Thursday 09 February 2012, 10:09

Gli articoli con tag: " Roberto Saviano "

Roberto Benigni a “Vieni via con me”

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La Costituzione è frocia

benigni_1“La Costituzione è frocia” ha detto Roberto Benigni a “Vieni via con me”, il programma di Roberto Saviano, ed è un’idea bellissima, profonda, vitale.

Viva i buffoni e i bambini che hanno il coraggio di dire che il re è nudo!

Bossi e Maroni sono passati per Ellis Island

ub2(*) Ellis Island è una piccola isola che sta nel Porto di New York, vicina alla Liberty Island e di fronte  a Manhattan: dal 1892 al 1954 ha rappresentato la frontiera di ingresso negli Stati Uniti per milioni di immigranti italiani e del resto del mondo. A Ellis Island veniva condotto il controllo dei documenti di viaggio e delle condizioni di salute di chi cercava di entrare negli USA, e vi si doveva superare la quarantena. Milioni sono stati gli italiani, prevalentemente del Meridione, che la miseria ha costretto a passare attraverso questa sorta di centro di permanenza temporaneo.

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La pillola del diavolo

Diciamolo subito. Lo scandalo non è l’indemoniata pillola abortiva RU486, contro cui l’alto clero cattolico sta mobilitando tutte le sue forze. Pillola che causerebbe nientemeno che “una crepa nella civiltà” come si è premurato di diagnosticare il cardinale Angelo Bagnasco. "Delitto da scomunica" invece per Monsignor Sgreccia (Movimento per la Vita).

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Roberto Saviano: Il coraggio dimenticato

Chi racconta che l’arrivo dei migranti sui barconi porta valanghe di criminali, chi racconta che incrementa violenza e degrado, sta dimenticando forse due episodi recentissimi ed estremamente significativi, che sono entrati nella storia della nostra Repubblica. Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull’onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti.

Manifestazioni spontanee. E sono stati africani a farle.

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Saviano in Israele: non pettiniamo le bambole nè smacchiamo i giaguari

http://www.pollanetsquad.it/film%5C217_00.jpg

NOTA DEL GESTORE DEL SITO:

  1. Mi rendo conto che questo sito ha bisogno di essere tenuto con maggior polso. Non avevo letto i commenti, sopratutto quelli di Piero dai quali mi dissocio fermamente, perché quando l’autore non sono io non passano attraverso la mia moderazione.

    In generale conosco Israele e, pur non facendo sconti a quel governo, non posso non considerare quel paese come uno dei più interessanti dove vivere. Nello specifico, ma perchè una persona, Roberto Saviano in questo caso, è obbligato a rappresentare l’icona mediatica che altri gli hanno cucito addosso?

    Perchè Saviano è un santo se ci rappresenta e diventa un diavolo se si discosta del 10% da come noi ci aspettiamo che debba essere? Gennaro Carotenuto

A Notte Fonda, Roberto Saviano al Tg 3 del 28 aprile 2009 annuncia che Shimon Peres lo ospiterà e  il Paese, Israele,  gli si confà. E immagina e programma il suo futuro. Questo è il video con l’annuncio, non immagino io un bel niente, vedo solo Muri sempre più alti che evidentemente non ha “visitato”   Saviano.

Mi piacerebbe andare a vivere in Israele: l’ho letto sul sito  che dichiara “la libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”.

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Libera: In 150mila contro le mafie e per i diritti

IMG_5879 Tantissimi da tutt’Italia e da tutt’Europa a Napoli per la giornata della memoria di Libera. Sul palco c’è anche Saviano. Don Ciotti sfida la camorra: “Confischeremo tutti i vostri beni, fermatevi”

È il popolo degli onesti a scendere in piazza a Napoli. Sfilano in 150mila alla quattordicesima giornata della memoria e dell’impegno, tanti giovani, tante famiglie, insieme ai migranti campani, ai volontari dell’antimafia sociale, ai familiari delle vittime delle mafie. In marcia contro la criminalità organizzata, ma soprattutto in marcia per la giustizia e per i diritti.

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Una Repubblica fondata sul cemento


«La Costituzione dovrebbe mutare», suggerisce Roberto Saviano in Gomorra: «scrivere che [l’Italia] si fonda sul cemento e sui costruttori». E se lo scrittore punta il dito contro le attività edilizie dei sistemi mafiosi, le connivenze tra crimine, politica e imprenditoria del mattone che danno corpo a una delle lobby più potenti della Penisola, basta guardarsi intorno per capire che c’è davvero qualcosa che non va, che l’urbanizzazione procede senza sosta, continua, divorando il territorio e i beni paesaggistici.

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Oscar, Gomorra escluso dalla corsa per il miglior film non statunitense

(AGI) – Los Angeles, 13 gen. – Nuova delusione per il cinema italiano: dopo che ‘Gomorra’ è uscito a mani vuote dalla serata dei ‘Golden Globe’, il film di Matteo Garrone tratto dal romanzo di Roberto Saviano e’ stato bocciato nella corsa agli Oscar.

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Lontano da Gaza, tra Gomorra e CasaPound

Non posso parlare di Gaza, non ancora, o posso parlarne solo come Viktor Sklovskij ha parlato d’amore senza parlare d’amore in Zoo o lettere non d’amore … Ma mentre scrivo gli uomini, le donne, i/le bambin* dilaniat* li ho davanti agli occhi …
Per chi arriva in questi giorni a Napoli dalla stazione ferroviaria di Napoli Centrale non è possibile ignorare le centinaia di manifesti di CasaPound (per la casa, la giustizia sociale e la retorica strumentale di maggioranza e opposizione facce della stessa medaglia) . … Leggi tutto

I minori augurano Buona Crisi e felice nuova Paura

di InterDo [ 19 Dicembre 2008 ]

Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene_Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene_

E’ accaduto qualcosa di nuovo che può  farci fermare un momento? Le notizie- si sa-quelle vere, vanno a  a finire nei cassonetti, come la carta dei regali scartati, dopo il 25 dicembre. Per carità,  due ragalini, robbette da niente…ma come si fa a non fare nulla? E’ quello che mi chiedo anche io. E  stiamo fermi, come tanti alberi di natale. Sul mulo e l’asinello, ci camminano altri, anzi alcuni vanno a piedi. Per chi avesse voglia di continuare a leggere e trovare qualcosa di nuovo, niente di eccitante premetto, consiglio  di leggere e guardare  Baruda . Ha delle foto splendide, perchè l’ autrice, giovane e reale, è una piccola donna di quelle dure,  tenera quando le pare e fotografa e scrive…

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Mi spezzo…e poi mi piego

Riprendo una notizia che proprio non mi è andata giù, speravo scrivesse qualcosa Severino75 che nell’argomento musica e mondo artistico è immensamente più ferrato di me, e invece mi tocca farlo da solo; la notizia riguarda quel buon uomo di Gigi D’Alessio che in un’intervista a Vanity Fair ha dichiarato che lui, come tanti altri, ha cantato per i boss della camorra, lo so sembra una cosa assurda, una persona onesta come lui che cantava per i camorristi, stentavo a crederci anche io, sembra una cosa fuori dal mondo e invece per chi è di Napoli, come al solito, l’assurdo diventa la barbosa normalità, non ci fermiamo ai semafori col rosso, non ci abituiamo mai alla pizza che fanno nelle altre città, il ragù si fa con pomodoro e monoliti(niente carne tritata) di carne e deve cuocere 4 ore, non smettiamo di stupirci del perché al bar non ci danno il bicchiere d’acqua vicino al caffè, siamo fatti così, i cantanti neo-melodici è risaputo che in un modo o nell’altro hanno a che fare con la camorra, qualcuno va realizza i dischi nei loro studi, qualcuno si fa scrivere i testi dai boss, qualcuno è addirittura affiliato a qualche clan…brutto mondo ma così va e così deve andare.
Che così vada è un dato di fatto, che così deve andare è qualcosa che sta nella testa di D’Alessio, probabilmente dei suoi fans e di tanta gente che si augura che il Vesuvio pensi a ripulire quel poco che ancora rimane di Napoli dal mondo, questa è una cosa che mi fa incazzare da morire, il “così deve andare” equivale proprio al titolo del post, D’Alessio magari non si spezza neanche ma si piega volentieri perché altrimenti…
Mi ricordo la storia di un tipo, un tipo che voleva sapere come andava il mondo e allora era andato là, oltre il terzo mondo, nel centro di quello che dicono essere il supermercato della droga di Napoli, ha visto, ha parlato, che strano tipo direi, e poi dopo essere sopravvissuto a tutto questo ha messo nero su bianco tutto quello che aveva visto e ne ha tirato fuori un bellissimo libro, quel tipo strano è Roberto Saviano che dopo aver scritto il libro è andato nel suo paese e dal palco ha chiamato i camorristi per nome, uno ad uno, e gli ha detto a chiare lettere che lui la schiena non la piegava, la sua schiena sarebbe rimasta dritta, anche spezzata ma dritta.
E’ ovvio che non mi sembra il caso pensare che D’Alessio potesse voler fare l’eroe e combattere quello schifo, non tutti abbiamo le palle di Saviano, ma cercare anche di giustificarsi perché è una cosa normale è l’ennesima, se ancora D’Alessio ne aveva bisogno, dimostrazione della collusione con un mondo marcio che non fa che portare proseliti nello stesso mondo che D’Alessio vorrebbe far credere di fuggire.
E la politica napoletana che lo usa pure in continuazione come emblema della Napoli onesta…che schifo.

La Piazza delle Legittime Offese e Identità

“Il fascismo non sia un tabù”.

Questi rigurgiti sempre più incalzanti di nazifascismo e razzismo, quante altre Piazze dovranno sostenerli? Vogliamo ancora chiamarli bulli, scaramucce, baby gang, liti tra balordi, sbandati, regolamenti di conti…tanto per fare Piazza Pulita di un minimo di brandello di Resistenza? Casa Pound, di piazza romana, diffonde il nuovo Manifesto come il pane ai non abbienti, in cui si dice alla fine: ” Ve l’abbiamo detto abbiamo il cuore nero e sputiamo in faccia al mondo intero (tranne ai politici che ci proteggono, agli imprenditori che ci finanziano, alle forze dell’ordine che ci proteggono, ai preti che ci benedicono)”. Punto. Salvo che in ogni dove, rispuntano, uomini e donne “qualunque”, a sbandierare libertà, nè rosse nè nere, apolitiche, come i pestaggi e le incursioni, a suon di bastoni tricolori. Quale psicologo, firma autorevole, ministro… dovrà domani sulle testate-schermo dei Media, “spiegarci” pacatamente ma con fermezza autorevole, dialogando, dirci magari Mai più, indire un’altra Giornata della Memoria per noi che dimentichiamo, farci ripassare la Costituzione ? Il Ministro delle Riforme Bossi, questa volta senza l’ indice medio a salutare, afferma: “Napolitano dice che gli immigrati sono una risorsa importante? E’ una sua idea, io non la penso così, per me sono una risorsa negativa per il paese. La gente ha capito che non si può perdere l’identità”. Se Berlusconi insieme ad altri 19 del Mondo, afferma che in Italia ci vogliono 80 miliardi per uscire dalla crisi: a noi quanti giorni, mesi, anni, ci vorranno per uscire da questo infame brodo di “cultura mafiosa” ? Dal primo novembre al 14, ci sono stati 18 morti sul lavoro. E altri morti che li hanno preceduti in questi anni, per altre futili “ragioni”, come Dax, Renato Biagetti, Nicola Tommasoli, tre ghanesi, un liberiano e un cittadino del Togo nella terra dei Casalesi e non conosco i loro nomi: servirebbe a qualcosa? Nei salotti televisivi, abbiamo visto seduti vicini, Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista e Fiore, leader di Forza Nuova, il rosso e il nero delle Istituzioni per il Teatrino della Piazza Televisiva, con tanto di  video con Iannone, di Casa Pound, che rivendica l’azione futurista alla Rai: peccato che non abbia cantato “Cinghia Mattanza!”.

Aspettando in pace nella santa piazza, la Grazia domenicale del Papa  in Movimento per la Vita, si sappia che  in un’altra piazza, a Bruxelles, oggi si è fatta lettura collettiva  di “Gomorra”, di un certo Roberto Saviano. Ma noi abbiamo altre letture della Venerabile Storia  Italiana. Attendiamo  altre puntate risolutrici  in cui i Difensori  avranno buon gioco nel dire: eravate consenzienti, non c’è stata alcuna violenza.

Doriana Goracci

A Genova c’è l’Acquario

Mio nipote, due anni fa quindicenne, all’ennesimo racconto di ciò che successe a Genova nel luglio 2001, mi disse che dovevo farmene una ragione: i suoi compagni sapevano tutto dell’11 settembre di quell’anno e di Genova conoscevano l’esistenza dell’ Acquario. Se l’Onda, non diventerà un moto artificiale di acque, mosso dai motori dei partiti e dei loro consociati ma sarà consapevole del passato e del presente, in lotta per il proprio futuro auto organizzato, forse un po’ più di studenti e giovani di questo vecchio Paese, capirà cosa è successo a Genova e cosa ci facevano 8 signori della guerra e la stampa del mondo, in quell’estate infame. A qualunque età si fossero assaggiate una ad una, come grani di rosario, quelle giornate, si sarebbero fatti i conti con l’apertura della stagione della Caccia per gli uni e della Raccolta di consensi dall’altra, concepite al tavolino del potere di allora e di oggi, e si sarebbe rimasti per un bel pezzo rintronati dall’assenza di legalità, allo stato puro.

Oggi, 13 novembre, sono stati assolti i vertici della polizia per i fatti avvenuti il 21 luglio 2001 all’interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova: nell’aula, la sentenza è stata accolta con grida di Vergogna! La stessa che provai io, che in quelle strade ci sono stata con una figlia allora di sedici anni e i suoi compagni, con i giorni di “ferie” che chiesi allora, gli stessi che mi fecero “gudagnare” dopo alcuni anni il premio della pubblicazione con tanti altri, in un libro “Genova, luglio 2001: io non dimentico”, a sostegno del Comitato Verità e Giustizia per Genova.

Ma oggi, 13 novembre, è diventato definitivo anche il decreto della Corte di Appello di Milano che autorizza a sospendere l’alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana Englaro, una ragazza che lo era, piena di vita, 17 anni fa: altri signori e monsignori del potere tuonano allo scandalo, alla vergogna, per questa sentenza e minacciano responsabiltà morali.

Oggi a Roma pioveva forte, tanto che a decine i treni sono stati soppressi e riportavano a casa migliaia di pendolari e le stazioni mostravano tutto lo sfascio, allagate come se non avessero tetti: non c’erano scioperi come quelli a vagoni preannunciati o spontanei. E sono partiti i treni questa notte, concessi da Trenitalia, “a prezzo di mercato”, per tutti quegli studenti delle scuole superiori e universitari, dottorandi e ricercatori precari in mobilitazione che parteciperanno per due giorni alla Manifestazione- Assemblea contro la riforma voluta dalla Gelmini, ministro di questo Governo, consentito dal precedente. E sul treno del ritorno ho conosciuta una ragazza di Amburgo, Carolina, con una grande valigia, che andava a trovare come ogni mese il suo fidanzato a Viterbo e mi ha chiesto se avevamo notizie di Roberto Saviano, conosciuto per i suoi scritti all’Università che lei frequenta, corso d’Italiano, mi ha chiesto quando saremmo arrivate, lei era da cinque ore in cammino dall’Aereoporto: ho potuto risponderle solo non so, non so…

Dopo 7 anni come nella novella raccontata dalla nonna in cui “Sette paia di scarpe ho consumate di tutto ferro per te ritrovare, sette verghe di ferro ho logorate, per appoggiarmi nel fatale andare”, rimangono giusto sette fiasche colme di lacrime e amare e il gallo canta e sembra che non ci si vuol svegliare, malgrado la novella è ancora vera e tutta da completare.

Buon cammino allora, ragazze e ragazzi e come dice Vecchioni, sappiate che il viaggio è lungo e il giorno viene e c’è chi sempre si domanderà “mi conviene?”. Sta a noi non vendere l’anima e il futuro al Mercato: ci tratta da merce e scadente.

Doriana Goracci

Exodus da un mondo brillante


Passerà presto, non so se già oggi al Senato,  anche questo pezzetto del Pacchetto per la nostra Sicurezza: le agenzie di money transfer non potranno più accettare soldi dagli immigrati irregolari per inviarli ai loro familiari all’estero. Dovranno chiedere agli extracomunitari i permessi di soggiorno e informare le questure. E’ giusto delare e non belare. Ricordando Miriam Makeba, Roberto Saviano ha scritto: ” Miriam Makeba è morta in Africa. Non l’Africa geografica ma quella trasportata qui dalla sua gente, che si è mescolata a questa terra a cui pochi mesi fa ha insegnato la rabbia della dignità. E, spero pure, la rabbia della fratellanza”.(http://snipurl.com/5c4ku) Il 5 novembre mentre si belava di Obama, che se po fa anche a Casa nostra, è entrato in vigore il decreto legislativo 3 ottobre 2008, n.160, chiarito dal Ministero dell’Interno che modifica le regole per il ricongiungimento dei cittadini stranieri immigrati. Quì di seguito, andando indietro, non troppo lontano  lontano nel tempo come cantava nel 1966 Luigi Tenco, riporto un po’ di cifre e di numeri, ancora è consentito e No comment ( che anche lo facessi sarebbe uguale…)
Ispirazione del titolo di questo testo è l’avvenuto evento  a Palazzo Brugiotti, sede della Fondazione CARIVIT a Viterbo, dove due rappresentanti dell’Associazione Terra Etrusca, Maria Cristina Orzi e Simona Moricone, hanno presentato il Progetto ‘NO-COMMENT’, con il supporto di due figure di rilievo a carattere nazionale, Salvatore Regoli in rappresentanza della Fondazione EXODUS di Don Mazzi e lo speaker di RDS Filippo Firli: “Attualità, cronaca e spettacolo saranno i temi portanti dell’iniziativa, che avrà inizio giovedì 13 novembre presso il convento dei carmelitani scalzi di Viterbo, dove, nello scenario di un’aula di tribunale, giovani e personaggi noti accenderanno il dibattito sui temi proposti: “Un luogo dove i ragazzi possono ascoltare e farsi ascoltare”. Era il 1999 quando era partito il progetto “Mondobrillante”, dell’Associazione Juppiter, sede a Capranica, sotto l’egida Exodus onlus,  che  coinvolgeva  gli extracomunitari residenti nei comuni della Tuscia, i cui obiettivi del progetto erano: la promozione culturale e l’integrazione sociale degli stranieri. E i progetti vanno avanti anche al Senato, dove oggi 11 novembre si è discusso del  provvedimento che adotta misure per agevolare l’erogazione alle Regioni delle risorse finanziarie finora sospese per il mancato adempimento dei piani di rientro dai disavanzi sanitari, che stanzia 260 milioni di euro per consentire ai Comuni di coprire per il 2008 il mancato introito derivante dall’abolizione dell’ICI, sottraendoli al Fondo per le aree sottoutilizzate,  che accellera i piani di ridimensionamento della rete scolastica, che stanzia risorse a favore dei Comuni di Roma e Catania…Vi invito a continuare la lettura, anche se le forze in campo invitano a ben altra Del-Azione…
legalitaeimmigrazione
Anche i cittadini Ue non lavoratori dovranno dimostrare una maggiore disponibilità economica per ottenere il diritto di soggiorno in Italia. Pertanto, a partire dal 5 novembre, per i cittadini dell’Ue (non lavoratori) che chiederanno l’iscrizione anagrafica per se stessi e per i loro familiari le risorse economiche sufficienti al soggiorno sono determinate come segue:
- il solo dichiarante deve disporre di una somma pari all’importo annuo dell’assegno sociale (€ 5.142,67 per l’anno 2008);
- per ogni familiare va aggiunta la metà dell’importo annuo dell’assegno sociale (€ 2.571,33);
- per il dichiarante con due o più figli a carico di età inferiore a 14 anni si calcola il doppio dell’importo annuo della pensione sociale (€ 10.285,34).
Nel calcolo sono computate le eventuali risorse economiche dei familiari conviventi con il richiedente.
Esempi:
1) dichiarante + 1 familiare di età superiore ai 14 anni = 5.142,67 + 2.571,33 = 7.714,00;
2) dichiarante + 1 figlio di età inferiore ai 14 anni = 5.142,67 + 2.571,33 = 7.714,00;
3) dichiarante + 2 o più figli di età inferiore ai 14 anni = 5.142,67 x 2 = 10.285,34;
4) dichiarante + 2 o più figli di età inferiore ai 14 anni + 1 familiare di età superiore ai 14 anni + = 5.142,67 + 5.142,67 + 2.571,33 = 12.856,67.
Andiamo avanti, Azione Giovani Canosa, informava che: “ci dovranno essere 4.640 nuovi posti per i clandestini nei centri
d’accoglienza. Per una somma complessiva di 233 milioni di euro. Il costo medio giornaliero per ogni ospite è di 55 euro. Mentre il periodo di soggiorno medio passerà dagli attuali 27 giorni ai 150. Aumenta infatti il tempo massimo di detenzione a 18 mesi.I gestori telefonici o di internet autorizzati a trasferire denaro in giro per il mondo dovranno chiedere una copia del documento di identità a chi intende chiedere questo servizio. Se il richiedente è uno straniero dovrà essere consegnata anche la copia del permesso di soggiorno e segnalare alle autorità il servizio ricevuto. Chi disobbedisce potrà vedersi revocata l’autorizzazione all’ esercizio commerciale”. Già nel 2002, come da testo della seduta stenografata alla Camera nel 2002, http://new.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed150/s230r.htm , venne ricordato “a tutti i colleghi che sono circa 2.000 i miliardi di lire che attualmente escono dal territorio dello Stato italiano per confluire nei paesi di provenienza degli immigrati. Molti di questi 2.000 miliardi di lire sono evidentemente il frutto dell’onesto lavoro dei molti extracomunitari presenti sul territorio nazionale, ma molti di questi denari sono anche il frutto e il provento di attività illecite, che, voglio ricordare, nascono in ambiti di micro e di macrocriminalità: sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga, rapine e quant’altro. Pertanto, l’istituzione dell’anagrafe tributaria, che mi auguro il Governo vorrà comunque adottare attraverso altre forme di criteri, è uno strumento fondamentale per poter avere il controllo di questi flussi di denaro.
Ricordo – e credo di trovare anche una certa convergenza di valutazione da parte dei colleghi ed amici dell’opposizione – che ormai sono presenti sul territorio dello Stato moltissimi centri di raccolta, quelli che si chiamano call center, che non sono semplicemente punti di incontro degli extracomunitari, ma sono veri e propri uffici di smistamento di questo denaro. Attraverso questi call center, che sono anche money transfer (ossia trasferimento di denaro), questi proventi e questi denari vengono in qualche modo trasferiti nei paesi di provenienza degli immigrati. Noi di questo denaro vogliamo avere effettiva conoscenza: sapere se provengano da attività lecita o da attività illecita. Attraverso l’istituzione dell’anagrafe tributaria, vogliamo sapere se tutti gli extracomunitari comunque presenti sul territorio dello Stato in forma regolare fanno la dichiarazione dei redditi: a me risulta che del milione e mezzo di extracomunitari regolarmente presenti sul territorio, solo un terzo di queste persone presentano la dichiarazione dei redditi. Allora, questo è un aspetto importante, perché noi non possiamo continuare a mantenere sul territorio dello Stato un numero importante di cittadini extracomunitari, senza avere la certezza che queste persone siano assoggettate agli stessi criteri di natura contributiva e, quindi, anche di natura fiscale previsti per il cittadino italiano….vogliamo avere certezza che il cittadino extracomunitario che lavora in Italia paghi le tasse come le pagano tutti i cittadini italiani. È uno strumento importante, su cui Alleanza nazionale ha svolto un ruolo importante”.
Doriana Goracci