di Aldo Garuti, venerdì 13 marzo 2009, 12:03
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Dialoghi
La continua aggressione mediatica contro Cuba, purtroppo, fa presa anche sulle persone più accorte e sensibili, compresi i miei amici, che mi hanno segnalato l’inclusione di Cuba nella solita lista nera dei Paesi considerati nemici di Internet (vedi articolo “Sono dodici gli Stati canaglia dell’Internet", di cui al link), basato sulle asserzioni di ‘Reporters sans Frontières’, fonte della pseudo notizia.
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Quanto è facile farsi pubblicità mondiale e passare per difensore dei diritti umani lavorando un quarto d’ora per intimidire vigliaccamente (ebbene sì, può aver ragione perfino il regime cinese) un ragazzino, una signora, un ginnasta che porta in giro la fiaccola olimpica.
E’ facile e ben pagato, ma l’unico risultato che ottiene è far passare la Cina da vittima avendo cura di non danneggiarne minimamente gli interessi. Intanto le democrazie europee un po’ reprimono, un po’ no le aggressioni ai tedofori e l’opinione pubblica si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.
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La notizia è scioccante anche per chi per anni ha denunciato le sospette attività di Reporter senza Frontiere e del Boss di questa organizzazione, Robert Ménard. Questi, in una trasmissione alla radio francese ha legittimato e rivendicato l’uso della tortura.
Il capo di Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard (la denuncia è stata rilanciata in Italia da Franco Carlini de Il Manifesto), in un’emissione di France Culture, l’audio della quale è disponibile a questo indirizzo legittima l’uso della tortura. Lo fa con gli argomenti tipici usati dai grandi torturatori della storia, i … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 4 giugno 2007, 19:50
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Dialoghi, Disinformazione
Fidel, sì Fidel, che problema è Fidel. Perfino come chiamarlo è un problema, un discrimine, un Rubicone. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano del PRC Liberazione, è molto attento a scrivere sempre Castro. Non scrive mai Fidel, come tutti i cubani, e centinaia di milioni di sfruttati di questo pianeta lo continuano a chiamare. E’ una cartina tornasole potentissima. Per star bene in società, con i Gianni Riotta, i Lucio Caracciolo, i Pierluigi Battista, gli Omero Ciai, è necessario dire “Castro”, e nonsiamai farsi scappare “Fidel”. Chissà, forse Sansonetti conosce Emir Sader, il filosofo brasiliano, tra i fondatori dei Fori Sociali Mondiali. In un magistrale articolo intitolato “come diventare un ex-intellettuale di sinistra” Sader lo mette al primo comandamento: “non chiamare mai più Fidel, Fidel. Da oggi in poi chiamalo sempre Castro”.
Con Nello Margiotta, Sabatino Annecchiarico, Mirko del Medico e Fabio Amato:
Continuano, su questo sito e sulla stampa nazionale (la polemica è dilagata sulla stampa che una volta quelli del partito di Sansonetti definivano “borghese”, dalla Repubblica al Giornale, che se la ridono grassamente), gli eco del caso Nocioni-Liberazione-Cuba. Il giorno 2 giugno Sansonetti ha dedicato un … Leggi tutto
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