venerdì 10 settembre 2010, 04:24

Gli articoli con tag: " Reggio Calabria "

TAR, pettini e code. Il merito secondo Mariastella Gelmini

2984032850_0353aefa15_o La sentenza del TAR del Lazio sulle graduatorie dei precari mette a nudo l’ipocrisia della retorica del merito del ministro bresciano Mariastella Gelmini. Spieghiamola in poche parole per i non addetti perché è importante. Secondo logica chi ha più merito (titoli, esperienza), ovvero più punteggio (ammesso e non concesso che il merito si possa pesare), va ai primi posti della graduatoria alla quale aspira ad entrare e quindi passa avanti a chi ha meno merito di lui.

Si possono cambiare, verificare, aggiustare i criteri con i quali si attribuiscono i punti, ma non il principio generale per il quale dopo aver calcolato il merito questo venga fatto valere. Sulla base di tale principio se Tizio, che ha più punti di Caio, vuole insegnare nella provincia X, evidentemente il primo posto sarà per Tizio e solo quello successivo sarà per Caio. Altrimenti che vantaggio ha Tizio nell’essere più bravo di Caio?

Qui casca l’asina, quella che se ne andò da Brescia a Reggio Calabria a far gli esami perché era più facile.

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Scuola: la rivolta solidale

Pubblico l’appello di Francesco Pardi, membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato, rivolto a tutti i docenti, per una «rivolta solidale» (dal manifesto del 5 settembre).
L’appello è a difendere la scuola pubblica italiana dalla rovina e, allo stesso tempo, il lavoro di decine di migliaia di insegnanti precari. Ma l’appello è anche a «riscoprire la solidarietà» per «coloro che si trovano senza lavoro e senza stipendio, sotto ricatto e privi di sicurezza», quelli per cui «lottare è più che mai difficile». «E chi è più indicato a difenderli se non i loro colleghi più garantiti?».
Riflessione che mi tocca in prima persona, in quanto insegnante indegnamente privilegiato per il solo fatto di abitare in una regione, la Valle d’Aosta, dove è ancora possibile essere assunti in ruolo.
Cerco il modo di manifestare questa «solidarietà», magari nella mia scuola.

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Detenuti Contenuti Legati e Morti: Francesco Mastrogiovannii

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Certi fatti li conoscono in pochi, sono marginali, certi altri  li leggono in un numero ancora più esiguo, sopratutto se si tratta di detenuti contenuti  legati e morti, mai prosciolti da certa cronaca nera, che diventa sempre più buia, fino alla fine:  “pericolosi per sè e per gli altri e/o se si arreca pubblico scandalo“. La mia filosofia da 4 soldi è quella di farli circolare e comunicare, non fosse altro che per darne notizia. Ringrazio Gino Ancona per  la possibilità che mi ha data, ricapitolando, di sapere quanto   è  emerso   in Rete e purtoppo non solo virtualmente. Questa è la  notizia di cronaca nera-Vallo: morte in corsia del 14 agosto 2009.
Lui, l’anarchico che non c’è più, si chiamava Francesco Mastrogiovanni, detto Franco: insegnante elementare , i suoi alunni lo chiamavano ” il maestro più alto del mondo”. Aveva 58 anni. Un diverso indesiderabile.

La caccia  all’uomo, una volta ancora  si è conclusa,  per il  colpevole di disturbo. E si indaga.
Che le nuvole danzino…

Doriana Goracci
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Diamo visibilità all’Honduras per evitare carneficine!

Informazione – America Latina – Comincio io WEB
Ricevo e inoltro volentieri (con richesta di sottoscrivere) l’appello che richiede di mantenere alta l’attenzione sull’Honduras con l’obiettivo di evitare carneficine.
Infatti e’ palese il pericolo che, quando/se saranno spenti i riflettori dei media su cio che sta accadendo in Honduras, ci sara’ ancora piu’ repressione…
Noi cerchiamo di informare sugli avenimenti degli ultimi gg… Chiedo anche a chi legge questo appello di diffonderlo a sua volta per contribuire attivamente a difenderci dalla disinformazione di massa!!
Ciao
fabionews.info

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Calabria Ora, come ieri e domani

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Accadeva che avevo scritto " di una giornalista  del quotidiano Calabria Ora, Angela Corica". Si era  occupata delle vicende riguardanti lo smaltimento dei rifiuti a Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria e sia pure senza precedenti intimidazioni, minacce telefoniche o scritte, era diventata oggetto di attenzione, per ciò che lei aveva redatto, con cinque colpi di pistola alla sua vettura, parcheggiata nei pressi dell’abitazione: succedeva un lunedì del  29 dicembre 2008".

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Paola Caridi: Nonna Maria, il velo, Venaria

È stato come un flash. Ho letto la sterile, inutile, gretta polemica sul velo a Venaria, e mi è tornata alla mente nonna Maria. Nonna Maria, quella di Roma, classe 1895, nata nel Fermano e trapiantata a Roma a cavallo tra Otto e Novecento. Nonna Maria era di quelle donne dure, acciaio dietro un sorriso mite. I suoi figli (mia madre compresa) mi raccontavano che non ne perdonava una. Analfabeta, conosceva solo i numeri e sapeva far bene (anzi, benissimo) di conto. Le lettere al futuro marito, mandato al fronte durante la prima guerra mondiale, gliele scriveva Ersilia, la futura cognata. Ed Ersilia le leggeva le risposte. Aveva tirato avanti la famiglia con fatica: contadina, un pezzo di terreno alla Balduina, vicino all’antenna della radio, un banco di frutta al mercato Trionfale, tre figli che aveva fatto studiare il necessario, perché poi bisognava lavorare. Una donna dura, rispetto a mio nonno che, mi raccontano, era un pezzo di pane.

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Ricostruzioni Siciliane con Croce

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Raccolgo qua e là da  pubblica corrispondenza e stampa che il 25 maggio "L’ex procuratore aggiunto di Messina, Pino Siciliano, e’ stato arrestato con il beneficio dei domiciliari su richiesta della procura di Reggio Calabria con l’accusa di concussione e tentata concussione. L’inchiesta si riferisce alla ristrutturazione dell’albergo Castellammare di Taormina (Me): all’ex sostituto procuratore, titolare dell’inchiesta, viene contestato di avere condizionato alcune vicende di carattere amministrativo relative a controversie tra il comune di Taormina e due imprese. Una delle imprese e’ la Impregilo che doveva interessarsi della gestione dei parcheggi, l’altra la Decisa Srl che stava curando la ristrutturazione dell’albergo".

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Roberto Saviano: Il coraggio dimenticato

Chi racconta che l’arrivo dei migranti sui barconi porta valanghe di criminali, chi racconta che incrementa violenza e degrado, sta dimenticando forse due episodi recentissimi ed estremamente significativi, che sono entrati nella storia della nostra Repubblica. Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull’onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti.

Manifestazioni spontanee. E sono stati africani a farle.

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Che c’entra un ospedale terremotato con la monnezza della Campania e il ponte di Messina?

Logo ImpregiloL’ospedale inagibile a L’Aquila, il ponte sullo stretto, la monnezza napoletana, l’alta velocita’ e la Salerno/Reggio Calabria: tutto fa capo alla stessa SPA. Ma oggi grazie alle tecnologie i fili che legano le aziende alla vita reale non sono piu’ invisibili.

di Carlo Gubitosa

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Dicembre 1980: il terremoto nel meridione.

berlinguer1 Intervista all’onorevole Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano.

"I ministri hanno detto che questo non è il tempo della polemica, ma dello sforzo unitario e della solidarietà di fronte alla catastrofe. Se questo ammonimento era rivolto a noi, hanno sbagliato indirizzo.

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Il libro che nessun editore vuole pubblicare:

Il Ponte e le mafie di Antonio Mazzeo, prefazione di Umberto Santino

www.ritaatria.it

noponte

Carissimi, vi giro - con richiesta di pubblicare e/o far girare, un intervento di Umberto Santino (Centro Impastato di Palermo) su mafia e ponte. Lo ha scritto come prefazione al volume che ho preparato più di un anno fa sull’argomento e che, purtroppo, è ancora alla ricerca di un editore disponibile a pubblicarlo. Che perlomeno circoli la prefazione, allora…
Antonio Mazzeo

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Come smaltire una giornalista: a Cinquefrondi in Calabria

http://www.mikogiocattoli.com/toy_images/pistola.jpg

Accade che una giornalista del quotidiano Calabria Ora, Angela Corica, si sia occupata delle vicende riguardanti lo smaltimento dei rifiuti a Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria e sia pure senza precedenti intimidazioni, minacce telefoniche o scritte, è diventata oggetto di attenzione, per ciò che lei aveva redatto, con cinque colpi di pistola alla sua vettura, parcheggiata nei pressi dell’abitazione, lunedì 29 dicembre.

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28 dicembre 1908 – Terremoto di Messina e Reggio Calabria

messina

Della mia famiglia, ne ho un chiaro ricordo da bambino, c’era, oramai anziano, un certo Micariello, adottato dalla famiglia di mio nonno materno, orfano di Reggio Calabria del terremoto del 1908, la più grande sciagura non provocata dall’uomo nell’Italia contemporanea.

Tanto Maurizio Gasparri non si vergogna mai

Gasparri Ecco un’altra finta polemica tutta italiana: i manifesti del Partito Democratico su Gasparri.

Una gogna? Sì, mbeh?

E poi tanto Maurizio Gasparri mica si vergogna!

Per una volta che il PD si dà una botta di vita?

Mi piacerebbe però che il PD si scandalizzasse non solo quando gli toccano il presidente onorario del partito Barack Obama.

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Colombia, i narcos e la Coca-Cola contro i sindacati

I gruppi paramilitari della droga assoldati per reprimere le battaglie per i diritti dei lavoratori. E i desaparecidos sono sempre di più. Coinvolta anche la “Coca Cola” sudamericana di Anna Foti per Libera

Un intreccio complesso unisce le indagini di Falcone sui legami tra Cosa Nostra e i narcotrafficanti colombiani, il primato della stessa Colombia nella produzione di cocaina, il cambiamento di rotta di questa polvere bianca verso l’Italia della ‘Ndrangheta dopo l’arresto di Totò Riina e Pablo Escobar nel 1993, la connivenza tra la malavìta calabrese, i cartelli del narcotraffico e i gruppi paramilitari della nazione sudamericana e infine le persecuzioni poste in essere da questi nei confronti dei sindacalisti, specie se lavoratori dell’ingente sistema colombiano “Coca Cola”. 

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