Tuesday 07 February 2012, 08:03

Gli articoli con tag: " Reporter senza Frontiere "

Valter Lavitola è di Reporter senza frontiere?

Apprendo da alcuni Twit che il latitante Valter Lavitola avrebbe dichiarato ieri sera a La7 di essere membro di Reporter senza frontiere. Nessun commento, ma i lettori abituali di questo sito possono ben comprendere l’ilarità che tale notizia sta suscitando in questa casa.

Internet a Cuba e ‘Reporters sans Frontières’

La continua aggressione mediatica contro Cuba, purtroppo, fa presa anche sulle persone più accorte e sensibili, compresi i miei amici, che mi hanno segnalato l’inclusione di Cuba nella solita lista nera dei Paesi considerati nemici di Internet (vedi articolo “Sono dodici gli Stati canaglia dell’Internet", di cui al link), basato sulle asserzioni di ‘Reporters sans Frontières’, fonte della pseudo notizia.

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Cuba e Cina, qualcuno avvisi il Sole24ore e il Mattino che sono fuori linea

Di spalla in prima pagina con un fondo e poi a tutta p. 10, “Il Mattino” di Napoli racconta la storia di tre persone che si sono date fuoco in piazza Tienanmen. La notizia è riportata stancamente da altre fonti ma mi risulta che solo “il Mattino” gli dà questo rilievo e che nessuna delle puntute penne che solo pochi mesi fa chiedevano addirittura la rottura delle relazioni con la Cina e il boicottaggio delle Olimpiadi si siano mosse per questi tre Ian Palach pechinesi.

Sarà come sarà ma il dubbio che il viaggio di Hillary Clinton col cappello in mano e con la bocca sigillata sui diritti umani (se era siciliana la chiamavano omertà) abbia davvero voltato pagina e che i nostri editorialisti siano bravissimi ad allinearsi e coprirsi viene.

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Piccole comparazioni domenicali sul giornalismo nostrano e la politica latinoamericana

Lo scorso anno in Venezuela Hugo Chávez ha chiesto con un referendum (tra l’altro) di potersi ricandidare alle prossime elezioni. Hanno scritto che perciò era un golpista. Lui ha perso il referendum (dello 0,7%) ed ha accettato il risultato. Hanno fatto una capriola e hanno riscritto che era un golpista. Lo hanno scritto sempre, tutte le volte che ha vinto le elezioni, anche con battaglioni di osservatori internazionali che certificavano non solo la regolarità ma che le elezioni venezuelane sono le più monitorate al mondo. Hugo Chávez era golpista per i media mainstream anche quando il golpe l’hanno organizzato contro di lui. Nessuno invece ha mai scritto che José María Aznar, George Bush e gli altri soggetti che organizzarono (documentatamente) quel golpe l’11 aprile 2002 sono golpisti. Se scrivo “Bush golpista” o “Aznar golpista” è una posizione ideologica o sono i fatti che impongono (a tutti, anche a Ciai, Battistini, Candito, Sansonetti, PG Battista e i loro galoppini, i Guanella, Cotroneo, Nocioni) di farsi carico di tale fardello? Perchè non se ne fanno carico? Ho capito, tengono famiglia, ma non mi adeguo.

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Terrorismo mediatico e quarto potere in America Latina

Foto Luigino Bracci

A Caracas, nell’ultima settimana di marzo, si sono svolti contemporaneamente due incontri di significato diametralmente opposto e che hanno avuto come tema centrale la libertà di stampa e l’influenza che i media hanno nella vita sociale e politica dell’America Latina. … Leggi tutto

Olimpiadi in Cina, dagli al tedoforo!

W300px_0704-mid-protestQuanto è facile farsi pubblicità mondiale e passare per difensore dei diritti umani lavorando un quarto d’ora per intimidire vigliaccamente (ebbene sì, può aver ragione perfino il regime cinese) un ragazzino, una signora, un ginnasta che porta in giro la fiaccola olimpica.

E’ facile e ben pagato, ma l’unico risultato che ottiene è far passare la Cina da vittima avendo cura di non danneggiarne minimamente gli interessi. Intanto le democrazie europee un po’ reprimono, un po’ no le aggressioni ai tedofori e l’opinione pubblica si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.

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Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard e la contestazione alle Olimpiadi

manette Riuscite a pensare a qualcuno di più ipocrita del capo di Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard, il più spregiudicato pseudo difensore dei diritti umani disponibile sulla piazza (a pagamento)?

Ieri era ad Olimpia ad orchestrare la (giusta) contestazione contro la Cina e a farsi pubblicità in mondovisione con la trovata (efficace invero) delle manette al posto dei cerchi olimpici.

Purtroppo, contro la Cina che tortura, gonfia il petto proprio l’impresentabile Robert Ménard, capo dei capi da sempre di RSF, sinistro personaggio che difende apertamente la tortura stessa, quando a dare il tormento a individui ammanettati sono quelli che gli pagano lo stipendio. 

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Il nastrino rosso dei calciatori per la Birmania: come funziona l’info-solidarietà internazionale?

redguards3 I giocatori di calcio di Serie A sono scesi in campo con dei curiosi nastrini al braccio, che bizzarramente facevano tanto guardie rosse maoiste, in solidarietà con i monaci birmani.

La solidarietà con i monaci e il popolo birmano oppresso da una dittatura atroce, è cosa positiva e pienamente condivisibile. Ma, siccome il cervello ci ragiona ancora, ci facciamo qualche domanda. Antipatica … Leggi tutto

Franco Carlini

Appena due giorni fa, quando scrissi il post che sarà online a mezzanotte sul Blogday2007, e dovendo consigliare cinque blog ai miei lettori, non ebbi dubbi sul mettere al primo posto il sito, uno dei siti, di Franco Carlini, un maestro. Non potevo neanche lontanamente immaginare che Franco nel frattempo, in questo brevissimo lasso di tempo, ci avesse fatto lo scherzo di andarsene.

Non più tardi di ieri avevo citato Carlini per aver denunciato la vergogna di Robert Ménard e di Reporter senza Frontiere. Se c’era un buon motivo per … Leggi tutto

Reporter senza Frontiere: “sì alla tortura”

La notizia è scioccante anche per chi per anni ha denunciato le sospette attività di Reporter senza Frontiere e del Boss di questa organizzazione, Robert Ménard. Questi, in una trasmissione alla radio francese ha legittimato e rivendicato l’uso della tortura.

Il capo di Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard (la denuncia è stata rilanciata in Italia da Franco Carlini de Il Manifesto), in un’emissione di France Culture, l’audio della quale è disponibile a questo indirizzo legittima l’uso della tortura. Lo fa con gli argomenti tipici usati dai grandi torturatori della storia, i … Leggi tutto

Hugo Chávez, la nuova Costituzione, il laboratorio venezuelano e le bugie sulla rielezione a vita

Il tam-tam mediatico organizzato dalla NED statunitense per i media mainstream, punta tutto su un solo punto “Chávez presidente a vita”. Non solo è falso, ma è un nuovo passo della campagna di diffamazione portata avanti dal governo degli Stati Uniti -che nel 2002 fomentò un fallito colpo di stato in Venezuela- ma serve per occultare l’importanza della riforma costituzionale proposta nella Repubblica bolivariana. Vediamone i dettagli … Leggi tutto

Piero Sansonetti lo chiama Castro, ma per milioni resta Fidel

Fidel, sì Fidel, che problema è Fidel. Perfino come chiamarlo è un problema, un discrimine, un Rubicone. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano del PRC Liberazione, è molto attento a scrivere sempre Castro. Non scrive mai Fidel, come tutti i cubani, e centinaia di milioni di sfruttati di questo pianeta lo continuano a chiamare. E’ una cartina tornasole potentissima. Per star bene in società, con i Gianni Riotta, i Lucio Caracciolo, i Pierluigi Battista, gli Omero Ciai, è necessario dire “Castro”, e nonsiamai farsi scappare “Fidel”. Chissà, forse Sansonetti conosce Emir Sader, il filosofo brasiliano, tra i fondatori dei Fori Sociali Mondiali. In un magistrale articolo intitolato “come diventare un ex-intellettuale di sinistra” Sader lo mette al primo comandamento: “non chiamare mai più Fidel, Fidel. Da oggi in poi chiamalo sempre Castro”.

Con Nello Margiotta, Sabatino Annecchiarico, Mirko del Medico e Fabio Amato:

Continuano, su questo sito e sulla stampa nazionale (la polemica è dilagata sulla stampa che una volta quelli del partito di Sansonetti definivano “borghese”, dalla Repubblica al Giornale, che se la ridono grassamente), gli eco del caso Nocioni-Liberazione-Cuba. Il giorno 2 giugno Sansonetti ha dedicato un … Leggi tutto

Sul pluralismo informativo in Venezuela – in risposta ad un articolo di Peacereporter.

Anna Artemisia: ho appena letto su Peacereporter.net che [il presidente venezuelano Hugo] Chávez nei giorni scorsi ha minacciato di non rinnovare la licenza a Radio Caracas Television, la seconda emittente più grande del paese e notoriamente favorevole all’opposizione. Ammetto che la notizia mi ha lasciata perplessa: insomma non sarà una scelta sbagliata che attirerà critiche strumentali sulla rivoluzione bolivariana e su Chávez che proprio in un momento come questo ha un sostegno popolare tanto che non avrebbe davvero bisogno di rispondere alle sfide dell’opposizione con gesti antidemocratici come questi. Tuttavia sono anche cosciente di non avere tutte le informazioni sulla questione , per cui avrei piacere se lei volesse esprimere la sua opinione a riguardo [...]

Gennaro Carotenuto: Cara Anna, anche l’articolista di Peacereporter sembra non avere tutte le informazioni in merito. Frequento da tempo il Venezuela e i media venezuelani e, come Osservatore Internazionale, ho partecipato all’Osservatorio sui media durante le ultime elezioni del 3 dicembre 2006 in Venezuela. Ho quindi avuto occasione di studiare approfonditamente il tipo di copertura tanto dei media filogovernativi, quanto di quelli dell’opposizione.

I fatti inconfutabili sono:

1) Non c’è un solo paese al mondo dove continua ad esserci uno strapotere informativo dell’opposizione come in Venezuela. In tutto il mondo è in genere il governo a godere di vantaggi. In Venezuela, fin dal 1998, succede l’opposto. Ancora nell’ultima campagna elettorale è stato attestato che l’83% dei servizi televisivi, radiofonici, articoli di giornale, erano favorevoli all’opposizione. Se questa può essere ?come la definisce Peacereporter- una ?deriva totalitaria?, io sono la Befana. Al tempo del colpo di stato dell’11 aprile 2002, tale cifra sfiorava il 100%. Eppure i venezuelani non hanno creduto ai media né allora né oggi. E sicuramente non crederebbero a … Leggi tutto

El País, La Repubblica, Messico, Nicaragua, Venezuela, facinorosi e falangisti

Succedono cose interessanti rispetto alla stampa e all’America Latina. Succede per esempio che El País, giornale nato dall’antifranchismo militante e legato a doppio filo con il PSOE, nella sua edizione internazionale -ovvero messicana- sia schierato al 100% con il neofalangista Felipe Calderón. E´ vomitevole come un quotidiano con quella storia -e per il quale non mi pregio piú di aver lavorato a metá degli anni ’90- si spelli quotidianamente le mani per un signore che poteva fare al massimo il sottosegretario con Francisco Franco, perché sarebbe stato considerato troppo di destra, e che ha giá designato come ministro dell’interno un riconosciuto repressore, torturatore e assassino come Francisco Ramirez Acuña, ex governatore panista di Jalisco. Silenzio del País.

Appoggiare il neofalangista Calderón per El País significa svillaneggiare e ridicolizzare ogni giorno con attacchi durissimi il centrosinistra di Andrés Manuel López Obrador, che é in realtá una fotocopia del PSOE in Messico. Diffcile da spiegare. Una cosa é essere critici con la “presidenza alternativa messicana”, lo é anche chi scrive, un’altra é offendere le centinaia di migliaia di messicani radunatisi lunedí allo Zócalo di Cittá del Messico (prima o poi le foto) per difendere il loro legittimo diritto ad avere delle elezioni senza brogli.

Brutta storia, povero País, dover essere la Pravda del neocolonialismo spagnolo in America Latina.

Succede anche che Sergio Ramírez, l’ex rivoluzionario nicaraguense, oggi scrittore di successo, si accorge di averla fatta grossa a farsi usare … Leggi tutto

Sulla credibilità di Reporter Senza Frontiere

Alessandro Ammetto: le scrivo per avere una informazione. Sul suo sito, in questo articolo trovo scritto che "reporter senza frontiere" e’ stata pagata dalla Cia. Per questo dovrei toglierlo dall’elenco dei siti amici. Saprebbe indicarmi … Leggi tutto