Thursday 09 February 2012, 14:22

Gli articoli con tag: " Rivoluzione cubana "

A 53 anni dalla Liberazione dell’Avana

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Intervista a Nelly Arrobo Rodas. Presidentessa della Fundación del Pueblo Indio Ecuadoriano

Intervista a Nelly Arrobo Rodas. Presidetessa della Fundación del Pueblo Indio Ecuadoriano

Perché Monsignor Proaño riposa qui a Pucahuaico?

Dunque dobbiamo fare qualche passo indietro. In data 29 genaio 1985 Leonidas Proano abbandonò l’incarico di Vescovo di Riobamba. Restò in questa città fino all’aprile dello stesso anno pensando di restarci a lungo, me nel frattempo si rese conto che non era possibile. Un avvenimento, poi lo scosse. Alla scadenza del suo mandato come vescovo di Riobamba, non fu nominato nessun vescovo titolare se non un ausiliare che ebbe il compito “d’amministrare l’ordinario”. Con questa scelta, praticamente, si voleva mettere in discussione il suo lavoro. Per lui tutto questo fu un vero e atroce castigo. Quindi pensò che Riobamba non fosse il luogo adatto per continuare le sua attività. Cercava costantemente un posto dove poter andare e alla fine non avendolo incontrato decise di ritornare nel suo paese natale: San’Antonio de Ibarra. Nello stesso mese, cioè nell’aprile del 1985, fu istituito il Primo Dipartimento Pastorale Indigeno. Al Monsignor Proaño giunse, finalmente, una buona notizia. Fino ad allora non esisteva un Dipartimento per gli indigeni e Monsignor si domandava come mai esistesse per l’Opus Dei e per i militari e non per gli indigeni.

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VII Cumbre dell’ALBA – I Cumbre dei Movimenti sociali (2a parte)

Cochabamba, 16 Ottobre 2009
Quasi a confermare quello che si diceva ieri una fresca brezza ha spirato nei cieli di Cochabamba per tutto il giorno. In un contesto blindato ma festoso la VII Cumbre dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe – Trattato del Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) è entrata finalmente nel vivo con l’arrivo dei capi di stato e l’inaugurazione ufficiale della cumbre a cui è immediatamente succeduta la prima riunione.

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Intervista a Yanara Guasamin, regista ecuadoriana

In un tiepido pomeriggio di fine aprile incontro Yanara Guayasamin nel suo ufficio. Un giovedi di grande fermento, ricco di appuntamenti e di interviste da rilasciare alle varie testate giornalistiche del Paese.

Dallo scorso 30 aprile, nelle sale cinematografiche di Quito, si proiettava l’ultimo lavoro di Yanara Guayasamin dal titolo “Cuba el valor de una utopia”.

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Fidel non ci lasciare adesso… il sogno continua!

L’agenzia di informazione russa Ria Novosti afferma che un consorzio petrolifero nazionale russo è stato creato per la gestione di progetti petroliferi in Venezuela coopererà anche con la statale cubana Cubapetroleo. Le due aziende hanno firmato un memorandum lo scorso 23 gennaio. L’accordo è stato firmato alla presenza del vice primo ministro russo Igor Sechin e del vice presidente del consiglio dei ministri cubano, Ricardo Cabrisas. Il consorzio comprende le russe Gazprom, Rosneft, TNK-BP, Surgutneftegaz e LUKoil, ed è gestito dalla Gazprom; l’alleanza con il Venezuela è diretta dalla statale venezuelana Petroleos de Venezuela (PDVSA). Il petrolio prodotto sarà esportato negli USA, in Cina e in Europa.

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Cuba dopo cinquant’anni di Rivoluzione, il contributo di Gianni Minà

che_guevara_fidel_castro Quella notte del 1° gennaio 1959 in cui Fulgencio Batista, il dittatore che governava Cuba con la complicità della mafia italo-americana, fuggì a Santo Domingo con un aereo carico di dollari nessun politologo o editorialista Usa si azzardò a presagire che il movimento di liberazione di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos che era riuscito a cacciare quell’ex sergente sadico e torturatore, avrebbe guidato per decenni l’isola dei Caraibi, da sempre la più ambita dagli Stati uniti.

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Festival di Internazionale a Ferrara: niente di nuovo sull’America Latina

I giorni 3, 4 e 5 ottobre si è tenuto a Ferrara il festival del Settimanale “Internazionale” ed io, lettrice assidua fino a qualche tempo fa, ci sono andata. … Leggi tutto

L’uragano Ike e Cuba

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E’ triste, ma sono convinto che ci siano molte persone malevole che desiderano che in queste ore ci siano molti morti a Cuba, causati dal nuovo uragano Ike. Quello precedente, Gustav, fronteggiato con uno sforzo senza precedenti, non ne ha causati affatto, nonostante si fosse abbattuto sull’isola nel momento di massima potenza e pur avendo distrutto oltre 100.000 abitazioni.

Sono convinto che ci siano anche alcune altre persone malevole che, al contrario, sperano che questi morti si verifichino negli Stati Uniti, ovviamente tra le fasce più povere della popolazione. In realtà la stragrande maggioranza dei morti causati dagli uragani è haitiano, un paese dall’economia ultraliberista dove lo stesso concetto di protezione civile è del tutto estraneo.

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L’incredibile Omero Ciai su La Repubblica tira il sasso e nasconde la mano

Colombia6marzo2 La Repubblica titola oggi in prima pagina: “così Rifondazione aiutò i rapitori della Betancourt”. La firma del super-scoop, perché se fosse vero di quello si tratterebbe, è quella di Omero Ciai. Gli attenti lettori di La Repubblica veramente da Omero si attendevano altro… sapere com’era finita una storia cubana che fino a ieri ad Omero stava molto a cuore ed oggi sembra non servire più. Com’è finita Omero non lo racconta, e allora lo facciamo noi, abbiate la pazienza di leggerci.

Oibò dunque, “Rifondazione aiutò i rapitori” in italiano vuol dire che Rifondazione Comunista è stata complice del sequestro di Ingrid Betancourt. Vuol dire che Gennaro Migliore le portava da mangiare (qualcosa mi dice che la mamma di Migliore cucina bene). Vuol dire che Nichi Vendola e Giovanni Russo Spena facessero i turni come carcerieri e che Fausto Bertinotti fosse il grande vecchio che decideva della vita e della morte di Ingrid.

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Gino Donè Paro, “el italiano del Granma”

Nella notte tra sabato 22 e domenica 23 marzo 2008, a San Donà di Piave (Venezia), si è spento nel sonno Gino Donè Paro, “el italiano del Granma”.
Con lui se ne va un pezzo di Storia e di leggenda. Nato il 18 maggio 1924 a Monastier di Treviso, dopo aver combattuto come partigiano tra le file della Resistenza nella laguna veneziana, è stato l’unico europeo a partecipare alla Rivoluzione cubana. … Leggi tutto

Fidel Castro, scusate se riciclo anche io

b52_01 M’hanno telefonato perfino da una radio argentina per sapere che ne pensavo di Fidel. A parte l’Argentina, con tutti quelli che mi hanno chiamato dall’Italia mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. E’ che non ho altro da aggiungere sulla Storia, e non ho la palla di vetro sul futuro. Annoto che Omero Ciai consiglia i cubani: “come prima cosa rompete con Hugo Chávez” e penso che il troiaio che gira intorno ai fuorusciti di Miami non sia una cosa seria.

Con una punta di presunzione, quello che dovevo dire su Fidel l’ho scritto già nel suo coccodrillo, che anche questa volta non servirà e che ripropongo di seguito. Noto che nell’articolo parlavo di 300 prigionieri politici. Nel frattempo, nel “gulag tropicale”, questi, secondo Amnistia Internazionale, sono diminuiti a 54. Sono sempre 54 di troppo ma sono sempre meno del 10% dei prigionieri politici detenuti a Cuba. Il 90% dei prigionieri politici a Cuba (salvo una dozzina) non sono mai stati incriminati di alcun delitto, e non hanno mai visto un avvocato. Quei 600 disgraziati stanno a Guantanamo e sono prigionieri politici del governo degli Stati Uniti d’America.

Fidel Castro; appunti per un coccodrillo che per ora non servirà – articolo del 2 agosto 2006

Si poteva scommettere che oggi Pierluigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, avrebbe usato le parole “satrapo” e “satrapia” con l’aggiunta dell’aggettivo “tropicale” per definire Fidel Castro e la Rivoluzione cubana. Che noia! Che superficialità di analisi (sic!) per il principale quotidiano italiano! Ci si domanda perfino che titoli abbia Pierluigi Battista per scrivere di America Latina se non riesce ad esprimere altro che una sequela di termini come “satrapo”, “gulag tropicale”, “dittatore sanguinario”. Forse scriverli costituisce un titolo di merito in certi ambienti, ma tali termini non contribuiscano in nulla a spiegare 47 anni di Rivoluzione a Cuba. Stantie, schematiche, scontate, soprattutto colpevolmente autoreferenti, appaiono tutte le analisi sulla Rivoluzione cubana, soprattutto da quella sinistra che nel condannare sempre e comunque Cuba vede una comoda maniera di emendare il proprio peccato originale.

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Terrorismo mediatico contro Cuba. Secondo la stampa anticubana è in galera, ma lui è tranquillamente ospite alla TV

Quello che potete vedere nel video, intervistato da Rosa Miriam Elizalde, è Eliécer Ávila, lo studente cubano reso famoso per aver dibattuto con il Presidente del parlamento cubano, Ricardo Alarcón, in un’assemblea della sua università, la UCI (informatica), e presentato nel mondo come l’esplodere della rivolta contro la dittatura castrista a Cuba.

Attiva Javascript e Flash per poter vedere questo Flash video.

Eliécer è vivo ed evidentemente in buona salute e, almeno apparentemente, non solo non vive ostracismo alcuno ma parla in TV, e ribadisce i suoi argomenti, nel paese che dovrebbe essere il più censurato del mondo.

Questo a Cuba, ma invece per i media anticubani Eliécer sarebbe addirittura in galera.

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Cuba e l´aiuto del Brasile per la fine dell´imbargo

Cuba si trova a 130 km dalla costa degli Stati Uniti, ma gli statunitensi non possono, ufficialmente, attraversare il Mar dei Caraibi per visitare l´isola. Le imprese nordamericane non possono investire risorse in Cuba ed avere relazioni commerciali con quel paese. Le multinazionali che pretendono esportare negli Stati Uniti, non possono avere nei loro prodotti componenti cubani.

L´imbargo commerciale, economico e finanziario é stato imposto nel 1962, due anni dopo che le forze rivoluzionarie, comandate da Fidel Castro, hanno sconfitto la dittatura di Fulgencio Batista. In una intervista alla Agenzia Brasile, il ministro-consigliere dell´Ambasciata Cubana a Brasília, Alejandro Palacios, valuta i legami tra Brasile e Cuba. Secondo lui, le relazioni sono progredite negli ultimi anni in tutte le aree ed aiutano a superare gli effetti dell´imbargo economico. Le stesse dovranno approfondirsi ancor piú a partire dalla seconda visita di Lula nell´isola. … Leggi tutto

Angela Nocioni e l’America Latina su Liberazione, lettera a Piero Sansonetti

Gentile Piero Sansonetti, direttore di Liberazione,
da due giorni il mio sito, che si occupa prevalentemente di informazione e America Latina, è inondato di messaggi di lettori del suo quotidiano, indignati per la pagina intera (pp. 1 e 9) pubblicata a firma Angela Nocioni, presunta inviata a L’Avana per il suo giornale, il giorno 30 maggio.

Molti lettori, suoi e miei, mi chiedono di fare qualcosa, attribuendomi un potere che evidentemente non ho. Non sono un lettore di Liberazione, non ho alcun rapporto di lavoro con il suo giornale, non sono mai stato militante né del PRC né di alcun partito di sinistra. Sono solo un docente di Storia del Giornalismo e un attento osservatore delle cose latinoamericane e del giornalismo italiano.

Se ho ricevuto una ventina di messaggi io, lei ne avrà ricevuti mille e mi auguro li abbia letti. Non … Leggi tutto

Angela Nocioni, giornalista in carriera

Con Andrea Grillo, Simone Caligiana, Primo Ilario Soravia

Andrea Grillo: Gentile professore, sono un cooperante che lavora in Senegal, in Nicaragua e a Cuba. Ha letto gli ultimi articoli che Liberazione ha dedicato a Cuba? Che schifo, che vergogna! Sono senza parole, non ci sono aggettivi per descrivere questi opportunisti, … Leggi tutto