Thursday 09 February 2012, 19:01

Gli articoli con tag: " Socialismo del XXI secolo "

Dalla Colombia alla Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Santa Ana de Coro.

Arriviamo da Santa Marta(Colombia) a Maracaibo alle dieci del mattino dopo 12 ore di pulmino anziché 7 a causa del bus che prima si ferma con la batteria scarica e che poi buca una ruota.
Alla frontiera di Maicao non abbiamo nessun problema nonostante in precedenza ci avessero detto il contrario a causa delle tensioni Colombia-Venezuela.

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Speciale Bolivia 1: appunti per un bilancio sul governo (riformista) dei movimenti sociali

bolivia-manifestacao Il primo quadriennio di Evo Morales al governo della Bolivia ha coniugato il massimo dell’utopia al massimo del pragmatismo. A smentire tutti i paradigmi neoliberali la nazionalizzazione del settore estrattivo ha sottratto alle multinazionali la parte iniqua dei guadagni ed è servito a mettere in moto un processo di perequazione sociale finora coniugato con le esigenze di un bilancio dello stato oggi molto più brillante che all’epoca dei Chicago boys.

Tutto ciò è stato fatto cambiando (o iniziando a cambiare) lo Stato con la nuova Costituzione plurinazionale che restituisce la piena cittadinanza alla maggioranza indigena e accrescendo sempre più un consenso che assume tratti egemonici. D’altra parte, e causa qualche preoccupazione, il MAS mostra segnali di trasformarsi in un “catch all party” che supera la propria base per strizzare l’occhio a frammenti non proprio presentabili dell’opposizione.

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Honduras, perché gli Usa tacciono? Colpa del conflitto Obama- Hillary

Alcuni fedelissimi della Segretaria di Stato americana oggi lavorano attivamente con i golpisti.

Tom Hayden
La politica americana confrontata al colpo di Stato del 28 giugno (che ha detronizzato il presidente dell’Honduras Manuel Zelaya, sostituendolo con Roberto Micheletti), rischia di sprofondare nella confusione a causa delle divergenze tra il Presidente Barack Obama e la Segretaria di Stato Hillary Clinton.
Questi contrasti vengono da lontano, almeno dalle primarie del 2008 quando i due si sfidarono per l’investitura presidenziale.

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Dieci anni di Hugo Chávez in Venezuela, tempo di bilanci

hugo_chavez-01 Ha dimezzato la povertà e la disoccupazione in uno dei paesi più ricchi e ingiusti del mondo. Una straordinaria sollevazione popolare lo ha fatto sopravvivere ad un colpo di Stato organizzato da George Bush, da José María Aznar e dal Fondo Monetario Internazionale. Ha costruito un sistema mediatico equilibrato laddove aveva voce solo il “pensiero unico”, è stato il primo capo di stato a dire che il neoliberismo era un crimine e aveva fallito ed è stato uno dei padri dell’integrazione latinoamericana. Adesso, finita la bonanza degli alti prezzi del petrolio riuscirà a mantenere la promessa di un Socialismo del XXI secolo?

abn-04-11-2006-puerto05 C’è un dato che non può essere eluso quando si parla di bilanci per i dieci anni di governo di Hugo Chávez. Secondo il CEPAL, l’istituto di studi economici delle Nazioni Unite, l’azione del suo governo ha portato al crollo degli indici di povertà dal 50 al 30% e quelli di indigenza dal 21.7 al 9.9%. Che piaccia o no a chi parla di regime, di caudillo e trama da anni per rovesciarlo con ogni mezzo antidemocratico, oggi milioni di venezuelani ridotti alla disperazione dal sistema neoliberale della IV Repubblica, hanno ritrovato speranza e dignità.

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La “tendenza marxista” ovvero il “marxismo di tendenza”

La nota di merito fattami da Gennaro per il mio scritto “Mai più senza marxismo” (http://www.gennarocarotenuto.it/2755-mai-piu-senza-marxismo-sulla-debacle-elettorale) mi sprona.

Non si può mettere il punto finale a questo scritto, senza aggiungere due parole che analizzino nel dettaglio anche la corrente che dovrebbe prendersi la responsabilità di guidare il Partito. Di striscio, alcuni difetti sono già stati segnalati, ora verrà sviscerato il problema di fondo, senza il superamento del quale, la corrente di FalceMartello spingerà più contro che a favore del marxismo. Chi scrive, ha avuto brevi contatti con quei compagni, ha provato anche ad entrare nei loro quadri. Non ha potuto farlo perché è stato considerato più un oppositore che un simpatizzante. Qui, però, non troveranno spazio beghe personali che il lettore non potrebbe verificare e che inoltre potrebbero interessarlo solo se fosse appassionato di Novella 2000. Dovere di marxista è analizzare nella maniera più sobria possibile, senza lasciarsi condizionare da amarezze o sentimenti personali, i fatti “oggettivi”. Di seguito, quindi, si troverà solo ciò che chiunque sarà in grado di controllare da sé. … Leggi tutto

Manifesto per il Socialismo del XXI Secolo

Mentre la Gallina Maddalena dice che il nuovo Partito Demagogico sarà socialista e liberale, l’Infausto Libertinotti propone per la futura Europa Sinistrata un programma il cui motto sarà: “Lasciar fare alla pianificazione…!”.

Davanti a simili esternazioni, la platea dei Sofri, che “sofrono” molto per non poter più essere dei piccolo borghesi come gli altri, a causa di un passato da rivoluzionari di professione da fighetti quali erano ieri e ancor di più oggi, discutono di King, di Gandhi, di Habermas, di Bernstein e della famosa citazione capovolta, “il movimento è tutto, il fine è nulla”, capendo per altro ancor meno del suo significato: “il movimento, il bernsteinismo, l’opportunismo da Partito Demagogico è la fine di tutto”, la fine di chi, in nome di chissà quale movimento, non è mai andato da nessuna parte, ad esclusione di dove tira il vento. E il vento tira sempre a destra, dove vuoi che tiri?

Al di là delle raffiche, va precisato che un conto è il revisionismo alla Bernstein o alla Kautsky, e un conto è il revisionismo da Partito Demagogico. Nel primo caso, infatti, il revisionismo parte da una “prima visione” a cui nessun opportunista si è mai permesso di mancare, nel secondo invece il revisionismo non nasce né da una prima né da una seconda visione, ma riflette direttamente la mancanza di un qualunque segnale d’uno oscurantismo peggio che medievale che solo la voce del Rinascimento operaio potrà rimettere quanto prima al suo posto:

O il fine è tutto, o il movimento è fermo. Perché il movimento operaio, o è rivoluzionario o non è niente!

Qua, dall’orlo estremo di un’età apparentemente sepolta, sarà bene parafrasare la più grande rivoluzionaria di tutti i tempi perché, tra le tante mezze calze nominate (King e Gandhi esclusi) a sostegno della loro mediocrità, tutti i rinnegati della nuova bolsa sinistra, non si scordino proprio del tutto le loro origini: «È Bastato che il Partito Demagogico aprisse i battenti, per capire che non aveva altro da dire e da fare che richiuderli subito» (da Riforma sociale o rivoluzione? di Rosa Luxemburg). E già che ci sono, i nuovi rampolli, si ricordino anche da dove nasceva e quale ne era, per questa grande rivoluzionaria, la caratteristica principale del bernsteinismo: «L’avversione contro la “teoria”. L’opportunismo non è in grado di costruire una teoria positiva capace di sostenere in qualche misura la critica». Da qui l’ipocrisia con cui si mischiano, tra le altre cose, socialismo e liberalismo. Ipocrisia che non è di Carlo Rosselli – preveniamo le eventuali obiezioni – ma solo degli eterni opportunisti, cavalcatori ieri del fetido cadavere della defunta Socialdemocrazia e oggi anche, senza ritegno, del “Socialismo Liberale” di questo piccolo, grande italiano.

Ma perché mai gli opportunisti detestano la teoria? Perché dietro l’odio per la teoria, c’è l’odio che l’unica classe dominante completamente analfabeta mai esistita, l’impresentabile borghesia a cui appartengono oramai irrimediabilmente, nutre per la cultura; l’antipatia profonda, viscerale e giurata contro i “classici”, contro lo studio dei “sacri testi”, contro il rigore intellettuale e la ferrea disciplina mentale con cui chi li apprende disimpara l’arte televisiva, comprata a buon mercato, di sgusciare da tutte le contraddizioni e da ogni ideale principio per mettere i piedi in tutte le staffe, nota arte da parata, futurista come solo i graffiti delle caverne hanno saputo esserlo, dalla quale tutti gli ignavi della terra, costi quel che costi, non vogliono assolutamente separarsi.

Per fortuna, mentre l’esercito innumerevole dei tartufi contro-riformisti si raduna sotto il “grande palmizio”, probabile simbolo del futuro Partito per l’Estate, dall’altra parte del mondo, dalla punta più avanzata della solita Atlantide che sta lentamente ma inesorabilmente riapparendo, il colonnello Hugo Rafael Chávez Frías, solo come Majakovskij contro tutti i canarini al timone, grida: «Svelti, torcete il collo ai canarini, prima che non solo il Socialismo per il XXI Secolo, ma anche i suoi prodromi, dai canarini siano sopraffatti».

IL SOCIALISMO È MORTO? EVVIVA IL SOCIALISMO!

L’editoriale di Pierluigi Battista e l’ora legale di Hugo Chávez

Molti amici sono arrabbiati con me per non aver “stroncato” l’editoriale di PG Battista sul Corriere della Sera. Altrettanti mi fanno notare la maniera tendenziosa di come a reti unificate, si parla del cambiamento di fuso orario del Venezuela, graziosa maniera di far passare per pazzo qualcuno. Ma non sanno neanche che ai tropici l’ora legale non serve.

Pierluigi Battista è un signore molto di destra, spaventato anche dalla sua ombra, probabilmente non ha mai messo piede in America Latina e ovviamente non si è mai preso la briga di intervistare il Presidente Chávez.

Ma Battista scrive un editoriale, non un articolo informativo. Lo infarcisce di … Leggi tutto

Pierluigi Battista apre al dibattito sul Socialismo in Venezuela e una perla del Sole24ore

Andrea Picciuolo (con commento mio): le scrivo per segnalarLe, se ve ne fosse bisogno, un articolo apparso oggi sul sito del Corriere della Sera, può trovarlo a questo link.
Mi chiedo e Le chiedo se … Leggi tutto

Hugo Chávez, la nuova Costituzione, il laboratorio venezuelano e le bugie sulla rielezione a vita

Il tam-tam mediatico organizzato dalla NED statunitense per i media mainstream, punta tutto su un solo punto “Chávez presidente a vita”. Non solo è falso, ma è un nuovo passo della campagna di diffamazione portata avanti dal governo degli Stati Uniti -che nel 2002 fomentò un fallito colpo di stato in Venezuela- ma serve per occultare l’importanza della riforma costituzionale proposta nella Repubblica bolivariana. Vediamone i dettagli … Leggi tutto

Gente di Caracas. La restituzione di voce, le bugie dei media e le svastichine di Teodoro Petkoff

CARACAS – La capitale del Venezuela deve piacerti piano piano. All’inizio prevale lo choc; è una città difficile e neanche è detto che succeda mai che ti piaccia. Sono oramai molte volte che la visito, per periodi più o meno brevi e solo adesso comincio a sentirla meno ostica e a provare affetto. Anche se i contrasti intollerabili degli anni ’90 vanno lentamente riducendosi, continuano a choccare. E a volte ad impaurire.

Ma è solo una scorza, sotto la quale pulsa un’umanità meravigliosa. L’opposizione sta chiusa nei quartieri per ricchi e il resto della popolazione si ingegna per cambiare il … Leggi tutto

Il valore dell’utopia

Lorenzo Mortara: ho letto il suo articolo sul Primo Maggio venezuelano e sono rimasto veramente contento. L’idea delle 30 ore è quello che ci vuole. Non si dica però che … Leggi tutto

Uno spettro s’aggira per l’America – lo spettro del “socialismo del secolo XXI”

Per la seconda volta nella storia una proposta dichiaratamente socialista vince, anzi stravince, elezioni presidenziali in pace e democrazia. Dopo Salvador Allende nel 1970 tocca a Hugo Chávez, in condizioni politiche, economiche, culturali, storiche diverse e con una correlazione di forze molto più favorevoli. Propone al mondo, e in primo luogo alla sinistra, un problema politologico che ai più sembrava sepolto: è davvero finito il socialismo?

CARACAS La riconferma a furor di popolo di Hugo Chávez alla presidenza del Venezuela, è avvenuta sulla base di un programma dichiaratamente socialista. In otto anni il Venezuela bolivariano ha operato una massiccia redistribuzione che ha dimezzato la povertà estrema nel paese e la disoccupazione, utilizzando la proprietà pubblica del petrolio. Si può continuare a trattare … Leggi tutto