Friday 25 May 2012, 06:46

Gli articoli con tag: " Romania "

Forza Italia

Io ero solito stare dalla parte dell’Italia quando la Spagna finiva eliminata (e anche prima) ma questo non mi pare più possibile da quando quel paese è Berlusconia“, scrive Javier Marias. Ma noi siamo italiani, abbiamo tifato per Paolo Rossi e Bettega, le nostre vite sono scandite dai Mondiali – che da Espana ‘82 ci piace chiamare Mundial – di cui ricordiamo ogni gol e che ci commuoviamo a rivedere su Eurosport Classic, ma solo nel commento originale. Ci commuove Bruno Pizzul che dice “ha il problema di girarsi“, “cincischia a centrocampo” ed “è tutto molto beello“. Ci commuove la voce di Nando Martellini e i suoi infiniti errori. Ci ricordiamo la poltrona su cui eravamo seduti per Italia-Brasile 3-2, che c’era caldissimo fuori e il condizionatore faceva così rumore che la voce di Martellini spariva, che erano le cinque del pomeriggio, che papà era seduto lì e nonno ha perso il terzo gol perché è andato a prendere da bere.

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Su tutte le ruote

Il bianco lo si può ricollegare ad una colomba, ad una settimana bianca, alla purezza dell’infanzia, ad un’assegno a vuoto…dipende da cosa ci viene istintivamente di pensare. Quando si apprende però che 9
persone in varie parti d’Italia sono morte sul luogo del lavoro ina una sola giornata, a me non viene in mente il bianco ma il rosso del sangue e della rabbia e il nero della disperazione. Bianco è morte, è vacuo, è
indistinto luogo comune che accomuna i morti sul lavoro, non in nero.
Oggi 11 giugno, in una Roma blindata per l’arrivo del Messaggero di Pace che si incontrerà con altrettanti pari suoi di ogni ordine e grado, potremmo giocare al lotto queste cifre: peccato non si ripetano uguali, sono numeri variabili, su tutte le ruote. … Leggi tutto

Romania-Italia

bianiromania

Hydromania: vietato l’ingresso ai rom, anche se paganti

Immagine tratta da: http://www.imaie.it/convenzione_pubb.asp?IdConvenzione=30

di Annalisa Melandri

Alla direzione di Hydromania,

Io sicuramente non avrei nessun problema se i miei figli si trovassero a fare il bagno a mare o in piscina con uno zingaro, quello che farò però sarà spiegargli perchè non li porterò mai più a Hydromania.

Leggo infatti su Repubblica di sabato 7 giugno una lettera firmata dalla signora Ilaria de Laurentiis (che ringrazio) dove denuncia di come a una famiglia rom, composta da padre, madre e una bambina , che voleva accedere al parco pagando regolarmente il biglietto d’ingresso, sia stata negata tale possibilità in quanto “zingari”. … Leggi tutto

Se questo è un uomo. Rom e romeni in attesa dell’allontanamento dall’Italia

Mettiamo pure “se questa è una donna”, l’intervento che segue finora i giornali cui li ha inviati non l’hanno pubblicato e perciò ci fa piacere dare diffusione via internet. Lorenzo Renzi é un insigne linguista.* *”I suoi studi di romenistica, distribuiti lungo un arco di trentacinque anni, ci raccontano la storia di una lunga fedeltà, nutrita di impegno scientifico e ricerca ma anche di incontri, amicizie, viaggi, legami intensi con luoghi e persone. Questa fedeltà è testimoniata, tra l’altro, da una ricca attività ‘militante’ di interventi giornalistici, segnalazioni, schede, oltre che da una quantità di pre/postfazioni a pubblicazioni sulla lingua e la civiltà letteraria romene”

vi ricordo l’inizativa di oggi a Roma, 8 giugno, a questo link http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm

Doriana ___________________________________

Se questo è un uomo. Rom e romeni in attesa dell’allontanamento dall’Italia

Non sappiamo ancora quale forma prenderà il progetto del governo di cacciare gli zingari, i rom, romeni dall’Italia. E siccome i rom nuovi arrivati, dei cui crimini si è tanto parlato negli ultimi mesi in Italia, vengono dalla Romania, il progetto prevede anche di limitare la presenza dei Romeni in Italia, di filtrarli alle frontiere, tanto più che anche i romeni non rom hanno commesso numerosi crimini e reati. Si infrangerebbe però così una norma europea, perché la Romania è entrata nell’Unione Europea il 1.o gennaio 2007. Questo ingresso ha fatto dei Romeni dei cittadini europei, e anche i rom sono diventati cittadini europei visto che in Romania erano cittadini romeni. Mentre, sia detto tra parentesi, da noi in Italia, paese civile, gli zingari sono in gran parte apolidi, ai quali noi neghiamo la cittadinanza italiana e non riconosciamo i nostri stessi diritti.

Zingari, abbiamo detto. Cioè rom. Giornali e politici si sono imposti da tempo un tabù linguistico che vieta di chiamare gli zingari con questo nome. I giornali non scrivono mai zingari, ma nomadi, rom, perfino slavi. Lo stesso fanno i programmi televisivi. Adesso si dice e si scrive soprattutto romeni, intendendo anche i rom. Non sarà inutile precisare che rom e romeni non sono la stessa cosa. I rom stanno ai romeni come i nostri zingari (rom anche loro, o shinti) stanno agli Italiani.

Gli zingari, i rom e gli altri gruppi che portano altri nomi, sono arrivati in Europa dall’India nel Medioevo. In Italia erano già presenti nel XV secolo. Erano calderai ambulanti, più tardi sono diventati commercianti di cavalli. Nell’Europa orientale sono musicisti. Suonano nei matrimoni e nelle altre feste. Alcuni sono diventati grandi interpreti. Ma la gran parte di loro non si è mai assimilata, e nemmeno integrata, né in Italia, né negli altri paesi europei né negli altri continenti dove il loro nomadismo li ha portati: Nord Africa, America. Una parte degli zingari si sono sedentarizzati, ma la gran parte è rimasta nomade. A primavera le loro roulottes riprendono il loro cammino, secondo itinerari noti. Una volta erano carovane tirate da cavalli, ma i percorsi erano gli stessi. Cervantes (nella sua splendida *Gitanilla*) e García Lorca in Spagna, Victor Hugo in Francia, Ion Budai-Deleanu in Romania hanno cantato la libertà del popolo zingaro, come Tolstoj quella di Ceceni.

Gli zingari sono ladri, sono pericolosi? Qualche volta sì. Ma come ha scritto recentemente Guido Ceronetti nel Sole Ventiquattr’Ore (doemincale, 11 maggio 2008) “il pugno della legge” non può essere disgiunto per loro “dalla comprensione di un mistero spirituale che da sempre accompagna tutte le *races maudites* di questo strano pianeta”, e, aggiungerei prosaicamente, dal rispetto per i diritti fondamentali dell’uomo. Anche se Ion Mailat, zingaro romeno, ha ucciso a Roma una donna il 31 ottobre 2007 a Tor di Quinto, non per questo possiamo dire che tutti gli zingari sono assassini. Sappiamo che Mailat ha agito da solo, senza complici, e che il suo atto criminale è stato segnalato alla polizia da un’altra zingara dello stesso campo. Ma questo delitto è diventato nell’immaginario di molti, un immaginario che molti politici condividono o temono, *il* delitto emblematico della presenza dei rom e dei romeni in Italia. Una colpa da punire non sull’individuo, ma sull’intera nazione.

La Comunità di sant’Egidio, in un suo documento dedicato allo stato dei rom romeni in Italia ricorda che negli anni Cinquanta i giudici minorili svizzeri avevano aperto un dibattito sull’alto numero di reati compiuti da minori italiani “Ci si chiese allora, si legge nel documento, se non vi fosse una propensione culturale della popolazione italiana al furto. Una idea avvalorata da molta letteratura europea.” Il dibattito si spense appena la popolazione italiana acquisì un migliore status sociale, aprendo negozi e ristoranti e i reati diminuirono, ma gli stessi sospetti si appuntarono subito sui nuovi venuti, portoghesi, poi jugoslavi, infine turchi.

Non sappiamo se i Romeni, rom e non, arriveranno a migliorare il loro status sociale in Italia, che oggi è spesso marginale, o se, come si ventila, saranno cacciati prima. In quest’ultima ipotesi, non ci resta da chiederci chi saranno i loro successori.

Possiamo anche chiederci cos’aveva fatto l’Italia davanti all’arrivo, previsto, di migliaia di zingari romeni dopo il 1 gennaio 2007. Come si è saputo dopo i colloqui italo-romeni seguito all’omicidio Mailat, l’Italia non aveva nemmeno chiesto all’Europa le sovvenzioni che questa mette a disposizione degli stati nazionali per l’assistenza agli zingari. Sei mesi dopo, da quanto si apprende, il Comune di Genova pensa ancora di provvedere ad alloggiare i rom romeni del territorio con i fondi europei assegnati … alla Romania. È toccato alla sottosegretaria romena Dana Varga, di etnia rom lei stessa, ricordare alle autorità della Liguria che esistono fondi europei a disposizione dell’Italia per questo scopo.

Per equità dobbiamo anche ricordare che, prima che arrivi il decreto anti-rom, i diritti elementari degli zingari romeni sono già stati violati più volte in Italia. Tra il 2007 e il 2008, a Roma e a Milano e, temo, anche in altre civilissime città italiane, sono state messe in azione le ruspe per distruggere i campi dei rom. A Milano gli zingari, dopo lo sgombero del campo della Bovisasca, sono stati inseguiti e dispersi, e così temo in altre città. Se non fosse stato per la protesta dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinal Tettamanzi, la notizia non sarebbe uscita dalle pagine locali dei giornali.

Saremo dunque noi, italiani europei del XXI secolo, i primi a perseguitare un popolo che vive tra di noi da almeno da sei secoli? Certo, i primi del nuovo secolo, non i primi in assoluto, visto che la Germania nazista, nel 1933, li ha privati di tutti i diritti, poi li ha avviati ai forni crematori, dove ne sono scomparsi, pare, cinquecentomila.

Rom, nella lingua indoeuropea degli zingari, vuol dire “uomo”. Ricordate le parole di Primo Levi? “Se questo è un uomo…”

Lorenzo Renzi

Buona strada, perchè anche le parole sono nomadi

In Italia te simti discriminat? E’ la domanda che pone il sito alla sua comunità romena a Viterbo.
A Roma dicono “ce rimbalza” come il pallone…quello con cui i ragazzini giocavano in strada: a Roma quando vinse la Squadra del cuore erano 3.000.000 per strada. Ora siccome ciò che ho da dire è un po’ lungo, mentre leggete potete ascoltare e poi magari riascoltare e vedere un po’ di buona musica cliccando su questo link: … Leggi tutto

Roma 8 giugno!

Il link di riferimento è http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm

Vi chiedo di aderire partecipare diffondere.

 

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Associazione Nazionale

‘THÈM ROMANÓ’ ONLUS

fondata nel 1991

Associazione Autonoma di Rom e Sinti

Centro di Promozione Interculturale

 

-Sede Nazionale Lanciano CH)

Sede italiana della Romani Union Internazionale (IRU)

Sede italiana European Roma and Travellers Forum (ERTF)

 

Concorso

‘Amico Rom’

 

Coordinamento Nazionale

 

Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti in Italia

 

Roma, domenica 8 giugno 2008

 

L’iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.

 

Le Associazioni che aderiscono all’iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l’iniziativa.

 

Domenica 8 giugno, Roma

 

Dalle 12 alle 16

ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B) … Leggi tutto

Con la scusa del popolo

di GAD LERNER – La Repubblica

LA CACCIA ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.
Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E’ questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l’ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell’ordine nel necessario repulisti.
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Niente da cancellare

La cronaca di Viterbo registra un’ulteriore atto di “bullismo” definito di “estrema violenza” dagli investigatori locali. Si tratta di un ragazzo di 14 anni appena compiuti e, arrestato questa mattina dalla squadra mobile di Viterbo, per aver sottoposto un suo coetaneo a ripetute violenze come avergli bruciato i capelli o spegnergli le sigarette sulle braccia.Non era solo ma in compagnia di altri due adolescenti non imputabili in quanto non hanno ancora compiuto 14 anni. Nei confronti dell’adolescente il gip del tribunale dei minori di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. … Leggi tutto

Un romeno di meno

A certe notizie date per televisione, a certe notizie di regolamenti di conti, di abissi carcerari…spesso ho sentito dire: uno di meno…Come se la mafia non ci toccasse, la povertà nemmeno, il degrado neppure, figurarsi l’emigrazione con tutto quello che si porta dietro. Il primo maggio è oggi e anch’io festeggio oggi, in famiglia con amici…ma questa è la “news” dalle mie parti, ve la inoltro perchè non la leggerete mai sulle vostre cronache locali.

Doriana … Leggi tutto

4 luni, 3 saptamini si 2 zile? No, 4 giorni e una manciata di ore…

Giovedì a Roma aspetto di sentire lui, Giuliano Ferrara con Olimpia Tarzia e di vedere “Juno”, “leggero prodotto hollywodiano”, che dicono essere così verosomigliante, da sembrare vero: un po’ come queste elezioni.
Ripenso a quando vidi nel cinema di un paese vicino al mio, “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”di Cristian Mungiu: la cronaca di un aborto in Romania che vinse la Palma d’ oro a Cannes e distribuito in italia ad agosto del 2007. Parlava di due studentesse che vivevano a Bucarest e come se la vivevano una gravidanza indesiderata e debordata nel tempo, come fa intendere lo stesso titolo…
Il film Juno di Jason Reitman ha vinto il premio Oscar 2008 come migliore sceneggiatura originale scritta dalla ex spogliarellista Diablo Cody e ha anche trionfato in anteprima il 26 ottobre 2007 al Roma Film Festival, rimesso in distribuzione quì in Italia dal 4 aprile, un film “dolcemente in cinta” come Juno, è stato definito. Tanto i testi di Juno, leggo dovunque,sono autoironici, frizzanti, deliziosamente scoppiettanti e movimentati come la sceneggiatura, tanto Otilia protagonista del film romeno, è circondata dal vuoto e dalla solitudine, senza possibilità di uscire dal futuro, con le parole che cadono come sassi in uno stagno. Da una parte un feto a terra e dall’altra una vita adottata. … Leggi tutto

Assoluto degrado

Chissà se qualcuno parlerà di lei, lassù, al Campidoglio, gli Amanti dell’Africa… Leggo oggi che Kebe Peinda Gotha, 41 anni, è morta prima che l’anno finisse, nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio. Il 7 dicembre scorso si era data fuoco per protesta a Roma davanti al Campidoglio mentre il presidente del suo Paese, il senegalese Abdoulaye Wade stava visitando la sede del Comune.

Mi viene in mente la signora Segolene, nata a Dakar, quella che viene chiamata zapatera francese, ripenso a Grillo che proponeva: ” uno scambio tre per uno ai francesi: Bindi, Turco e Santanchè per Ségolène Royal”. Sembrano battute volgarotte, lo sono, come ce ne sono di più eleganti, anche nei contenuti, che circolano quì a Roma. Alla fine dell’anno, il signor Marco Daniele Clarke, assessore, ha segnalato che a pochi metri dal ministero degli Affari Esteri, si vedono da un po’ di tempo camper di nomadi, protesta e dichiara : “uno spettacolo di assoluto degrado”.
Sembra che la politica maschia e rude, non abbia tempo, in certi casi per donne stranieri omosessuali, ha tempo per fare altri conti come ad esempio che gli immigrati hanno spedito per le feste a casa 4, 4 miliardi, che la cifra è raddoppiata in 2 anni, che l’Italia è terza nella Ue, che in testa sono i trasferimenti verso Romania e Cina, che questo è quanto emerge ufficialmente attraverso il flusso dichiarato da banche e principali money transfer, che resta il sommerso dei piccoli intermediari e dei soldi ai parenti.
Quale atroce depressione ha portato Kebe a togliersi la vita con il fuoco? Quale solitudine sconsolata per non credere più alla lotta e alla vita?
Non è mai stato del tutto chiaro il motivo del tentato suicidio, ricordo anche che quel giorno vidi per caso le immagini raccapriccianti in televisione, non avevo visto mai in diretta riprese del genere. Kebe Peinda Gotha aveva chiesto invano di incontrare il capo dello Stato senegalese recandosi all’albergo romano dove Wade soggiornava. Secondo alcune fonti, ad assistere al tentato suicidio c’erano anche il marito e i suoi tre figli. Il gesto, secondo una spiegazione fornita da Alì Baba Faye, senegalese ed esponente della Sinistra democratica nel nostro paese, era diretto contro rappresentanti del partito democratico del paese africano in Italia, di cui peraltro la donna è attivista di rilievo a Brescia. L’occasione è stata la presenza a Roma, proprio in Campidoglio, del presidente senegalese Abdoulaye Wade, che peraltro è imparentato con la donna. “Da Brescia era venuta ad incontrare il presidente – ha spiegato Faye – ma alcuni senegalesi devono aver dato indicazioni per non farla entrare. Da lì è nata la sua rabbia”. Nella sala della Protomoteca capitolina era in corso quel giorno un incontro tra il presidente Wade e la comunità senegalese romana e italiana.
Fu il brigadiere Aliberti che raccontò : ”Tutto è cominciato quando abbiamo visto questa donna salire la scalinata di Michelangelo. Io e un poliziotto siamo saliti dietro di lei perchè diceva che voleva buttarsi, abbiamo cercato di calmarla, ma si è gettata a terra sulla scalinata. Poi è arrivato suo marito e l’abbiamo riaccompagnata sulla piazza. Dopo essere stata accompagnata in piazza del Campidoglio, la donna è sparita e poi dopo circa un’ora – ha aggiunto il brigadiere – ho visto nuovamente la signora che si avvicinava alla stessa scalinata. Era tutta bagnata, non sapevo però il motivo. Mi sono reso conto che aveva un accendino in mano e in una frazione di secondo si è data fuoco. Subito mi sono diretto al nostro mezzo, ho preso l’estintore e ho spento le fiamme. Era una torcia umana”. Le sue condizioni apparvero subito gravi, il 70% del corpo risultò ustionato.
Il 20 dicembre i medici avevano sottoposto la donna a un delicato intervento chirurgico per limitare i danni. Prima che l’anno finisse è morta.

Doriana Goracci

VOCI DI DONNE SENEGALESI*

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L’Occidentale si fa pubblicità con Hugo Chávez!

loccidentaleCome testimonia l’immagine, L’Occidentale, il quotidiano online della Fondazione Magna Carta, la destra ultraliberale, filostatunitense a oltranza e partigiana dello scontro di civiltà e delle guerre infinite, il presidente onorario della quale è l’ex-presidente del Senato Marcello Pera e il presidente della quale è il senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello, punta su … Leggi tutto

Italiano uccide “per errore” bimba polacca. Da Jon Cazacu, a Karolina, l’informazione razzista

Storia di ordinario razzismo informativo: un italiano spara e ammazza bambina polacca di cinque anni per futili motivi. Per la magistratura è “omicidio premeditato”, ma La Repubblica è subito innocentista: “è stato un errore”.
A voler credere alla Repubblica voleva ammazzare il padre e ha ammazzato la bambina. Siccome è italiano dobbiamo credergli, lo sanno tutti: “italiani brava gente”. Anzi, lo sappiamo tutti, noi italiani, perché questa storia degli “italiani brava gente” ce la cantiamo e suoniamo tra di noi.

In memoria di Jon Cazacu e Jerry Esslan Masslo

Su La Repubblica -dove la notizia è già scesa al terzo o quarto livello- i toni sono immediatamente tranquillizzanti. Il caso non è grave, la bambina è stata uccisa per errore, strilla fin dal titolo. Fuoco amico? Come fa la Repubblica ad avere già un quadro così preciso a poche ore dal crimine? Hanno già letto la sentenza? L’hanno già assolto? E’ italiano, è dei nostri… La magistratura, smentendo la sentenza assolutoria di Repubblica ha incriminato per omicidio premeditato.

Del resto (si guardi l’aberrante testo nell’immagine tratta da Repubblica online) all’assassino italiano giravano le palle, era nervoso, aveva … Leggi tutto

Il grigio (le zona grigia di Tronchetti Provera)

Michele Fronterre’: Il grigio, da quando abito a Torino, ho imparato a conoscerlo bene, tuttavia solo adesso la mia curiosità mi ha indotto a … Leggi tutto