
Siamo seri. In religioso silenzio ascoltiamo, innalzando i nostri cuori al Signore: ” Sono misure molto serie», ha detto Draghi a margine di un convegno all’Università di Roma III, facendo riferimento ai tagli fiscali varati dal governo di Atene.
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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
di Doriana Goracci, martedì 17 novembre 2009, 23:52
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Dialoghi

Jean-Daniel Beley foto
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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Sono all’estero da quasi tutta l’estate e l’idea di tornare a giorni mi preoccupa. L’idea, guardando i media italiani da lontano e osservando anche come gli altri ci leggono (anche quelle che noi liquidiamo come repubbliche delle banane ridono di noi e di Silvio nostro), è quella di una marea di fango che dal supermercato televisivo dello squallore monta e tutto travolge.
Il berlusconismo sputtanato in ogni dove, lo squadrismo assassino leghista, le tergiversazioni mediatiche per mascherare questo e quello ma anche, o forse soprattutto, l’inanizione fino all’inanità dell’opposizione riducono la democrazia a un gioco sporco di gossip, dossier e quindi di fango che tira fuori il peggio del peggio di un paese oramai ignobile dove si tollera l’intollerabile (“il noto omosessuale”…).
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 25 maggio 2009, 10:48
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Italia, Politica italiana, Primo piano
La relazione Silvio Berlusconi – Noemi Letizia, di qualunque natura essa sia, sta avendo implicazioni non banali e di segno contrastante sulla vita politica italiana. Da una parte è evidente che il privato del Don Rodrigo (la definizione è di Gad Lerner) che inondò l’Italia con milioni di copie del suo album di famiglia intitolato “una storia italiana” (di sicuro in qualche casa si conserva tra le foto delle prime comunioni dei figli e dei nipoti), sia ineludibilmente pubblico.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Doriana Goracci, lunedì 4 maggio 2009, 00:03
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Dialoghi
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di Gennaro Carotenuto, domenica 11 gennaio 2009, 12:41
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Spiegatelo con parole semplici ai vostri amici, parenti, conoscenti che votano per il centro-destra, ché i conti della serva li capiscono anche loro. Mille articoli e studi possono usare maggior proprietà ma è necessario accendere una candela in memoria di Alitalia, che è forse in memoria dell’Italia paese sviluppato.
Lo svuotamento, perché di questo si tratta (ricordate Michael Douglas in Wall Street) della compagnia di bandiera non passa alla storia solo come il simbolo del cinismo, della malafede e del pressappochismo dell’era di Silvio Berlusconi ma forse come il punto di non ritorno della breve stagione italiana tra i paesi avanzati.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 17 novembre 2008, 18:42
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Politica italiana
L’altra volta era stato Antonio di Pietro ad imbarcare quel bandito di Sergio de Gregorio.
Stavolta è il Partito democratico ad incappare nel Riccardo Villari di turno cooptato dalle destre come presidente della commissione di Vigilanza della RAI e aggrappatosi alla poltrona come neanche Totò Cuffaro.
Incappare poi… non era scritto da nessuna parte che dopo che Clemente Mastella aveva fatto cadere il governo di Romano Prodi i notabili mastelliani dovevano trovare un sicuro rifugio nella nuova (aspirante) balena banca del PD.
Ma la sostanza è sempre quella. De Gregorio o Villari, IDV o PD poco cambia. Pronti a vendersi al primo Berlusconi che passa. Nel frattempo la “sinistra” li raccatta, inutile capire perché. Loro portano due voti dai loro clienti e ne fanno perdere quattro per impresentabilità.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 26 ottobre 2008, 11:26
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Italia, Politica italiana
Quella di oggi, diciamocelo con orgoglio, è la prima grande manifestazione di massa del riformismo italiano, finalmente unito. E lo è perché il Partito Democratico è il più grande partito riformista che la storia d’Italia abbia mai conosciuto.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Fino a due giorni fa tutti davano per chiuse le elezioni statunitensi con la vittoria di Barack Obama. Il candidato del partito democratico, secondo i sondaggi, aveva oramai un vantaggio pressocché incolmabile.
Perfino estremisti filostatunitensi nostrani, come Massimo Teodori, oramai si attaccavano al razzismo come ultima speranza: “vedrete che i sondaggi sono sbagliati, [meno male che] la gente è razzista. Si vergogna di ammetterlo ma alla fine non voterà Obama”.
Da ieri però, improvvisamente, l’umore e lo scenario sono cambiati e, nonostante l’importante appoggio dell’ex-segretario di Stato Colin Powell a Obama, tutti si stanno concentrando su di un prodigioso recupero di John McCain.
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Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.
Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato
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di Doriana Goracci, lunedì 8 settembre 2008, 07:35
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Dialoghi
Una Madonna , da non perdere: laraccomandavano tutti e l’attesa si era fatta spasmodica. E’ arrivata blindata con i suoi 3.500 vestiti. Si è pagato all’Olimpico, da un minimo di 60 euro a 125, più prevendita. In 60.000 hanno ascoltato estasiati la dedica a Ratzinger, Like a Virgin: “La dedico al Papa perché anche io, come tutti voi, sono figlia di Dio”. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 26 luglio 2008, 09:03
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Italia, Politica italiana

Ricordate quando l’ineffabile bandito Raffaele Bonanni, Segretario Generale della CISL, si stracciava le vesti per 2.000 esuberi di Alitalia salvata da Airfrance al tempo del governo di Romano Prodi? Adesso è contento per i 5.000 licenziamenti del governo di Silvio Berlusconi… Pane al pane: servo del padrone e venduto, per antico che suoni.
Continuerò a non versare una sola lacrima per ogni steward o pilota mandato a casa, e continuerò a dire che non una sola lira pubblica deve essere più spesa per Alitalia o Malpensa… Ah… Romano…
PS: Repubblica sempre peggio, confonde perfino questo dito medio d’annata di Bossi con quello di questa settimana.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 9 giugno 2008, 07:59
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Castellano
Tres noticias nos dan la medida del desplazamiento simbólico del cuadro político/cultural entero del país, al que corresponde un triste proceso de involución de la sociedad italiana. La primera ha dado la vuelta al mundo y es la postración literal ante el Papa de Silvio Berlusconi. El jefe de gobierno exhibió un gesto que ni Alcide de Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti, los mayores líderes de la historia de la Democracia Cristiana, que gobernó Italia entre 1943 y 1992, habían hecho antes que él, demostrando un vasallaje incluso plástico hacia la otra orilla del Tíber.
Gennaro Carotenuto (traducido por Gorka Larrabeiti)
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Tre notizie ci danno la misura dello slittamento anche simbolico dell’intero quadro politico/culturale del paese, al quale corrisponde un triste processo involutivo della società italiana. La prima notizia ha fatto il giro del mondo ed è il letterale prostrarsi davanti al papa di Silvio Berlusconi. Il capo del governo ha compiuto un gesto che né Alcide De Gasperi, né Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti avevano compiuto prima di lui in una dimostrazione di sudditanza anche plastica all’altra riva del Tevere.
Al laico, plurinquisito, puttaniere e divorziato Berlusconi, non è bastato garantire a Joseph Ratzinger soldi, molti soldi, in un ribaltamento concettuale dell’evangelico “date a Cesare quel ch’è di Cesare”. Ha avuto bisogno di marcare l’accettazione di una verticalità di rapporti che né con le guarentigie savoiarde, né con il patto Gentiloni, né con la conciliazione mussoliniana, l’articolo 7 togliattiano o il concordato craxiano, nessun dirigente politico dello Stato italiano, quasi tutti cattolici di ben più specchiata fede e moralità rispetto al padrone di Canale5, aveva mai ritenuto né opportuno né utile accettare. Al papa tedesco non si può dar colpa, è passato all’incasso di un successo facile facile che porterà frutti per tutta la legislatura e ben oltre.
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di Antonio Pagliaro, venerdì 18 aprile 2008, 14:07
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Dialoghi
La politica estera del presidente Berlusconi ricomincia dal Bagaglino. La strategia è: rincoglionire i leader mondiali come ha fatto con il popolo italiano. Strumenti: le tette delle ballerine e la Champions League.
Prima vittima Vladimir Putin, unico presidente mondiale più trimalcione di lui. Putin è atterrato con il suo aereo dai rubinetti d’oro a Olbia. Berlusconi lo attendeva sulla pista, ché tanto i capelli sono dipinti e non si scombinano. Poi, nei saloni di villa Certosa, lo spettacolo: ballerine, comici e Mastella preso a torte in faccia. Assente Aida Yespica, che è gnocca sì ma troppo comunista. Assente anche Mara Carfagna che ha lasciato il posto di velina per fare la ministra e dunque non balla più. … Leggi tutto
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