di Davide Matrone, mercoledì 16 dicembre 2009, 08:39
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Dialoghi
In America Latina vincono e rivincono le forze progressiste. Le ultime elezioni in Bolivia ed Uruguay ci confermano questo. Le masse popolari, escluse ed umiliate nei decenni trascorsi dalle oligarchie servili, riprendono la parola. Il processo di cambiamento nell’ex continente desaparecido è in marcia.
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Davide Matrone su http://www.gennarocarotenuto.it
Caro Giuseppe Giulietti,
leggo un tuo duro attacco contro il governo venezuelano dalle pagine di “Articolo 21”, associazione nelle finalità della quale mi riconosco pienamente. La stima che ho per te mi fa scorgere il fumo del “sentito dire” e il condizionamento del continuo inquinamento delle fonti operato dal mainstream.
Il Venezuela è un laboratorio mediatico senza pari al mondo. Come tutti i governi integrazionisti latinoamericani ha dovuto fronteggiare, inizialmente senza strumenti legislativi, un irriducibile “latifondo informativo commerciale”, contrario spesso in maniera eversiva ai governi di centro-sinistra. Tale latifondo considera (strumentalmente) ogni possibile democratizzazione del sistema mediatico come un attacco all’unica libertà d’espressione che ha a cuore, la propria.
In questo contesto la demonizzazione sempre più marcata dei processi politici latinoamericani, e in particolare quello venezuelano vede inoltre sempre più spesso accostare il presidente Hugo Chávez a Silvio Berlusconi, dipinti come due autocrati accomunati dalla smania di controllare i media. Tale accostamento è diffamatorio per il governante bolivariano. Semmai è vero il contrario: Chávez è massacrato da anni da un sistema mediatico di stile berlusconiano per squallore morale, potere economico e pervicacia della disinformazione.
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di Andrea Pizzimenti, venerdì 17 luglio 2009, 08:42
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Disinformazione
Mi è stato segnalato questo articolo della Bbc del 10.7.2009, Venezuela imposes new media curbs. Curbs: imbrigliamento. Nell’articolo viene denunciato un attacco di Chavez alla libertà di stampa. L’articolo, che riporta unicamente i commenti delle opposizioni a Chavez, scrive che i canali Tv satellitari e via cavo considerati nazionali dovranno trasmettere i discorsi del presidente Chavez. Infine, ricordando quanto avvenuto a Rctv, scrive che questa legge sarà applicata a dozzine di enti televisivi internazionali.
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di Lorenzo Mortara, mercoledì 17 giugno 2009, 21:33
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Dialoghi
Alle ultime provocazioni di Mario Vargas Llosa, la più grande delle Lewinsky che l’imperialismo tenga sotto di sé, e quando dico “sotto” chi ha orecchie per intendere intenda, ha già risposto Gennaro Carotenuto. Ma se Giornalismo Partecipativoe le penne migliori di questo paese, di fronte al gioco sporco degli infami non sanno far altro che difendersi, il marxismo, con la spavalderia che lo contraddistingue, partecipa solo a patto di poter andare all’attacco e di non scendere sullo stesso piano infantile della stampa padronale. Innanzitutto chiariamo una volta per tutte chi sia Mario Vargas Llosa: partito da una cellula comunista di Lima, passa presto dal marxismo al radicalismo della democrazia cattolica peruviana, per approdare, a rimbambimento concluso, all’estrema destra. … Leggi tutto
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Un giorno sì e l’altro pure i nostri media si dicono preoccupati per la libertà di espressione in Venezuela. Per mesi hanno seguito con trepidazione la vicenda di una televisione, RCTV, che, nonostante abbia attivamente partecipato ad un colpo di Stato, quello dell’11 aprile 2002, ha trasmesso liberamente fino alla naturale scadenza della licenza.
Da settimane riportano compitando le parole dello scrittore ultraliberale peruviano Mario Vargas Llosa che va a Caracas a stracciarsi le vesti per dire (va da sé liberamente) che a Caracas non c’è libertà di espressione. Eppure chissà cosa farebbe Silvio Berlusconi se fosse nelle scarpe di Hugo Chávez e avesse a che fare con i media dell’opposizione venezuelana che dal 1998 in avanti disegnano il Presidente come un novello Hitler con tanto di baffetti senza che questo (o dimostrate il contrario) abbia mai mosso un dito.
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di Annalisa Melandri, venerdì 25 aprile 2008, 08:41
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Dialoghi

Foto Luigino Bracci
A Caracas, nell’ultima settimana di marzo, si sono svolti contemporaneamente due incontri di significato diametralmente opposto e che hanno avuto come tema centrale la libertà di stampa e l’influenza che i media hanno nella vita sociale e politica dell’America Latina. … Leggi tutto
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di Raffaele Della Rosa, martedì 25 marzo 2008, 16:38
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Dialoghi
L’ultra-destra liberal-liberista di Stati uniti, Europa e America latina si ritroverà domani a Rosario per un mega-evento che sarà presieduto dallo scrittore Mario Vargas Llosa e prevede gli interventi di due dei politici a lui vicini: l’ex-premier spagnolo José Maria Aznar e il governatore di Buenos Aires Mauricio Macri. … Leggi tutto
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Anticipo in forma ridotta un mio saggio di prossima pubblicazione
Visto dalla remota Europa lo stereotipo di bellezza femminile nel continente meticcio per eccellenza, l’America latina, è quello degli occhi neri, dei capelli crespi e della pelle abbronzata. È l’America morena letteraria di Teresa Batista o di Donna Flor del bahiano Jorge Amado. Visto dallo show business e soprattutto dal sistema pubblicitario latinoamericano, invece, lo stereotipo di bellezza è quello occidentale, anoressico, biondo e dagli occhi azzurri. Tale divaricazione non è ininfluente e la pubblicità appare mettere in scena e contribuire a legittimare l’apartheid e la sottomissione culturale al bianco delle maggioranze meticce, indigene e nere.
Se leggi, costituzioni, società e perfino la vita quotidiana rendono la discriminazione in America latina né onnipresente né inevitabile, il mondo della pubblicità nella regione, in maniera più marcata rispetto ai sistemi televisivi in generale, rappresenta invece un baluardo della separatezza. È un mondo di creoli che rappresentano se stessi anche quando devono vendere prodotti ai non creoli, autocompiacendosi fino a considerare e presentare la bianchezza della pelle come garanzia del successo di un prodotto. È difficile capire dove finisca l’ottusità discriminatoria e dove comincino le finalità politico-ideologiche di controllo sociale. Appare però evidente che le logiche che si celano dietro la presunta neutralità delle logiche commerciali vadano ben al di là degli interessi commerciali stessi.
Ben diversa è infatti la situazione negli Stati Uniti. Il mercato dei consumatori ispanici muove
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di Gennaro Carotenuto, domenica 16 settembre 2007, 01:58
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America latina, Disinformazione, Primo piano

Le balle di Raffaele Bonanni, la pigrizia di Raffaele Fichera, la censura preventiva di Gianni Riotta, le pressioni su Giovanna Botteri, in due parole: disinformando sul Venezuela!
Il Venezuela è oramai una cartina tornasole: Nanni Moretti nel 2002 disse che “con questi leader non vinceremo mai”. E’ evidente che oggi, questi giornalisti, non c’informeranno mai!
Il giorno 5 settembre, La Stampa di Torino ha pubblicato una grottesca intervista al segretario della CISL Raffaele Bonanni di ritorno a Roma dal Venezuela. L’intervista può essere letta a questo link.
Il fatto saliente è che Bonanni dichiara di non essere mai uscito da Chacao, quartiere per ricchi di Caracas. Troppo pericoloso (sic!), secondo i … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 16 agosto 2007, 21:13
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Castellano
El presidente venezolano Hugo Chávez presentó el miércoles su proyecto de reforma de la Constitución con la que nació la V República venezolana en el año 2000. Los cambios son profundos y van mucho más allá del tema de … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 16 agosto 2007, 15:32
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America latina
Il tam-tam mediatico organizzato dalla NED statunitense per i media mainstream, punta tutto su un solo punto “Chávez presidente a vita”. Non solo è falso, ma è un nuovo passo della campagna di diffamazione portata avanti dal governo degli Stati Uniti -che nel 2002 fomentò un fallito colpo di stato in Venezuela- ma serve per occultare l’importanza della riforma costituzionale proposta nella Repubblica bolivariana. Vediamone i dettagli … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 11 giugno 2007, 08:38
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America latina
Il Presidente brasiliano Luíz Inácio “Lula” da Silva, in un’intervista esclusiva concessa ad Al Jazeera di passaggio a Londra dopo aver partecipato al G8, ha accusato il governo degli Stati Uniti di aver partecipato ai colpi di Stato in America Latina, di aver tentato di rovesciare il Presidente venezuelano Hugo Chávez, e di non avere una buona disposizione verso lo sviluppo del continente.
Lula, pur ribadendo le buone relazioni istaurate con Bush, si è mostrato duro con il governo degli Stati Uniti: “Non ho mai visto una politica americana per … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 6 giugno 2007, 09:53
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Dialoghi
Con Paola Altrui, Riccardo Franchi, Leandro Rufini, Daniele Contardo, Antonio Baraibar
Paola Altrui: Credo che l’imbarazzante risultato riportato a Vicenza dalla coalizione di centrosinistra sia il frutto di una scelta consapevole del suo elettorato … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 3 giugno 2007, 10:12
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America latina
I giornali di oggi raccontano con dovizia di particolari di uno scontro diplomatico tra Brasile e Venezuela, Lula e Chávez. Il parlamento brasiliano, che non è controllato dal PT come in Europa in molti credono, ha condannato Chávez per il caso RCTV. Questo ha risposto in maniera bruta. Itamarati, la Farnesina brasiliana, non poteva non replicare. Ma se i media, intenzionalmente, cercano di mostrare divisioni tra Lula e Chávez ben oltre la realtà, omettono del tutto di contestualizzare il caso. Magari non sono neanche troppo in malafede, semplicemente chi scrive da Roma, Washington o Madrid, non sa di cosa parla.
IL CONTESTO Durante tutto il primo mandato di governo del Presidente brasiliano Lula, la stampa brasiliana e mondiale lo ha continuamente tenuto sulla … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 31 maggio 2007, 12:47
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Dialoghi
Con Annamaria de Paulis, Gianfranco Coccoli, Raffaele Della Rosa, Maria Stefania Giudici, Jean-Paul Haessig con risposte mie
Annamaria de Paulis: ricordo Repubblica su Panama ai tempi della crisi di Noriega, quando ancora ero giornalista. Arrivò un corrispondente serio, che cercò di vedere le cose con una certa obiettività, invece di limitarsi a demonizzare Noriega e vedere gli altri come santi martiri… In un paio di giorni fu sostituito, indovina da chi? Da… Lucia Annunziata.
Gennaro Carotenuto: Cara Annamaria e tutti. Sempre più spesso ricevo richieste di spiegazioni: perché lo fanno? Perché ieri sera il TG3 ha messo insieme la Cina dove non c’è nessuna libertà di espressione con la Russia, dove c’è a tuo rischio e pericolo, e il Venezuela dove le manifestazioni dell’opposizione si fanno con un maxischermo per ogni piazza di Caracas? Fanno d’ogni erba un fascio nell’unica intenzione che gli spettatori, anche quelli del TG3, non capiscano nulla.
Lo fanno perché ci sono delle pressioni enormi in tal senso. Da dentro e da fuori le redazioni per creare mondi virtuali e realtà precostituite dove in Colombia va tutto bene (o non esiste) e in Venezuela va tutto male.
I motivi a mio modo di vedere sono tre e se ne potrebbe scrivere un libro:
1) gli interessi economici europei fanno che … Leggi tutto
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