Friday 25 May 2012, 06:41

Gli articoli con tag: " Reuters "

“La Repubblica” e il voto degli indiani

Quando becco con le mani nella marmellata un disinformatore di professione, un Omero Ciai, un Rocco Cotroneo, e le varie sfumature tra il prezzolato di stanza a Miami e il precario incatenato al desk che scrive bestialità per cialtroneria, ignoranza, fretta, mi domando sempre cosa accade quando leggo articoli su quel 99% di temi sui quali non ho una competenza specifica e costantemente aggiornata. Probabilmente subisco, subiamo, la disinformazione del mainstream più o meno come uno spettatore del TG4.

Non so se posso definire amico Nello del Gatto, Indonapoletano, corrispondente dell’ANSA dall’India, ma sicuramente ho da tempo una grande simpatia e stima per lui. Simpatia e stima trasformatasi in boato di entusiasmo quando ho letto il post che segue che mi ha ricordato questa storia venezuelana (gc).

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A proposito di Giornalismo Corretto come un caffè

Con Buona Pace di chi legge politicamente corretto, una volta ancora vi propongo un’altra versione alla  bevuta di News…

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La carta del guru. La crisi de “Il manifesto”, come uscirne. Parla Joichi Ito, uno dei massimi esperti di web a livello mondiale

Da Totem, il Think tank lasciatoci in eredità da Franco Carlini, cr mi suggerisce questo articolo su quella che da parte mia non voleva essere una polemica sul Manifesto a 50 Euro. Il guru in questione, ma noi diffidiamo dei guru, lo dice a chiare lettere: “Deve andare online più di quanto non lo faccia ora e farlo in fretta. Certo, passare dalla carta al web implica un profondo cambiamento di mentalità”. Ah, ci fosse ancora Franco! Buona lettura (gc)

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La Terra è consumata, nel 2030 ce ne servirà un’altra

La domanda sulle risorse del pianeta supera del 30% la sua capacità rigenerativa

MILANO – La Terra non sta bene; uomini, animali e piante neanche. Secondo il "Living Planet Report 2008", "check up" biennale fatto da ricercatori del Wwf e altre organizzazioni scientifiche, presentato a Londra, «entro il 2030 avremo bisogno di due pianeti per soddisfare il fabbisogno dell’umanità di beni e servizi». La domanda globale sulle risorse della Terra supera infatti del 30% la capacità rigenerativa di quest’ultima. Più di tre quarti degli abitanti del pianeta vivono in nazioni che sono debitrici ecologiche, dove cioè i consumi nazionali hanno superato la capacità di risorse naturali del paese. Il rapporto si basa, tra l’altro, sulla misurazione dell’ "impronta ecologica", un’unità che misura la domanda dell’umanità sulla biosfera, in termini di superficie di terra e mare necessarie sia alla produzione delle risorse che le persone utilizzano, sia all’assorbimento dei materiali di scarto generati.

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Google irrompe nel mercato dei browser. Arriva Chrome e sfida Firefox e Internet Explorer

008039-chrome21Si scarica da qui, notizia bomba nel mondo di Internet e qui c’è il fumetto che la illustra.

(AGI/REUTERS) – New York, 2 set. – Google lancia la sfida a Microsoft e mette da oggi sul mercato in 100 paesi un nuovo browser chiamato ‘Google Chrome’.

Il programma e’ gratuito e disponibile nella versione ‘beta’, ovvero di prova, e dunque modificabile grazie anche al contributo degli utenti.

Si tratta di un vero e proprio smacco nei confronti di Microsoft e l’obiettivo di Google e’ insidiare il primato del colosso di Seattle nel settore dei programmi legati al collegamento a Internet.

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Il punto “G”: tra Genova e Giappone

Il “Punto G” si deve al dottor Grafenberg, un ricercatore che individuò per la donna un’area sensibile all’interno della vagina femminile, che se debitamente manipolata diventa molto eccitabile, come  un’altro G di otto potenti del mondo, che si servono di abilissimi manipolatori per mostrare la loro sensibilità globale. Il loro punto G dicono non abbia  capacità operative, ma solo  il compito, discutendo,  di indicare dove intervenire al meglio nell’economia, nel sociale, nell’ambiente, nel contrasto dell’attività terroristica. … Leggi tutto

L’Italianic e l’Aventino dorato

Ecco, l’hanno fatto. Si sono offesi e l’hanno fatto di nuovo. Cavolo però, come sono permalosi!
Io sinceramente non capisco la gente che si offende; sarà che sono un tipo semplice, sarà che non considero l’orgoglio una virtù, sarà che evito di frequentare persone che non stimo, sarà quello che volete, ma non vi so dire quand’è stata l’ultima volta che mi sono offeso.
Perché offendersi? Che senso ha? Se una persona non ti piace, stai alla larga; se non hai stima di una persona, non ce l’hai neanche di quello che dice; se consideri qualcuno un bastardo, non c’è motivo di pretendere il suo rispetto. Non so voi, ma ogni volta che vedo qualcuno offendersi, e magari lo fa in maniera plateale, ho sempre l’impressione che abbia la coscienza sporca.

Invece c’è gente che si offende di continuo. O meglio… c’è gente che fa finta di offendersi. Perché è ora di gettare la maschera e dire le cose come stanno: questi qui fanno finta, sono fasulli, dal primo all’ultimo. Come? Ah, già! Non vi ho detto ancora di chi sto parlando.
Parlo dei parlamentari della cosiddetta sinistra; scusate se uso ancora il termine obsoleto e velleitario di “sinistra”, ma è solo per comodità. In realtà la sinistra in Italia non esiste più da molti anni. Come la destra.
Insomma, questa sinistra si è offesa perché il governo ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza (una bestialità di cui parleremo prossimamente), attualmente in discussione al Senato, il famoso emendamento detto “salva-premier”. Si è offesa e se n’è andata, si è ritirata sul suo Aventino. Mi ricorda qualcosa…
L’emendamento è stato approvato, Sua Bassezza si è parato il culo per l’ennesima volta, il sistema giudiziario italiano è stato ulteriormente umiliato, un altro pezzo di Costituzione è stato cancellato. E via così, avanti tutta verso nuovi abissi!

Va detto anche, per onestà intellettuale, che se la sinistra fosse rimasta in aula a fare un’opposizione seria, non sarebbe cambiato niente; i numeri sono tali che possono far passare qualsiasi cosa.
In fondo non c’è niente di sorprendente o di inatteso: si sapeva, perché lo avevano già fatto in occasioni precedenti e perché era stato sbandierato in campagna elettorale, quali fossero le intenzioni di questa banda. Intenzioni che stanno diventando, una alla volta, fatti concreti. In tanti parlano di fascismo strisciante, ma io non vedo strisciare niente: qui si galoppa a briglia sciolta, in maniera assolutamente limpida e coerente. E infatti non è con loro che me la prendo.

Chi è che a partire dal 1994 ha difeso il diritto di Berlusconi di candidarsi e di entrare nei palazzi della politica? D’Alema e tutta la sinistra. Il tutto in barba al fatto che ci fossero le leggi che lo proibivano per il fatto che era titolare di concessioni pubbliche. “Se gli italiani lo votano…” è stata la difesa d’ufficio di una violazione di legge. Ma gli italiani sono persone, e possono sbagliare; e due cose sbagliate non ne fanno una giusta. Così si è permesso ad un personaggio gravemente inguaiato, sia dal punto di vista economico che da quello giudiziario, di conquistare il potere e di risolversi i suoi problemi.
E tanto per tornare a tempi più recenti, non è stato Veltroni che lo ha riabilitato come leader della coalizione opposta, dopo che i suoi stessi alleati lo avevano scaricato? Era morto e sepolto (politicamente) e il buon Walter lo ha resuscitato come un novello Lazzaro, anzi un lazzaro’.
Lo stesso Walter che neanche due mesi dopo (un tempismo sinistramente perfetto), ha innescato la crisi del governo Prodi con la dichiarazione che ha fatto infuriare Mastella: “Alle prossime elezioni noi correremo da soli“.
Sempre lo stesso Walter che in campagna elettorale si è rifiutato di combattere l’avversario, perché ci vuole rispetto e bisogna saper dialogare con tutti. Anche con chi fa a pezzi la Costituzione?

Se oggi Sua Bassezza è di nuovo al comando dell’Italianic lo dobbiamo a D’Alema, a Veltroni e a tutta questa sinistra che non ha voluto (stavo per scrivere “saputo”, ma la loro non è incapacità) combattere i veri nemici della democrazia; che non ha voluto costruire un’alternativa valida e credibile; che ha approfittato delle occasioni in cui è stata al governo non per raddrizzare le tante storture del nostro povero paese, ma per farsi gli affari propri.
Se avessero un briciolo di responsabilità e di coerenza, sarebbero usciti dall’aula, sì, ma per sempre. L’unica cosa onesta che questa sinistra può fare è dimettersi in massa da tutte le cariche che occupa, e non farsi più vedere. (Oddio, ho messo le parole “onesta” e “sinistra” nella stessa frase…)
Il guaio è che i privilegi di cui godono sono tali che non ci rinunceranno mai volontariamente; privilegi paradossalmente ancora più godibili ora che stanno all’opposizione, dal momento che non hanno la preoccupazione di dover governare. In fondo a loro va bene qualsiasi cosa, purché possano continuare a razzolare liberamente nella greppia che noi gli paghiamo. Ogni tanto sbraitano un po’ per cercare di salvarsi la faccia, magari si ritirano per qualche ora, dicono peste e corna dei loro (presunti) avversari, si invitano in tutte le trasmissioni a recitare la loro parte. Poi si ritrovano per la cena con i loro colleghi, che nel frattempo hanno portato a termine la malefatta del giorno, e si raccontano barzellette sugli italiani.

Quando la nave affonda i topi scappano; e non riusciamo a capire come mai questi invece restano sempre lì. Beh, ho capito il perché: i topi stanno su un’altra nave.
Sarà una lunga notte…

www.pleonastico.it

L’epidemia di Dengue nello Stato di Rio mette a dura prova il Brasile: ricordate Cuba?

Il più diffuso quotidiano brasiliano, “O Globo”, riportava nell’edizione di mercoledì 02/04/2008 che il Governatore dello Stato di Rio de Janeiro, Sérgio Cabral, stava valutando la possibilità di chiedere l’aiuto degli specialisti cubani per combattere l’epidemia di Dengue che imperversa nello stato carioca.

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Il Pkk kurdo non è “terrorista” dice la Corte di giustizia europea, di Orsola Casagrande (il manifesto)

Il Pkk non va inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche stilata dall’Unione europea nel 2002. Il tribunale di prima istanza della corte di giustizia europea del Lussemburgo ha pronunciato ieri un verdetto per molti versi storico. … Leggi tutto

Lula appoggia Cuba e Chávez la fine dei sequestri nella lotta rivoluzionaria

Il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, oggi (14/01/2008) in visita a Cuba, offrirá un miliardo di dollari di credito per finanziare progetti di sicurezza alimentare, costruzione di strade, estrazione di nichel ed altri progetti di sviluppo in vari settori, tra cui l´area delle biotecnologie.Il governo brasiliano proporrá una cooperazione per l´estrazione di petrolio nel Golfo del Messico e la costruzione di una fabbrica di lubbrificanti. Il contratto viane negoziato dalla statale brasiliana Petrobras e prevede l´addestramento di funzionari cubani e appoggio nelle attivitá di raffinazione e nella ricerca.

Un rappresentante del Ministero degli Esteri brasiliano ha dichiarato: “Il Brasile ha risorse economiche, commerciali e tecnologiche da offrire e vuole collaborare con Cuba, cche sta tentando di modernizzarsi. Loro hanno bisogno di nuovi amici e noi siamo qui.”

L´incontro di Lula con Fidel ancora non é stato confermato, un diplomatico brasiliano ha affermato che “succederá se Fidel sta disposto”;

Il giornale Granma informa che Lula, che sará accompagnato da quattro ministri del suo governo e dal presidente della Petrobras, si incontrerá con Raúl Castro.

Fonte: Invertia
Originale in portoghese: http://www.vermelho.org.br/base.asp?texto=30988

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Chávez chiede la fine dei sequestri nella lotta rivoluzionaria in Colombia

Ieri, domenica 13/01/2008, la ex-deputata Consuelo González de Perdomo, liberata la settimana passata dalle Farc, durante il programma televisivo “Alô Presidente” ha chiesto a Chávez che interceda presso le Farc affinché smettano di operare sequestri di persone: ” Presidente Chávez, se lei avesse l´opportunitá di intavolare un dialogo con i portavoce delle Farc, tenti di far loro intendere che in una lotta rivoluzionaria, che deve avere come proposito centrale l´uomo, non si devono commettere atti come i sequestri, perché attentano contro la dignitá umana e la possibilitá di instaurare la democrazia nella regione. In Colombia siamo stanchi di pagare con vite e sangue umani gli interessi di alcuni che non sono la maggioranza.”

Chávez ha risposto: “Le Farc devono ascoltare queste parole, l´appello di Consuelo, al quale io mi sommo.”

dalla Folha Online, 14/01/2008
Fonti: France Presse, Efe e Reuters
Originale in portoghese: http://www1.folha.uol.com.br/folha/mundo/ult94u363456.shtml

Traduzioni dal portoghese: Alessandro Vigilante

Referendum venezuelano: sondaggi elettorali contrastanti

fonte: www.verosudamerica.com

A pochi giorni dal referendum costituzionale in Venezuela, fissato il 2 dicembre, si sbizzarriscono le previsioni e i sondaggi elettorali. Quasi tutti danno il “Sì” largamente vincente, ma non mancano le contraddizioni. Stranamente ad avere risalto nella stampa internazionale è un sondaggio che dà sconfitto il presidente Chávez.

Domenica i cittadini venezuelani saranno chiamati per l’ennesima volta alle urne (11esima tornata elettorale dal 1999). Questa volta dovranno pronunciarsi circa la riforma costituzionale voluta dal presidente Chávez e dal suo governo per gettare le basi di uno stato ed una economia socialista. Saranno elezioni limpide dal punto di vista del processo elettorale, l’ormai ferrato sistema di voto elettronico venezuelano infatti non lascia spazio a possibilità di brogli o manipolazioni delle urne (un sistema che farebbe comodo a molte democrazie sparse per il mondo, soprattutto ad esempio in Messico, ma anche in Italia non dispiacerebbe…). A 6 giorni dalla tornata elettorale sono però i sondaggi elettorali a tenere realmente banco.

Quasi tutte le previsioni danno il “Sì” alla riforma costituzionale largamente avanti nelle intenzioni di voto. Secondo la agenzia “North American Opinión Research”, che ha realizzato un sondaggio su una base di 3’000 cittadini venezuelani, il voti per il “sì” si attesterebbero al 57%, contro un 33% che invece respingerebbero il referendum. Questo sondaggio mostra un incremento delle intenzioni di voto per il “sì” di 5 punti percentuali rispetto alla stessa inchiesta svolta da questa agenzia nei mesi scorsi.

Ancora maggiore il vantaggio per il presidente Chávez è invece dato da altre agenzie di sondaggi. L’Istituto Venezuelano di Analisi di Dati, dopo aver raccolto i dati durante il periodo che va dal 15 al 28 ottobre, attesta i voti a favore del referendum al 62,3%. La stessa agenzia vede il “No” al 17,4% e il popolo degli indecisi al 20,3%.

Anche il sondaggio effettuato da “Consultores 30-11” da una chiara vittoria del “Sì” che è dato con un 63,4% delle preferenze ed un “No” al 30,1%. I risultati di questa inchiesta sono ancora più recenti dato che lo studio si è concluso il 21 novembre. La stessa indagine ha fatto emergere un dato interessante, il 78% degli intervistati infatti si dichiara con un alto livello di informazione circa i contenuti della riforma costituzionale.

Decisamente differenti sono invece alcuni sondaggi che invece hanno trovato grosso risalto a livello internazionale. L’agenzia Reuters ha ieri diffuso con una agenzia i risultati dell’agenzia Hinterlaces secondo cui le preferenze dei venezuelani sono ad oggi attualmente quasi equamente divise tra un “sì” al 45% ed un “no” al 46% con solo il 9% di indecisi. Questo studio è stato effettuato dal 20 al 24 novembre su 1’300 cittadini aventi diritto al voto.

Una è stata però l’agenzia che invece ha dato ampio vantaggio al “no”,si tratta di Datanálisis, stranamente quella più considerata dai media internazionali ed in particolare dalla BBC. Questa inchiesta dà i contrari alla riforma al 44,6%, mentre i cittadini che avallerebbero la riforma sarebbero il 30,8%. L’inchiesta sarebbe stata effettuata su un campione di 1.854 di possibili elettori tra il 14 ed il 20 novembre.

Fa pensare però il fatto che la stessa agenzia lo scorso anno, prima delle elezioni presidenziali, dava un Chávez in crisi rispetto ai rivali per una progressiva perdita di consensi. Peccato che poi invece il presidente venezuelano è stato rieletto con un 61,35% di voti a favori, molti di più del 45% attestatogli da Datanálisis. Ma allora c’è da chiedersi come mai proprio questa agenzia è quella che è stata più ripresa a livello internazionale?

Per fortuna un totale di 1.200 osservatori nazionali controlleranno l’andamento del referendum per la riforma costituzionale che si svolgerà domenica in Venezuela, lo ha reso noto il rettore principale del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Vicente Díaz che ha poi annunciato anche la presenza di molti osservatori internazionali a questo processo elettorale.

Il sistema venezuelano è considerato tra i più affidabili al mondo e nelle precedenti elezioni non sono mai stati sollevati dubbi di irregolarità da parte degli osservatori esterni.

A quanto pare però la voglia di interferire e di tentare di influire sull’opinione pubblica nazionale ed internazionale è però sempre viva come lo dimostra la guerra dei sondaggi (chissà a volte manipolati a piacimento) entrata ormai nel vivo.

Io ci voglio credere

Con Francesca Esther e Paolo Manzo

Francesca Esther: Io ci voglio credere. Ne ho bisogno, Caracas deve crescere farlo in fretta e bene, voglio credere in … Leggi tutto

Giornalismo: una “carta di Treviso” per il rispetto degli immigrati sulla stampa?

Il caso della Rom scagionata a Palermo dall’accusa infamante di sequestro di un bambino di tre anni, dopo essere stata condannata preventivamente da tutta la stampa italiana, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso sull’informazione anti-immigrati. Potrebbe presto nascere una carta deontologica della stampa, che restituisca agli immigrati dignità nell’informazione. Intanto la Polizia conferma: che gli zingari rapiscano i bambini è solo una leggenda metropolitana.

Il fenomeno degli zingari rapitori di bambini non esiste e non … Leggi tutto

Bambini rapiti

 

 

Riprendo, entrando nel permalink, un post di Elisa di Blogosfere, che fa il punto della situazione su come il mondo dei blog ha trattato il caso della signora Feraru, che ha rischiato il linciaggio e passato molte ore in carcere (la sinistra una volta era sensibilissima verso il fermo di polizia) per la follia collettiva dei bagnanti di Isola delle Femmine, ben supportata dalla follia collettiva dell’italiano medio. Cito, a parte, nonostante mi faccia i complimenti, un ragionamento del mio caro amico Nello Margiotta: hai avuto coraggio di spezzare una lancia a favore della rumena, ma evidentemente hai sviluppato una capacità critica nella lettura

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dei media da poter azzardare la tesi innocentista, è per fortuna rapidamente confermata dall’autorità giudiziaria Resta il timore profondo di vivere in una situazione in cui, non si riesce più a sapere quali notizie sono vere e quali manipolate e per quale scopo; credo che bisognerebbe sviluppare corsi di lettura critica per poter affermare i principi di libertà basati sulla veridicità ed attendibilità dei media. Non credo di avere avuto coraggio ed in realtà non mi sono sognato (nonostante alcuni elementi oggettivi sospetti che saltavano all’occhio) di mettere in dubbio la verità ufficiale, ma ho semplicemente denunciato la presunzione di colpevolezza con la quale veniva presentato il caso e il falso pregiudizio sui Rom rapitori di bambini. Poi domani una banda di Rom potrebbe essere condannata per sequestro -e sarebbe una notizia- ma questo non cambierebbe la sostanza.

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Stragi rosse e altre storie (Borsellino, insegnamento, gerontocrati)

Con Paola Adami, Luca Mastellaro, Leonardo Magalhaes Firmino, Antonio Pagliaro, Leandro Rufini

Luca Mastellaro: Caro Gennaro, Radio Popolare di Milano ha dato la notizia della pubblicazione finanziata dalla regione Lombardia di una Storia della Lombardia a fumetti infarcita di revisionismo e falsi storici in particolar modo sul tema “anni ’70″. Trovo … Leggi tutto