di Giuseppe Aragno, venerdì 10 settembre 2010, 07:59
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Dialoghi
Dietro il fumo sollevato da Fini, che a Berlusconi una mano gliel’ha data più d’una volta in vent’anni, lo sfascio si vede chiaro. La scuola, per cominciare. C’è un mistero truccato da ministro – “il mio nome è nessuno”, diceva l’omerico Odisseo – che generosamente regala gemme di sapienza. … Leggi tutto
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La denuncia arriva da Eric Valmir, corrispondente dall’Italia di Radio France. Traduco dal suo blog:
Allora?
Notato nulla?
Non manca qualcosa nel flusso delle informazioni di questa estate?
C’eravamo abituati… no? … Leggi tutto
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di Marco Milozzi, giovedì 18 giugno 2009, 13:23
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Dialoghi
I "nazisti dell’Illinois": qualcuno si ricorda i "nazisti dell’Illinois" sbeffeggiati dai Blues Brothers? Allora si rideva; oggi, vedendo un signore vestito allo stesso modo, fotografato con alle spalle la fiamma tricolore che il Movimento Sociale Italiano ereditò direttamente dalla repubblica di Salò, oggi c’è poco da ridere.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 18 giugno 2009, 12:17
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Italia, Politica italiana, Razzismo
Ha fatto un ottimo lavoro Maso Notarianni, direttore di Peacereporter. Ha messo a confronto il programma del Partito Nazionalista Italiano (Nuovo MSI di Gaetano Saya), quello delle Ronde nere, con quello della NSDAP, il partito nazional socialista di Adolf Hitler. Salta all’occhio che è esattamente lo stesso programma trasposto all’Italia di oggi. Non appena qualcuno lo ha fatto notare (la memoria è un nemico per i nazisti) il programma stesso è stato immediatamente rimosso. Sarà riproposto in altra impaginazione ma per la legge Scelba, e per elementarissime considerazioni che capirebbe perfino Roberto Maroni, il P.N.I. andrebbe immediatamente proibito e i suoi aderenti perseguiti secondo il nostro codice penale.

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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 20 maggio 2009, 09:45
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Diritti civili, Diritti umani, Italia, Migranti e integrazione, Politica internazionale, Politica italiana, Primo piano, Scuola, università, ricerca
Ennesimo segnale sinistro della gestione di Mariastella Gelmini sull’Università che si fa usare per fini politici del governo.
L’Università di Sassari infatti si presta a concedere una Laurea Honoris Causa niente di meno che a Muammar Al Gheddafi, fiammante amico di Silvio Berlusconi che lo definì “il campione della libertà” e alleato nella politica di respingimento dei migranti messa in atto dal Ministro degli Interni Roberto Maroni.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 14 maggio 2009, 09:47
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Diritti civili, Diritti umani, Disinformazione, Italia, Migranti e integrazione, Politica italiana, Primo piano, Società, Storia
Il duce del fascismo, Benito Mussolini, quando il 10 giugno del 1940 diede la famosa pugnalata alla schiena alla Francia già sconfitta dalla Germania, commentò con i suoi più stretti collaboratori di aver bisogno di “qualche migliaio di caduti da gettare sul tavolo della pace”.
Non può non tornare in mente quell’episodio vile della storia italiana, verso la Francia e verso quei militi del Regio esercito le vite dei quali furono gettate da Mussolini (le prime di centinaia di migliaia), rispetto alla politica del cosiddetto respingimento degli immigrati mandati al macello dal nostro governo in barba alle Nazioni Unite, al diritto internazionale, all’umanità.
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Quanto è stucchevole il trincerarsi dietro il “i medici possono ma non sono obbligati” a denunciare del Ministro Roberto Maroni, quello che “bisogna essere cattivi con i clandestini”. Ci vuol proprio che non si vuol capire che un essere umano bisognoso di cure non può neanche dover temere di essere denunciato. Per cosa poi? Per una condizione, la cosiddetta “clandestinità” nella quale leggi infami lo hanno messo suo malgrado. Il caso in questione esplicita quello che è sotto gli occhi di tutti: la precisa volontà omicida della Lega Nord e del governo (gc).
Il caso. Bari, per i sanitari la donna era malata da mesi: una semplice visita poteva salvarla, Il primario: la tubercolosi va curata subito, basta un colpo di tosse per contrarla
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Trasformare l’isola di Lampedusa in un unico campo di concentramento per migranti. E’ questo il progetto di Roberto Maroni, Ministro degli Interni che qualcuno si ostina a considerare come la faccia presentabile della Lega Nord. Oltre al tema dei migranti, sul quale pubblichiamo qui lo speciale dedicato da Melting Pot, vi è l’espressione di una concezione palesemente coloniale dell’unità nazionale.
Come rileva anche Giuseppe Paladina qui, il Sud per il Nord è territorio disponibile, per i veleni delle industrie (industrie del nord complici della camorra), per reclutare mano d’opera a basso costo e scaricabile, per consumare prodotti del Nord, e per raccogliere tutto quanto il Nord considera indesiderabile, a partire dai migranti (gc).
Quella di venerdì è stata una giornata densa di tutte le contraddizioni accumulate in questi anni intorno alla frontiera più spettacolarizzata d’Europa.
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di Gaspare Serra, domenica 30 novembre 2008, 12:45
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Dialoghi
La prostituzione e l’ipocrisia comune
Proibizionismo e regolamentazione: opposte soluzioni a confronto … Leggi tutto
Gaspare Serra su http://www.gennarocarotenuto.it
Ieri la partita di calcio tra l’Atalanta di Bergamo e il Napoli è stata caratterizzata da 90 minuti di cori razzisti in un clima revanscista e carico d’odio che in un paese civile avrebbero portato alla sospensione della partita stessa. Scritte razziste e altri episodi di intolleranza hanno caratterizzato l’arrivo e l’intero soggiorno della squadra del Napoli a Bergamo. Non essendoci, per decisione del ministro degli Interni Roberto Maroni, alcun tifoso del Napoli presente, quel rancore e quel sordido clima di intimidazione era proprio indirizzato contro quel ragazzo mite e sempre sorridente che si chiama Ezequiel Lavezzi. L’indiscriminato odio antimeridionale ha già portato a incostituzionali “leggi speciali” che induriscono le pene a seconda di dove si commette un reato.
Intanto su un altro canale un Ministro della Repubblica, Renato Brunetta, che le cronache ci rivelano essere entrato in Università attraverso la madre di tutte le ope legis (una scandalosa sanatoria) nel 1980 e aver acquistato una villa di pregio (a lui Ravello non fa schifo, deduco) al prezzo di un garage in periferia, sostiene che, in quanto persona di sinistra, sussisterebbe per chi scrive una presunzione di colpevolezza: sono un fannullone.
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Rispetto al Decreto Legge che fa arrestare sul posto chi in Campania e solo in Campania abbandona dei rifiuti ingombranti in strada, continuo a pensare che se chi scippa un leggerissimo portafogli sta in galera in media tre ore, chi come arma del delitto usa una cucina economica o un frigorifero classe F (che inquina come una locomotiva a carbone) per usare i giusti pesi e le giuste misure non si può aspettare meno di tre anni di galera e perfino il vecchio Beccaria sarebbe d’accordo.
Detto (surrealmente) ciò, immagino il Ministro degli Interni Roberto Maroni al bar a Cantù Cermenate o a Cazzago Brabbia circondato dalla sua gente che gli fa i complimenti e lo riempie di pacche sulle spalle facendogli andare di traverso le arachidi: “bravo! Picchia giù duro! Con questa gente ci vuole il pugno di ferro! Faglielo vedere chi siamo a questi napoletani!”. Perché va bene i negri ma il nemico prevalente per un tipo in camicia verde sono sempre i terroni.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 18 ottobre 2008, 08:41
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Italia
Non mi sembra che Roberto Maroni abbia detto qualcosa di terribile su Roberto Saviano. Sarebbe grave se Saviano fosse l’unico simbolo della lotta alla criminalità organizzata e nel bisogno di eroi ci sono almeno due debolezze. La prima è quella della necessità stessa dell’eroe eponimo, che rappresenta una battaglia che non si sta vincendo, la seconda è che nel simbolo statua equestre si tende sempre a vedere qualcosa di inarrivabile per la gente comune. Il che ha in genere un effetto più paralizzante che dinamizzante delle forze della società civile.
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di Martino Mai, mercoledì 15 ottobre 2008, 10:13
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Dialoghi
Sondaggio IPR marketing per Repubblica.it sulla fiducia al governo
Il Presidente del Consiglio mai così in alto da maggio. Stabile il governo
Il premier al massimo della fiducia Tremonti, Gelmini, Brunetta: le star
Tra i partiti bene l’Udc e Di Pietro. Il Pd per la prima volta sotto il 30 pee cento
di CLAUDIA FUSANI
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 12 settembre 2008, 09:14
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Italia, Politica italiana, Società
A 12 giorni dall’incontro Roma-Napoli, e dallo sfasciare di un treno da parte di alcuni mentecatti pseudo tifosi del Napoli, il pugno di ferro e la tolleranza zero del ministro degli Interni Roberto Maroni hanno partorito il topolino e sparano nel mucchio trasformando le responsabilità penali personali in colpe collettive.
Ci hanno detto per giorni che c’erano i pregiudicati e i camorristi, ma non sono andati a prenderli. Nessun teppista è stato arrestato, né condannato per direttissima. C’erano perché c’era un piano criminale o c’erano perché anche un pregiudicato è libero di andare allo stadio? Non è dato saperlo.
La sostanza è che nessuno è stato fermato, nessuno è stato sottoposto a DASPO (il provvedimento di polizia che impedisce l’accesso agli stadi) né costretto a pagare i danni, l’unica cosa sensata in un paese normale. Insomma il treno non lo ha sfasciato nessuno e viene da domandarsi come faccia la Polizia a beccare degli assassini se non è capace di prendere dei semplici teppisti.
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di Doriana Goracci, venerdì 25 luglio 2008, 11:33
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Dialoghi
Cronologicamente ma contemporaneamente leggo che: Partita chiusa anche per Telecinco, la rete tv spagnola sulla quale il giudice Baltasar Garzon aveva indagato coinvolgendo nell’inchiesta anche manager Fininvest e lo stesso Silvio Berlusconi. La parola fine, confermando le assoluzioni per otto tra manager italiani e spagnoli e imprenditori iberici decise dall’Audiencia Nacional, l’ha scritta il Tribunale supremo, cioé la “cassazione” spagnola. Il premier non è tra gli assolti perché il processo contro di lui, di fatto, non si è mai svolto. Il procedimento nei suoi confronti venne infatti sospeso nel 1999 per l’immunità di cui godeva come deputato europeo prima e come presidente del Consiglio poi. Nel settembre del 2006 Garzon aveva annunciato la riapertura del procedimento contro Berlusconi che però, nel frattempo, era diventato membro del Consiglio d’Europa. A poche ore dal disco verde per il ‘Lodo Alfano’, l’iter seguito dalla vicenda spagnola ripropone il sistema di garanzie nei confronti di chi ha alte cariche istituzionali. Ma l’assoluzione ora piena degli otto imputati, per Berlusconi e per il suo legale – il parlamentare Pdl Niccolò Ghedini – segna di fatto anche la conclusione della vicenda processuale del premier. … Leggi tutto
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it