Friday 25 May 2012, 06:49

Gli articoli con tag: " sanità "

Lettera aperta: costruiamo insieme un’altra Italia.

"[Questa lettera è tratta da un dibattito sviluppatosi sul sito del “Giornalismo Partecipativo” www.gennarocarotenuto.it].

Siamo uomini e donne che credono nell’altra Italia.

Quell’Italia onesta che lavora, che resiste, che vuole costruire un Paese migliore. Quell’Italia che negli ultimi tempi è stata fin troppo oscurata dall’Italia dei padroni e dei padroncini, dei furbetti del quartierino, degli speculatori, dell’ipocrisia dei benpensanti e dei figli di papà, degli evasori che dichiarano quanto un operaio e tengono lo yacht in porto, dei raccomandati e dei raccomandanti, dei corruttori e dei corrotti.

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Nel Messico ridotto alla carestia esploderà nel 2010 una nuova Rivoluzione?

hidalgo Nel 1810 in Messico si dichiarò l’indipendenza dalla Spagna (nella foto il celeberrimo murales di José Clemente Orozco). Nel 1910 scoppiò la Rivoluzione zapatista. Alla vigilia del 2010, secondo la Conferenza Nazionale Contadina (CNC), il paese è al bordo della fame di massa.

Per i fagioli, i frijoles, si teme un meno 80% nel prossimo raccolto, una tragedia che potrebbe tradursi in migliaia di morti di fame nel prossimo anno. Solo un po’ meno peggio va per l’altro architrave dell’alimentazione di cento milioni di messicani, il mais, meno 50%.

E proprio la fame potrebbe essere il punto più triste d’inflessione di un modello fallito di paese che a 200 anni dalla nascita ha bisogno di un nuovo inizio.

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Viva l’altra Italia. Chi ci sta a darle voce?

L’articolo sull’altra Italia, pubblicato venerdì scorso (http://www.gennarocarotenuto.it/10101-viva-litalia-che-resiste-diamole-voce/), è riuscito a dar vita ad un dibattito che ha in qualche modo raccolto la provocazione con cui si chiudeva il pezzo, chiedendo se ci si dovesse veramente arrendere all’idea che l’unica alternativa politica alle destre, sul piano amministrativo, fosse lo stile di Vendola in Puglia. … Leggi tutto

Viva l’Italia che resiste. Diamole voce!

Viviamo in questi mesi una sorta di nuovo Medioevo politico, sociale e culturale. Viviamo, ogni giorno, le conseguenza del trionfo di una cultura, tutta italiana, che pone le sue radici nell’incontro della filosofia “soldi, potere e ipocrisia” di Berlusconi e del berlusconismo con l’individualismo esasperato e disumano tipico del capitalismo.

In questo nostro perfetto sistema videocratico (da vedere, al prossimo festival del cinema di Venezia, il documentario “Videocracy” dell’italo-svedese Erik Gandini), imperversano su tutti i canali viscidi uomini di potere, pronti a recitare, senza trovare la benché minima resistenza, il bollettino delle balle quotidiane. Intanto i segnali di speranza, come la lotta degli operai della INNSE, il no forte e motivato alle ronde dei comuni di Massa e di “Salerno”, la sentenza del TAR sull’ora di religione, il partecipato corteo agostano contro il ponte sullo stretto, l’Onda studentesca dello scorso autunno, rimangono gocce isolate nell’oceano.

Se è vero che grazie al maggioritario, al porcellum e al bipolarismo, Berlusconi e Bossi governano il paese con il 45% dei consensi come se fossero i padroni assoluti dello Stato, è altrettanto vero che esistono tuttora due diverse “Italie”.

Da una parte l’Italia di padroni e padroncini, dei furbetti del quartierino, degli speculatori, dell’ipocrisia dei benpensanti e dei figli di papà, degli evasori che dichiarano quanto un operaio e tengono lo yacht in porto, dei raccomandati e dei raccomandanti, dei corruttori e dei corrotti; e poi, usando i versi di De Gregori, c’è “l’altra Italia”: l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento, l’Italia che lavora, che si dispera e che si innamora, l’Italia con le bandiere, l’Italia che non muore e che resiste.

E ci sono ancora, per quanto facciano di tutto per dimenticarsene e per farlo dimenticare (come testimoniano le ultime tornate elettorali), delle forze politiche che dovrebbero (e avrebbero dovuto) essere rappresentanti  di questa “altra Italia”. Ci sono ancora, e ci saranno sicuramente almeno fino alla prossima primavera, delle regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Basilicata, Calabria) governate da giunte di sinistra sostenute da Partito Democratico, soggetti della “Federazione della Sinistra” (Prc, Pdci e altri movimenti locali) e Italia dei Valori.

La domanda da porsi è questa: per quale motivo, a maggior ragione dopo l’approvazione del (vergognoso) federalismo leghista, tali giunte perseverano, salvo rarissime eccezioni, nell’errore della “moderazione”, quando avrebbero invece la possibilità di assumere, anche a livello legislativo, posizioni che destabilizzerebbero i piani di questa destra classista, clericale, fascista e guerrafondaia, facendosi così, finalmente, portavoce di quella troppo a lungo ignorata “altra Italia”?

Di aziende come la INNSE ne esistono a centinaia in tutta Italia; di lavoratori come quelli saliti sulla gru migliaia e migliaia.

Perché queste regioni invece di assumersi la responsabilità di diventare laboratori in cui “sperimentare” l’intervento istituzionale a fianco dei lavoratori attraverso iniziative di autogestione e cooperazione, di “nazionalizzazione” e di riconversione a difesa dei posti di lavoro e dell’ambiente, preferiscono riproporre l’atteggiamento autistico della regione Lombardia?

Perché solo la Toscana ha approvato una legge che smonta di fatto i teoremi razzisti e pericolosi per la comunità del “pacchetto sicurezza?

Perché dei suddetti governatori nessuno si è preso la briga di dire che non si può continuare a costruire strade e autostrade e che si potrebbe investire in un trasporto pubblico (si pensi alle ferrovie) di qualità e per tutti, anziché nella Tav, dannosa per l’ambiente, veloce come i vecchi Eurostar e con tariffe assurde?

L’elenco di simili domande, su lavoro, ambiente, sanità, istruzione, partecipazione dei cittadini…, potrebbe continuare a lungo.

Anni fa, molti anni fa, le regioni “rosse” erano il principale motivo di orgoglio del PCI, proprio perché, nonostante gli infiniti governi democristiani, continuavano con grande celerità il loro progresso sociale, sanitario, scolastico e lavorativo.

Di fronte alle sfide poste dalla crisi economica e dal mondo del lavoro, dalla questione ambientale, dall’attacco alla scuola e alla sanità pubblica, si può sperare che queste regioni “rosse” tornino ad essere un elemento di forte rottura nei confronti dell’operato del Governo?

O dobbiamo rassegnarci all’idea che l’unica strada percorribile sia quella del leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola, inizialmente eroe della “primavera di Puglia”, finito a dover mettere in giunta prima il principale esponente dei “baroni” della (disastrata) sanità pugliese e poi, per restare “in piedi”, l’Udc di Cuffaro e “Io Sud” della Poli Bortone (ex-Msi e An e adesso “leghista” del sud)?

Mattia Nesti.

Val di Susa: torna la porcata della legge obiettivo… prepariamoci a nuovi scontri!

Con richiesta di diffusione… visto che i Media (tanto per cambiare) non ne parlano
A SARA DURA!!
Fabio

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Più americanista degli americani: un PD che, così, è senza futuro

Ormai è del tutto evidente che il contingente italiano in Afghanistan, ripetutamente sotto attacco negli ultimi giorni, stia compiendo vere e proprie operazioni di guerra contro l’esercito talebano e che questa guerra (il vocabolo "missione di pace" è ormai sparito anche dai discorsi di La Russa) non serve affatto alla sicurezza del popolo italiano, e, come ha confermato anche l’ex  Capo di Stato Maggiore del comando NATO Fabio Mini (L’Unità, 28 Luglio), "il terrorismo che si combatte in Afghanistan non è più quello né di Al Qaeda né della Jihad islamica (sempre che lo sia mai stato, fatto discutibile se si considerano gli scarsi risultati ottenuti, ad esempio, nella caccia ai "latitanti" Bin Laden e Mullah Omar, ndr). Le forze contrapposte in Afghanistan non sono in grado di portare alcuna minaccia al nostro sistema".

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H1N1. La Salute ci rincorre per tutto lo Stupid Pianeta

http://www.arianuova.eu/wp-content/uploads/2008/06/p10_lla-cura-3b-scientific.jpg

A ogni servizio sui TG sull’H1N1 dovrebbero far scorrere come sottotitoli i numeri che ci ricorda Doriana. La Novartis intanto si frega le mani perché Sacconi vuole far vaccinare obbligatoriamente 15 milioni di italiani e far comprare allo stato 48 milioni di dosi di vaccino. La Sanofi dice che solo nella fabbrica in Pennsylvania può produrre e vendere in poco tempo 100 milioni di dosi e chi produce il Tamiflu schizza in borsa. Per finanziare la ricerca sul cancro ci dicono di mandare un SMS a Telethon, per uno starnuto e qualche linea di febbre (nel 99,9% dei casi), copre tutto lo stato (gc)

Dal 1 gennaio al 28 dicembre 2008,  sono stati 122.254 i morti sulle autostrade e strade italiane.

1120 morti sul lavoro nel 2008: tralascio gli incidenti nel primo e secondo caso, con invalidità spesso permanenti.

150.000 persone muoiono ogni anno di cancro nel nostro Paese.

134.503 casi confermati nel mondo, di influenza, con 816 morti. Sono i dati diffusi nell’ultimo bilancio stilato dall’Organizzazione mondiale della sanità.  In particolare, in Africa l’ufficio regionale dell’Oms segnala 157 pazienti affetti, contro gli 87.965 (e 707 morti) per l’ufficio regionale delle Americhe e i 16.556 (con 34 decessi) per l’ufficio regionale per l’Europa.

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Rutelli trama, la Bindi lo tana

"Rutelli sia leale, basta ambiguità"

Bindi all’attacco: se il Pd non lo convince tragga le conseguenze

FEDERICO GEREMICCA

L’idea del punto al quale potrebbe giungere la situazione, Rosy Bindi prova a darla con una battuta: «Ma sì, forse quel soprannome si può rispolverare. Aveva cominciato a darmi un po’ fastidio, ma dati i tempi…». Il soprannome è quello che la rese famosa durante la battaglia per il rinnovamento della Dc: la pasionaria. E dunque, rieccola sulle barricate. Con messaggi netti e chiari, come al tempo che fu.
Per Franceschini, al quale dice che «con certe polemiche distruttive e false, su faccende tipo i vecchi, il ritorno al passato e il tesseramento, si scivola nel dipietrismo, nel grillismo»; per Ignazio Marino e le sue misteriose dimissioni dall’Università di Pittsburgh e dall’Ismett di Palermo per le quali «spero che chiarisca e che chiarisca anche a me, visto che da ministro della Sanità accompagnai la nascita dell’Istituto»; e per Rutelli, che dice di non essere contento e di temere un Pd «partito di sinistra»: «Deve mettersi in testa che il Pd non può che essere un partito nel quale si riconosca anche la sinistra. Altrimenti…».

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Codex alimentarius, così si risolve il problema della sovrappopolazione mondiale

Il 2009 verrà ricordato dalle generazioni future non per una delle più gravi crisi finanziarie della storia, ma per non aver lottato per evitare l’applicazione di una legge internazionale che causerà, secondo le stime epidemiologiche dell’OMC e dell FAO (Organizzazione mondiale del Commercio e Organ.mondiale per agricoltura e alimentazione) la morte di 3 MILIARDI di uomini ,dovuti alla fame (e fin quì molti diranno che è un problema che non li riguarda) ma sopratutto a malattie dovute a cattiva alimentazione, e quest’ultimo caso riguarderà più da vicino tutti noi.

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Badanti: Il grande esercito al posto dello Stato

Più di un milione, metà irregolari, assistono gli anziani. Se non ci fossero, alla Sanità costerebbe ogni anno 45 miliardi di euro

RAFFAELLO MASCI

ROMA
Quella di badante sta diventando una delle professioni più diffuse in Italia, dato che riguarda un milione e centomila persone, donne per l’87 per cento e straniere per il 79. Un fenomeno gigantesco e capillarmente diffuso sia pur con una concentrazione maggiore al centro-nord (solo in Lombardia ce ne sono 100 mila). Sono, evidentemente, le carenze del welfare a indurre l’esponenziale crescita di questa figura (in Danimarca, per dire, le badanti praticamente non esistono), ma comunque così stanno le cose e quindi minacciare la regolare presenza di queste signore nelle nostre famiglie, come rischia di fare la nuova legge sulla sicurezza e l’immigrazione, può suscitare un’ondata di panico.

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Eccovi il Pacchetto Sicurezza: perchè parlarne male?


piedi e sabbiaL’Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, da oggi legge dello Stato: si dà il via alla tranquilla e ordinata Estate Italiana, ordinatamente Mediterranea.

Sia chiaro, a prescindere dal voto, la mano a far passare questa legge, l’hanno data tutte tutti, anche la cosiddetta opposizione di sinistra e ci hanno lungamente mangiato sulle disgrazie altrui, Chiesa compresa, da secoli: inutile presagire dolore, il dolore c’è e profondo, magari poco cristiano.

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Stupro di Stato

Mentre il premier, uomo autoritario, per nulla autorevole, dall’alto della sua mega villa e dei viaggi su voli di stato con i suoi amici (fonte: El Pais),  dispensa lieto ottimismo sulla crisi che di certo non tocca lui né tutti i pezzi grossi che gli fanno da corte dei miracoli: il suo sessismo fa scuola e legittima sempre più, anzi dona rinnovato "splendore" alla cultura dello stupro che condiziona le nostre vite.

La tivu’ delle veline che offre corpi offesi tra una pubblicità e l’altra è la prima stupratrice del nostro paese. Così fanno le pubblicità sessiste, gli uomini che reiterano misoginia e odio verso le donne, i marchi aziendali che consumano le nostre vite per ridurci allo stato di semplici consumatrici.

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L’italia che cambia, in peggio

http://speculummaius.files.wordpress.com/2008/06/immigrati.jpg

Due documenti che cambiano l’italia (in peggio) e che bisogna conoscere.

Il Pacchetto sicurezza così come esce dall’iter delle commissioni, dopo lunga discussione e un taglia e cuci che ha eliminato alcune cose (l’art. 60 sulla istigazione e apologia in rete è stato soppresso per merito della rete e di un emendamento a cura del deputato Cassinelli. fuori dal pacchetto sicurezza c’e’ inoltre – a parte che l’opposizione al ddl carlucci – chi sta combattendo una fondamentale battaglia contro la possibilità che telecom possa rilasciare accesso a internet a pacchetti invece che per intero), ne ha lievemente modificato altre e ha lasciato un insieme di norme che legittimano fanatici razzisti e moralizzatori dei costumi (quelli altrui) a pattugliare le strade, condannano i migranti, grandi e piccini, all’invisibilità, norme che criminalizzano la razza, il colore della pelle, e condannano ogni atto di dissenso (viene reintrodotta l’offesa a pubblico ufficiale) rivelando una vocazione persecutoria nei confronti di ogni opposizione civile e facendosi scudo del potere di controllo che la stessa richiesta di sicurezza (tramite telecamere, controllo preventivo su internet e schedature di massa) autorizza.

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Intervista a Yanara Guasamin, regista ecuadoriana

In un tiepido pomeriggio di fine aprile incontro Yanara Guayasamin nel suo ufficio. Un giovedi di grande fermento, ricco di appuntamenti e di interviste da rilasciare alle varie testate giornalistiche del Paese.

Dallo scorso 30 aprile, nelle sale cinematografiche di Quito, si proiettava l’ultimo lavoro di Yanara Guayasamin dal titolo “Cuba el valor de una utopia”.

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Gianni Minà: le dimenticanze della bloggera di moda, Yoani Sanchez

mina4 Non tanto per l’informazione a Cuba, ma per la disinformazione che regna in Italia, mi ha colpito il candore di un lettore del mio sito che giudica il lavoro di Yoani Sanchez, “la bloggera che sfida Castro”, scevro da ideologie o interessi poltici.

Basterebbe, infatti, la propaganda che le viene fatta nel nostro paese per capire la portata dell’operazione che è stata messa su.

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