Wednesday 08 February 2012, 20:42

Gli articoli con tag: " Romania "

Realtà e stereotipi

A Roma, presso l’Accademia di Romania di Valle Giulia, è stato presentato, giovedì 25 marzo, il volume “I romeni in Italia tra rifiuto ed accoglienza”. Di cosa si tratta?! Questo lavoro, voluto dalle Caritas italiana e rumena, ripercorre la storia del rapporto tra Italia e Romania, cercando di riflettere sul ruolo che i romeni possono avere nella costruzione di un’Italia multiculturale, partendo da dati di fatto. … Leggi tutto

Panama 20 anni dopo, nessuna giustizia è stata fatta

Panama-inva3 Nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 1989, esattamente venti anni fa, gli Stati Uniti invadevano Panama. Prima della prima guerra del golfo e contemporaneamente al finto massacro di Timisoara, in Romania, al crepuscolo del socialismo reale di Ceaucescu, una terribile e vera strage fu occultata dai media. Panama doveva essere liberata dal narcodittatore Manuel Noriega, un uomo della CIA oramai più narco che dittatore. La realtà è che fu un massacro: da 500 ai 6.000 morti.

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Per non confondere i Rom con la Romania

romaniI nostri politici dimostrano a volte un chiaro interesse a confondere le idee, e giocando sulla superficialità delle persone riescono a mantenere ben saldi certi preconcetti.
Ad esempio c’è la convinzione che Rom  e Romania abbiano una base comune.
Me l’ha fatto notare un amico commentando un recente episodio avvenuto a Padova, nel quale il PD locale ha deciso di fare concorrenza al centrodestra promuovendo una petizione per lo sgombero di un certo campo nomadi.
Non mi interessa ora giudicare questa decisione (che in questo specifico caso può anche avere le sue ragioni); penso però che possa essere utile chiarire la differenza tra i rom e i rumeni, operazione molto facile anche soltanto appoggiandosi a wikipedia e distinguendo tra le due lingue:

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Nonostante tutto arriva Natale

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Bossi e Maroni sono passati per Ellis Island

ub2(*) Ellis Island è una piccola isola che sta nel Porto di New York, vicina alla Liberty Island e di fronte  a Manhattan: dal 1892 al 1954 ha rappresentato la frontiera di ingresso negli Stati Uniti per milioni di immigranti italiani e del resto del mondo. A Ellis Island veniva condotto il controllo dei documenti di viaggio e delle condizioni di salute di chi cercava di entrare negli USA, e vi si doveva superare la quarantena. Milioni sono stati gli italiani, prevalentemente del Meridione, che la miseria ha costretto a passare attraverso questa sorta di centro di permanenza temporaneo.

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Quando la borsa era di Tolfa e ti sentivi diversa

http://www.iloveroma.it/immagini/latolfa.JPGVi do conto di una serata trascorsa a Tolfa, non ci tornavo da almeno vent’anni. Ne avevo 14 quando già circolava   una borsa di Tolfa, la bisaccia da vaccaro, quella che poi avrebbe contraddistinto il ‘68 italiano, stringiamoci forse è meglio, quello laziale e romano e cominciavo ad andarci, salendo dapprima con la famiglia e poi con gli amici.

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c’è una Fiction Ribollita in italia

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C’è una povera ricetta in Italia, la ribollita, che  tra gli ingredienti base oltre fagioli ed erbe aromatiche vede esaltato il sapore dell’osso di prosciutto, quello che toglie la sete.  Un po’ come nella Fiction Tuscia: Ali Aereoporto Carbone Cpt Nucleare Polveriera Rom Rifiuti Stranieri e il Sapore delle Radici. Uno spaccato di mondo reality, dove l’Italia contadina è diventata La  Figurante Speciale della Cabina di Regia.

“Intelligence – Servizi e segreti” (già menzionata come funnygames) è una delle Fiction che allieterà le Giornate Televisive con Canale 5 : il set attualmente è a Viterbo.Si tratta di un grande investimento non solo dal punto vista economico,16 milioni di euro o più, ma anche a livello di “location”: oltre a Viterbo si girerà a Torino, Roma, la citata Viterbo  e all’estero in Romania, Svizzera eTunisia. Racconta la storia di un ex parà (Raoul Bova) , che, vedendo la propria figlia morire a causa di un attentato terroristico, decide di unirsi ai servizi segreti italiani, per dare il suo contributo nella lotta contro le cellule terroristiche.

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Licenziamenti, sottane, nucleare, guerre stellari

Vi racconto questa: Ieri sera ad annozero puntatona su licenziamenti, precarietà e ampio – troppo ampio – spazio al ministro tremonti che ci ha deliziato con le sue ricette per risolvere la crisi. I servizi mostravano immagini di operai imbufaliti e caricati dalla polizia (a pomigliano ma è successo anche altrove), di operai che in polonia costruiscono quello che si ostinano a chiamare made in italy (la fiat), di operai che in inghilterra vogliono cacciare gli italiani fuori a calci perchè rubano il loro posto di lavoro, di operaie che saranno licenziate in blocco perchè l’azienda chiude.

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Fuorilegge in Musica: Opa Cupa?

(L’immagine è tratta da FeliciNaufragi )

Opa è fatta di tre lettere, una parola  che molti conoscono come Offerta Pubblica di Acquisto. Ne intendo un’altra di Opa quella che comunemente in greco  significa “Su!” da usare quando non solo i piedi sono a terra. Un’ Opa sola e non Opa Opa come quella cantata nelle hits internazionali, usata come Jingle da Olimpiadi,  colonna sonora della pubblicità. L’Opa che intendo io diventa perfino Cupa nell’Allegria dei naufragi e  canta incita come in questo video qui.

“Mentre gli anziani signori erano nei tekedes fumando l’hashish e cantando tra di loro, il resto del paese non si guardava in faccia aspettando che qualcuno inventasse la musica”.

Da noi si suona solo una musica, poco importa se davanti ad uno schermo, su una seggiola o in discoteca:  passo dopo passo vanno avanti gli altri, quelli che aprono ben altri cancelli, a furia di manganelli e decreti, ronde e violenze, comunicati e convegni mondiali.

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Il target del brand e l’italianità dell’azienda

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Sapete già di che si tratta. Ne abbiamo parlato tante volte. Delle azioni di boicottaggio, dei manifesti strappati, delle azioni antisessiste.

C’e’ una novità: Ce lo dice la Lipperini, le Figlie Femmine e Selvaggia Mente. L’azienda ha mandato in giro un comunicato dove diceva che non sapeva, non voleva, non pensava, che c’era tanta ironia e che la campagna era ispirata a Thelma & Louise. Non si capisce allora come mai non abbiano fatto vedere una di quelle belle scene del film. Ad esempio quella nella quale le due donne fanno saltare in aria il tir del maiale che aveva provato a stuprare una delle due. C’erano anche un po’ di mazzate, calci nelle palle. Insomma il repertorio era ricco di possibilità. E non mi ricordo neppure una scena del film dove le due fantastiche donne fossero col "culo a ponte"  – come si dice in Sicilia – ben inclinate e arrapanti mentre due sbirri le palpavano. No no. E’ sicuro. Quella scena nel film non c’era.

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30 agosto Giornata dell’Amicizia Italia – Libia: il nuovo Calendario dell’Avvento-Evento

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Quello che segue è per stomaci forti come se fossero di donne e uomini…come dire umani.

Ecco a voi la Notizia da aggiungere sul Calendario dell’ Avvento-Evento di questo Bel Paese: Il Senato ha approvato il ddl di ratifica del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008. Cominciamo da una bella carrellata di foto, non dei nostri parlamentari sugli scranni ma delle carceri libiche dove sono detenuti i migranti e i rifugiati arrestati sulle rotte per Lampedusa. “Sono le poche foto che sono riuscito a scattare, di nascosto, durante quelle visite. A Sebha, Zlitan e Misratah. Nel novembre 2008?. Sono le parole di  Gabriele Del Grande, curatore del blog  Fortress Europe , giornalista.

Chi volesse sfiziarsi nella lettura di questo Trattato di amicizia italo-libica, faccio seguire l’articolo “La mobilità passa per la tortura, poi sempre in tema, l’articolo dal  Blog di Magdi Cristiano Allam, Protagonista per l’Europa Cristiana. Questa volta cliccando: lo spazio è già pure troppo per l’attento cultore.

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Ripeto: sempre più straniera e clandestina.

Doriana Goracci

(Apcom) – . Sui 267 presenti, ci sono stati 232 voti favorevoli, 22 contrari e 12 astenuti. Il testo del Trattato diventa ora legge: il testo è lo stesso già ratificato da Montecitorio. Alla ratifica del trattato di cooperazione con la Libia, siglato il 30 agosto scorso, hanno espresso voto contrario i senatori dell’Italia dei Valori, l’Udc e i Radicali eletti nelle liste del Pd Donatella Poretti e Marco Perduca. Per l’Idv ha parlato Stefano Pedica secondo il quale “per molti aspetti il trattato è un accordo unilaterale” mentre Perduca ha tuonato: “Gheddafi non ha mai mantenuto una promessa, non possiamo affidare a lui la politica dell’immigrazione”. Il Pd ha votato a favore, insistendo sulla necessità di ottenere da Tripoli garanzie per il rispetto dei diritti umani. E’ stato Nicola Latorre a motivare la scelta del Partito democratico: “Un rinvio oggi suonerebbe come un’incomprensibile atto di ostilità nei confronti di quel paese”. L’accordo prevede che l’Italia realizzi in Libia infrastrutture di base per un importo di 250 milioni di dollari americani all’anno per venti anni e pattugli i confini terrestri della Libia per contrastare terrorismo e immigrazione clandestina, mentre la Libia si impegna a concedere visti di ingresso ai cittadini espulsi in passato. Con il trattato si chiude definitivamente “il capitolo del passato” per il quale l’Italia ha espresso il proprio “rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico a seguito della colonizzazione italiana”. Italia e Libia si impegnano a non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica della controparte e si impegnano, nel rispetto dei princìpi dellalegalità internazionale, a non usare né concedere l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile nei confronti della controparte. In particolare la Libia si impegna ad abrogare tutti i provvedimenti che impongono vincoli o limiti alle sole imprese italiane operanti in Libia; a concedere visti di ingesso ai cittadini italiani espulsi nel 1970; a sciogliere l’Azienda libico-italiana, che, pur essendo stata originariamente concepita con finalità opposte, finora si è rivelata un ostacolo allo sviluppo della presenza economica italiana in Libia (le nostre aziende sono state costrette a versare contributi obbligatori all’Ali pari fino al 5 per cento del valore dei contratti acquisiti, con una discriminazione a danno delle stesse aziende rispetto alla concorrenza). Il Trattato prevede meccanismi di consultazioni politica, con riunioni annuali a livello di Capi di Governo, definite ‘Comitato di partenariato’, e di Ministri degli affari esteri, definite ‘Comitato dei seguiti’. L’intesa costerà circa 214 milioni di euro per il 2009, 254 milioni circa per il 2010, oltre 250 milioni per il 2011 e oltre 181 milioni a decorrere dal 2012. A tali oneri si provvede tramite l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’addizionale Ires che pagherà l’Eni. Una tassa che è già stata definita ‘Gheddafi tax’ anche se nei giorni scorsi l’Eni ha assicurato che “non peserà sui consumatori”. Infine il 30 agosto diventa la ‘Giornata dell’amicizia italo-libica’. I libici si sono impegnati a non celebrare più, il 7 ottobre, la cosiddetta ‘Giornata della vendetta’, che ricordava l’espulsione degli italiani dalla Libia nel 1970.

Accordo bilaterale tra Italia e Libia. La mobilità passa per la tortura

Intervista a Gabriele Del Grande, curatore del blog Fortress Europe

Cattivi contro gli irregolari ma non solo in Italia. Il Parlamento appoggia le violazioni dei diritti umani praticate da sempre in Libia

E’ stato approvato definitivamente dal Senato il testo dell’accordo di amicizia partenariato e cooperazione e tra Italia Libia. L’accordo è l’ultimo tassello di una serie di intese bilaterali tra i due paesi, utile ad ottenere in cambio, da parte della Libia, l’attuazione degli accordi di pattugliamento al fine di contrastare le partenze dalla Libia verso l’Italia. (Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la grande Giamariria libica popolare socialista)

Su questo argomento abbiamo intervistato Gabriele del Grande, fondatore e curatore del blog Fortress Europe.

D: Il Senato ha approvato definitivamenteil testo dell’accordo Italia – Libia. Cosa avverrà ora?

R: Si tratta fondamentalmente di fornire alla Libia un risarcimento per i danni coloniali, in cambio di un pattugliamento delle coste libiche al Nord e delle frontiera Sud, nel deserto, attraverso un impianto elettronico che sarà installato da Finmeccanica con un finanziamento europeo. Ovvio, questa è la teoria. Nella pratica, con questi accordi, si darà ancora una volta mano libera alla Libia per arrestare, come già si fa da anni, decine di migliaia di migranti e rifugiati per poi rimpatriarli e soprattutto si farà poi partire l’accordo di pattugliamento congiunto che fu firmato dall’allora Governo Prodi nel 2007 e che prevede l’invio in acque libiche di sei motovedette della Guardia di finanza italiana per respingere verso la Libia i migranti intercettati in mare, che fino ad oggi vengono invece scortati a Lampedusa.

D: Sono diversi i reportage che anche Fortress Europe ha prodotto sulle condizioni di detenzione dei migranti in Libia. Un paese strategico per il governo delle migrazioni europeo. Ma cosa avviene li?

R: In Libia avvengono ormai quotidianamente retate nei quartieri dove vivono gli immigrati africani, a Tripoli, a Bengasi, ad Agedabia , le principali città della costa. I migranti vengono arrestati durante queste retate e poi detenuti in vere e proprie carceri. Si tratta di una ventina di prigioni, tre delle quali sarebbero state finanziate dal Governo italiano secondo un documento dell’Unione Europea del 2004. Parliamo di un paese, lo dicono i rapporti di tutte le più grandi organizzazioni umanitarie ( Human Rights Watch, Amnesty International), abituato a praticare la tortura ed in cui le condizioni di detenzione sono assolutamente disumane.
Esiste un intero corpo di polizia addestrato alla tortura, non soltanto dei migranti ma anche dei dissidenti. I racconti che abbiamo potuto ascoltare dai prigionieri libici (su pressione del figlio di Gheddafi ne sono stati rilasciati circa un migliaio negli ultimi anni) parlano di queste cose. Un trattamento uguale se non peggiore viene riservato agli stranieri, soprattutto a quelli dell’Africa subsahariana, soprattutto verso le donne. Le persone vengono ammassate in 40, 50, in stanze di quattro metri per cinque, vengono mantenuti in vita da acqua e riso e vengono rimpatriate verso i loro paesi anche quando si tratta di rifugiati politici. In Libia infatti non esiste nessuna forma di tutela per i rifugiati. La Libia, ricordiamolo, non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra. C’è solo una presenza dell’Alto Commissariato delle nazioni Unite, che fra l’altro entra nei centri. Anche su questo argomento ci sarebbero molti dubbi da sollevare visto che, se guardiamo alle condizioni del campo di Misratah, dove da oltre tre anni sono detenuti seicento rifugiati politici eritrei, l’unico risultato ottenuto dall’ Onu è stato quello di spostare un centinaio di loro verso l’Italia o verso la Romania e la Svezia.
Quella dei rifugiati è una questione fondamentale: metà delle persone che viaggiano dalla Libia verso Lampedusa sono rifugiati politici della Somalia, dell’Eritrea, del Sudan o dell’Etiopia.

D: Con un appello ai senatori italiani si è ricordato la richiesta lanciata dai registi del film Come un uomo sulla terra e da Fortress Europe, di istituire una commissione di inchiesta internazionale sul caso Libia. La risposta di oggi sembra chiara: il Senato ha approvato l’accordo tra l’Italia ed uno dei Paesi maggiormente implicato nella violazione dei diritti umani.

R: Ovviamente la commissione di inchiesta non si farà, è evidente l’allineamento di tutte le forze politiche rispetto alla necessità di collaborare con la Libia per il respingimento dei migranti. A Roma in queste ore le strade sono tappezzate di manifesti del Partito Democratico che criticano il Governo Berlusconi, per aver fatto raddoppiare gli sbarchi di “clandestini”. Amato poi rivendica la paternità dell’accordo con la Libia. C’è una perfetta sintonia su queste tematiche, insieme ad una perfetta ipocrisia, italiana ed europea. Perché le commissioni ci sono state, anche se non d’inchiesta, hanno viaggiato, hanno visitato la Libia, nel 2004, nel 2007,. Erano missioni che evidentemente valutavano le possibilità tecniche di rendere operativi gli accordi, di cooperare con la polizia di quello stato. I loro rapporti però non dicono una sola parola sullo stato di detenzione in Libia e tacciono completamente gli abusi, le torture e le violenze che migliaia di uomini e donne subiscono nelle carceri libiche.

Sulle conseguenze tecniche che avrà questo accordo, comunque, sarebbe sbagliato pensare che saranno le navi italiane o quelle libiche a fermare il fenomeno delle migrazioni. La Libia ha duemila chilometri di costa ed è razionalmente inimmaginabile che si riescano a pattugliare. Fintanto che ci sarà una esigenza di mobilità da Sud verso Nord, fintanto che non ci saranno possibilità di spostarsi legalmente, continueremo a vedere i viaggi sulle carrette del mare. L’esperienza della Spagna è emblematica: le rotte semplicemente si allungano, si modificano. Si parte sempre più da Est, sempre più dall’Egitto, come già avviene da alcuni anni, dall’Algeria verso la Sardegna. Ci saranno insomma rotte sempre più lunghe e più pericolose. L’unica conseguenza prevedibile è proprio questa: da un lato l’arresto di decine di migliaia di persone che saranno malmenate e torturate nelle carceri libiche prima di essere rimpatriate, dall’altro molti più morti nel Mediterraneo per tentare di aggirare quei pattugliamenti.

D: I migranti vengono torturati in Libia, o muoiono in mare, oppure chi arriva qui e non viene espulso, anche se dobbiamo ricordare sempre che solo una minima parte di chi entra in Italia lo fa attraverso il mare, rischia di essere bruciato, come a Nettuno, o ucciso, come è avvenuto a Civitavecchia.

R: Quando un Ministro rivendica il diritto ad essere cattivi contro chi sbarca sulle coste italiane, come se le barche che arrivano a Lampedusa fossero cariche di criminali pronti ad assaltare la “civile Italia” compie una operazione molto pericolosa. Poi non è possibile stupirsi di fronte alla barbarie di certi fatti.

http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2008/08/berluddafi.jpg

Vedi anche:
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L’Italia e il regime euro-africano dei controlli migratori
di Paolo Cuttitta, Univeristà di Palermo
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Accordi bilaterali e tutela dei diritti fondamentali dei migranti: il caso Italia-Libia
di Fulvio Vassallo Paleologo, Univeristà di Palermo
-
Fallisce la politica delle intese bilaterali con la Libia. Sempre a rischio la vita dei migranti
di Fulvio Vassallo Paleologo, Univeristà di Palermo
-
Libia: siamo entrati a Misratah. Ecco la verità sui 600 detenuti eritrei
da Fortress Europe
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Le condizioni dei migranti in Libia
Intervista a Silja klepp, ricercatrice in antropologia culturale presso l’Università di Lipsia- Il trattato Italia-Libia. Un appello ai senatori italiani
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Il rapporto di Amnesty International
-
Il rapporto di Human Rights Watch
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Trattato Italia-Libia – Appello ai senatori italiani

[ mercoledì 4 febbraio 2009 ] http://www.meltingpot.org/articolo13953.html

Benvenuti in Travian: da un’angolazione “diversa”

Coloni di Catan, Il gioco da tavolo da cui Travian è tratto

Scrivendo la cronaca del viterbese, che qui faccio seguire, mi sono imbattuta, su una nota testata on line locale, nella pubblicità di un Gioco in Prima Pagina- il Travian- “finestra” impossibile da chiudere e con frasi alternate a: Combatti! Conquista!

“Travian è un browsergame con un mondo pieno di migliaia di utenti che iniziano tutti come possidenti di piccoli villaggi. Nessun download richiesto, il gioco è disponibile da subito. Giocherai con migliaia di giocatori reali in antiche lande. Costruisci il tuo villaggio, inizia guerre o affari con i tuoi vicini”. … Leggi tutto

Stranieri in Italia, aumento record. In testa la comunità dei romeni

ROMA – I cittadini stranieri residenti in Italia al primo gennaio 2008 sono 3 milioni 432 mila 651, 493.729 in più rispetto all’anno precedente (+16,8%). Lo rende noto l’Istat nel rapporto “La popolazione straniera residente in Italia”. L’istituto di statistica sottolinea che “si tratta dell’incremento più elevato mai registrato nel corso della storia dell’immigrazione nel nostro Paese, da imputare al forte aumento degli immigrati di cittadinanza romena che sono cresciuti nell’ultimo anno di 283.078 unità (+82,7%)”.

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Contemporaneità amichevoli dai Media

Cronologicamente ma contemporaneamente leggo che: Partita chiusa anche per Telecinco, la rete tv spagnola sulla quale il giudice Baltasar Garzon aveva indagato coinvolgendo nell’inchiesta anche manager Fininvest e lo stesso Silvio Berlusconi. La parola fine, confermando le assoluzioni per otto tra manager italiani e spagnoli e imprenditori iberici decise dall’Audiencia Nacional, l’ha scritta il Tribunale supremo, cioé la “cassazione” spagnola. Il premier non è tra gli assolti perché il processo contro di lui, di fatto, non si è mai svolto. Il procedimento nei suoi confronti venne infatti sospeso nel 1999 per l’immunità di cui godeva come deputato europeo prima e come presidente del Consiglio poi. Nel settembre del 2006 Garzon aveva annunciato la riapertura del procedimento contro Berlusconi che però, nel frattempo, era diventato membro del Consiglio d’Europa. A poche ore dal disco verde per il ‘Lodo Alfano’, l’iter seguito dalla vicenda spagnola ripropone il sistema di garanzie nei confronti di chi ha alte cariche istituzionali. Ma l’assoluzione ora piena degli otto imputati, per Berlusconi e per il suo legale – il parlamentare Pdl Niccolò Ghedini – segna di fatto anche la conclusione della vicenda processuale del premier. … Leggi tutto

Brutalmente aggredita a Milano Rebecca, 12enne Rom vincitrice del premio Unicef 2008

Questa terribile notizia, ripresa dal sito http://www.everyonegroup.com/it/ è stata sino ad ora data solo dall’agenzia ADN-KRONOS, sul sito ANSA l’ho cercata invano. Questo silenzio non è solamente semplicemente vergognoso, è COMPLICE … Leggi tutto