Amministrazione Obama, con uno stanziamento complessivo di 787 miliardi di dollari, equivalente al 5,6% del PIL statunitense, e nel piano finanziario cinese del novembre 2008 con uno stanziamento di oltre 580 dollari.
Guglielmo Forges Davanzati
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 27 maggio 2009, 10:34
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Italia, Pianeta Terra, Primo piano
Al parlamento europeo di Strasburgo il consociativismo è la norma. Lo rivela uno studio importante della ONG VoteWatch che incrocia i dati di tutte le votazioni della legislatura 2004-2009 e svela come si compongono le maggioranze quasi sempre molto ampie di qualunque cosa si tratti.
Pensate che in Italia (o in Spagna, o dovunque voi votiate nella UE) sia fondamentale esprimere il vostro voto per dirimere la contesa tra centro-destra e centro-sinistra, ovvero tra Partito Popolare Europeo e Partito Socialista Europeo? Ebbene per gli eurodeputati che vi chiedono il voto questo è un falso problema.

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di Enza Panebianco, giovedì 14 maggio 2009, 14:40
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Dialoghi
Due documenti che cambiano l’italia (in peggio) e che bisogna conoscere.
Il Pacchetto sicurezza così come esce dall’iter delle commissioni, dopo lunga discussione e un taglia e cuci che ha eliminato alcune cose (l’art. 60 sulla istigazione e apologia in rete è stato soppresso per merito della rete e di un emendamento a cura del deputato Cassinelli. fuori dal pacchetto sicurezza c’e’ inoltre – a parte che l’opposizione al ddl carlucci – chi sta combattendo una fondamentale battaglia contro la possibilità che telecom possa rilasciare accesso a internet a pacchetti invece che per intero), ne ha lievemente modificato altre e ha lasciato un insieme di norme che legittimano fanatici razzisti e moralizzatori dei costumi (quelli altrui) a pattugliare le strade, condannano i migranti, grandi e piccini, all’invisibilità, norme che criminalizzano la razza, il colore della pelle, e condannano ogni atto di dissenso (viene reintrodotta l’offesa a pubblico ufficiale) rivelando una vocazione persecutoria nei confronti di ogni opposizione civile e facendosi scudo del potere di controllo che la stessa richiesta di sicurezza (tramite telecamere, controllo preventivo su internet e schedature di massa) autorizza.
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di Davide Matrone, mercoledì 13 maggio 2009, 22:41
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Dialoghi
In un tiepido pomeriggio di fine aprile incontro Yanara Guayasamin nel suo ufficio. Un giovedi di grande fermento, ricco di appuntamenti e di interviste da rilasciare alle varie testate giornalistiche del Paese.
Dallo scorso 30 aprile, nelle sale cinematografiche di Quito, si proiettava l’ultimo lavoro di Yanara Guayasamin dal titolo “Cuba el valor de una utopia”.
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di Doriana Goracci, sabato 9 maggio 2009, 08:12
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Dialoghi

Nel gergo giornalistico il coccodrillo è un necrologio scritto in anticipo, per averlo pronto al momento del bisogno. Quando scrissi per Gianni Baget Bozzo ancora in vita, non pensavo davvero a questa possibilità, che egli venisse a mancare così presto: leggo che aveva 84 anni, il socialista di Dio. E’ morto nella notte del 7 maggio nel sonno, dicasi morte dolce e discreta non certo ucciso come fecero per la Englaro: “È questo che ha spinto il Cavaliere a battersi per Eluana“. Nei giorni scorsi trovò la Forza tutta Italiana di rilasciare alle agenzie di stampa alcune dichiarazioni in merito al divorzio chiesto da Veronica Lario a Silvio Berlusconi. “Impossibile non sentire lui, don Gianni: amico personale del premier, voce ascoltata dai vertici di Forza Italia come, venti anni prima, nel Psi di Bettino Craxi. “E’ un fatto personale – aveva risposto Gianni Baget Bozzo – non ha per ora nessuna valenza politica. La valenza politica potrebbe averla, ma dipenderà da come verrà condotta la questione”. E ancora: “Non penso – aveva detto Baget Bozzo – che la signora sia strumentalizzata dalla sinistra, penso invece che questa sia una battaglia tutta sua, combattuta però su un piano politico, che cerca di screditare la figura di Berlusconi mostrandolo come figura dubbia”.
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di Doriana Goracci, sabato 25 aprile 2009, 09:21
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Dialoghi
A Vittoria Oliva, la mia cara amica, che ha scritto per il 25 aprile I nostri partigiani ieri ed oggi
e ha chiuso con tre video il suo ricordo… Parto col primo, salutandola così, come il titolo che lo accompagna e la citazione di Bertolt Brecht
“E voi imparate che occorre vedere e non
guardare in aria, occorre agire e non parlare, questo mostro stava una
volta per governare il mondo, i popoli lo spensero, ma ora non cantiamo
vittoria troppo presto, il grembo da cui nacque è ancora fecondo”
Doriana Goracci
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di Giuseppe Aragno, venerdì 24 aprile 2009, 17:49
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Italia, Primo piano, Storia
E’ un 25 aprile che ha il governo all’opposizione. Un 25 aprile in cui non c’è un ministro nato alla cultura della Resistenza o un partito che faccia riferimento alla guerra di liberazione o ai valori della Costituzione. Ci governano gli ex secessionisti della Lega Padana, gli ex fascisti di Alleanza Nazionale e quei forzisti per i quali il 25 aprile, più che una festa nazionale, è sempre stato il trionfo dalla "vendetta e dell’odio dei vincitori a danno dei vinti. E’ un 25 aprile che annuncia tempesta. In attesa che il vento cominci a soffiare, è giusto che la parola passi ai testimoni.
Luigi Maresca
Luigi Maresca, liberale, antifascista e partigiano durante le "Quattro Giornate", nacque a Napoli sotto il segno della reazione, nel luglio del 1898, subito dopo i "moti della fame" e le cannonate di Bava Beccaris, mentre corti marziali e miopia di ceti dirigenti disperdevano nelle isole di confino o seppellivano sotto secoli di galera le voci del dissenso.
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di Doriana Goracci, venerdì 24 aprile 2009, 16:27
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Dialoghi

Era il 15 aprile e la stampa dagli Esteri, ciò che ci è lontano… titolava AFGHANISTAN: KABUL, LANCIO DI SASSI CONTRO DONNE IN PROTESTA IN CENTINAIA MANIFESTAVANO CONTRO NUOVA LEGGE CHE AUTORIZZA DE FACTO STUPRO CONIUGALE
La legge legalizza di fatto lo stupro tra le mura domestiche e vieta alle donne di cercare lavoro, istruirsi o farsi visitare da un medico, senza aver prima il permesso del consorte.
Ieri 23 aprile, in una città più vicina a tutte e tutti noi, Roma, una manciata di donne ha solidarizzato con quelle lontane. Testo e foto che seguono, descrivono cosa le ha spinte ad “esibirsi”. L’iniziativa giunge a firma di Re-sisters che “è la continuazione ideale di (R)ESISTENZE- IL PASSAGGIO DELLA STAFFETTA , un progetto multimediale aperto, costruito a partire da interviste a donne attive nella Resistenza civile e armata attive nell’antifascismo dalla Seconda Guerra Mondiale”. Di queste donne delle loro iniziative ne avevo già scritto in questa occasione “Dalla Cabina di Regia allo Struscio in Camera Caritatis“. Passo il loro Mai più.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 15 aprile 2009, 15:57
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Senza categoria
Mostrava un messicano tarchiato al fianco di un bel cow-boy Usa
Roma, 15 apr. (Apcom) – Il gigante del fast food Burger King ha deciso di ritirare un manifesto utilizzato per le campagne pubblicitarie in Spagna e in Gran Bretagna, considerato offensivo dal Messico.
Il manifesto, creato per pubblicizzare il nuovo hamburger ‘Tex-Mex’, mostrava un cow-boy statunitense dall’aspetto aitante al fianco di un messicano tarchiato e tutt’altro che attraente, vestito con i colori della bandiera messicana, sotto i quali campeggia la scritta "Uniti dal destino".
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Fernando Ravsberg è il corrispondente dall’Avana della BBC. L’articolo che segue risiede in originale sul dominio del servizio pubblico inglese. Lo traduco e lo pubblico per un paio di motivi che considero buoni. Il primo è che parla di Cuba e delle donne cubane come chiunque conosca e ami Cuba parla, ovvero esattamente all’opposto di come ne parlano le orde di sficati che non escono da Varadero e dalla Habana vieja e credono di avere il diritto di comprare tutto (anche le persone) solo perché hanno nel portafoglio uno stipendio europeo. Il secondo motivo è che un articolo come quello di Ravsberg non sarebbe pubblicabile su nessun giornale italiano. I giornalisti italiani neanche pensano di poter esprimere opinioni eterodosse su Cuba (gc).
“Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso.
Così si percepisce Cuba dagli hotel e dai centri turistici circondati di prostitute a caccia di maschi “di successo”, di quelli obbligati a fare un viaggio di 5.000 km per poter avere una relazione sessuale, che inoltre sono costretti a pagare.
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di mario barone lumaga, venerdì 10 aprile 2009, 06:43
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Dialoghi
Martedì 7 aprile il Primo Ministro Zapatero ha rimodellato in maniera sostanziale il profilo del suo Governo. Cambiano i ministri della Sanità, dell’Educazione, della Cultura, dello Sviluppo, della Cooperazione Territoriale e soprattutto dell’Economia. L’annuncio in conferenza stampa è stato formale ma rassicurante, e di certo è rimasto fuori quel pizzico di preoccupazione trapelato invece, appena una settimana fa, dall’annuncio dell’intervento statale a favore della dissestata banca CCM.
“Il cambio di ritmo” è d’obbligo di fronte alla situazione di crisi internazionale e ci si aspetta dal nuovo esecutivo un passo adeguato, parola di Zapatero. Per il resto ringraziamenti, strette di mano e protocollo.
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