Friday 25 May 2012, 06:51

Gli articoli con tag: " Senato "

Lode delle imposte e delle tasse

Tutti dicono che bisogna abbassare le imposte, oggi la minoranza delle grandi imprese paga imposte, l’evasione fiscale, per i non dipendenti, è alta; buon ultimo Marino, del PD, ha parlato di regalare ai dipendenti e pensionati le imposte della tredicesima, proposta che spesso lanciano tutti, a destra e sinistra.

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Bossi e Maroni sono passati per Ellis Island

ub2(*) Ellis Island è una piccola isola che sta nel Porto di New York, vicina alla Liberty Island e di fronte  a Manhattan: dal 1892 al 1954 ha rappresentato la frontiera di ingresso negli Stati Uniti per milioni di immigranti italiani e del resto del mondo. A Ellis Island veniva condotto il controllo dei documenti di viaggio e delle condizioni di salute di chi cercava di entrare negli USA, e vi si doveva superare la quarantena. Milioni sono stati gli italiani, prevalentemente del Meridione, che la miseria ha costretto a passare attraverso questa sorta di centro di permanenza temporaneo.

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Uruguay, la sinistra perde, la sinistra vince

Mujica Con appena 30.000 voti considerati “da revisionare” il quadro delle elezioni parlamentari è praticamente definitivo e dà al Frente Amplio (la coalizione di centro sinistra fondata il 5 febbraio 1971 da Líber Seregni) la maggioranza parlamentare per la seconda volta nella storia del paese.

Se da una parte per la sinistra uruguayana c’è il campanello d’allarme della mancata vittoria al primo turno di Pepe Mujica (47.4%) e la bocciatura del referendum sull’impunità, tali segnali sono controbilanciati dal mantenimento della maggioranza assoluta in parlamento.

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Sami Mbarka Ben Garci, lasciato morire in carcere come Eluana Englaro

La notte del 5 Settembre, alle 3,45, un detenuto tunisino, Sami Mbarka Ben Garci, di 42 anni, è morto in ospedale a Pavia, dopo un mese e mezzo di sciopero della fame.

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Arfè. La morte non spegne un pensiero fecondo

Spesso, nell’imbarbarimento di quest’anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio.

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Scuola: la rivolta solidale

Pubblico l’appello di Francesco Pardi, membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato, rivolto a tutti i docenti, per una «rivolta solidale» (dal manifesto del 5 settembre).
L’appello è a difendere la scuola pubblica italiana dalla rovina e, allo stesso tempo, il lavoro di decine di migliaia di insegnanti precari. Ma l’appello è anche a «riscoprire la solidarietà» per «coloro che si trovano senza lavoro e senza stipendio, sotto ricatto e privi di sicurezza», quelli per cui «lottare è più che mai difficile». «E chi è più indicato a difenderli se non i loro colleghi più garantiti?».
Riflessione che mi tocca in prima persona, in quanto insegnante indegnamente privilegiato per il solo fatto di abitare in una regione, la Valle d’Aosta, dove è ancora possibile essere assunti in ruolo.
Cerco il modo di manifestare questa «solidarietà», magari nella mia scuola.

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Roma Praga Roma in low-cost

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La mattina del 28 agosto ero a Praga alle 11,  a Piazza della Città Vecchia, come centinaia di altri turisti ad aspettare che l’Orologio astronomico medievale scoccasse l’ ora e mettesse in moto i 12 apostoli, tanti come  i 12 mesi dell’anno. Tutto ha funzionato per la meraviglia dei grandi e dei piccoli, come accade dal 1410, quando venne costruito, con un evento estemporaneo in questa stagione 2009: Greenpeace dall’alto della Torre ha contemporaneamente srotolato, grazie ad una serie di attivisti, un enorme striscione sul clima. Dovevamo sembrare tutti piccoli da lassù e in effetti lo siamo, anche visti da vicino, dal basso, noi del low-coast. Sappiamo  poco o nulla e ci interessa ancora meno di quanto accade nel mondo…è accaduto, come è accaduto che il  1 giugno 2009 “tre organizzazioni ecologiste Greenpeace, Friends of the Earth e Sortir du nucléaire, che finora facevano parte del Forum europeo sull’energia nucleare Enef ( finanziato con fondi pubblici, creato nel 2007 dalla Commissione europea per incoraggiare, secondo l’Esecutivo Ue, un dibattito aperto e “senza tabù” sul futuro dell’energia nucleare nell’Ue)  hanno abbandonato per protesta l’organismo durante la sua riunione in corso a Praga, sotto la presidenza congiunta dei governi ceco e slovacco e con il sostegno della Commissione europea… Le tre Ong concludono che senza la partecipazione della società civile, dopo la loro uscita, il Forum ha perso la sua legittimità e dovrebbe perciò essere sciolto”.

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Frei Betto: l’Amazzonia ferita aperta del Brasile senza riforma agraria

brasilesemterra L’Amazzonia e il dramma dei Senza Terra dividono il partito di Lula il quale non può ripresentarsi alla presidenza. Due donne ministro si affrontano e spaccano il Partito dei Lavoratori offrendo alla destra la possibilità di vincere le elezioni 2010.

Dilma Rousseff, ministro dell’Economia, come Lula in galera e torturata dalla dittatura militare, è l’erede designata a succedergli; Marina Silva, già ministro dell’ambiente, cresciuta in Amazzonia alla scuola di Chico Mendes, ha lasciato il partito e sta per presentarsi con una lista Verde assieme a Gil, cantante famoso, ex ministro dello sport.

Rimproverano al fondatore del Pt di non aver risolto i problemi drammatici che angosciano milioni di brasiliani. Frei Betto spiega quali sono questi problemi.(domani)

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Lula: il miglior “rappresentante” brasiliano.

Il Presidente del Brasile, Luis Inácio Lula da Silva, ha fatto scalpore oggi (martedí 25/08/09) per aver utilizzato un linguaggio ben “popolare” in un discorso pronunciato in un incontro ufficiale con i sindaci della regione metropolitana di São Paulo, maggior polo industriale e produttivo del paese.

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Esame di romanesco per parlamentari

Roma, Montecitorio Pronta la legge sul dialetto a scuola, assicura Calderoli, andando incontro a una sensibilità diffusa (almeno dalle parti delle feste della Lega, tra mangiate di polenta, fiumi di birra e coretti razzisti sui napoletani condotti dal “maestro” Matteo Salvini).

Studio dei dialetti obbligatorio alle elementari, alle medie e alle superiori, una proposta del tutto inutile, ora che Renzo Bossi è stato finalmente promosso: bisognava pensarci prima.

Il problema, naturalmente, non è lo studio del dialetto, che è – di per sé – cosa degnissima, ma qualcos’altro:

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Brasile: il boomerang anti-Lula in fronte alle élite

luladrousseff Da parte dell’élite brasiliana, c´è una grande voglia di fare fuori Lula ed il corso politico da lui inaugurato nel 2003, quando finalmente – dopo 4 tentativi in 13 anni di “democrazia” – il Brasile si è dato un governo innegabilmente più popolare.

Nel 2010 ci saranno nuove elezioni, alle quali Lula in persona non potrà candidarsi (perché già eletto due volte di seguito), ma il blocco politico attualmente egemone – formato dal Partito dei Lavoratori (PT) e altre formazioni di centro – ha già lanciato una sua candidatura, una donna: l´attuale Ministro degli Interni, Dilma Russef (insieme al presidente nella foto).

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Eugenio Scalfari: Perché la Lega sta facendo ammuina

LA PAROLA "isteria" e l’aggettivo "isterico" sono stati usati per la prima volta da Ezio Mauro nel suo articolo di ieri a proposito dei recentissimi comportamenti del nostro presidente del Consiglio. Si sente braccato, inventa un suo ruolo maieutico in tutte le trattative internazionali che si rivela però del tutto infondato (a cominciare dal vertice russo-turco sul gasdotto); insulta come delinquenti due giornalisti che fanno domande scomode ma pertinenti nel corso di una conferenza stampa da lui convocata; teme l’arrivo di un settembre difficile per il governo e per lui e lo dice nel corso d’una riunione con i suoi collaboratori mentre contemporaneamente riafferma che il peggio della crisi è passato e che da settembre verrà il bello.
Insomma isteria. Isteria da insicurezza psicologica, economica, politica.

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Caro Giuseppe Giulietti, sul Venezuela sbagli

hugo-chavez-02 Caro Giuseppe Giulietti,

leggo un tuo duro attacco contro il governo venezuelano dalle pagine di “Articolo 21”, associazione nelle finalità della quale mi riconosco pienamente. La stima che ho per te mi fa scorgere il fumo del “sentito dire” e il condizionamento del continuo inquinamento delle fonti operato dal mainstream.

giulietti-giuseppe Il Venezuela è un laboratorio mediatico senza pari al mondo. Come tutti i governi integrazionisti latinoamericani ha dovuto fronteggiare, inizialmente senza strumenti legislativi, un irriducibile “latifondo informativo commerciale”, contrario spesso in maniera eversiva ai governi di centro-sinistra. Tale latifondo considera (strumentalmente) ogni possibile democratizzazione del sistema mediatico come un attacco all’unica libertà d’espressione che ha a cuore, la propria.

In questo contesto la demonizzazione sempre più marcata dei processi politici latinoamericani, e in particolare quello venezuelano vede inoltre sempre più spesso accostare il presidente Hugo Chávez a Silvio Berlusconi, dipinti come due autocrati accomunati dalla smania di controllare i media. Tale accostamento è diffamatorio per il governante bolivariano. Semmai è vero il contrario: Chávez è massacrato da anni da un sistema mediatico di stile berlusconiano per squallore morale, potere economico e pervicacia della disinformazione.

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Aprite il portafoglio all’Afghanistan all’Abruzzo alla Guerra

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Una cartolina che ancora conservo, edita in poche copie, mostra una signora che sbatte in faccia sulle gradinate della Borsa di Milano, la sua sporta, ad un signore degli Affari e sotto in grande: o la Borsa o la Vita. Ognuno può leggerla questa frasetta come crede, io ci rido ancora oggi, avendo passeggiato 30 anni per quei Mercati e non solo finanziari, vedetela come un film del 1933, o come il motto del rapinatore, o come ne scrissi l’11 ottobre 2008.

Ma andiamo ad aprire il Portafoglio e a vedere cosa ci troviamo, intanto con un video sulle spese militari, che non è recente ma in compenso tratta di una spesa aumentata, non solo per comprare il pane. Ricevo un po’ di conti da Ugo Beiso, che mi risulta essere solo un tecnico dell’ Ansaldo oltre che un attivista dei Diritti Umani, contro la guerra.

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Zelaya: torno in Honduras, se dovesse capitarmi qualcosa, il generale Romeo Vásquez Velásquez sarà il responsabile della mia morte.

La democrazia ha un prezzo e sono disposto a pagarlo. Intervista al Presidente honduregno, Manuel Zelaya, rilasciata a Giorgio Trucchi per l’Associazione Amicizia e Solidarietà Italia – Nicaragua, è ripresa da www.infoaut.org

Dopo la conclusione della conferenza stampa con il presidente costituzionale dell’Honduras, Manuel Zelaya Rosales, che si è svolta nell’ambasciata di questo paese a Managua, salgo sulla macchina con cui si spostano il presidente ed il suo ministro della Presidenza, Enrique Flores Lanza, diretti ad un’intervista con un canale televisivo internazionale. Mancano pochi giorni o forse poche ore all’atteso ritorno del presidente Zelaya in Honduras, e nell’oscurità dell’auto cominciamo questa intervista in esclusiva per il Sistema informativo della UITA.

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