di Gennaro Carotenuto, domenica 25 febbraio 2007, 16:27
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America latina
Mario Vargas Llosa, sulle pagine di El País, ripreso dalla Stampa di Torino e da qualche decina di altri quotidiani in giro per il mondo, recensisce il libro “Operazione Che, storia d’una menzogna di Stato”, di Maite Rico e Bertrand de la Grange, che sostiene la tesi che il corpo di Ernesto Guevara non sia mai stato trovato e che le spoglie sepolte nel 1997 a Santa Clara siano solo una messinscena voluta da Fidel Castro.
L’articolo è costruito per demolire l’immagine di Ernesto Guevara, il sanguinario, irridere gli ingenui che in questi anni hanno visitato il mausoleo di Santa Clara, ed attaccare il burattinaio Fidel. Ma neanche Vargas Llosa dà più di tanto valore alle tesi sostenute nel libro. Anzi, nel momento di massimo entusiasmo, si spinge solo a dire: “E’ possibile che l’ipotesi [degli autori] sia vera”. Lui stesso ricorda come sia in congressi di specialisti, sia da parte dei medici legali argentini -che Vargas Llosa stesso definisce “di tutto rispetto”- non furono mai sollevati dubbi sulla perizia autoptica sui resti del Che, oggi conservati nel mausoleo di Santa Clara. Ma se il merito è probabilmente irrilevante, l’articolo si presta ad altre riflessioni.
Vargas Llosa mostra una radicale sottovalutazione rispetto ad alcuni passaggi fondamentali della costruzione dell’identità … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 15 agosto 2006, 07:48
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Guerre infinite, Primo piano
La storia di Uri Grossman (nella foto), figlio di David, militare di leva, morto a 20 anni in un paese straniero dove era stato mandato a fare la guerra, non può non commuovere ed ispirare pietà. Ma non può neanche indurre ad un messaggio che porta a leggere la guerra in Libano come parte dello scontro di civiltà tra un Occidente illustrato ed un Islam zotico.
Le cronache ricordano l’iniziale appoggio alla guerra e poi l’appello alla pace da parte del padre, scrittore autorevole, che rende ancora più straziante la vicenda personale. Tutte raccontano in maniera pudica il dolore privato della famiglia. Descrivono un ragazzo sensibile e colto della classe media benestante israeliana, appassionato di calcio e di teatro, che appena congedato era atteso da un iniziatico giro del mondo. A quel viaggio Uri Grossman non è mai arrivato ma, con ogni evidenza, era e sarebbe stato una bella persona.
Il servizio di leva, nel XIX secolo, ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità nazionale e di quella che George Mosse chiama … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 23 dicembre 2005, 05:58
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Laicità
Dunque avevano sbagliato tutti. E quando si sbaglia sui dogmi di fede c’è poco da scherzare. Per 40 anni, da quando nel dicembre del 1965 Papa Paolo VI chiuse il Concilio Vaticano II, i fedeli, i teologi, i padri della chiesa, avevano interpretato in maniera erronea il Concilio stesso. Si erano perfino divisi tra conservatori e progressisti per una disputa che non aveva ragion d’essere. Il concilio, come ha affermato ieri papa Ratzinger nel discorso alla Curia romana, non fu rottura, non fu cambiamento. Al massimo, rifugiandosi in calcio d’angolo, fu “riforma”.
E’ interessante che un sacerdote tedesco scelga proprio il termina “riforma” … Leggi tutto
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